Dino Pedriali

Le immagini prodotte da Dino Pedriali sono "opere d’arte figurativa" protette da © by SIAE

 


 


Maestri della fotografia

Dino Pedriali

Edizioni PostCart
 


Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Questo ritratto-icona di Pier Paolo Pasolini
viene spesso sfruttato a scopi commerciali
senza il consenso ne la citazione dell'autore
Dino Pedriali. Per saperne di più...

 

 

Cofanetto a tiratura limitata

9 biglietti con busta a cofanetto

© 1998 Dino Pedriali per le fotografie

© 1998 PostCart s.r.l.

Progetto grafico: Donata Piccioli

ISBN: 8020085000674

Prezzo: Lire 16.000


Copyright © Dino Pedriali by SIAE
 

Dino Pedriali 1990
 

 

 

Purtroppo il ritratto di Pasolini viene da molti considerato come un'icona
e perfino la RAI ha realizzato un TG2 DOSSIER andato in onda il 27/10/2008
"Pier Paolo Pasolini: Io so" by RAITVcultura di Giorgio De Luca,
sfruttando questa ed altre opere d'ingegno depositate anche in SIAE senza l'autorizzazione degli aventi diritto,
ovvero l'Autore Dino Pedriali che non è stato neanche citato.


 

 
nudo

http://www.dialogotv.it/portale/news/DTVnews_vedi3_dialogo2.php?numero=1994

In Triennale la mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini - Fotografie di Dino Pedriali, sensibile fotografo che fu assistente di Man Ray e autori di servizi fotografici a De Chirico, Andy Warhol, Fellini. L'esposizione che raccoglie gli utlimi scatti prima della barbara uccisione del '75, è un reportage che mostra il mondo privato del Poeta che chiese proprio a Pedriali di illustrare il suo romanzo Petrolio nel quale voleva entrare con tutto il suo corpo e le sue parole. Oltre a bellissime immagini che rimandano alla poetica e all'immaginario pasoliniano, molti nudi (in bianco e nero e dal vivo). Intervista al direttore della Triennale Andrea Cancellato e all'editore Giovanna Forlanella di Johan & Levi.

Servizio di: Francesca Esposito
Tecnico: Giovanna Tralli

 

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cinema/2011/06/14/visualizza_new.html_817537778.html

Pasolini,ultime foto in mostra a Milano
Immagini scattate poco prima che morisse, in diverse e' nudo
14 giugno, 16:56(ANSA) -MILANO, 14 GIU- Foto di Pier Paolo Pasolini pochi giorni prima che venisse ucciso, il 2 novembre 1975, sono in mostra fino al 28 agosto a Milano alla Triennale. Sono 78 scatti in bianco e nero, fatti dal fotografo romano Dino Pedriali nell'ottobre 1975, soprattutto in casa dello scrittore, a Torre di Chia, vicino a Viterbo. Pasolini e' ripreso attraverso i vetri delle finestre,come fosse spiato. In diverse immagini e' nudo, mentre legge sul letto o si muove per casa.

http://milano.mentelocale.it/comunicati-stampa/10794/

In Triennale presentazione della mostra Pier Paolo Pasolini. Fotografie di Dino Pedriali al cardiopalma. 

L'artista Dino Pedriali ha ricevuto i giornalisti nudo e armato di coltello a serramanico, rivendicando ilriconoscimento della propria professionalità. La paternità delle fotografie, che hanno costruito l'iconografia pasoliniana, è sempre stata esautorata, il copyright Dino Pedriali dimenticato. 

«Nessuno ha mai creduto in me, - grida l'artista - vi chiedo solo di riconoscere i miei meriti». E poi, seduto in fondo alla sala, è scoppiato a piangere. Una reazione emotiva esagerata, ma davvero sentita e commovente che ha lasciato tutti senza parole.

Che qualcosa non andasse, l'avevamo intuito da subito.
All'ingresso della Triennale (viale Alemagna 2), che ospiterà sino al 28 agosto gli scatti dell'intellettuale italiano, gli addetti informano che non sarà possibile rilasciare immagini della mostra, se non su espressaautorizzazione della Siae. E proprio il diritto d'autore ha fatto scoppiare il caso.

Nessuna conseguenza a cose o persone, solo un gran spavento e commozione. Come un personaggio uscito dalla penna e dalla cinepresa di Pasolini, Pedriali ha saputo con il suo accento romano e la suanudità d'animo prima che fisica, mettere in scena la storia di un uomoemarginato da una società incapace ad amare.


http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/1012570/il-fotografo-dino-pedriali-nudo-alla-triennale.shtml

CRONACA

14.6.2011

Il fotografo Dino Pedriali nudo alla Triennale

Protesta contro l'uso improprio delle immagini e la strumentalizzazione di Pasolini da parte della politica.

21,39 - Alla presentazione odierna alla stampa alla Triennale di Milano della mostra: "Pier Paolo Pasolini, fotografie di Dino Pedriali", il famoso fotografo, amico di Man Ray, che aveva ritratto il poeta una quindicina di giorni prima della sua tragica fine, si è messo a nudo con un coltello in mano inveendo contro l'editore del libro, contro la mostra stessa e contro la stampa. Motivo il mancato riconoscimento dei diritti di copyright da parte dei giornali e del uso improprio delle immagini e la strumentalizzazione di Pasolini da parte della politica.

La sua battaglia per la difesa del corpo del Poeta lo ha portato poi a divenire un autore di nudo. Ma l'esperienza vissuta a 25 anni lo ha segnato profondamente. Nel 1975, quando ero direttore del Le Arti, mi propose degli scatti voluti da Pasolini per illustrare il suo romanzo "Petrolio" (realizzati in 15 giorni tra Sabaudia e Chia), dalle immagini molto crude che non accettai di pubblicare. 

Non così sono quelle in mostra e nel libro, che lo ritraggono quasi fosse inconsapevole, attraverso il vetro dall'esterno della casa tanto amata di Chia o perso nelle ombre dei boschi o ancora alla scrivania nell'atto di scrivere. Un mistero quelle foto che si aggiungono a quello della sua fine che il mio amico Giuseppe Zigaina, e grande amico di Pier Paolo, afferma essere stata meticolosamente concepita e organizzata "come montaggio del film della sua vita". 


http://www.tgcom.mediaset.it/mostre/fotogallery/1003703/il-fotografo-dino-pedriali-nudo-alla-triennale.shtml

MOSTRE - Alla presentazione alla stampa alla Triennale di Milano della mostra: "Pier Paolo Pasolini, fotografie di Dino Pedriali", il famoso fotografo, amico di Man Ray, che aveva ritratto il poeta una quindicina di giorni prima della sua tragica fine, si è messo a nudo con un coltello in mano inveendo contro l'editore del libro, contro la mostra stessa e contro la stampa. Motivo il mancato riconoscimento dei diritti di copyright da parte dei giornali e del uso improprio delle immagini e la strumentalizzazione di Pasolini da parte della politica. (Foto di Gianni Marussi)

 

Foto 4
Dino Pedriali nudo alla Triennale di Milano (c) Foto di Gianni Ettore Andrea Marussi, Milano 14 giugno 2011
 

 

 

 

 

 

Dal 17 marzo 2011

Festa dell’Unità Nazionale

è uscito in libreria "Pier Paolo Pasolini" del Fotografo Dino Pedriali

edito da Johan&Levi Editore, pp. 120, Euro 38,00

 


ISBN: 8860100569 - ISBN-13: 9788860100566

 


Presentazione del volume "Pier Paolo Pasolini"

Giovedì 7 aprile 2011 ore 19.00
Libreria Altroquando
Roma, via del Governo Vecchio 80/82/83
Tel. +39.06.6879825
www.altroquando.com

Presentazione del libro fotografico “Pier Paolo Pasolini. Fotografie di Dino Pedriali”.
Incontro con il fotografo Dino Pedriali che dialogherà con Maurizio Giovanni De Bonis
sull’importanza documentaria e storica di quegli scatti.
 

 

 Il volume raccoglie 78 immagini dedicate a Pier Paolo Pasolini
 tratte dal servizio che Dino Pedriali scattò la seconda settimana dell’ottobre 1975.

 Pedriali fu chiamato da Pasolini stesso per eseguire, in due sessioni di due giorni ciascuna,
 un servizio fotografico tra le due case di Chia e Sabaudia, immagini che, secondo il fotografo,
 Pasolini avrebbe voluto inserire nel suo ultimo romanzo, uscito postumo: Petrolio.

 Pedriali doveva rivedere Pasolini per mostrargli le fotografie proprio il 2 novembre 1975,
 il giorno in cui il corpo del poeta fu ritrovato al Lido di Ostia.

 Come in un film le immagini ci guidano con struggente intensità nella vita dell’eclettico intellettuale,
 nei suoi momenti di lavoro e di svago – mentre scrive, corregge, disegna –, nel suo vagare per le strade,
 nel suo buen retiro medievale fino a entrare nell’intimità della sua stanza,
 dove Pasolini viene fotografato nudo dall’esterno della casa,
 in un gioco di studiata sorpresa e inconsapevolezza,
 un accordo tra fotografo e fotografato affinché gli scatti sembrassero “rubati”.

 Un viaggio inedito tra fotogrammi che diventano con questo volume patrimonio pubblico e condiviso,
 testimonianza ultima del lascito di Pasolini e della valenza artistica di Dino Pedriali,
 un rimando continuo alla poetica e all’immaginario dei film pasoliniani.

 

L'annuncio in anteprima è stato dato
dal settimanale L'ESPRESSO n. 8 del 24 febbraio 2011
alle pagine 64-67

 

Un secondo articolo
a commento del testo di Dino Pedriali
presente nel libro
è stato pubblicato il 27 febbraio 2011
dal quotidiano
IL GIORNALE

 

Nelle foto che seguono, il Maestro Dino Pedriali sfoglia l'espresso con le sue immagini © Foto di Luca Pagni, Roma, 18 febbraio 2011 h. 12.47.26

   

 

Il Corriere della Sera
ha dedicato alll'uscita del libro
la pagina 41 CULTURA
di domenica 13 marzo 2011


http://archiviostorico.corriere.it/2011/marzo/13/Fotografami_qui_sara_uno_scandalo_co_9_110313061.shtml
Per le foto: © Dino Pedriali by Siae 2011
 

 

"E’ il 26 marzo 2010 quando l’onorevole Walter Veltroni, in una lettera aperta al ministro Angelino Alfano, chiede la riapertura delle indagini sul caso Pasolini in seguito alle dichiarazioni del senatore Marcello Dell’Utri riguardo uno dei capitoli scomparsi di Petrolio, “Lampi sull’Eni”. Volendo essere più precisi il senatore in occasione della fiera del libro di Milano, dichiarò di essere in possesso del manoscritto scomparso di Petrolio, in cui pare ci fossero rivelazioni inquietanti sull’Eni e sulla storia italiana, manifestando la propria volontà di renderlo pubblico proprio durante l’evento, cosa che poi quasi ovviamente non accade. Le indagini per la morte di Pier Paolo Pasolini vengono però riaperte. Qualcosa si muove, dal pm Francesco Minisci vengono disposte nuove analisi, affidate ai Ris di Parma, sui reperti conservati al museo di criminologia di via Giulia a Roma. Tutto sembra essere rimesso in gioco, tutte le strade sono nuovamente aperte. Pasolini torna a morire, come una storia che si ripete all’infinito senza una risoluzione."

 

Cit.: http://www.levanteonline.net/primo-piano/approfondimenti/3767-speciale-pier-paolo-pasolini-una-vita-violenta4.html

 

 

 

Giovedì 4 novembre 2010
presso la Feltrinelli Libri e Musica in Piazza Colonna a Roma
 Andrea Cortellessa e Walter Siti
hanno presentato il nuovo libro
di Marco Belpoliti
 PASOLINI IN SALSA PICCANTE

edito da Guanda

 

Foto di Luca Pagni © Roma 4 novembre 2010

 

 

Sono trascorsi trentacinque anni dalla morte di Pasolini e forse è venuto il momento di fare con lui quello che il Corvo consigliava a Totò e Ninetto in Uccellacci e uccellini: i maestri si mangiano in salsa piccante. Per digerirli meglio, ingerendo il loro sapere e la loro forza. Andare oltre Pasolini con Pasolini: è quello che si propone Marco Belpoliti nel suo saggio. Partendo dal primo processo, nel 1949, in Friuli, per atti osceni in luogo pubblico e corruzione di minore, passando attraverso la rilettura degli Scritti corsari e delle Lettere luterane, e attraverso l’analisi dei nudi del poeta scattati nel 1975 da Dino Pedriali e le foto inedite di Ugo Mulas sul set di Teorema, sino ad arrivare alla pubblicazione postuma di Petrolio, Belpoliti mostra come la cultura italiana abbia sempre rifiutato l’omosessualità di Pasolini, come non abbia compreso che questa è la radice della sua critica alla "mutazione antropologica", e come oggi si cerchi di fare di lui un martire delle trame occulte degli anni Settanta, quasi per alleggerirsi del senso di colpa nei suoi confronti. Un pamphlet che è un atto d’amore: mangiare Pasolini per onorarlo, per liberarlo dal limbo dei cattivi pensieri e dei falsi perdoni, delle solerti ammirazioni e degli impotenti moralismi che l’hanno tenuto sospeso nei nostri pensieri per tre decenni. Mangiarlo in salsa piccante perché è un maestro. Un grande maestro.

Marco Belpoliti, saggista e scrittore, ha pubblicato presso Guanda Il tramezzino del dinosauro, Il corpo del Capo e Senza vergogna. Ha curato le opere di Primo Levi ed è autore di diversi libri: Settanta, Crolli, La prova, Diario dell’occhio, La foto di Moro. Curatore della rivista-collana Riga (Marcos y Marcos), insegna all’Università di Bergamo. Collabora a "La Stampa" e a "L’espresso".

 

 

 


Video di Luca Pagni © Roma 4 Novembre 2010

Video di Luca Pagni © Roma 4 Novembre 2010

 

 

Video di Luca Pagni © Roma 4 Novembre 2010

 

 

http://www.luigiboschi.it/?q=node/37110
 

Marco Belpoliti e Dino Pedriali: Pasolini in salsa piccante

Gian Carlo Marchesini

Con che sicurezza e scioltezza invidiabili, parlando disinvoltamente a braccio, Andrea Cortellessa, Marco Belpoliti e Walter Siti si affaccendano con acuminati bisturi a sezionare  ed eviscerare il cadavere squisito di Pasolini!  Dicono quello che Pasolini è stato - ne periodizzano passaggi, epoche e fasi -,  dicono quello che non è stato, o che non è più, o è inutile pretendere che sia. Discettano sulla sua vita, le opere, la morte, i fasti e i nefasti della sua omosessualità. Certificano  che Pasolini ha decretato la morte del sacro, del rito, del desiderio e della conoscenza. Proclamano che Pasolini ha da essere mangiato e digerito in salsa piccante, per assimilare così e definitivamente metabolizzare la sua forza, e così basta, per favore, che non se ne parli più! E intanto loro sono lì ben felici di parlarne ancora, e ancora, e ancora. E Teorema, e Petrolio, e Salò, e i fatti di Versuta e Ramuscello che stanno all'origine di tutto, e il corvo che in Uccellacci e uccellini viene mangiato da Ninetto Davoli e da Totò, e le cose migliori di Pasolini, le scintille del suo maglio, che sono Amado mio e Atti impuri. Ma vuoi mettere però le ceneri di Gramsci, gli Scritti corsari e le Lettere luterane? Ohibò, e dove mettiamo però Il Vangelo secondo Matteo e la Trilogia della  Vita, poi ripudiata  e affogata nelle terribili giornate di Sodoma/Salò?

E Pasolini era contro i capelloni perché lui adorava, dei ragazzi ,- oltreché beninteso il rigonfio nei pantaloni - specialmente "il colpo di pollice" della nuca, e quindi odiava l'affermarsi della moda dei capelli a cascata perché diffondeva l'immagine di un tipo di ragazzo androgino che privava il poeta della voluttà di esercitare sulle nuche adorate dei ragazzi il suo voyeuristico sguardo estetico.  E la santinizzazione di Pasolini da parte della sinistra ne ha fatto un laico padre Pio, l'oracolo cui chiedere responsi su tutti gli enigmi tragici di questi tempi oscuri. E la giallizzazione della sua morte, l'efferato e feroce delitto politico, i mille risvolti e retroscena - e il capitolo Lampi sull'Eni scomparso dalla versione originaria di Petrolio, ritrovato da Dell'Utri e poi nuovamente scomparso. Ma  no, ma guardate che Pasolini in realtà quel capitolo non l'aveva mai scritto, e le poche cose che sapeva le sapeva in quanto normale lettore dei giornali e dell'Espresso...

E l'omosessualità di Pasolini che è, tra le tante possibili, tutta particolare sua: e cioè quella di uno sguardo possessivo innamorato dei ragazzi, i ragazzi di Versuta e Ramuscello, di un innamorato cioè che pretende di essere amante e maestro unico e assoluto, di chi è gelosissimo e non tollera che ci sia anche una sola ragazza nei paraggi a lui alternativa e concorrente. Pasolini che non ama i gay, tantomeno se uomini adulti, ma solo ragazzi rigorosamente eterosessuali, e non omologati e livellati dall'ideologia dei consumi. Pasolini che non vuole in fatto di eros rapporti paritari, ma solo animaleschi al limite dello stupro, o celestiali e divini immersi nella luce del rito e del mito. Pasolini che sotto sotto, ma neanche tanto, l'omosessualità la disprezza, anche la propria, la considera un meno, non un più, perché sotto sotto, ma neanche tanto - questo gli rimproverava Dacia Maraini - Pasolini era anche misogino, e assimilava, come detta il vero fondo ancestrale della cultura patriarcale, il ruolo del maschio omosessuale a quello vile passivo femminile. Insomma, sulla omosessualità/pederastia del Nostro, un quadro piuttosto complicato e problematico.

E se, e ma , e però... e via pasolineggiando tra i tre esperti conoscitori che sciorinano giudizi, fatti, aneddoti, episodi nella cripta gelata della libreria Feltrinelli sotto la galleria Alberto Sordi, davanti a noi pubblico affascinato, mediamente un po' troppo sull'anziano ragnateloso, molte le donne, pochissimi i giovani.

 

Fino a quando, dai meandri e tra le colonne delle retrovie si fa avanti un personaggio squisitamente pasoliniano,  afferra il microfono e inizia un suo personale show fatto di strepiti e urla intervallate da sonore e colorite bestemmie. Si tratta -  colpo di scena  sbalorditivo -  di Dino Pedriali, fotografo oggi sessantenne che nel 1975 riprese, nelle stanze della torre di Chia, Pasolini nudo, ricavando del corpo dello scrittore una sequenza iconografica rimasta celebre. E ora è lì, vestito di uno sfarzo burino, a gridare con una orribile voce cigolante e rauca che il libro di Belpoliti, per la parte dedicata al commento a quelle foto, non solo non gli rende giustizia, ma anzi lo tradisce, penalizza e umilia. Anzi, a dirla intera, l'autore del libro è proprio uno stronzo bugiardo e traditore. Ma come, sulla scena e i retroscena avrebbe potuto intervistarlo, quale migliore fonte originale e autentica di lui? E invece niente, Belpoliti si era accontentato della versione di un certo Schwarz, suo rivale e nemico. E intanto Pedriali urla e inveisce agitando il microfono come una clava, al punto da temere che possa da un momento all'altro scaraventarlo sulla testa del povero Belpoliti, pallido e basito.   Insomma, al di là dell'indiscutibile interesse dei contributi dei tre critici e studiosi relatori, io credo che Pasolini si sarebbe divertito un sacco all'irruzione dell'amico fotografo, così visceralmente borgataro nelle sue invettive e bestemmie che io per qualche istante ho pensato che il tutto fosse stato architettato per lanciare meglio il libro. Perché a quel punto la presentazione si trasforma in un happening con parte del pubblico che inveisce gridando, altri che implorano il silenzio, altri ancora che temendo la rissa si alzano di scatto per guadagnare lestamente l'uscita e mettersi in salvo.

Per dare il colpo di grazia e finire in bellezza, Dino Pedriali prende una copia del libro dalla teca in cui sta esposta come santa reliquia, per scaraventarla a terra e calpestarla manco fosse una serpe malefica.

Insomma, al di là di ogni previsione, Pier Paolo Pasolini ha avuto in verità una cinematografica attualissima e realmente piccante presentazione.

Altro che dichiararlo superato, sorpassato e postumo.. !

 


La malafede di Marco Belpoliti è dismostrata dal fatto che non avendo risposto alle mie domande inviategli via email il 3 novembre (il giorno prima della presentazione) sebbene lo avessi avvertito che in caso di non risposta lo avrei interrogato pubblimante, evidentemente voleva stare al gioco credendo di dare solo un po' di colore alla serata.
Ma così non è stato grazie alla presenza di Dino Pedriali che NON era stato invitato dal Belpoliti ma dal sottoscritto che gli ha dedicato la pagina web
www.photographers.it/articoli/dinopedriali.htm Dino Pedriali solo dopo la serata mi ha confidato che Marco Belpoliti lo aveva contattato il 29 giugno 2010 per sottoporgli la prima stesura di un testo "DUE CORPI" commissionato dalla casa editrice Johan & Levi diGiovanna Forlanelli,
in cui la moglie di Marco Belpoliti lavora come grafica, da pubblicarsi in una monografia di prossima uscita. Dopo la bocciatura del testo, Marco Belpoliti lo ha riscritto cambiandone e manipolandone le situazioni descritte
ed inviandone una seconda stesura in data 15 luglio 2010 ma pure questa non corrispondeva al vero tanto che Dino Pedriali l'ha respinta e corretta.
Nonostante tutto questo, Marco Belpoliti ha riportato il testo nel libro "Pasolini in salsa piccante" mutandone il titolo in "DOPPIO CORPO" forse sperando che un chiacchiericcio non possa che giovare alla vendita del libro con cui si cerca di gettare nell'oblio sia Pasolini che Pedriali.
Questa bieca operazione deve essere fermata !  

Roma 7 novembre 2010

                                                                               
Luca Pagni

 

 

 

Lunedì 20 settembre 2010 alle ore 20

la Résidence des Artistes (Kalaa Kebira - Tunisia)

presenterà in anteprima il corpus fotografico

Carol Rama Self-portrait

con l'artista torinese ritratta nella propria abitazione da Dino Pedriali

"Maestro della fotografia romano di fama internazionale"

 


Carol Rama ritratta da Dino Pedriali, Torino 2005, Stampa ai sali d'argento su carta baritata 40x40 cm., tiratura 1/1

La mostra resterà visitabile dal 21 settembre al 20 ottobre 2010
 

Collection Privée (c) Texte et Images Residénce Des Artistes

 Trentotto scatti rendono omaggio all’amica e raccontano la grande artista, il corpo nudo, l’atelier, gli oggetti, le opere e Torino, la sua città, diventando […] lo sfondo di un romanzo esistenziale in cui Carol Rama mette in scena se stessa, gli oggetti d’uso quotidiano, gli strumenti di lavoro o semplicemente quei “feticci”, che l’artista torinese ha sempre detto di amare e che “portano sgomento, erotismo nella vita di tutti i giorni”. Tra le rotaie del tram ed il portone di casa compaiono quei “quadri sguaiati”, quelle opere di Rama che insieme alla sperimentazione sulla propria figura ed il proprio corpo hanno fatto della torinese una delle più grandi artiste italiane del novecento. Se la città, l’abitazione e gli oggetti fanno da sfondo al romanzo esistenziale di Rama il suo corpo nudo, il corpo invecchiato di una donna che della vita ha fatto materia di sperimentazione artistica, si presenta invece come la dichiarazione di una vita spesa per l’arte, di un’esistenza esteticamente costruita e vissuta, di una vita che attraverso l’arte lancia la sua ultima sfida, facendo della vecchiaia orgogliosa e sfrontata ultimo ed importante elemento significante (Roberto Mastroianni).

[…] il lavoro di Dino Pedriali è un vero e proprio atto d’ amore verso le persone e verso le cose. In questa ottica ha inventato, si potrebbe sostenere, una sorta di racconto figurativo fatto di sole immagini che non hanno bisogno di didascalie per spiegarsi ma soltanto di essere disposte secondo un ordine che è essenziale alla comprensione del tutto. […] L’allievo di Man Ray e l’estimatore a oltranza di Andy Warhol esprime il desiderio di entrare e di immergersi in uno spazio e in un tempo che hanno attratto la sua attenzione e di sostarvi martellando incessantemente sull’unico tema che gli sta a cuore di fronte ai suoi personaggi: il riconoscimento e il disvelamento di quella impalpabile essenza che è vivere la vita in un’ ottica integralmente artistica senza altro progetto che non sia quello della scoperta del sé e della comunicazione agli altri, con il solo strumento dell’ immagine, di quelle verità che sono ignote a noi stessi. La storia delle foto scattate nel giugno del 2005 a Carol Rama sono emblematiche di tutta la sua carriera. L’artista sa, in ogni occasione e più che mai in quella occasione, che il soggetto delle sue rappresentazioni è sostanzialmente l’autore delle immagini anche se non è la sua una specie di “foto automatica” a simiglianza della “scrittura automatica” dei surrealisti ma, all’opposto, è un progetto solidamente strutturato. […] Dino persegue, così, un suo inquieto inno alla vita. E’ un artista puro che ha sempre davanti agli occhi quello che lui definisce il più grande art director della storia, quell’Andy Warhol che su di lui ha lasciato un segno indelebile indirizzandone il temperamento e esaltandone la ricerca (Claudio Strinati).

Il catalogo dell’artista, prodotto dalla Résidence des Artistes,

contiene testi critici a cura di Claudio Strinati e Roberto Mastroianni.

 

 

 Immagini di questa mostra NON sono state esposte a Roma

 nel 2007 presso la Galleria Luxardo

nella cancellata mostra “…ti voglio bene”.“Io di più!” (l’arte di Carol Rama)
 

 

 

 

9 - 27 giugno 2010

la Fondazione Arnaldo Pomodoro

(via Andrea Solari 35, Milano)

espone la mostra fotografica collettiva

STILL aLIVE
 

Fotografie di Aurelio Amendola, Gianni Berengo Gardin, Simone Bergantini, Antonio Biasiucci,
Fulvio Bortolozzo, Enrico Cattaneo, Enzo Cei, Ferdinando Cioffi, Bruno Del Monaco, Alessia De Montis,
Paola Di Bello, Alessandro Di Giugno, Fabio Donato, Giovanna Gammarota, Ico Gasparri, Raffaella Mariniello,
Nino Migliori, Carlo Orsi,
Dino Pedriali, Luca Piovaccari, Oliviero Toscani, Giuseppe Varchetta, Nicola Vinci.

 

Tutta l’arte, al pari della filosofia e della religione, si offre sotto il segno del mistero della morte e della condizione umana al suo cospetto. Dalla monumentalità antica a Caravaggio, da Brueghel a Damien Hirst, non c’è momento della storia dell’arte in cui il senso della vita non sia stato affrontato a partire dal suo epilogo o in vista di un superamento di questo. In tale prospettiva l’arte ha spesso camminato a fianco della medicina, diventando a volte essa stessa "cura", come dimostrano le esperienze sempre più diffuse di "arte terapia". A 33 casi clinici risolti sono stati abbinati 23 artisti-fotografi che hanno conosciuto gli ex pazienti, ne hanno appreso le vicende e scrutato l’animo. In alcuni casi sono nate amicizie e, grazie alla disponibilità di ciascuno, è avvenuto che da tutti gli incontri si originassero altrettante opere fotografiche.

Notissimi autori e giovani meno conosciuti, tutti di grande talento, offrono un messaggio positivo e una speranza in più ai malati e ai loro familiari, ma anche un "ritratto" più veritiero sulla prognosi e sul destino di chi si trova a percorrere questa esperienza drammatica. Come è naturale, eterogenei sono stati i punti di vista degli autori. Alcuni hanno adottato un criterio narrativo, cogliendo con grande sensibilità significativi momenti del quotidiano dei soggetti ritratti ed evidenziando il loro ritorno alla felice consuetudine dell’ordinario. Altri hanno adottato un linguaggio più metaforico, con un
notevole equilibrio tra valore intrinseco dell’immagine e suo portato concettuale. Altri ancora si sono affidati alla sapienza dei loro scatti per condensare in una precisa e magica iconografia quel che solo l’arte può offrire senza l’ausilio o la mediazione di altre esperienze culturali.

 


http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8857205983

Il volume Still aLive. 33 storie di chi ha vissuto e vinto la lotta contro il cancro
è stato realizzato grazie al sostegno del Centro Studi Mundipharma.

 

 

 

 

 

Autoritratto di Dino Pedriali

 

http://www.photographers.it/view_news.php?id=1756

La camera dello sguardo. Fotografi italiani

dal 18 dicembre 2009 al 21 marzo 2010

presso Palazzo Sant’Elia in via Maqueda 81 a Palermo
 
 
  •  

 

 

 

 Titolo: La camera dello sguardo

 Autore: Bonito Oliva Achille

 Editore: Peliti Associati

 Data di Pubblicazione: 2009

 ISBN: 8889412410

 ISBN-13: 9788889412411

 

 

 

 

Il 10 dicembre 2009 presso il MAXXI a Roma
è stata consegnata una "menzione speciale" del "PREMIO TERNA 02"
alla carriera dell'artista Dino Pedriali
alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi.




Foto di Dino Pedriali  © Miraggio ( http://www.premioterna.it/it/scheda/miraggio )

 

Roma, 23 ottobre 2009

 La Giuria del Premio Terna 02 per l’Arte Contemporanea

 presieduta da Luigi Roth e da Flavio Cattaneo, Presidente e Amministratore Delegato di Terna,

 e composta dai curatori del Premio:

 Gianluca Marziani e Cristiana Collu, da Massimiliano Fuksas, Matthew Higgs, Giuseppe Piccioni, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Vicente Todolì e Luigi Ontani,

 ha decretato, tra i finalisti degli oltre 3.500 partecipanti, le opere vincitrici delle categorie Terawatt, Gigawatt, Megawatt e Connectivity.

 



 

 La Giuria ha conferito una menzione speciale a Dino Prediali, con l’opera “Miraggio”,
 come riconoscimento sia per qualità dell’opera, sia per il valore di una carriera coerente e rigorosa.

 

 

Dino Pedriali e i suoi amici

A cura di Janus

Da venerdì 25 settembre 2009 a  venerdì 13 novembre 2009

 

Paolo Tonin Arte Contemporanea - Palazzo della Chiesa di Roddi - Via San Tommaso 6, Torino


http://www.toningallery.com/


Foto di Dino Pedriali  © Andy Warhol e Carol Rama,  Roma 1975
 



Foto di Dino Pedriali  © Danilo Donati (e le bambine) 1988

 


Foto di Dino Pedriali  © Luigi Ontani 2002

 


Foto di Dino Pedriali  © Pier Paolo Pasolini sul ponte di Sabaudia 1975

 


Foto di Dino Pedriali  © Rudolf Nureyev (al trucco) 1980



Le ventinove fotografie raccolte sotto il titolo “Dino Pedriali e i suoi amici”,
rappresentano una sintesi del lavoro fotografico che Pedriali ha svolto nel corso della sua attività artistica:

Gli scatti nello studio parigino di Man Ray insieme a Juliet e Luciano Anselmino, allora titolare a Torino della galleria “Il Fauno”,
in un’ immagine surrealista con la maschera;

Il reportage realizzato durante “ Il viaggio in Italia” di Andy Warhol in un momento con Liza Minnelli e Carol Rama, a Roma;

Le immagini celeberrime che destinate ad integrare l’opera postuma “Petrolio” di PierPaolo Pasolini;

Io sguardo sul cinema con i ritratti di Marcel Carné e Danilo Donati e la presenza, non meno importante,
della più grande sceneggiatrice italiana Suso Cecchi D’Amico;

Il momento di intimità in camerino prima dello spettacolo, durante il trucco, di Rudolf Nureyev,
che assume valore assoluto, dell’espressione e del corpo dell’uomo, nel nudo e nel ritratto in pieno giorno;

Le note pensate e rimaste nell’aria, alla fine dell’esecuzione, nell’incredulità che avvolge lo spettatore prima dell’applauso,
nello sguardo di Renata Scotto.

Pedriali vuole condividere il privilegio di questi incontri anche con chi è meno noto, ma ha lo stesso valore evocativo “d’opera” che è:

“…Una rivelazione autonoma dell’apparecchio fotografico, con la complicità dell’artista.”

La passione per l’arte, che difende sopra ogni cosa, lo ha spinto da sempre verso lo studio del nudo,per lui vocazione irrinunciabile e che ha bisogno di artisti e testimoni, (questa è la ragione della presenza di Luigi Ontani e del compianto Giacinto Cerone), per non essere dimenticato.

Testo di gianluca bemporad

 

 
Le case di Alda Fendi pensate da Raffaele Curi con undici asserzioni di Man Ray.

 

Presentazione del volume
De rebus. Le case di Alda Fendi pensate da Raffaele Curi con undici asserzioni di Man Ray
Con festa ad inviti il 18/12/2008 dalle ore 22 alla Galleria Foro Traiano 1 a Roma.

 

 

 


Il progetto intende trasmettere un nuovo modo di concepire l'abitazione,
sperimentando nuovi schemi allontanandosi nettamente da quelli usuali
a cui siamo abituati e distante da alcune avveniristiche concezioni di architetti e interior design del nostro tempo.

 In occasione dell'incontro,
la Fondazione ha allestito una mostra di 83 ritratti di Man Ray realizzati da Dino Pedriali
facenti parte della collezione privata di Alda Fendi.

 

 



 

 

 

 

www.premioterna.it

 

Dino Pedriali e Carol Rama

tra i Finalisti Categoria Terawatt

Il 21 novembre 2008 al Palazzo delle Esposizioni di Roma
- all'interno della VII Settimana della Cultura D'impresa organizzata da Confindustria -
si terrà un incontro sul tema "
La promozione del talento italiano: il PremioTerna e lo Young Blood".

 

 Dal 26 al 30 novembre 2008
al Palazzo delle Esposizioni
avrà luogo un evento espositivo con tutte le opere dei Terawatt,
dei 14 premiati Gigawatt e Megawatt e dell'opera più votata online.

 


 

 

 

http://www.premioterna.it/opere/scheda/1578/Senza%20titolo

 

 

Senza titolo"   [cod.1578]
Inchiostro su Innova smooth cotton hight white, 100 x 260, 2008

Categoria: Terawatt
Da Roma, Dino Pedriali
 

Profilo dell'artista
Nome: Alfredo Cognome: Pedriali
Pseudonimo: Dino Pedriali
Data di nascita: 25/09/1950 Luogo di lavoro: Roma
Sito web:  Galleria di riferimento: Vision quest contemporary photography - genova

Statements: In un'epoca in cui il consumismo sempre più sfrenato inizia a mettere in crisi le risorse energetiche della Terra, ho ritenuto fondamentale riportare l'attenzione sull'uomo, raffigurandolo in tutta la sua forza e la purezza. Infatti non soltanto la sua straordinaria energia interiore potrà operare un profondo ripensamento e, attraverso l'intelletto e il rispetto per gli altri, trasformarsi in quella rinnovata energia capace di garantire il futuro all'intero pianeta con giustizia ed equità.

 

 




Fabrizio Fratangeli consegna a Dino Pedriali una targa di riconoscimento alla sua opera,
con motivazione: a Dino Pedriali: "Caravaggio della fotografia del '900" cit. Peter Weiermaier.
 

 

 

 

Dino Pedriali

 Romae


Galleria Anna D’Ascanio, Via del Babuino 29, Roma


Data inaugurazione: Giovedì 28 Febbraio 2008, dalle ore 18,30.

Venerdì 29 febbraio apertura serale sino alle ore 24

Dal 28 febbraio al 28 marzo 2008

Opere: 11 fotografie in b/n cm. 200 x 160 e cm. 120 x 55

Stampate in tecnologia INKJET con inchiostri pigmentati


...a due passi da Piazza del Popolo
Dino Pedriali mette a nudo il paesaggio di Roma
in una mostra di grande fascino ed impatto visivo per lo spettatore
che rivisita insieme all'artista le strade di Roma
alla scoperta dei luoghi a Lui cari:
 da Monteverde a Villa Sciarra, all’ Ostiense, al Flaminio, sino all’Appia Antica.

Poche tappe, pochi essenziali scatti:
l’aquila di un particolare del Fontanone, il cane di pietra a Villa Sciarra,
il gasometro, lo scarabeo dell’Auditorium,l’Ara Pacis, la Villa dei Quintili e Villa Adriana.

Con 11 immagini fotografiche in b/n, di grandi dimensioni (cm.200x160 e cm.120x55)
stampate in tecnologia INKJET con inchiostri pigmentati,
Dino Pedriali si scrolla di dosso le etichette con cui è universalmente conosciuto:

"fotografo maledetto", "Caravaggio della fotografia del '900" e "amico di Pier Paolo Pasolini.

Dino Pdriali, con questa importante mostra,
dimostra finalmente di essere una cosa sola: ARTISTA.





Galleria Anna D’Ascanio S.a.s - 00187 Roma -
Via del Babuino, 29 - P. IVA: 06 32 62 11 007
tel.: 06.36 00 18 04 - fax: 06.32 42 6 42 -
www.galleriadascanio.it - e-mail: info@galleriadascanio.it

 

 

 

 

 

 
 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Campo del Ghetto Nuovo, Cannaregio 2909 - Venezia
http://www.ikonavenezia.com/

 

Il 13 settembre 2007, alle ore 18

verrà inaugurata a Venezia nella sede di IKONA PHOTO GALLERY in Campo del Ghetto Nuovo

la mostra:
“Il Velodromo”, fotografie di Dino Pedriali.

 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE


Copyright © Dino Pedriali by SIAE


Copyright © Dino Pedriali by SIAE


Copyright © Dino Pedriali by SIAE


Copyright © Dino Pedriali by SIAE


Copyright © Dino Pedriali by SIAE


Copyright © Dino Pedriali by SIAE


Copyright © Dino Pedriali by SIAE


Copyright © Dino Pedriali by SIAE

 

 

 

TITOLO DELLA MOSTRA

 

 

IL VELODROMO

fotografie di DINO PEDRIALI

LUOGO

Ikona Venezia

Campo del Ghetto Nuovo, Cannaregio 2909

INAUGURAZIONE

Giovedi 13 settembre ore 18

DURATA

dal 13 Settembre al 18 Novembre 2007

ORARIO

dalle 11 alle 19 – chiuso il sabato

MOSTRA A CURA DI

Živa Kraus, Ikona Photo Gallery

in collaborazione con

Comune di Venezia, Assessorato alla Cultura

Musei Civici Veneziani - Museo Fortuny

 

 

…Come nel 1965, alla vigilia del campionato italiano di ciclismo su strada, categoria giovanissimi.

 

La mattina della gara l’appuntamento è all’EUR, piazzale Sturzo dove si svolgono i controlli,
punzonatura delle biciclette dei partecipanti.

 

La partenza è davanti al Velodromo.

 

Mi avvicino ad un motociclista della polizia municipale:

"E’ lei la staffetta di coda?..., Si ?. bene…, allora quando te lo dico accendi la sirena
e come si dice , beati gli ultimi che saranno i primi. E sai perché ?,…ho sognato stanotte come devo condurre la gara".

 

Mi sorride.

Pronti per la partenza.

 

Il percorso è Roma-Ostia, Via!
 

Mi avvicino al motociclista:

 

“ Quando entriamo per la via del Mare (per intenderci la via Ostiense)
a seicento metri dal curvane che ci ricollega all’EUR,
accendi la sirena ma non mi stare troppo vicino,
e quando arrivo alla curva sotto il ponte rallenta,
raggiungimi subito dopo.”

 

Ecco come ho svolto la gara:
ero in coda al gruppo e controllavo
a distanza che nessuno dei ciclisti in testa prendesse troppo vantaggio sul gruppo centrale,

poi è successo come nel sogno: il traguardo in pista ed io l’ultimo ad entrare,

i ciclisti divorati e sommersi di fango. Poi spariscono i ciclisti, sparisce il fango,

entro e vinco, perché la regola è che vince chi resta.

 

In questo modo mi sono aggiudicato il campionato italiano Libertas

Io unico superstite di quella apocalittica scena.

 

Come queste foto. Rivelatrici. Da fine di una civiltà. Per una nuova. 
 

(Il Velodromo, Dino Pedriali)

 

 

In questi scatti, il fotografo romano, coglie il disfacimento che il tempo e l’incuria hanno causato alla pista romana dedicata a Fausto Coppi e costruita nel 1960 per le Olimpiadi di Roma. Con la sensibilità fotografica che contraddistingue i suoi lavori, Pedriali, mostra la cronaca di una struttura architettonica sempre più evanescente e la memoria autobiografica di un luogo.

Definito da Peter Weiermair il Caravaggio della fotografia del Novecento per la sua “estetica della luce” e per la nobilitazione di modelli presi dalla strada, Dino Pedriali, ha saputo cogliere con il suo obiettivo scene di genere sulla spiaggia di Ostia, ritratti di giovani drogati, ragazzi di strada e “ragazzi di vita” di Roma, grandi personaggi della cultura come Segal, Manzù, De Chirico, Zeri, Rama, Moravia, Fellini, Nurejev, Warhol, Man Ray (che lo indusse alla fotografia), Pasolini (fotografato nella sua casa di Chia nel 1975 per il libro Petrolio poco tempo prima della suo tragico assassinio). Celebre per i suoi nudi, presentati presso la Galleria Ikona nel 1982 e accompagnati da un’intervista del fotografo ad Alberto Moravia, e per le sue nature morte, è evidente l’eredità lasciata dallo studio della pittura antica che rende i primi scultorei, astratti e fa risorgere come forma pura gli elementi “morti” delle sue nature.

 

Casella di testo: per informazioni: ikona venezia   ) 6 +39 0415289387   +  mail@ikonavenezia.com

 

L’evento è curato da ŽIVA KRAUS fondatrice e direttrice di Ikona Photo Gallery dal 1979.


La mostra resterà
aperta fino al 18 novembre 2007

dalle ore 11 alle 19 (chiuso il sabato)
 

 

 

 

 

 

G a l l e r i a   L u x a r d o


presenta


Dino Pedriali

 

Inaugurazione lunedì 5 febbraio 2007 ore 19

 

 

5 febbraio – 31 marzo  2007

Orario di apertura: da martedì a sabato ore 16 – 19,30

Via di Tor di Nona 39 Tel 06 68309555 www.gallerialuxardo.com

Direzione artistica e relazioni esterne Eva Clausen e.clausen@gallerialuxardo.it

 

 

L’arte è togliere. Raggiungere l’essenza delle cose, metter a nudo l’anima, spogliare. Dino Pedriali è celebre per il Nudo a cui ha saputo conferire la dimensione spazio-tempo basata su un rapporto di messa in scena tra chi fotografa e chi è fotografato.  Il Nudo diventa palcoscenico,  corpo dell'Anima, le forme – quasi astratte, trasparenti  - sono scolpite dai chiaroscuri della sofferenza e della bellezza. Pedriali ha  reso il Nudo scultoreo, astratto senza togliergli la linfa, la pulsione,  la vita. Al tempo stesso  Dino Pedriali si è dedicato a  ciò che vita non è più e morte non è ancora: la Natura Morta, still life che è vita immobile raggelata, “essenzializzata” . Se la luce era complice nel chiaroscuro del rapporto fotografo –modello nella Natura Morta essa diventa indiscussa protagonista. Essa smaterializza l´oggetto irradiandolo. Nelle Natura morte di Pedriali tutto ciò che è natura, terra madre - frutti, piante, fiori, animali – “muore” per risorgere come Forma Pura. Pedriali spoglia la materia, la scarna, la colpisce con  raggi di luce per rendere  visibile l´invisbile. Nelle immagini di Pedriali si avverte un´ insolita quiete, è  come se fosse arrivata dopo una terribile tempesta e  violenti scontri. E´ come se l´artista avesse fatto a pugni con  la materia per liberarsi da essa, per piegarla alla sua volontà. E se il frutto si arrende più facilmente l´animale pone più resistenza ma alla fine anche esso si trasforma in luce pura e in raggiante purezza.

 

 

Link website pagina curata da Luca Pagni:

www.photographers.it/articoli/dinopedriali.htm

 

 

 

Questa mostra sostituisce...

 

Con grande rammarico
la Galleria Luxardo
si vede costretta a cancellare la mostra

“…ti voglio bene”.“Io di più!”
(l’arte di Carol Rama)
fotografie di
Dino Pedriali

 
che era prevista per febbraio 2007


 

La mostra non si realizza causa veto Tutor di Carol Rama.

 

Con sentenza 1330/06 (fasc. 34262/05 - cron. 4528/06) del 27.2.2006
il Tribunale di Torino ha pronunciato l'interdizione di Carol Rama per "infermità di mente"
come certificato dal Dr VIGNA il 19.09.05.

Con provvedimento 6.4.2006 il Giudice Tutelare ha nominato L'Avvocato Michele Carpano Tutore della stessa.

In tale qualità l'Avvocato diffida la Galleria Luxardo e Dino Pedriali dall'utilizzo delle immagini...
 

Le fotografie sono state realizzate mesi prima della sentenza, nel giugno del 2005,
quando Dino Pedriali su invito di Carol Rama si é recato a Torino.

 

Per rispetto  della grande artista  Carol Rama la Galleria Luxardo  rinuncia alla mostra
ma desidera ancora una volta sottolineare che il lavoro di Dino Pedriali
- consistente in 38 fotografie scelte con la massima cura -
rende pienamente giustizia alla grandezza di Carol Rama, alla sua arte e alla sua vita.

Il lavoro non ha nulla di scandalistico, ma  è  un atto d'amore di Dino Pedriali nei confronti di Carol Rama.  

 

Citiamo il comunicato stampa della Galleria Luxardo:

 

"I due artisti si conoscono dagli anni ´70 quando Pedriali giovanissimo comincia la sua carriera proprio a Torino la città di Carol. Scrive Pedriali: "Ricordo che un giorno di fine inverno accompagnai un gallerista che aveva un appuntamento con un artista che si chiama Carol Rama. Arrivammo nella sua casa studio e da quel momento io e lei diventammo amici. Ero sempre a casa sua. Il dispetto più bello che le facevo era quello di appoggiare la bocca piena di fumo sul suo enorme cespuglio di capelli ricci: soffiavo e sembrava che le si incendiasse la testa. Si divertiva e si arrabbiava, cotonandosi per mandarlo via: "Dino, merdìn , cafìn !, smettila che mi lasci il puzzo di sigaretta e me li devo lavare.". Il lavoro di Dino Pedriali è un omaggio a Carol Rama, un atto d´amore compiuto con la sincerità di un fotografo capace di entrare nelle sfere più intime svelando, ma con rispetto e con riservatezza, i lati meno conosciuti delle persone. Ogni singola foto è un´opera d´arte compiuta, un dettaglio che racchiude in se la storia dell´incontro, una storia che segue un percorso circolare, in cui il punto di partenza e il punto d´arrivo coincidono: la strada dove abita Carol Rama. In mezzo trascorre la vita - passata, presente e futura - che si rivela come un´epifania nelle immagini poetiche e metaforiche di Pedriali."
 

Il lavoro di Dino Pedriali è un omaggio a Carol Rama,  un atto d´amore compiuto con la sincerità di un fotografo capace di entrare nelle sfere più intime svelando, ma con  rispetto e  con riservatezza, i lati meno conosciuti delle persone.

Ogni singola foto è un´opera d´arte compiuta, un dettaglio che racchiude in se la storia dell´incontro, una storia che segue un percorso  circolare, in cui il punto di partenza e il punto d´arrivo coincidono: la strada dove abita Carol Rama. In mezzo trascorre la vita -  passata, presente e futura -   che si rivela come un´epifania nelle immagini poetiche  e metaforiche di Pedriali.   

 

                                   Eva Clausen

 

 

 

 

Questa mostra non si realizza

causa veto Tutor di Carol Rama.

 

G a l l e r i a   L u x a r d o

presenta

 

“…ti voglio bene”.“Io di più!”

(l’arte di Carol Rama)

 

fotografie di

Dino Pedriali

 

5 febbraio – 31 marzo  2007
 

Orario di apertura: da martedì a sabato ore 16 – 19,30
 

Via di Tor di Nona 39 Tel 06 68309555 www.gallerialuxardo.com

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
foto © Dino Pedriali by SIAE, Torino 2005

Inaugurazione: lunedì 5 febbraio 2007 ore 19

 

Dino Pedriali, il grande fotografo di Man Ray, Pier Paolo Pasolini, Andy Warhol, George Segal, Nureyev e  Manzù incontra Carol Rama la celebre artista a cui nel 2003 la Biennale di Venezia ha assegnato il Leone d´Oro della Carriera. Nell´estate del 2005 Pedriali va a Torino e incontra Carol Rama nella casa -studio dell´artista in Via Napione. L´incontro si trasforma in una performance in cui Carol Rama “interpreta” la sua arte, anzi è la sua arte. Solo un grande fotografo come Dino Pedriali poteva saper cogliere  quel momento magico,  fissarlo nelle immagini che raccontano in una parabola la vita e l´arte di Carol Rama.  Pedriali non “ritrae” nel senso classico della parola, ma “ricrea” le persone, nel suo fare fotografia le dimensioni del tempo e dello spazio entrano a pieno titolo, le sue immagini sono scatti del momento da cui traspare il passato e si intravede il futuro.

Carol Rama ha detto:  "La rabbia è la mia condizione di vita da sempre; sono l'ira e la violenza a spingermi a dipingere; e il lavoro mi appaga, mi rasserena". Le sue parole diventano visibili, tangibili, comprensibili nelle fotografie di  Pedriali. Complice è  senz´ altro la loro lunga amicizia.

I due artisti si conoscono dagli  anni ´70 quando Pedriali giovanissimo comincia la sua carriera proprio a Torino la città di Carol. Scrive Pedriali: “Ricordo che un giorno di fine inverno accompagnai un gallerista che aveva un appuntamento con un artista che si chiama Carol Rama. Arrivammo nella sua casa studio e da quel momento io e lei diventammo amici. Ero sempre a casa sua. Il dispetto più bello che le facevo era quello di appoggiare la bocca piena  di fumo sul suo enorme cespuglio di capelli ricci: soffiavo e sembrava che le si incendiasse la testa. Si divertiva e si arrabbiava, cotonandosi per mandarlo via: “Dino, merdìn , cafìn !, smettila che mi lasci il puzzo di sigaretta e me li devo lavare…”.

Il lavoro di Dino Pedriali è un omaggio a Carol Rama,  un atto d´amore compiuto con la sincerità di un fotografo capace di entrare nelle sfere più intime degli artisti che ritrae, svelando, ma con il giusto rispetto, con la giusta riservatezza, i lati meno conosciuti delle loro personalità.

Ogni singola foto è un´opera d´arte compiuta, un dettaglio che racchiude in se la storia dell´incontro, una storia che segue un percorso  circolare, in cui il punto di partenza e il punto d´arrivo coincidono: la strada dove abita Carol Rama. In mezzo trascorre la vita -  passata, presente e futura -   che si rivela come un´epifania nelle immagini poetiche  e metaforiche di Pedriali.  
 

In mostra ci saranno  38 fotografie , formato 40 x 40 in b/n disposte secondo un ordine stabilito dal curatore della mostra Gianluca Bemporad.

 

Accompagna la mostra un catalogo con testi di Claudio Strinati, Dino Pedriali e Gianluca Bemporad.

 



 

Direzione artistica e relazioni esterne:  Eva Clausen e.clausen@gallerialuxardo.it

 

Link website pagina curata da Luca Pagni:  http://www.photographers.it/articoli/dinopedriali.htm

 

 

 

 

http://www.ilmanifesto.it/

VISIONI   taglio medio    pagina 15

Censure

Vietata la nudità di Carol Rama

di Arianna Di Genova

Lei è una decana dell'arte italiana e internazionale. Ha una lunga e prestigiosa storia alle sue spalle (è nata a Torino nell'aprile del 1918) e può vantare quasi un secolo di esperienze trasgressive, condite da un carattere tosto e una pittura che sventaglia ampie indagini sulla sessualità e le mutazioni del corpo, in beffa totale alle convenzioni sociali. Carol Rama, Leone d'oro alla carriera alla Biennale veneziana numero 50, aveva deciso di posare nuda per una serie di fotografie dell'amico Dino Pedriali (acuto «interprete», fra gli altri personaggi, di Pasolini, Warhol, Nureyev). In virtù di una affettuosa amicizia che li lega fin dagli anni Settanta, l'artista aveva invitato il fotografo a Torino e da lì era nato il ciclo di immagini «osé» vissute da entrambi come un «atto d'amore». La serie di immagini, 38 scatti che risalgono al giugno del 2005, avrebbero dovuto essere esposti alla galleria Luxardo di Roma, dal 5 febbraio prossimo fino al 31 marzo. Ma la mostra è stata annullata: una sentenza del tribunale di Torino del febbraio scorso ha pronunciato l'interdizione di Carol Rama per infermità di mente e l'artista è stata posta sotto «tutor». Così l'avvocato ha diffidato la galleria dal mostrare quelle foto «sconvenienti» e l'evento è stato cancellato dall'agenda. Davvero Carol Rama non era in grado di intendere e volere quando ha posato per Pedriali? Suona molto strano che chi non è più giovane non possa disporre liberamente del proprio corpo e, conoscendo le passate opere dell'artista, è lecito porsi più di una domanda. Non piace guardare la vecchiaia in diretta? Oppure l'intimità è semplicemente oscena quando non è patinata e televisiva, simulacro da calendario? Sembra che l'anarchia del corpo possa spaventare ancora nel XXI secolo, ripercorrendo la via scandalosa dei cadaveri esposti da Andres Serrano, ormai diversi anni fa. Ricordiamo a chi non conoscesse bene la produzione artistica di Carol Rama che fin dagli anni Quaranta questa pioniera della provocazione ha usato il corpo come luogo del perturbante, soggetto-oggetto dove apparecchiare il disagio dell'esistenza. Così, nelle sue opere, volavano dentiere, protesi, fisionomie smangiucchiate dal tempo, arti amputati, scarpe, sedie a rotelle e citazioni esplicitamente sessuali. Già nel 1945, la sua prima personale fu bloccata e le opere sequestrate. Adesso, sotto chiave, viene messa lei stessa, con tutta la fisicità pesante dei suoi anni. «La rabbia - ha scritto Rama - è la mia condizione di vita da sempre».
 


 

 

 

Copyright © foto di Luca Pagni a Dino Pedriali, Roma 2006

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Chi è Dino Pedriali ???

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Artista, critici e galleristi

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - "Pasolini 1975"

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Borghesia e Scuola di Nudo

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Carol Rama e Man Ray

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Carol Rama posa nuda !?

 

 

 

La G a l l e r i a   L u x a r d o

presenta

 

Dino Pedriali

 

 

5 febbraio – 31 marzo  2007
 

Orario di apertura: da martedì a sabato ore 16 – 19,30
 

Via di Tor di Nona 39 Tel 06 68309555 www.gallerialuxardo.com
 

Direzione artistica e relazioni esterne Eva Clausen e.clausen@gallerialuxardo.it e.clausen@virgilio.it

 

Link website pagina curata da Luca Pagni: www.photographers.it/articoli/dinopedriali.htm

 

Inaugurazione lunedì 5 febbraio 2007 ore 19

 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

 

Questa mostra presenta un aspetto dell’ attività di Dino Pedriali che non sembrerebbe tipico del suo lavoro. Celebrato, infatti, come maestro del Ritratto e del Nudo, fino a essere definito da Peter Weiermair il “Caravaggio della fotografia del Novecento”, Pedriali è anche autore di una serie impressionante di Nature Morte, di prodigiosa e purissima qualità che confermano appieno la definizione di Weiermair permettendo, anzi, di approfondire ancora meglio il singolare paragone che il grande critico ha istituito tra Pedriali fotografo e Caravaggio pittore. 
 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE


In un certo senso i tempi sono particolarmente maturi per esaminare la questione da un tale punto di vista.
Ci sono voluti secoli per capire come il Caravaggio sia stato in effetti un pittore che ha prelevato le sue immagini dalla Realtà per trasferirle in uno spazio di contemplazione in cui tutto viene consacrato e depurato da una luce che è la struttura essenziale dell’opera d’ arte  e  non è né naturale né artificiale  ma è la forma stessa che si manifesta e che, solo per questo fatto, assume una sorta di laica sacralità, capace di sottrarre le immagini al fluire implacabile del tempo, facendole sentire come perennemente contemporanee a chi, di tempo in tempo, si pone a osservarle.
Questa idea di fare un’opera d’arte per preservare la cosa rappresentata e trasformarla, togliendo tutto il superfluo, in una sorta di essenza visiva che è buona e positiva in sé, è realmente caravaggesca ed è proprio ciò che si vede in queste foto di Pedriali .
Il Caravaggio fu un potentissimo pittore di Natura Morta e fu, nel contempo, un sublime pittore di figura.
E’ la stessa attitudine mentale di Pedriali che potrebbe fare sua la sentenza che si dice il Caravaggio abbia pronunciato a proposito della propria arte. E’ una frase che è stata tramandata da uno dei massimi committenti di Michelangelo Merisi, il Marchese Vincenzo Giustiniani. Questi racconta come il Caravaggio gli avesse detto testualmente  “che tanta manifattura gli era a fare un quadro buono di fiori, come di figure” e lo si capisce perfettamente quando ci si trova di fronte ai quadri. 
Per Pedriali è la stessa cosa. Lo scrupolo assoluto con cui Pedriali costruisce i Ritratti che sembrano emergere da uno spazio gigantesco e incombente, si ritrova nelle sue terse e limpide Nature Morte dove l’ immagine e lo spazio che la contiene si avvicinano penetrando l’una nell’altro attraverso un dosaggio quasi impercettibile dell’ombra che funge da struttura di equilibrio e di raccordo tra i diversi piani.
 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE


L’ idea della Natura Morta di Pedriali è, quindi, quella antica di “vita silenziosa” (Still-Leven definirono gli antichi maestri olandesi questo genere di pittura ) e, nella sua opera, gli oggetti inanimati, nella loro infinita quiete e persistenza, esprimono veramente la fugacità, la transitorietà della vita, inoltrandosi quasi nella sfera della rappresentazione dell’Invisibile  proprio con lo strumento della Luce che toglie alle immagini ciò che era loro rimasto di “naturale”, di “materico” per conferirvi un nuovo stato non più di quotidianità ma di sospensione  nello spazio e nel tempo, una dimensione integralmente mentale . Naturalmente l’ ipotesi di un ideale e profondo rapporto con il lavoro di un sommo maestro del passato non deve essere intesa come un influsso o una emulazione. Il paragone deve fermarsi qui, perchè il mondo di Pedriali è un mondo attuale e presente, debitore molto più a un personaggio come Man Ray, cui Pedriali è stato effettivamente vicino, che a un maestro di un’ epoca entro certi limiti  irrecuperabile.
 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
 

Indubbiamente in Dino Pedriali l’immagine  scaturisce proprio dall’ impatto con una realtà che è in sè cruda e aggressiva.  Ma il passaggio decisivo avviene quando una tale aggressività viene placata e racchiusa in un oggetto che potrebbe apparire anche banale. Ma la banalità della cosa diventa la pura forma scaturita dalla eterna dialettica tra la materia e lo spirito, tra oggetto e creazione, tra vita e morte  per dimostrare alla fine la nudità, l’ essenza e la caducità delle cose e della vita, una sorta di superiore saggezza, determinata dall’opera d’ arte, che continua a nutrire la carriera di un artista che ha fatto del suo lavoro una sorta di laica cerimonia continuamente rinnovata pur restando fedele a quei principi che la mostra rende chiari e evidenti.                                             

                                                                                                                      

Claudio Strinati    

 

 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

 

 

 

 

 

 

Copyright © foto di Luca Pagni a Dino Pedriali, Roma 2006

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Chi è Dino Pedriali ???

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Artista, critici e galleristi

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - "Pasolini 1975"

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Borghesia e Scuola di Nudo

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Warhol e Pasolini

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Carol Rama e Man Ray

Video-Intervista di Luca Pagni a Dino Pedriali - Carol Rama posa nuda !?

 

 

PROVINCIA DI POTENZA

 

Mostra fotografica “Pasolini 1975” di Dino Pedriali

 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
http://www.arteit.it/Pages/Home/Index.aspx

 

 Copyright © Dino Pedriali by SIAE

 

Potenza, Museo Archeologico Provinciale
 

dal 7 novembre 2006 al 7 gennaio 2007
 

Orari di apertura: lunedì, domenica e festivi 8.30 -13.30; martedì – sabato 8.30 – 13.30, 16.00- 19.00.
 

Per informazioni: 0971-417236/ 444833.

 

Dino Pedriali e la mostra "Pasolini 1975"

 

Il 7 novembre verrà inaugurata presso il Museo Archeologico di Potenza la mostra organizzata dalla Provincia di Potenza Pasolini 1975 che raccoglie le fotografie di Pier Paolo Pasolini realizzate da Dino Pedriali nell’ottobre del 1975 a pochi giorni dalla morte dello scrittore.

Le foto furono realizzate nella casa di Pasolini a Chia, presso Viterbo, dove lo scrittore aveva ristrutturato un fortilizio medievale diroccato ricavandone una casa dalle grandi vetrate.

Il risultato dell’incontro fra il giovane fotografo pieno di talento e lo scrittore furono settantasette fotografie in bianco e nero in cui Pasolini si lascia fotografare nella sua quotidianità intellettuale: seduto alla macchina da scrivere, a correggere bozze di articoli, a leggere, a camminare, a pensare o a disegnare nel suo atelier fra gli alberi, nudo nella sua stanza da letto.

La mostra cattura lo spettatore per la bellezza del racconto del personaggio e per la forza del montaggio che Pedriali, a distanza di molti anni, ha scelto di dare alle sue fotografie proprio in occasione della mostra Pasolini 1975.

“Le fotografie di Pedriali riescono a restituirci un Pasolini che rivendica un amore per la vita così forte da non ammettere compromessi,” commenta Sabino Altobello, Presidente della Provincia di Potenza, “da accettare e preferire la solitudine della sua visione infernale del mondo alla rinuncia del sogno, dell’ideale, dell’illusione”. La mostra è allestita proprio in terra lucana, lì dove il Pasolini regista scelse di girare il suo Vangelo secondo Matteo “ una testimonianza del profondo legame di Pasolini stesso con la Basilicata” continua il Presidente Altobello “ma anche della preveggenza dello scrittore che denunciava il genocidio di tante culture dell’Italia centrale e meridionale, come quella lucana, schiacciate nella loro identità da una cultura di massa sempre più mostruosa ed omologante”.  

Pasolini 1975 è un evento” conclude il Presidente Altobello “che va al di là del suo indiscutibile valore documentario ed artistico per diventare anche motivo di conoscenza e di riflessione su di noi e sulla nostra stessa ricerca di identità, nel tentativo di far coincidere, come affermava lo stesso Pasolini, lo sviluppo con il progresso, il tenore di vita, con la vita ”.

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

 

 

 

 
In occasione della mostra di Andy Warhol:

Pentiti e non peccare più!

Dino Pedriali espone al Chiostro del Bramante in Roma,

11 su immagini ritraenti
Andy Warhol durante il suo "Viaggio in Italia"

dal 13 novembre al 7 gennaio 2007

 

 

 

 

http://www.andywarholtimeboxes.com/

 

ANDY WARHOL's Timeboxes

 

Centro Espositivo d'Arte Moderna e Contemporanea
Ex-Pescheria Centrale di Trieste
 
Sabato 22 Luglio - Domenica 22 Ottobre 2006
Dalle ore 10 alle ore 23 tutti i giorni
Prezzo del biglietto: normale 10 €, ridotto 7€

 

 

Progettata da ART LAB e coorganizzata con il Comune di Trieste, la mostra è realizzata con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste e della Camera di Commercio di Trieste.

Cuore della mostra, suo centro espressivo e concettuale, è la presenza di capsule del tempo originali provenienti dal Museo Andy Warhol di Pittsburgh (USA) il cui contenuto messo a confronto con opere che ne sono derivate il cui fulcro è la collezione Rosini Gutman di Riccione, saranno guida e comunicazione primaria per il visitatore.

La mostra si articolerà in un enorme spazio all’interno del quale è possibile un allestimento composto da installazione di grandi contenitori il cui significato rimanda all’idea di costruzioni di tipo ancestrale o indefinibili cellule architettoniche che assemblate in forma di libera e casuale architettura troveranno senso logico nel luogo cavo al loro interno.

Si tratterà di forme monocolore molto ampie con aperture che permettono l’ingresso ai visitatori. All’interno di ciascuna costruzione ci si troverà avvolti da una stanza le cui pareti saranno decorate dalla riproduzione di carte da parati originali di Warhol. Queste costruzioni sono previste in numero di 5 e occuperanno lo spazio espositivo in successione logica.

Il catalogo della mostra, ANDY WARHOL’s Timeboxes è pubblicato da Federico Motta Editore e sarà realizzato in due versioni, di cui una a tiratura limitata e numerata in 500 copie.

Il volume è una derivazione dalla grafica e impaginazione dell’ Index Book di Warhol compresi di suoi pop-up e le invenzioni mobili che caratterizzano alcune pagine.

 

Curatore della mostra e del catalogo è Gianni Salvaterra.

 

Il saggio introduttivo sarà a cura di Robert Rosenblum, professore di Fine Art presso la New York University. Lo studio grafico di Kenny Scharf. All’interno del catalogo testi di Tom Sokolowski direttore del Museo Andy Warhol di Pittsburgh, di John Smith e Matt Wrbican, archivisti dello stesso Museo e di Geralyn Huxley, Curatrice della Filmografia sempre del Museo Andy Warhol di Pittsburgh.

Le opere della Collezione Rosini Gutman che non verranno esposte a Trieste daranno vita ad una mostra che sarà presentata alla Galleria LipanjePuntin a Trieste e Roma da settembre ad ottobre.

La Galleria Rosini è a Riccione,
in viale M.  Ceccarini 35/G,
e osserva i seguenti orari: tutti i giorni 10:30-12:30,  16:30-19:30,  21-23.
Per informazioni. 0039 0541 693007.

E-mail: galleriarosini@fastwebnet.it

Sito web : www.galleriarosini.com

 

 
NON PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DELLA MOSTRA

PUBBLICATO ALLE PAGINE WEB

http://www.mottaeditore.it/home.php?_idnodo=%201514

http://www.mottaeditore.it/home.php?_idnodo=1515

POICHE' IN ESSE NON VIENE CITATA LA
 
Collezione Rosini Gutman, gestita dalle Gallerie Rosini & C. di Riccione
CHE PARE ABBIA PRESTATO IL 99% DELLE OPERE ORIGINALI ESPOSTE
tra cui il VIAGGIO IN ITALIA DI ANDY WARHOL del fotografo Dino Pedriali.

 

 


Accanto alle opere di Andy Warhol
sono esposte le immagini del suo
"
viaggio in Italia"
realizzate dal fotografo Dino Pedriali
e gentilmente prestate dalla
Gallerie Rosini & C. di Riccione
 



 
 

ZENIT - Il mondo visto da Roma


Codice: ZI06060703

Data pubblicazione: 2006-06-07

Barcellona: in mostra la fede di Andy Warhol

“Trovava nella Chiesa il contrappeso a tutto ciò che di negativo c’è nella società”

BARCELLONA, mercoledì, 7 giugno 2006 (ZENIT.org).- Il Direttore del Museo diocesano di Barcellona, Josep Maria Martí Bonet, ha analizzato questo mercoledì il successo riscosso dall’esposizione che accoglie questo mese 130 opere realizzate da Andy Warhol dal 1957 fino all’anno della sua morte, il 1987.

Si tratta di “un quadro molto intimistico” del rappresentante della pop art.

“Warhol era molto contraddittorio – ha dichiarato il sacerdote all’agenzia Veritas –. Da un lato molto rivoluzionario, ma dall’altro trovava nella Chiesa il contrappeso a tutto ciò che di negativo c’è nella società e la grande soluzione a tutti i problemi che egli stesso aveva”.

Martí Bonet ha spiegato che l’artista non nascondeva la sua condizione di cattolico praticante, aveva un Cristo nel suo studio e si è riferito alla volontà di fare un’evocazione dell’Ultima Cena negli ultimi anni della sua vita. “Era un uomo molto contemporaneo, con problemi che oggi si vedono ovunque, ma con speranza, nonostante tutto”, ha aggiunto.

L’esposizione, aperta dal 1° giugno al 9 luglio, invita a riflettere sull’uomo contemporaneo e mostra il desiderio della Chiesa di stabilire un dialogo aperto a tutti sui problemi che si trovano nelle opere esposte, sostiene Martí Bonet.

Il Museo diocesano di Barcellona dedica un’attenzione speciale all’arte contemporanea, in cui si iscrive quasi la metà delle circa duecento esposizioni che ha accolto. “Vogliamo abbracciare tanti artisti che desiderano manifestare il dialogo di convivenza che è l’arte – ha concluso il Direttore del Museo –, grazie al quale possiamo capirci e rispettarci”.

 

 

http://noticias.ya.com/cultura/02/06/2006/exposicion-museo-diocesano.html

Una exposición en el Museo Diocesano de Barcelona reúne un centenar de obras de Andy Warhol

Barcelona acoge una muestra de piezas de Andy Warhol creadas entre 1957 y 1987

Del 1 de junio al 9 de julio del 2006

10:43:26 - 02/06/2006Vocento VMT - Una exposición en el Museo Diocesano de Barcelona reúne un total de 110 obras de Andy Warhol que muestran el lado más íntimo del máximo exponente del Pop Art, pero también su faceta más popular.

Las obras, en su mayoría inéditas, proceden de coleccionistas privados americanos, italianos y franceses y abarcan la trayectoria artística de Warhol desde 1957 hasta sus últimos trabajos realizados en 1987, según explicó hoy el comisario de la exposición, Gianfranco Rossini, que conoció al artista en 1974.

Rossini destacó que del total de obras expuestas, 80 son piezas "únicas" de Warhol, a las que se suman retratos del artista a cargo de Hans Namuth y Mimmo Jodice así como un conjunto de 28 fotografías de Dino Padriali capturadas en 1975.

La muestra, que ya se ha visto en Italia y se anticipa un año a la celebración del vigésimo aniversario de Andy Warhol, reúne algunas de sus primeras producciones, entre ellas la serie "Gold Book" (1957) de 20 dibujos realizados a partir de la técnica "blotted line", que consiste en extender tinta o acrílico por una superficie pulida para después ser trasladada a papel.

Siguiendo el mismo sistema crea en 1962 "Seven drapes", estudio para un motivo de decoración repetitiva que también se exhibe en la muestra.

A partir de los años 60, Warhol se dirige hacia la creación de obras personales no vinculadas a su actividad publicitaria sino basadas en imágenes comerciales. En pleno clima expresionista abstracto crea sus primeras obras centradas en la Coca-Cola, tal y como refleja la muestra con la litografía "Three Coca-Cola bottles" (1962).

Tras el éxito alcanzado con este firma, Andy Warhol propone una serie de imágenes análogas de objetos comerciales realizadas mediante procedimientos mecánicos. De este periodo destaca en la exposición "Flowers", que forma parte de la serie del mismo nombre que el artista realizó en distintos soportes, medidas y colores.

Uno de los principales atractivos de la muestra son dos vestidos elaborados con imágenes del envase de la sopa Campbell, célebre símbolo de la obra de Warhol. Ambos datan de 1968 y están estampados sobre algodón y celulosa.

La exposición prosigue con los retratos de personajes famosos que Warhol realizó a principios de los años 70, entre los que destacan Mick Jagger, Mao Tse-Tung, Liza Minelli y su padre, Vincent Minelli.

La organizadora de la muestra, Charo San Juan, destacó que las obras dedicadas a Liza Minelli, realizadas con distintos fondos y encuadres, constituyen obras "raras y únicas", ya que la cantante nunca autorizó a Warhol la reproducción seriada de su imagen.

La muestra recoge también la famosa serie "Ladies & Gentleman" (1975), dedicada a un grupo de amigos aficionados a disfrazarse imitando el aspecto de sus héroes y estrellas favoritas.

La serie de obras sobre frutas "Space fruits", un tema inédito en él hasta entonces, que prosiguió con "Grapes" se exponen también en esta exposición, que ofrece la oportunidad de contemplar la refinada "Diamond dust shoes", elaborada con polvo de diamante sobre tela y cartón.

Retratos de personajes de la cultura europea como Mildred Scheel o Kimiko marcan la obra de Warhol, asi como de su amigo Joseph Beuys, protagonista del arte conceptual europeo, protagonizan la obra de Warhol a principios de los años 80, cuando el artista realiza también "Camouflage", como respuesta irónica a la guerra, y "After Munch".

SERIE DE MARILYN

La muestra, que se podrá visitar hasta el 9 de julio, constituye un testigo de la fascinación de Warhol por el mito de Marilyn, a quien inmortalizó en numerosos retratos. Así, la exposición recoge la serie "Sunday B. Morning", en las que el artista invita al comprador a estampar su firma.

Embrujado por la ciudad de Nápoles, donde sus obras tuvieron una excelente acogida, el genio del pop art crea "Vesuvius", dedicado al volcán, mientras que de sus últimos trabajos destaca el inquietante retrato de Lenin sobre un fondo rojo que, junto a un retrato del artista, ponen fin a la exposición.

El conservador del Museo Diocesano, Josep Maria Martí Bonet, explicó que esta exposición se enmarca en la voluntad del centro "de abrir diálogos con el arte más moderno" y recordó que el pop art "ha sido capaz de conectar con el pueblo".

 

 

 

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI

COMUNE DI SPOLETO

ANDY WARHOL E "LA FILOSOFIA DELL'ESTETICA"
 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Foto © courtesy of Dino Pedriali, Andy Warhol, 1975, cm 28,5 x 19

Questa Mostra, illuminata dalla preziosa presenza di oltre 50 opere, di cui una parte sostanziosa proveniente da collezioni private americane e quindi mai esposta prima in Italia, propone una interessante panoramica sulla produzione artistica del grande genio creativo di Andy Warhol e rivela alcuni momenti determinanti della carriera di un protagonista che di sé ha segnato il suo tempo.

L'esposizione si apre con il famosissimo Gold Book, libro composto da 20 opere rilegate a mano, ed eseguito con quel metodo "blotted line" che, sperimentato negli anni del college, diverrà il suo "marchio" nella POP ART e che caratterizzerà le opere del primo periodo.
È intorno al 1964 che l'artista realizza la famosa e fortunata serie dei Flowers, la cui leggerezza estetica risulta impareggiabile, ed è invece nel 1974 che realizza una cartella contenente 10 soggetti dedicati ai fiori denominata Flower.
Sono anni, questi, di grande fervore artistico in cui Warhol riprende a realizzare ritratti di personaggi famosi, quali Mao Tze Tung, Joseph Beuys e Liza Mannelli ed in cui realizza la famosissima cartella dei "Ladies and Gentlemen", con soggetti dedicati ad un gruppo di suoi amici che amava travestirsi per copiare il look dei loro eroi e delle loro star preferite.
Del ritratto di Liza Minnelli, l'artista eseguì varie versioni, ma la Minnelli non dette mai il consenso per la riproduzione della propria immagine rendendo così, le opere qui esposte, particolarmente rare.
È di questi anni anche una serie di opere inedite dedicate ai suoi frutti preferiti e da lui denominate " Space fruit - Frutti spaziali". Assolutamente unici e preziosi sono i pezzi su plexiglass che costituiscono le prove che Warhol ha realizzato per definire i colori e l'impostazione spaziale e , poi, a loro volta eseguite su cartone quale prototipo unico e definitivo di quei soggetti che successivamente sono stati riprodotti in tirature grafiche.
Di questi pezzi unici sono presenti in mostra alcuni su plexiglass altri su cartone Lennox Museum.
Dopo questa fortunata serie di cui l'artista stesso parla nei suoi diari come della sua rinascita creativa, ne realizza un'altra prendendo come "modello" il mitico grappolo d'uva - "Grapes", di cui si potrà qui ammirare il prototipo dal quale è stata tratta una serie in differenti colori. A questa fase produttiva appartiene anche "Gem" che, avendo come soggetto le pietre preziose, viene realizzato con polvere di diamante per rendere al massimo l'effetto del brillante.
La panoramica sull'artista prosegue con le opere del periodo italiano quali "Vesuvius" di cui abbiamo l'unica versione in formato quadrato dal quale, in seguito, fu tagliato il cielo rosso e venne tratta la fortunata serie di pezzi unici con diverse variazioni cromatiche. "Camouflages" rappresenta, invece, quasi un' ironica risposta alla guerra, in cui i soggetti mimetici vengono poi usati in sovrapposizione o quale sfondo per il suo autoritratto o per il ritratto di Beuys, per esorcizzarne definitivamente il carattere negativo e trasformarlo paradossalmente in qualcosa di decorativo e, quindi, inoffensivo.
Un felicissimo esempio della grande passione di Warhol di trasporre in termini grafici e pubblicitari gli oggetti del desiderio consumistico è rappresentata dalla "Grand Passion", l'opera scelta dall' artista che poi verrà utilizzata nella campagna pubblicitaria per la nuova bevanda da lanciare sul mercato.
Quasi come un triste presentimento al forzato concludersi della sua breve ma intensissima ascesa in campo artistico, realizza le immagini dedicate agli animali in via di estinzione cui appartiene anche "Douc Langur".


 

La mostra - organizzata da ARTime S.r.l. con il sostegno di Comune di Spoleto, Fondazione Carispo e Margaritelli S.p.A. - acquista un risalto speciale attraverso l'emozionante sequenza fotografica dal titolo "Anticamera con Andy Warhol", realizzata dall'artista Dino Pedriali che "attraverso la sua sensibilità pellicolare, come sottolinea Achille Bonito Oliva, realizza mediante il mezzo fotografico un corpo a corpo con la star della Pop Art americana inquadrando il flusso dell'esistenza e dando cornice alla vita dell'artista.



ANDY WARHOL "La Filosofia dell'Estetica"

SPOLETO
Palazzo Racani Arroni
23 dicembre - 27 febbraio 2005

 

ORARIO
Dal LUNEDI' al VENERDI': dalle 10.00 alle 13.00 dalle 15.00 alle 19.00

SABATO e DOMENICA e festivi: dalle 10.00 alle 19.00 orario continuato
(Ingresso consentito sino ad un'ora prima dell'orario di chiusura)

 

BIGLIETTO
Intero: € 5,00
Ridotto: € 3,50
Ridotto speciale scuole: € 2,50

 

INFORMAZIONI
Artime Srl - tel. 0743/225381

 

PRENOTAZIONE VISITE GUIDATE E SCOLASTICHE
Piceno con noi Snc - tel. 0735/263053

 

ORGANIZZAZIONE E PROMOZIONE
ARTime S.r.l. - L.go Possenti, 2 - 06049 Spoleto (PG)
Tel. 0743/225381 - Fax 0743/40615
Email relitalia@tin.it


 

L'esposizione è realizzata grazie al sostegno determinante di:
Comune di Spoleto
Fondazione Carispo
Margaritelli S.p.A. - Listone Giordano


 

 

 

Andy Warhol - L’opera grafica


Centro Culturale d'arte e cultura Exmà (
Sala delle Volte)

Via San Lucifero 71, Cagliari


Dal 15 giugno all'8 settembre 2002
 

catalogo edito da Mazzotta, a cura di Achille Bonito Oliva,  € 25,82

informazioni sirai@siraiservizi.com

 

 

Ecco il testo con cui Achille Bonito Oliva presenta Dino Pedriali:
 


Cliccare sull'immagine per ingrandirla

 

 

 

"WARHOL - viaggio in Italia"

Chiostro del Bramante

Roma

9 aprile - 29 giugno 1997

 

Dall'aprile 1997 il Chiostro del Bramante ospita mostre, concerti, incontri, attività didattiche.
Il complesso monumentale e' stato inaugurato con la mostra "Andy Warhol Viaggio in Italia"
che è stata visitata da circa 70.000 visitatori in soli quattro mesi.

 

 

 

 

 

 

Edito da Mazzotta, il catalogo propone tre interventi significativi: Achille Bonito Oliva sul rapporto Warhol-Italia, Angela Tecce sul rapporto Warhol-Napoli e Ada Masoero sulla vita e lo opere dell'artista.
A conclusione sono riportati dei bellissimi stralci dei diari di Warhol al fine di esplorare i suoi rapporti "intimi" con il denaro, la critica, il cibo, le droghe, le nevrosi. Infine, le fotografie di Dino Pedriali mostrano, a partire da un' "Anticamera con Andy Warhol" momenti irripetibili della poliedrica personalità dell'artista americano.

 

Estratto del catalogo dal testo di Ada Masoero

Ci sono tre cose che trovo sempre belle: il mio solito vecchio paio di scarpe che non mi fa male, la mia stanza da letto, e la dogana degli stati Uniti quando torno a casa", apparentemente banale, anzi, deliberatamente banale come la maggior parte delle asserzioni di cui sono fitti i testi di Andy Warhol, questa piccola frase racchiude invece in sé una chiave capace di aprire molte porte del suo mondo interiore. E rivela in primo luogo il suo attaccamento profondo agli Stati Uniti, il paese che a lui, figlio di un misero emigrato cecoslovacco, cresciuto fra gli stenti a Pittsburgh, aveva offerto l'opportunità di dare vittoriosamente la scalata al successo, alla fama, al denaro, proiettando su una ribalta planetaria.

Quando morì, nel 1987, in seguito ad un banale intervento alla cistifellea, dopo i funerali a Pittsburgh si tenne a New York una messa commemorativa nella cattedrale di S. Patrick. Vi parteciparono oltre 2.000 persone desiderose di salutare per l'ultima volta quello gnomo irridente che veniva dall'Europa dell'Est, ma che più di ogni altro aveva saputo identificare e riprodurre facendone vera arte, le icone dell'immaginario collettivo americano. Forse per molti quella era solo un'occasione mondana da non perdere, ma neanche questo faceva parte del gioco visto che mondanità e culto per la celebrità erano stati elementi ineludibili del suo vivere, corollari insostituibili del suo personaggio.
E poiché in lui più che mai la vicenda umana si intreccia inestricabilmente con la riproduzione artistica - di cui si avvalse come un grimaldello per uscire dalla miseria e dall'anonimato - vale la pena di ripercorrere dall'inizio della sua storia, partendo dalla tetra infanzia e dalla ancora più angosciosa adolescenza che trascorse a Pittsburgh, dove viveva in un quartiere abitato da operai e minatori ("il ghetto cieco", come lo definirà anni dopo).

L'infanzia, l'adolescenza, gli studi

Minatore e, in seguito, operaio edile era il padre. Andrej Warhol, emigrato poco prima della grande guerra dall'Europa agli Stati Uniti, quattro anni dopo avere sposato Giulia Zavacky. Quanto a lei, la madre di Andy, una contadina con una quindicina di fratelli e sorelle, era rimasta sola in Cecoslovacchia, con una bambina che sarebbe morta di lì a poco. E solo nel 1921 avrebbe potuto raggiungere il marito a Pittsburgh dove avrebbe messo al mondo tre figli: Paul(1922), John (1925), Andrew (1928).

L'infanzia dei piccoli Warhola - anni dopo Andy regalerà al suo cognome un suono più yankee levandogli la "A" finale - non è certo delle più felici: i tempi sono quelli del
la "Grande Depressione" i sobborghi operai della
città sono miseri, sporchi, inquinati e, per finire, quando Andy è appena quattordicenne il padre muore di peritonite tubercolare, lasciando la famiglia in condizioni meno che precarie. La madre - che anni dopo al tempo della Factory collaborerà con Andy sbarca il lunario confezionando fiori di carta.

Intanto nel piccolo Andrew si manifestano alcuni tratti del carattere che lo accompagneranno per il reso della vita: sin dall'età di sei anni prende infatti a collezionare fotografie di star del cinematografo, irresistibilmente attratto dalla fama da un lato, e dall'altro compulsivamente spinto a raccogliere e accumulare come per esorcizzare la miseria e la costante privazione in cui è costretto a vivere.

A partire dagli otto anni, durante le vacanze estive soffre di convulsioni che lo isolano dagli altri: "Avevo avuto tre esaurimenti nervosi da bambino, a un anno di distanza uno dall'altro - racconterà -. Gli attacchi (ballo di S. Vito) cominciavano sempre il primo giorno di vacanza. Non so cosa volesse dire. Passavo tutta l'estate sdraiato sul letto.

Durante l'età adulta, raggiunto il successo Andy avrebbe continuato a raccogliere in modo quasi coatto ogni sorta di minuzia (le lettere più insignificanti come le ricevute dei suoi innumerevoli, futilissimi acquisti, le fotografie con i cappelli, lo shopping bag e quanto altro), stipando poi tutto alla rinfusa, in scatole di cartone marrone datate, da lui chiamate "time capsule", capsule del tempo, quasi fossero navicelle spaziali destinate a valicare non lo spazio ma il tempo.
A quattordici anni Warhol prende parte ad un corso d'arte presso il Carnegy Intistute of Tecnology (oggi Carnegy Mellon University) di Pittsburgh, al quale si iscriverà nel 1945 dopo il diploma.
Per mantenersi da lezioni di disegno e durante l'estate lavora in un grande magazzino; poi, al terzo anno, vince il Mrs John L.Porter Prize for Progress e inizia a curare i giornali studenteschi come Art Editor.

 

 


La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Napoli
e la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli e Provincia.

Il Sindaco di Napoli Antonio Bassolino
ha il piacere di invitare la S.V.
all'inaugurazione della mostra

"WARHOL - viaggio in Italia"

Castel Nuovo

19 luglio 1996 ore 19

Prolusione di Achille Bonito Oliva

Interverranno Renato Nicolini e Nicola Spinosa
 


 Catalogo Mazzotta alla mostra “Warhol: Viaggio in Italia”, Castel Nuovo, Napoli.
 

Ecco alcune pagine del catalogo, riprese dalla copia personale di Dino Pedriali, che le ha commentate e classificate a posteriori...
 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Catalogo Mazzotta alla mostra “Warhol: Viaggio in Italia”, Castel Nuovo, Napoli.
© courtesy of Dino Pedriali

 

  Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Catalogo Mazzotta alla mostra “Warhol: Viaggio in Italia”, Castel Nuovo, Napoli.
© courtesy of Dino Pedriali



Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Catalogo Mazzotta alla mostra “Warhol: Viaggio in Italia”, Castel Nuovo, Napoli.
© courtesy of Dino Pedriali

 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Catalogo Mazzotta alla mostra “Warhol: Viaggio in Italia”, Castel Nuovo, Napoli.
© courtesy of Dino Pedriali
 

 
Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Catalogo Mazzotta alla mostra “Warhol: Viaggio in Italia”, Castel Nuovo, Napoli.
© courtesy of Dino Pedriali



Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Catalogo Mazzotta alla mostra “Warhol: Viaggio in Italia”, Castel Nuovo, Napoli.
© courtesy of Dino Pedriali

 

 

 
 

ANDY WARHOL 000

 ection

e

DINO PEDRIALI anticamera con Andy Warhol

http://www.andywarholcervia.it/info.htm

La CNA di Ravenna, in collaborazione con le Gallerie Rosini di Riccione e il Comune di Cervia
festeggia con un evento di grande rilievo artistico il suo 60° anniversario.

Inaugurazione: domenica 29 maggio 2005 ore 18,00
presso Magazzino del Sale "Torre" di Cervia,
presente il fotografo Dino Pedriali.

dal 30maggio al 10 luglio 2005

catalogo finito di stampare il 23 maggio 2005

da Gallerie Rosini & C.

 

Più di 50 opere del grande maestro della Pop Art ANDY WARHOL e altrettante immagini del fotografo Dino Pedriali saranno esposte al Magazzino del Sale "Torre" di Cervia nella mostra che inaugura domenica 29 maggio e che rimarrà aperta tutte le sere fino al 10 luglio.

La mostra acquista un risalto speciale perchè ideata in due parti: "Private Collection" che raccoglie alcuni tra i più famosi quadri dell’artista la cui preziosità, facendo parte quasi tutte di collezioni private, sta anche nella possibilità di vedere opere che non sono esposte al pubblico, e "Anticamera con Andy Warhol", emozionante sequenza fotografica di immagini in bianco e nero che raccoglie la fantastica documentazione scattata dall’amico dell’artista Dino Pedriali, che sarà presente alla inaugurazione.

La CNA di Ravenna, in collaborazione con le Gallerie Rosini & C. di Riccione, prestatrice di parte delle opere, ed il Comune di Cervia, vuole festeggiare il 60° anniversario con questa esposizione di grande rilievo.


Cliccare sulla foto per ingrandirla

La mostra suggerisce ciò che meglio caratterizza l’opera del mito della Pop Art attraverso veri e propri oggetti del desiderio. Warhol "non dipinge la bottiglia della Coca Cola, ma un’immagine pubblicitaria che la rappresenta, non la parola arte ma una rappresentazione grafica della parola arte" (da Arte Contemporanea - Electa).

Percorrendo la mostra s’incontrano i disegni del Gold Book del 1957. Il libro è composto da venti opere rilegate a mano, delle quali alcune ritoccate ad acquarello, eseguite con il metodo "blotted line", metodologia di lavoro che diventerà il "marchio" di Warhol nella Pop Art. Mao Tze Tung del 1972 uno dei più famosi ritratti in cui il Maestro introduce l’uso della grafica. Esposti i ritratti – blu, bianco e nero – di Liza Minnelli, particolarmente rari poiché l’attrice non diede mai il consenso per la riproduzione della sua immagine, accanto alla litografia di Liz e alla serigrafia su carta di Marilyn. Ladies & Gentlemen, i cui soggetti sono dedicati ad un gruppo di suoi amici, che amava travestirsi per copiare il look dei loro eroi e delle loro star preferite. Alla realizzazione della famosa cartella di grafiche partecipa attivamente il giovane fotografo Dino Pedriali, che poi seguirà Andy Warhol in tutte le sue tappe in Italia e in Europa. Sono esposte tra le altre: Seven drapes, Diamond Dust Shoes, realizzate con polvere di diamante sia su tela sia su cartone, anche questo è un prototipo unico da cui ha poi eseguito la grafica a tiratura limitata di dieci esemplari, il Grapes in mostra è il "prototipo" da cui poi è stata tratta una serie in differenti colori; gli Space fruit, Grand Passion, i Ritratti di Joseph Beuys, l’opera unica Camouflage del 1984, i Vesuvius del 1985 di cui in mostra l’unica versione in formato quadrato dal quale in seguito fu tagliato il cielo rosso trasformato in opera seriale. Del 1986, come un triste presentimento al forzato concludersi della sua breve e sfolgorante ascesa artistica, sono le serie dedicate agli animali in via di estinzione, di questi ultimi lavori fa parte anche Douc Langur.

La sinergia che si instaura tra l’artista e Dino Pedriali in occasione della collaborazione Ladies & Gentlemen, stimola il lavoro del fotografo dando così vita alla serie di opere fotografiche denominate "Anticamera con Andy Warhol" che è parte integrante di questa mostra. Incredibilmente emozionanti, le fotografie di Dino Pedriali ripercorrono la vita di Warhol, ricostruendo, tra la cronaca e la visione, pedissequamente la praticità stessa della vita di un artista, soddisfando un immaginario collettivo di curiosità sulle gestualità più semplici di un’icona del nostro tempo.

Il 22 Febbraio del 1987, in un ospedale di New York, a seguito di uno scambio di cartelle cliniche durante un’intervento chirurgico, Andy Warhol muore. Dino Pedriali fedele amico dell’artista lo ricorda in un testo omonimo alla mostra fotografica contenuto nel catalogo a cura dell’Associazione M.A.R.E.

 

Anticamera con Andy Warhol

Dino Pedriali
 


Cliccare sull'immagine per ingrandirla

 

Ecco due pagine del catalogo, riprese dalla copia personale di Dino Pedriali, che le ha commentate e classificate a posteriori...

 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

 

 

 

 

 


Autoritratto con Andy Warhol © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Ritratto di Andy Warhol © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol legge L'Espresso © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol legge Bolaffi Arte © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol legge Il Corriere della Sera  © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol è arrivato a Bologna © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol ha passato la dogana © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol sale in macchina per raggiungere l'albergo a Ferrara © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol in macchina assediato da fotografi e cineoperatori © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol. Il ritratto © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol riposa © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol si rade © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Il letto sfatto (di Andy Warhol) © courtesy of Dino Pedriali


Warhol inaugura la mostra "Ladies and Gentlemen" al Palazzo dei Diamanti di Ferrara © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol firma una tela © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol durante un'intervista con Liza Minnelli e Bob Colacelli © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol con Liza Minnelli © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol durante un'intervista © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
L'inseparabile registratore (di Andy Warhol) © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol con Liza Minnelli e Vincent Minnelli © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol con Lina Wertmuller © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol con un amico © courtesy of Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Andy Warhol con la sua Polaroid © courtesy of Dino Pedriali

 

 


 

 

 

Global Warhol

Luogo mostra: Salerno, Santa Sofia, 29 novembre 2003 - 29 febbraio 2004

176 pagine con 180 illustrazioni

ISBN 8837027265

Prezzo: € 35,00

 

 


Andy Warhol in una polaroid esposta nello studio di Dino Pedriali © foto di Luca Pagni, Roma 02/01/2005

 

 

 


 "What is pop Art ? Gli studenti incontrano Dino Pedriali" a Palazzo Ducale (GE)
 durante la mostra AMERICAN POP ART © foto di Luca Pagni, Roma 02/01/2005

 

 

 

 

la fabbrica dell'arte

1 febbraio - 15 APRILE 2001 

Museo del Castello Ursino, Catania
5ª Direzione - Sistemi Informativi
Sito web: http://www.comune.catania.it/

Email: apt@apt-catania.com

In esposizione 130 fra le opere più celebri dell’artista newyorkese, dalle Marylin (1967) alla Campbell Soup (1964-86), alla serie di grande impatto emotivo delle Electric Chair (1971).

Si tratta di una raccolta di opere decisamente rappresentative della produzione di Andy Warhol, proveniente in gran parte da collezionisti privati.
La mostra è realizzata in collaborazione con il Chiostro del Bramante.
Fondatore e maggiore esponente della Pop Art, Andy Warhol, pseudonimo di Andrew Warhola, nasce a Pittsburgh nel 1928, da una famiglia di emigrati cecoslovacchi.
Dopo gli studi al Carnegie Institute of Technology, Warhol si trasferisce nel 1949 a New York dove si dedica con successo al lavoro di grafico pubblicitario.
Al principio degli anni sessanta Warhol produce i primi dipinti tratti dalle immagini dei fumetti. Nel 1962 nascono le immagini seriali: i barattoli della Campbells’ Soup, le bottiglie di Coca-Cola, i biglietti di dollari e i volti delle star di Hollywood. Da questo momento in avanti, Warhol attinge dalla cultura visiva di massa un serbatoio di immagini da riprodurre meticolosamente, che ripete all’infinito “come una macchina”, aiutato dalla tecnica della serigrafia fotografica. Nel frattempo, apre la sua celebre “Factory”, laboratorio della creatività a trecentosessanta gradi dove un folto gruppo di artisti lo aiuta a realizzare opere pittoriche e cinematografiche di carattere sperimentale. Nel 1965 fonda insieme a Lou Reed e Nico il gruppo rock The Velvet Underground. Nel 1968, scampato miracolosamente alle pistolettate di Valerie Solanas, una ex collaboratrice, femminista accanita che aveva deciso di eliminarlo, crea la rivista Interview. Negli anni 70 Warhol continua a dipingere, collaborando con giovani artisti come Basquiat e Clemente, fino alla sua morte avvenuta a New York nel 1987.



 

 

Electa ha dedicato ad Andy Warhol i seguenti cataloghi:

http://www.electaweb.it/electa/default.jsp

 


Global Warhol

Luogo mostra: Salerno, Santa Sofia, 29 novembre 2003 - 29 febbraio 2004

176 pagine con 180 illustrazioni

ISBN 8837027265

Prezzo: € 35,00

 

Dadaismo Dadaismi - Da Duchamp a Warhol

A cura di: Giorgio Cortenova


416 pagine con 404 illustrazioni

ISBN 8843562452

Prezzo: € 46,48

 

 

 

 



http://www.lesperipheriques.org/IMG/jpg/Pedriali_annonce_Mailing.jpg


Dino Pedriali esporrà al Salone delle Feste di Parigi

"PASOLINI anno 1975"

mostra di 82 immagini b/n in formato 50x50 cm.

dal 2 febbraio al 24 marzo 2006

Inaugurazione giovedì 2 febbraio 2006, dalle ore 19


Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Pier Paolo Pasolini a Chia (VT) 1975 © Dino Pedriali by ADAGP/SIAE 2006

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Pier Paolo Pasolini a Chia (VT) 1975 © Dino Pedriali by ADAGP/SIAE 2006

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Pier Paolo Pasolini a Chia (VT) 1975 © Dino Pedriali by ADAGP/SIAE 2006

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Pier Paolo Pasolini a Chia (VT) 1975 © Dino Pedriali by ADAGP/SIAE 2006

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Autoritratto di Dino Pedriali

Scarica la brochure

http://www.monde-diplomatique.fr/agenda/

 

Cultura
http://www.liberation.fr/page.php?Article=358162

 

Fotografia. Ritratti inediti del regista italiano.

Pasolini, stato di grazia

Di Brigitte Ollier

 

Quotidiano: Libèration, venerdì 10 febbraio 2006.

 

 Mairie du Xe arrondissement. Salle des fêtes,
72, rue du Faubourg-Saint-Martin.
75010 Paris.
Jusqu'au 24 mars. Rens. : wwww.mairie10.paris.fr.

  

 

 “ Era una persona semplice e non un personaggio o un maestro, ed è questo che mi manca, il valore stesso dell’uomo ”, dice Dino Pedriali in mezzo alle 76 fotografie in bianco e nero che moltiplicano la bellezza elettrica di Pasolini. Viso tagliato. Corpo febbrile. E quello sguardo acuto di perseguitato immobilizzato, d’un nero assoluto, si direbbe un mare agitato, di notte. Questi ritratti, per molti, inediti, sono stati scattati la seconda quindicina d’ottobre 1975, e Pasolini non li ha mai visti, assassinato nella notte fra il 1° e il 2 novembre.

All’epoca, Pedriali era un giovanissimo fotografo e Pasolini , stanco degli scandali, preparava Petrolio, suo romanzo postumo. Queste foto dovevano essere un punto di partenza per Petrolio, un Work in progress, comunque erano il loro segreto. Pasolini vuole essere “sorpreso”,  come se non sapesse di essere fotografato.

A Chia, vicino Roma, nella sua casa lontano dal mondo, si mette a nudo; a Sabaudia, passeggia per la città come se fosse estate, in vacanza “Ho provato a mescolare le carte”, dice oggi Pedriali con molta emozione.
Al limite delle lacrime di fronte a questo lavoro magnifico che ha dovuto preservare.

Grazie a lui, ecco Pasolini in stato di grazia, mentre legge dei fogli dattiloscritti  (“una proposta per eliminare la criminalità in Italia”), mentre dipinge per terra e posa nudo sul suo letto, con un libro in mano, come se fosse solo.

In mostra, questa frase di PPP, come un epitaffio: “Bisogna bruciare per arrivare consumati all’ultimo fuoco.”

 

(traduzione di Gianluca Bemporad)
 


 

 
http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=20611&from=&paginafrom=&PHPSESSID=c17884795be31b791af4e266effbb234

 

DINO PEDRIALI PRESENTA IL PASOLINI CHE HA INCONTRATO E CONOSCIUTO IN UNA MOSTRA EVENTO DI SPOLETOESTATE

Venerdì, 5 Agosto 2005 ore 20:44
 


Il fotografo romano Dino Pedriali autore della mostra su Pasolini,il corpo intatto -foto Massimo Menghini

Stamani alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto, il fotografo romano Dino Pedriali ha presentato la mostra “Pasolini Corpo Intatto” che verrà inaugurata ufficialmente nel pomeriggio.
Anticipato dall'organizzatore dell'evento spoletino Vittorio Faustini e dal neo assessore alla Cultura del Comune di Spoleto Giorgio Flamini,l'autore visibilmente commosso ha cercato di spiegare contenuti e storia di questo corpo fotografico che viene presentato per la prima volta a spoleto che anticipa poi le grandi celebrazioni dedicate a Pasolini dalla città di Roma.Una mostra evento,di grande fascino che Dino Pedriali,il Caravaggio della fotografia,ha raccolto in una serie di scatti privatissimi che sono una testimonianza viva del grande rapporto di amicizia e di fraterna simpatia e affetto che c'era tra l'artista e il poeta regista.Documenti veri,rari,di grande effetto che confermano quanto ormai si sapeva di Pedriali,già visto a Spoleto con la mostra di Wharol.
La Mostra è l’incontro di Pier Paolo Pasolini col fotografo Dino Pedriali e il risultato sono le scandalose foto scattate allo scrittore poco prima del suo assassinio.Ho avuto modo di conoscere e conversare a ruota libera con Pedriali su questo incontro vissuto intensamente con Pier Paolo Pasolini,lui giovanissimo cresciuto nella dimensione del grande intellettuale.
Le fotografie, riprese attraverso una finestra, registrano anche i riflessi delle foglie degli alberi sul vetro. I riflessi avvolgono Pasolini in un soave chiaro - scuro, sembra di guardare e un acquario con la stessa sensazione di lontananza tattile che esiste fra noi e ciò che vi è all'interno. Nasce spontanea una considerazione: il documento fotografico che nelle intenzioni dell'artista doveva rivelare i suoi lati più nascosti, in realtà pone interrogativi inquietanti su questo personaggio enigmatico. Pedriali, con la sua profonda sensibilità, ha registrato la non volontà di denudarsi. La nudità del corpo, con la sua evidenza, nasconde i moti interiori. L'occhio, fermandosi sulle forme, non penetra in profondità. Il vetro è il diaframma fra il mondo degli altri e l'intimità dell'anima. E la dichiarazione postuma e involontaria di Pasolini sull'imprendibilità della sua personalità.Una mostra destinata a far parlare e scrivere ,su cui torneremo ancora nei prossimi giorni
 

 

 

 

 http://www.galleriadartemoderna.bo.it/

dal 27 gennaio al 25 settembre 2005

"Sorprendimi. Una scelta della Collezione GAM"

Inaugurazione: 26 gennaio 2005 ore 18-21

 
Lorenzo Sassoli de Bianchi

Presidente dell'Istituzione Galleria d'Arte Moderna

 

e

 

Peter Weiermair

Direttore dell'Istituzione Galleria d'Arte Moderna

 

sono lieti di invitarla alla presentazione alla stampa della mostra

 

Martedì 25 gennaio, ore 11.30 - Sala Savonuzzi- Palazzo d'Accursio

 

SOPRENDIMI. Una scelta della COLLEZIONE GAM

 

dal 27 gennaio al 25 settembre 2005

 


Galleria d'Arte Moderna

Piazza della Costituzione, 3  Bologna
Orari: 10-18 chiuso il lunedì

Durante il periodo di ARTE FIERA aperto anche lunedì dalle ore 10 alle 18.

Ingresso: intero 4 euro; ridotto 2 euro



Dopo le importanti mostre "Fuori dall'ombra" e "Materia d'Arte",
poco prima del  trasferimento all'ex Forno del Pane all'interno della nuova Manifattura delle Arti, 
si offre ai visitatori una selezione della collezione della Galleria d'Arte Moderna.

Una sorprendente antologia del XX secolo dell'arte italiana e internazionale in un nuovo allestimento che propone un dialogo tra alcune importanti opere della sezione storica e quelle della sezione contemporanea.
 

 


Ufficio stampa GAM Bologna
Simona Di Giovannantonio

Tel. 051.502859 – Fax 051.371032
Email: 
UfficiostampaGAM@comune.bologna.it

Sito web: www.galleriadartemoderna.bo.it


 

 


 

 
Pasolini ultime foto
13/05/2005 07:03 - inviato da media_round

 

 

Fondazione Alda Fendi

- Esperimenti -

 

 

Dal 16 al 22 maggio con visita ai reperti della Basilica Ulpia
e dal 18 al 28 maggio
con le ultime foto di Pier Paolo Pasolini  
la Fondazione Alda Fendi

partecipa alla Settimana della Cultura .

 

PASOLINI: ULTIMO ATTO?  E’ il titolo della mostra composta da 110 foto, in gran parte inedite e scattate poche ore prima della sua morte, che dal 18 maggio saranno esposte nella galleria della Fondazione Alda Fendi FORO TRAIANO 1.

 

Le immagini, realizzate nel 1975 da Dino Pedriali, fotografo preferito dal grande poeta e scrittore, ritraggono Pasolini in varie situazioni e tra queste, 16,  in cui è ripreso completamente nudo lo mostrano sereno, nel pieno dell’integrità del suo corpo non ancora martorizzato, mentre  scrive o  legge nell’interno della sua abitazione.

Queste  opere (collezione Alda Fendi) che  rappresentano quasi il suo testamento spirituale vengono rese pubbliche in un momento in cui si torna ad indagare il mistero dell’omicidio di Pasolini, con l’intenzione di aggiungere un’ulteriore riflessione su uno tra i più grandi autori italiani del Novecento.

Le foto, realizzate nel 1975 da Dino Pedriali, saranno in mostra fino al 28 maggio.

 

Dal 16 al 22 maggio (dalle ore 18 a mezzanotte), la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti, aderendo all’invito del Ministero dei Beni Culturali,  presenta con la Soprintendenza Archeologica di Roma i ritrovamenti della Basilica Ulpia e il film-documento di Geri Morellini, liberamente tratto da “Kaisar – Verità Negate” con Vincent Gallo e Sheila Chandra, scritto e realizzato da Raffaele Curi, direttore artistico della Fondazione.

 

 

 

 

Ingresso libero.

 

 

 

 

 

GALLERIA FORO TRAIANO 1 – ROMA

06 69200463 – 06 679 2597

 

Comunicazione di Gianna Volpi  06 58331126 – 338 6425492
 

 

 

 

 



 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Dino Pedriali è presente nel volume Das Selbstportrait, 1988,
insieme ad artisti di fama mondiale
 

 

 

 

 

Al Goa in via Libetta 13 a Roma

Domenica 19 dicembre 2004

dalle 18 alle 24

inaugura la nuova mostra di Dino Pedriali
 

Copyright © Foto di Luca Pagni, Roma 19/12/2004
Foto di Luca Pagni © davanti ad una foto di Dino Pedriali al Goa, Roma 19/12/2004

Copyright © Foto di Luca Pagni, Roma 19/12/2004

Foto di Luca Pagni © davanti ad una foto di Dino Pedriali al Goa, Roma 19/12/2004

Copyright © Foto di Luca Pagni, Roma 19/12/2004
Foto di Luca Pagni © davanti ad una foto di Dino Pedriali al Goa, Roma 19/12/2004

Copyright © Foto di Luca Pagni, Roma 19/12/2004
Foto di Luca Pagni © davanti ad una foto di Dino Pedriali al Goa, Roma 19/12/2004

Copyright © Foto di Luca Pagni, Roma 19/12/2004
Foto di Luca Pagni © davanti ad una foto di Dino Pedriali al Goa, Roma 19/12/2004

Copyright © Foto di Luca Pagni, Roma 19/12/2004
Foto di Luca Pagni © Dino Pedriali al Goa, Roma 19/12/2004

 

 

 

 


DINO PEDRIALI: NUDI E RITRATTI

 

FOTOGRAFIE dal 1974 al 2003

 

 

23 gennaio – 14 marzo 2004

 

 

 

 

Galleria d’Arte Moderna
 

Villa delle Rose
 

Via Saragozza 228/230 - Bologna

 

http://www.galleriadartemoderna.bo.it/

 

 

 

 


Catalogo: Dino Pedriali - Nudi e ritratti. Fotografie 1974–2003

Titolo: Dino Pedriali - Nudi e ritratti. Fotografie 1974–2003

Curatore: Weiermair Peter

Ed. bilingue italiano-inglese 24x28 cm, 160 pag., 115 bicromie

Edito nel 2004 da: Skira

Prezzo: € 30,00

ISBN: 8884918456

 


e ospitando le mostre di artisti affermati che si trovano al mCopyright © Dino Pedriali by SIAE
Foto © courtesy of Dino Pedriali, Claudio, 1987, cm 140 x 113

 

 

Il 23 gennaio è la volta di Dino Pedriali che apre la mostra dal titolo “Dino Pedriali: nudi e ritratti. Fotografie dal 1974 al 2003” che ripropone l’argomento del nudo e del corpo, tema della grande mostra dal titolo “Il Nudo fra Ideale e Realtà” aperta dal 22 gennaio alla GAM.

 

 

  Copyright © Dino Pedriali by SIAE 

  Foto © courtesy of Dino Pedriali, Nike, 2002, cm 43 x 43

 

 «La “privata” Villa delle Rose, cornice ideale per la mostra, e il catalogo che l’accompagna, rivelano ora per la prima volta i diversi aspetti iconografici di quest’opera fotografica di cui non è mai stata presentata una selezione tanto ampia in un contesto istituzionale, anche al di fuori dell’Italia.

 


 


 


MANIFESTO PUBBLICO DEL COMUNE DI ROMA
Dino Pedriali: Pier Paolo Pasolini - Testamento del corpo
Roma, Pallazzo Braschi, 17 novembre - 17 dicembre 1995

 

 

 


MANIFESTO PUBBLICO DEL COMUNE DI ROMA
Dino Pedriali: Pier Paolo Pasolini - Testamento del corpo
Roma, Pallazzo Braschi, 17 novembre - 17 dicembre 1995

 

 

 

Dino Pedriali è stato il fotografo personale di Pasolini, ed è l'autore di alcuni dei più famosi ritratti del poeta friulano nonché dei celebri nudi che, secondo il progetto di Pasolini, dovevano finire in allegato a Petrolio., pubblicato da Einaudi nel 1992/1993.

 

http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/risultato_cat.jsp?ricerca=1&titolo=petrolio
 

 

 

 

1992
Supercoralli
EINAUDI
pp. 600
19,63
ISBN 8806127217


 

 

1993
Einaudi Tascabili (Narr.it.)
EINAUDI
pp. 591
12,2
ISBN 8806133780

 

 

 


Foto © Luca B. Pagni, Roma 21/01/2005
 

 

 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Foto © courtesy of Dino Pedriali, Pier Paolo Pasolini, 1975, cm 60 x 50

 

 


Il ritratto di Pier Paolo Pasolini è stato sfruttato senza l'autorizzazione dell'Artista
perfino dalla RAI per uno Speciale TG2 del 27/10/2008
intitolato "Pasolini e il ruolo dell'intellettuale".


 

 

 

 

 
http://www.genux.com/scheda.asp?idprod=7042

PIER PAOLO PASOLINI - (BOX 5 DVD)

Con in esclusiva: PASOLINI - UN DELITTO ITALIANO di Marco Tullio Giordana

Salò, o le 120 giornate di Sodoma
Paolo Bonacelli; Giorgio Cataldi; Umberto Paolo Quintavalle; Aldo Valletti; Caterina Boratto; Elsa De Giorgi; Hélène Surgère; Ines Pellegrini; Sonia Saviange
Regia Pier Paolo Pasolini

Il Decameron

Pier Paolo Pasolini; Franco Citti; Ninetto Davoli; Jovan Jovanovic; Vincenzo Amato; Angela Luce; Silvana Mangano
Regia Pier Paolo Pasolini

Il fiore delle Mille e una Notte

Ninetto Davoli; Franco Citti; Franco Merli; Tessa Bouchè; Ines Pellegrini; Giana Idris; Fessazion Gherentiel
Regia Pier Paolo Pasolini

I racconti di Canterbury

Hugh Griffith; Laura Betti; Ninetto Davoli; Franco Citti; Josephine Chaplin; Alan Webb; Pier Paolo Pasolini
Regia Pier Paolo Pasolini
 

 

 

Pasolini Romanzi e racconti
A cura di Walter Siti e Silvia De Laude
Anno di pubblicazione 1998
http://www.librimondadori.it/libri/index.jsp
Collana: I Meridiani
Formato 10,2 x 16,8 - Pagine 2050
Legatura cartonato con sovraccoperta
ISBN 8804452927 - Prezzo € 49,00
onologia. Nota all'edizione.
Il sogno di una cosa. Appendice a Il sogno di una cosa. Alì dagli occhi azzurri. Teorema. Appendice a Teorema.
La Divina Mimesis. Appendice a La Divina Mimesis. Petrolio. Racconti, sopralluoghi e pagine autobiografiche. Note e notizie sui testi. Bibliografia

 

In questa edizione viene erroneamente riportato il ©

Foto Centro Documentazione Mondadori


Foto © Luca B. Pagni, Roma 21/01/2005

 

 

Nei successivi 2 cofanetti il copyright riportato è invece quello corretto:

 

Foto © Luca B. Pagni, Roma 21/01/2005

 


Foto © Luca B. Pagni, Roma 21/01/2005

 

   
Foto © Luca B. Pagni, Roma 21/01/2005

 

 


Dino Pedriali fotografò Pasolini nella sua casa di Chia pochi giorni prima della sua scomparsa, il 2 novembre 1975.

 

 

 

 

 Titolo: Dino Pedriali

 Testo di Giuseppe Patroni Griffi

 Formato: 21x21 cm.

 Editore: Il Modulo, Terni 1983

 Pubblicato in occasione della mostra tenuta a Terni nel 1983

____________________________________________________

RITRATTO IN NERO

Giuseppe Patroni Griffi

 

 

 

 Titolo: Dino Pedriali: la cacciata

 A cura di Italo Mussa

 Pagine: 47

 Editore: De Luca, 1987

 Pubblicato in occasione della mostra tenuta Roma nel 1987

 

 

Dino Pedriali:
Photographs

by Federico Ceri

 

 ISBN: 3-905514-38-9 / 3905514389
 TITOLO: Dino Pedriali: Photographs
 AUTORE: Federico Ceri
 FOTO: 71
 EDITORE:
Pub Group West - Switzerland

 


 Title: Andy Warhol / testo di Giancarlo Salzano;
          fotografie di Dino Pedriali.

 Author:  Salzano, Giancarlo.
 Published:  Roma : Magma, [1976]
 Description:  172 p. : ill. ; cm.
 Series:  Quinta parete ; 3
 LC Call No.:  N6537.W28 S23
 Notes:  Italian text with English translation.
 Subjects:  Warhol, Andy, 1928-
 Other authors:  Pedriali, Dino.
 Control No.:  77481819
 

 

 

Omaggio a P.P. Pasolini e lo Zingaro

Pubblicazione Centro Pasolini, anno 1986

http://www.centropasolini.it/nuovosito/page_data.php?id=19

 

 

titolo: Dino Pedriali

autore: Peter Weiermair & Maurizio Marini


ISBN-barcode: 390551429
prezzo:  Euro 55,00

formato: 24,5 x 27,5 cm

pagine: 120

illustrazioni: fotografie in duotone

lingua: italiano

rilegato con sovraccoperta


http://www.amazon.com/

 

http://www.modernrare.com/books/7190/

 

 

titolo: Hammamet - Il bagno del piacere

autore: Dino Pedriali 

 

ISBN: 88-85978-05-3
 

prezzo:  Euro 20,00

 

formato: 21 x 30 cm

pagine: 52

illustrazioni: 20 fotografie in duotone

lingua: italiano

rilegato con sovraccoperta
 

sito: http://www.apeironbookservice.com/
 

 

 

George Segal – The Artist’s Studio

Fotografie di Dino Pedriali

14 giugno 2002 –1 settembre 2002

 

 

Museo d’Arte Contemporanea di Roma

 

Via Reggio Emilia 54 - Roma

http://www.comune.roma.it/galleriacomunale/segal/pedriali.htm

http://www.comune.roma.it/galleriacomunale/segal/sezioni2.htm

 

Il 13 giugno 2002, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma in collaborazione con la “The George and Helen Segal Foundation” (www.segalfoundation.org) inaugura la mostra retrospettiva su George Segal, grande protagonista della Pop Art americana.

 

La mostra è stata curata da Gianni Mercurio, con contributi critici in catalogo di Daniel Berger, Martin Friedman, Carroll Janis, Dino Pedriali, Pierre Restany e Adachiara Zevi.

 

Il catalogo illustrato e bilingue (italiano-inglese), edizioni De Luca, è la sola pubblicazione in lingua italiana su questo grande artista, ormai scomparso.

In occasione della mostra George Segal – The Artist’s Studio (13 giugno – 1 settembre 2002), sarà esposta una selezione di cinquanta fotografie inedite (in bianco e nero) scattate nel 1976 da Dino Pedriali, che ritraggono l’artista al lavoro nel suo studio a South Brunswick nel New Jersey.

Un anno dopo l’incontro di Pedriali con Man Ray (che lo porterà sulla strada della fotografia) e con il quale crea il lavoro a quattro mani “Atelier Man Ray” (1975), avviene l’incontro con George Segal, fondamentale nel percorso creativo del fotografo.

Pedriali, giovane fotografo italiano con un interesse molto vivo per la scultura, maturato ed approfondito attraverso lo studio dei grandi classici (Michelangelo, Bernini, Canova), si trova a “raccontare” una giornata lavorativa di George Segal, uno dei massimi esponenti della scultura contemporanea.

Le fotografie scattate da Pedriali in un contesto atemporale, cioè nella fattoria dell’artista nel New Jersey, documentano in modo puntuale e incisivo l’originalità della tecnica scultorea adottata da Segal, il quale plasma le sue opere in gesso con una sensibilità che le rende animate, protagoniste dello spazio.

Lo scultore viene ritratto mentre lavora, mentre riposa o beve un caffè; in particolare, le fotografie scattate nello  studio, ripropongono l’atmosfera di stupore tipica delle “wunderkammer”, un ambiente in cui andare a cercare un disegno, un rilievo, una scultura o la presenza stessa dell’artista in un clima di meraviglia e tensione creativa.

Dino Pedriali esce da questa esperienza con la consapevolezza di voler dare il suo contributo allo studio del corpo umano, un intento che si realizza attraverso un particolarissimo fare creativo; quasi tutto il percorso artistico del fotografo è caratterizzato da lavori sul corpo che Pedriali indaga cercando di insinuarsi all’interno di esso per catturarne le vibrazioni e gli echi che la vita gli dà.

Pochi altri sono i reportage sugli artisti che Dino Pedriali realizza in trent’anni di carriera: documenta un magnifico incontro con Andy Warhol in Italia e realizza un lavoro su Pasolini peraltro molto discusso ed esposto varie volte in importanti musei italiani ed europei (in Italia, al Museo di Roma nel 1995).

Durante la sua carriera espone in numerose mostre sia in gallerie private che in musei pubblici, in Italia e in Europa. Le prime personali vengono allestite nel 1976 presso le Gallerie Romani Adami a Roma, da Barozzi a Venezia, nel 1981 al Museo Civico di Ferrara e nello stesso anno da Ugo Ferranti a Roma.

Nel 1983 Pedriali espone al Frankfurter Kunstverein, nel 1986 alla Kunsthalle di Basilea e nel 1997 a Palazzo Marini a Milano.

Ad oggi l’artista sta preparando una grande retrospettiva al Museo d’Arte Moderna di Bologna.

http://www.comune.roma.it/galleriacomunale/segal/pedriali.htm

 

 


Piero Berengo Gardin - Paese Sera 13/01/1983 - pagina 9

 


Piero Berengo Gardin - Paese Sera 07/06/1981 - pagina 5

 

 

Galleria Inga-Pin, Il Diagramma, edizioni Raron Book, Milano 1978

"Immagini tratte dalla copia personale dell'artista © courtesy of Dino Pedriali, Roma 2006"

 

Pier Paolo Pasolini

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

I ragazzi

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Man Ray

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Sylvano Bussotti

    Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Scene da "Napoli chi resta, e chi parte"

diretto da Giuseppe Patroni Griffi

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

 

 

 

Rudolf Nureyev, 1984 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Man Ray, 1975 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
 

Rudolf Nureyev, 1980 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Pier Paolo Pasolini, 1975 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Federico Fellini, 1988 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Al buco, 1976 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Claudio © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Groviglio © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Decapitazione © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Davide e Golia, 1985 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Tati, 1983 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Pino, 1987 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Senza Titolo © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Ivo, 1986 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
 Fuoco, 1988 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Ragazzo di Trani, 1989 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
La Cacciata, 1987 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Salomè,1989  © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
L'Anunciazione, 1988 © Foto Dino Pedriali

Copyright © Dino Pedriali by SIAE
Umberto, 1983 © Foto Dino Pedriali

 

 




Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

 

 

 

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

Copyright © Dino Pedriali by SIAE

 

 

Copyright © Foto di Luca Pagni a Dino Pedriali, Roma 2005
Dino Pedriali prova le luci per un ritratto © Foto di Luca Pagni, Roma 02/01/2005

 

Copyright © Foto di Luca Pagni a Dino Pedriali, Roma 2005
Dino Pedriali prova le luci per un ritratto © Foto di Luca Pagni, Roma 02/01/2005

 

DINO PEDRIALI

 

Nato a Roma nel 1950.Vive e lavora a Roma.

Born in Rome in 1950. Lives and works in Rome

 

 

Mostre Personali / Solo Exhibitions:

 

1976 – Galleria Romani Adami, Roma.

            Galleria Barozzi, Venezia.

 

1978 – Galleria Inga-Pin, Milano.

            Il Diagramma, Milano.

 

1980 – Galleria Il Fotogramma, Roma.

 

1981 – Museo Civico, Palazzo dei Diamanti, Ferrara.

            Galleria Ugo Ferranti, Roma.

 

1982 – Galleria Marginalia, Torino.

            Galleria Pan, Roma.

            Ikona Photo Gallery, Venezia.

            Palazzo Corvaja, Taormina.

 

1983 – Galleria Il Ponte, Roma.

            Frankfurter Kunstverein, Francoforte.

            Centro Culturale San Fedele, Milano.

            Forum Stadtpark, Graz.

            Galleria Il Modulo, Terni.

 

1984 – Galleria Il Ponte, Roma.

            Accademia Americana (George Segal, Dino Pedriali), Roma.

 

1985 – Margaret Gallery, Taormina.

 

1986 – Frankfurter Kunstverein, Francoforte.

            Kunsthalle, Basilea.

            Centro Culturale “Pier Paolo Pasolini”, Agrigento.

 

1987 – “Silenzioso Abbraccio”, Galleria La Bezuga, Firenze.

            Il Triangolo Rosa, Torino.

            “La Cacciata” Centro di Cultura Ausoni, Roma.

            “Omaggio A Andy Warhol” Galleria Target, Torino.

 

1988 – Pinacoteca Comunale, Ravenna.

            Santa Maria delle Croci, Ravenna.

            “Pier Paolo Pasolini Testamento del Corpo”

            Shauspielhaus, Dusseldorf, Berlino.

 

1989 – “L’Annunciazione”, Galleria Il Ponte, Roma.

            “Testamento del Corpo”, Museo Arnhem (Olanda).

 

1993 – “Camera Oscura” Apeiron F.F Club, Roma.

             “Dark-Room” Teatro Colosseo, Roma.

             “Arte Roma’93”, Il Ponte Contemporanea, Roma.

 

1994 – “Hammamet – Il Bagno del Piacere”, Il Ponte Contemporanea, Roma.

             “Volti Nudi”, Galleria Acta International, Roma.

 

1995 – “Testamento del Corpo”, Ernst Barlach Museum, Wedel, Amburgo.

            “Pier Paolo Pasolini: Testamento del Corpo”, Museo di Roma, Roma.

 

1996 – “Dino Pedriali. Pier Paolo Pasolini. Testamento del Corpo”, Schauspielhaus, Amburgo.

           “Atelier Man Ray”, Galleria Giò Marconi, Milano.

           “Andy Warhol, Viaggio in Italia”, Napoli.

 

1997 – “Maschio Angioino”, Torino, Lingotto.

           Genova Palazzo Reale.

           Roma, Chiostro del Bramante.

           “Dino Pedriali: Pier Paolo Pasolini. Testamento del Corpo”, Volksbuhne, Berlino.

           “Atelier Man-Ray”, Musée d’Art Moderne et Contemporain, Nizza.

           “Nurejev Corpo Pregiato”, Palazzo Marini, Milano.

           “Appunti per un taccuino di luce”, Il Ponte Contemporanea, Roma  

            

1998 – “Atelier Man Ray”,

            Galerie der Stadt, Stoccarda.

            Stadtisches Museum Abteiberg, Monchengladbach.

            Wilhelm Lehmbruck Museum, Duisburg.

 

1998 – “Atelier Man Ray”, Fondazione Mazzotta, Milano.

            “Visioni”, The British School at Rome, Roma.

 

2000 – “Non Vendibile Singolarmente”, Il Ponte Projects, Roma.

 

2002 – “Nike”, Il Ponte Contemporanea, Roma.

            “L’officina del Corpo” e “Eco”, 2 RC, Roma.

            “Friends”, Luciano Inga – Pin, Milano.

            “George Segal – The Artist’s Studio”,

            14 giugno – 1 settembre 2002, MACRO, Roma. 

 

2006  "Pasolini anno 1975", Salone delle Feste, Parigi.

 

Mostre Collettive / Group Exhibitions:

 

1977 – Galleria Lastaria, Roma.

 

1978 – “La Mano”, Galleria dei Bibliofili, Milano.

 

1981 – “Fotografia e Teatro, una busca parallela”,

            Istituto Italiano di Cultura, Brasilia.

 

            “Taormina fin de siécle”,

             Biblioteca Comunale, Taormina.

 

             Presenza nella trasmissione televisiva:

             “TG2 Spazio Aperto Foto”.

             “Morire a Milano, cronaca di un omicidio”.

             “Man Ray, un provocatore”.

             “Memoria di un uomo scandaloso: Pier Paolo Pasolini”.

             “Rudolph Nurejev”.

             “Ritratti di ragazzi”.

 

              “Fotografia e Teatro-Immagini della ricerca teatrale”

              Studio Carriri, Martina Franca.

 

1982 – “Avanguardia / Transavanguardia”

             Spazio Giovani, Mura Aureliane, Roma.

             “Avventura – L’incisione”

             Chiesa di Palazzo Begni, San Marino.

 

1983 – “Critica e Arte: panorama della post-critica”

             Palazzo Lanfranchi, Pisa.

 

             “Body Beautiful”, Studio La Città, Verona.

             “Nuove Immagini Italiane”, Il Ponte, Roma.

 

1984 – “Nuove Immagini Italiane”, Museo di Staten Island, New York.

             “Foto ‘84”, Stichting Amsterdam Foto, Amsterdam.

 

1985 – “Das Akfoto”, Stadmuseum, Monaco.

             Frankfurter Kunstverein, Francoforte.

             “Selfportrait”, Musée des Beaux Arts, Losanna.

 

1986 – “Oggetto Uomo”, Castello Monumentale, Portovenere.

            “Männer schen Männer”, Galerie Hans Christian Hoschek, Graz.

 

1987 – “Männer schen Männer”, Forum Böttcherstrasse, Brema.

            “Neoclassicismo - Goethe in Italia”, Centro di Cultura Ausoni, Roma.

            “Ignoto a me stesso”, Mole Antonelliana, Torino.

            “Fotografia ‘87”, Biennale’87, Torino.                                                                                        
            “Nuove acquisizioni”, Pinacoteca Comunale Ravenna.

            “Il Nudo Maschile nella Fotografia del XX Secolo”,

             Pinacoteca Comunale, Ravenna.

 

1988 – “Nuove acquisizioni”, Pinacoteca Comunale, Ravenna.

            “D’Annunziana”, Università “G. D’Annunzio”, Pescara.

 

1989 – “Chicago International Art Expo” – Il Ponte, Chicago.

            “Art 20”, 1989, Basilea, Ugo Ferranti.

            “Köln Art Fair”, Ugo Ferranti, Colonia.

 

1990 – “Arte Fiera Bologna”, Il Ponte, Roma.

            “Chicago International Art Expo”- Il Ponte, Chicago.

            “Arte Fiera Stoccolma”, Ugo Ferranti, Stoccolma.

 

1993 – Galleria “La Mente e l’Immagine”, Roma.

 

1994 – “Attualissima”, Il Ponte, Firenze.

            “Art Chicago’94”, Il Ponte, Chicago.

            “Umbria Art Affair”, Il Ponte, Trevi.

            “Ritratto/Autoritratto”, Trevi Flash Art Museum.

            “Art Energy”, Passage de Retz, Parigi.

 

1995 – “Riparte’95”, Riparesidence, Il Ponte Contemporanea, Roma.

 

1996 – “Martire e Santi”, Galleria Sargentini, Roma.

            “Vietato Proibire”, Galleria d’Arte de’ Serpenti, Roma.

            “La Politica del Cuore”, Galleria d’Arte de’ Serpenti, Roma.

            “Warhol: Viaggio in Italia”, Castel Nuovo, Napoli.

            (catalogo Antonio Mazzotta, Milano).

 

1997 – “Il Paparazzo 1954-1964. I Paparazzi 1964-1997", Robert Miller Gallery, New York.
           “Warhol: Viaggio in Italia”, Chiostro del Bramante, Roma (catalogo Antonio Mazzotta, Milano).

 

1998 – “Photo Roma Show”

            Stand S.I.A.E.

            Radio Tre: “Viaggio dentro l’Immagine”

            di Francesca Vitale, intervista a Dino Pedriali.

            (messa in onda: 16-01-1998).

 

2000 – “Anableps”, Studio Miscetti, Roma.

 

2002 – George Segal,  “The Artist’s Studio”,

            Museo d’Arte Contemporanea, Roma.

            “Desire”, Museum Rupertinum, Salisburgo; Galleria d’Arte Moderna, Bologna.

2003 – “Incontri…Collezione Graziella Lonardi Buontempo”, Villa Medici, Roma

           “Andy Warhol artista globale”, Complesso di Santa Sofia, Salerno.


2003 – “Corpo sociale", Il Ponte Contemporanea, Roma

 

2004 – "A nudo", Palazzo Bice Piacentini, Centro Arte Contemporanea, San Benedetto del Tronto
           (Galleria Rosini, Riccione)

 

2005 – "Andy Warhol e La filosofia dell'Estetica", Palazzo Racanati Arroni, Spoleto.
           "
Andy Warhol e La filosofia dell'Estetica", antico castello sul mare, Rapallo.
           "Private Collection" & "Anticamera con
Andy Warhol", Magazzini del sale, Cervia
           (Galleria Rosini, Riccione).

 

2006 – "ANDY WARHOL's Timeboxes", Centro Espositivo d'Arte Moderna e Contemporanea, Trieste
           (Galleria Rosini, Riccione).


Ex-Pescheria Centrale di

 


 

Monografie fotografiche:

 

“Man Ray” edizioni Magma, Roma 1975.

“Pier Paolo Pasolini” edizioni Magma, Roma 1975.

“Andy Warhol” edizioni Magma, Roma 1976.

“Dino Pedriali” edizioni Art-Random, Giappone 1989.

“Dino Pedriali” edizioni Stemmle, Zurigo 1994.

 

Cataloghi:

 

Galleria Inga-Pin, Il Diagramma, edizioni Raron Book, Milano 1978.

Palazzo dei Diamanti, (a cura di Piero Berengo Gardin), Ferrara 1981.

Biblioteca Comunale, “Taormina fin de siécle”, (a cura di Italo Mussa), Taormina 1981.

Galleria Pan, (a cura di Luigi Berettoni), Roma 1982.

Ikona Photo Gallery, Venezia 1982.

Palazzo Lanfranchi, “Critica ad Arte: panorama della post-critica”, (a cura di Achille Bonito Oliva), Pisa 1983.

Frankfurter Kunstverein, “Dino Pedriali”, (a cura di Peter Weiermair e Jean Christophe Amman), Francoforte 1986.

Kunsthalle, “Dino Pedriali”, (a cura di Peter Weiermair e Jean Christophe Amman), Basilea1986.

Centro Culturale Editoriale “Pier Paolo Pasolini” “Omaggio a Pier Paolo Pasolini”,(a cura di Giuliana Scimè),AG 1986.

Galleria La Bezuga, “Silenzioso Abbraccio”, (a cura di Italo Mussa), Firenze 1987.

Centro di Cultura Ausoni, “La Cacciata”,(a cura di Italo Mussa), Roma 1987.

Galleria Il Ponte Contemporanea, “Hammamet-Il Bagno del Piacere”, Roma 1995.

 

Libri / Books:

 

“Il mestiere di fotografo”, (a cura di Diego Mormorio e Mario Verdone), edizioni Romana Libri Alfabeto, Roma, aprile 1985.

“Männer schen Männer”, (a cura di Peter Weiermair), edizioni Verlag photographie AG,

Schaffhausen, Svizzera 1986.

“Dino Pedriali, (a cura di Peter Weiermair), edizioni Stemmle, Zurigo 1994.

 

Riviste / Magazines / Periodici:

 

Espressione, n. 1, edizioni Il Fotogramma, Roma, gennaio/marzo 1980.

Nuovi Argomenti, n. 1, 3a serie, edizioni A. Mondadori, Milano 1982.

Nuovi Argomenti, n. 4, 3a serie, edizioni A. Mondadori, Milano 1982.

Il Fotografo, edizioni A. Mondadori, Milano, marzo 1983.

Grandi Temi della Fotografia – La Foto Sociale, parte 3a, F.lli Fabbri, Milano 1983.

Progresso Fotografico, Milano, luglio/agosto 1984.

Wolkenkratzer, Francoforte, febbraio/marzo 1984.

Nuovi Argomenti, n. 10, 3a serie, edizioni A. Mondadori, Milano 1984.

Vanity, edizioni Condé Nast, Milano, luglio 1984.

Nuovi Argomenti, n. 20, 3a serie, edizioni A. Mondadori, Milano 1986.

 

Cartelle / Portfolios:

 

“Nuove Immagini Italiane: cinque Pittori e un Fotografo”, (a cura di Italo Mussa), edizioni Il Ponte Editrice d’Arte, Roma 1982.

“Avventura – l’Incisione”, (a cura di Italo Mussa), edizioni La Virgola, Roma 1982.

 

Bibliografia / Bibliography:

 

M. L. Agnese, “Pasolini era d’accordo?”. Panorama, Milano, 14marzo 1978.

G. Scimè, “Dino Pedriali”. Fotozoom, Città Del Messico, maggio 1978.

P. Berengo Gardin, “Piero Berengo Gardin e Dino Pedriali in parallelo”, Catalogo Palazzo dei Diamanti, Ferrara, gennaio 1981.

I. Mussa, “La ricerca di Pedriali procede di volta in volta per scatti improvvisi”, L’Avanti!, 26 marzo 1981.

V. Morelli, “Fotografia / Dino Pedriali”, Corriere della Sera, Roma, 26 maggio 1981.

P. Berengo Gardin, “Un fotografo che rifiuta il realismo”, Paese Sera, Roma, 7 giugno 1981.

G. Semerano, “Inquadrature ravvicinate”, Il Tempo, Roma, 10 giugno 1981.

L. Carluccio, “Dino Pedriali, Il Corpo Umano”, Panorama, Milano, 29 giugno 1981.

L. Berettoni, “La Luce come ragione d’essere”, Catalogo Galleria Pan, Roma, maggio 1982.

F. Vincitorio, “fotografia”, L’Espresso , Roma, 23 maggio 1982.

D. Micacchi, “Un fotogramma di luce per i volti tragici di giovani pasoliniani”, L’Unità, Roma, 11 giugno1982.

M. Falzone del Barbaro’, “Pedriali mette a nudo il nudo”, Il Giornale Nuovo, Milano, 16 luglio 1982.

E. Siciliano, “Visi nudi”, Nuovi argomenti, Milano, dicembre 1982.

R. Alfonso, “Dino Pedriali”, Segno, Pescara, maggio/giugno 1982.

G. Scimè, “Il corpo come Simbolo”, Zoom, Milano, gennaio 1983.

A. Bonito Oliva, “L’Essere dipende dall’Apparire”, Catalogo D’Annunziana, Gruppo editoriale Fabbri, Milano, 1988.

P. Citati, “Narciso notturno in cerca di un io”, Catalogo D’Annunziata, Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1988.

D. Fernandez Recatala, “La mort parfumèe”, Catalogo D’Annunziata, Gruppo editoriale

Fabbri, Milano 1988.

A. Gareffi, “Fratte Gabry de Coty”, Catalogo D’Annunziata, Gruppo editoriale

Fabbri, Milano 1988.

R. Musappi, “D’Annunzio e il puer”, Catalogo D’Annunziata, Gruppo editoriale

Fabbri, Milano 1988.

A. Romani Brizzi, “D’Annunziana”, Contemporanea International, edizioni Il Quadrante, Torino, settembre/ottobre 1988.

E. Battarra, “D’Annunziana”, Segno, n.78, Pescara, ottobre 1988.

P.Weiermair, “Dino Pedriali in Santa Maria delle Croci”, Catalogo Mostra, Ravenna, edizioni Essegi,1988. Catalogo Artefiera, Bologna, 1989, Faenza Editrice, Faenza.

D. Pedriali, “Twesde week van october”, (seconda settimana di ottobre), Catalogo Mostra “Pier Paolo Pasolini: Testamento del Corpo”, Arturist, Arnhem, 1989.

P. Balmas, “Un’annunciazione nuda per Dino Pedriali”, Il piacere dell’occhio, trovaroma, La Repubblica, 29 aprile 1989.

Z. Tentella, “Rarità in bianco e nero”, Il Tempo, 5 maggio 1989.

G. Gigliotti, “Corpi di luce che accendono la notte”, Cultura, Paese Sera, 17 maggio 1989.

 

Bibliografia / Bibliography

 

Dino Pedriali – Alberto Moravia “Nove domande di Dino Pedriali ad Alberto Moravia”,

Catalogo Ikona Photo Gallery, Venezia, novembre 1982.

P. Berengo Gardin, “Questo fotografo lavora sul Corpo”, Paese Sera, Roma, 13 gennaio 1983.

G. Calvenzi, “Dino Pedriali: Immagini di borgata”, Il Fotografo, Milano, marzo 1983.

B. Berlinguer, “Pedriali fotografo ‘Guardone’ ”, Il Messaggero, Roma, 17 marzo 1983.

V. Pigazzini, “Giovinezza irruente di borgata”, Arte Boloffi, Milano, maggio 1983.

G. Turrone, “Moravia, by Pedriali”, Corriere della Sera, Milano, 8 maggio 1983.

G. Gargiulo, “Un occhio magico”, Il Mattino, Napoli, 2 giugno 1983.

D. Mormorio, “Ti voglio fotografare nudo”, Il Manifesto, Roma, 9 giugno 1983.

I.  Mussa, “Dino Pedriali”, Presentazione alla cartella “Nuove Immagini Italiane”, Il Ponte Editrice d’Arte, Roma, ottobre 1983.

G. Patroni Griffi, Catalogo Galleria Il Modulo, Terni, novembre 1983.

P. Weiermair, “Ragazzi di vita”, Wolkenkratzer, Francoforte, febbraio/marzo 1984.

G. Scimè, “Il Volto o il Corpo, nudi?”, Progresso Fotografico, Milano, luglio/agosto 1984.

D. Pedriali, “Nureyev: un mito denudato”, Nuovi argomenti, n.10, 3a serie, edizioni A. Mondadori, Milano, aprile/giugno1984.

P. Weiermair, “Dino Pedriali”, Catalogo Frankfurter Kunstverein, marzo 1984.

D. Mormorio, “Il Nudo delle Aquile”, IL Messaggero, Roma, 31 maggio 1985.
J.C Amman, “Fur Dino Pedriali”, Catalogo Frankfurter Kunstverein, marzo 1986.
L. Berettoni, “Dino Pedriali”, Catalogo Frankfurter Kunstverein, marzo 1986.
G. Scimè, Catalogo Centro Culturale Editoriale, “Pier Paolo Pasolini”, Agrigento, ottobre 1986.

D. Pedriali, “Seconda settimana d’ottobre”, Catalogo Centro Culturale Editoriale, “Pier Paolo Pasolini”, Agrigento, ottobre 1986.

P. Weiermair, “Manner schen Manner”, edizioni Verlag Photographie, AG, Schaffhausen, Svizzera, ottobre 1986.

D. Mormorio, “Pasolini a nudo”, Giornale di Sicilia, Catania, 14 novembre 1986.

D.Pedriali – I. Teobaldelli, “Intervista a Dino Pedriali”, Babilonia, Milano, maggio 1987.

I.Mussa, “Dino Pedriali: La Cacciata”, Catalogo Mostra Centro di Cultura Ausoni, De Luca Editore, Roma, 1987.
P. Bandini, “Nuove Acquisizioni”, Catalogo Pinacoteca Comunale di Ravenna, 1988.

P. Weiermair, “Nuove Acquisizioni”, Catalogo Pinacoteca Comunale di Ravenna, 1988.

C. Casorati, “D’Annunziana”, Catalogo Mostra Università “G. D’Annuzio”, Pescara, Gruppo Editoriale Fabbri, Milano, luglio '88.

Daniela Treveri, “La verità in camera oscura”, Il Tempo, 16-02-1993.

Mario De Candia, “Una geografia dell’uomo creata con l’obiettivo”, Trovaroma, 17-06-1993.

Nino Garrone, “Obiettivo su Pier Paolo Pasolini”, La Repubblica,23-06-1993.

Maurizio Marini, “Rappresentazione di anima e di corpo”, Catalogo “Dino Pedriali”, edizioni Stemmle, Zurigo 1994.

Peter Weiermair, “L’opera di Dino Pedriali”, “Dino Pedriali”, edizioni Stemmle, Zurigo 1994.

Domenico D’Antuono, “La mostra. Un artista: La vita. Il nudo”, Corriere delle Saune, dicembre 1994.

Mario De Candida, “Pedriali e l’idea di uomo”, La Repubblica, Trovaroma, 1-12-1994.

Natalia Lombardo, “Volti che pesano denudati in uno scatto”, L’Unità, 13-12-1994.

Dino Pedriali, “L’arte in una corsa infinita senza traguardi”, La Repubblica, Trovaroma,12-01-1995.

Lucia Spadano, “Dino Pedriali”, Segno, gennaio 1995.

Gianluca Marziani, “Dino Pedriali”, Flash Art, gennaio 1995.

Ivan Teobaldelli, “C’era una volta Hammamet”, Babilonia, febbraio 1995.

Mario Codognato, “Dino Pedriali”, Artforum, febbraio 1995.

Simonetta Desi e Andrea Purgatori, “Pasolini Nudo”, Corriere della Sera, Sette, 07-09-1995.

Natalia Lombardo, “Pasolini cammeo della Poesia sullo sfondo della vita”, L’Unità, martedì 12 dicembre 1995.

Maurizio Marini, “Pasolini: ultima provocazione”, Il Tempo, 28 novembre 1995.

Laura Pertico, “Pasolini foto d’autore”, La Repubblica, 1 dicembre 1995.

Patrizio Barbaro, “Gli scatti corsari, i giornali pirata”, Vita, 27 gennaio 1996.

 

 

LE IMMAGINI ED I TESTI DI QUESTA PAGINA SONO PROTETTI DA COPYRIGHT INTERNAZIONALE

NESSUNA PARTE DI QUESTA PAGINA PUO' ESSERE RIPRODOTTA O TRASMESSA

IN QUALSIASI FORMA O CON QUALSIASI MEZZO ELETTRONICO, MECCANICO O ALTRO,

SENZA L'AUTORIZZAZIONE SCRITTA DEI PROPRIETARI DEI DIRITTI E DELL'AUTORE LUCA B. PAGNI

 

 

 

Segnalazione © Luca B. Pagni, Rom 15 agosto 2006 - 6 ottobre 2010

HOME