Francesco Zizola
http://www.magnumphotos.com/  -  http://www.zizola.com/ - http://www.10bphotography.com/

 


Martedì 16 Febbraio 2010
, dalle ore 16:30
presso la Scuola Romana di Fotografia
in via degli Ausoni 7/A Roma

Presentazione della collana di libri fotografici di Amnesty International

Interverranno:
Francesco Zizola , autore del volume IRAQ;
Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
e Riccardo Spila, direttore della Scuola Romana di Fotografia.

 

 


WORKSHOP DI FRANCESCO ZIZOLA:

"IL REPORTAGE FOTOGRAFICO".

Sabato 21 e domenica 22 novembre 2009, dalle 10 alle 19

Presso il "10b photography" di Roma
in via San Lorenzo da Brindisi 10/b

Per partecipare, contattare: workshops@10bphotography.com

Per info: http://web.mac.com/studio10bphotography/10b_Photography_Workshops/zizola_reportage.html
 

 

 

Iraq - Francesco Zizola

Venerdi 13 novembre 2009 alle ore 18,00

presso la sede del C.s.f.

il fotografo Francesco Zizola
 
presenterà il suo libro fotografico dal titolo "Iraq".

_________

"Tutti abbiamo negli occhi le immagini della guerra in Iraq.
Zizola ci presenta in questo libro un Iraq inedito,
diverso da quello che ci potremmo aspettare di vedere.

I luoghi devastati della guerra vengono ripercorsi
con rara intensità e passione giornalistica con gli occhi della gente,
dalla parte di chi ha subito la guerra, di chi l'ha conosciuta da vicino.

Qualunque sarà l'esito della guerra in Iraq,
il disastro è stato compiuto e non abbiamo saputo impedirlo.

Ai testimoni una cosa sola è rimasta da fare: documentarlo.

(dalla prefazione di Pietro Veronese)"

 


http://www.egalibri.it/immagini/IRAQ.asp

 

 

 

WORKSHOP: IL REPORTAGE FOTOGRAFICO, UN NUOVO LINGUAGGIO .

Roma 24-25 gennaio 2009 - Via San Lorenzo da Brindisi 10b Roma.
http://www.10bphotography.com/

Nei 2 giorni previsti dal workshop i partecipanti verranno  invitati a discutere i loro portfoli  con Francesco Zizola . 
Attraverso l'analisi delle fotografie presentate, verranno forniti elementi di analisi  e strumenti critici
per comprendere come il linguaggio del reportage possa oggi essere applicato  ai media , tradizionali e non.

Inoltre Zizola , presentando alcune delle sue recenti produzioni , illustrerà tutti i passaggi necessari per arrivare alla pubblicazione;
dalla preparazione di una storia alla sua realizzazione sul campo, dalla tecnica di editing alla selezione finale,
dalla post produzione in photoshop alla presentazione al photo editor .

In ultimo verranno individuati i possibili ambienti professionali in cui i partecipanti potrebbero inserirsi in base alle specifiche attitudini .

Il workshop si avvarrà dell'intervento di Claudio Palmisano  che  accompagnerà con photoshop le  spiegazioni sulla post produzione.

Al termine del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione firmato dai docenti e dalla direzione del 10b photography.

E' richiesta la presentazione di un portfolio in forma digitale.

E' consigliato l'uso del proprio personal computer  .

In sede è presente una connessione wireless.

Il workshop avrà un numero limitato di iscritti , è quindi consigliabile prenotare con anticipo.

Il costo del workshop e’ di 350,00 Euro iva compresa.

Per informazioni, prenotazioni ed iscrizioni: workshops@10bphotography.com

E’ prevista l’assegnazione di una borsa di studio.

Per concorrere, contattare workshops@10bphotography.com

http://www.noorimages.com

http://www.zizola.com
 

PROGRAMMA

Sabato 24 Gennaio 2009
ore  9:30   registrazione dei partecipanti e presentazione del workshop.
ore 10:00  inizio lettura  collettiva portfoli
ore 13:30 pausa colazione
ore 14:30 lettura collettiva portfoli
ore 17:00 presentazione di un case history  di Francesco Zizola.
ore 18:30 fine sessione
ore 19:00 aperitivo offerto dal 10b photography

Domenica 25 Gennaio 2009
ore   9:30  sessione domande e risposte su case history di Francesco Zizola
ore 13:30 pausa colazione
ore 14:30 l'importanza della post produzione digitale . Con il contributo di Claudio Palmisano.
ore 16:00 Ricognizione dei percorsi fotografici dei partecipanti ed individuazione delle possibili collocazioni nel mercato del lavoro.
ore 19:00 fine dei lavori.
 

 


 

Mercoledì 16 aprile, ore 21

Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio

viale Pietro de Coubertin 30 - Roma

 

LEZIONI DI GIORNALISMO CON INTERNAZIONALE

 

FRANCESCO ZIZOLA – IL MONDO ATTRAVERSO UN OBIETTIVO

 

"La mia visione del fotogiornalismo è innanzitutto etica. Il fotogiornalismo è un linguaggio che racconta gli uomini e il mondo
in cui vivono e può essere legittimato solo se il fotografo ne rispetta l'esistenza e la dignità.

Ogni visione della realtà è soggettiva, ma il foto-reporter deve limitarsi ad aggiungere la sua interpretazione
operando solo delle scelte linguistiche".

Francesco Zizola è uno dei più noti fotoreporter italiani.
Dal 1986 le sue foto sono state pubblicate dai maggiori giornali nazionali e internazionali.
Ha ricevuto quattro Pictures of the Year Award e otto premi World Press Photo,
tra cui il riconoscimento "Foto dell'anno" nel 1996 per un’immagine che documentava la tragedia delle mine in Angola.

Nel quinto appuntamento delle “Lezioni di giornalismo” organizzate con Internazionale,
Zizola rifletterà su alcuni temi chiave del fotogiornalismo contemporaneo:

Le foto possono davvero raccontare la realtà o ne sono inevitabilmente una manipolazione?

Il digitale ha cambiato i termini della questione?

Si può conciliare qualità estetica e valore documentario?

Durante l’incontro sarà proiettata una selezione dei lavori di Francesco Zizola.

La rassegna Lezioni di giornalismo con Internazionale prodotta da Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Internazionale,
ospiterà negli spazi del Parco della Musica alcune delle personalità più originali e incisive del mondo dell’informazione.

I curatori dell’iniziativa Chiara Nielsen, Oscar Pizzo e Guido Barbieri,
hanno invitato a questo primo ciclo di incontri alcune delle personalità più originali e incisive del mondo dell’informazione:

Protagonisti degli ultimi due incontri del ciclo saranno:
Fred Pearce
, consulente ambientale della rivista britannica “New Scientist”,
Robert Fisk, corrispondente dal Medio Oriente per il quotidiano britannico “The Independent”.

BIGLIETTO UNICO 5 EURO (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)

INFO 06-80241281

Ufficio stampa Musica per Roma tel. 06-80241574-231-228-261

ufficiostampa@musicaperroma.it

 

 

Per info e accrediti:

Elena Giacchino

Uff. Stampa – Internazionale

340 26 82776; 06 80 91 2727

 

 

 

Gli occhi dei bambini sul mondo

4 - 24 aprile 2008

Palazzo della Cancelleria - Roma


 

Inaugurata senza troppi clamori, intitolata “Con gli occhi di un bambino”,
la mostra a ingresso gratuito presenta 200 scatti realizzati da bambine e bambini dai 5 ai 14 anni in quattro differenti, simboliche parti del mondo.

Lo scopo, chiaro da subito: farci vedere le quattro destinazioni più remote in cui sono arrivati i fondi dell’otto per mille alla Chiesa Cattolica,
e gli sforzi dei missionari impegnati lì in vari progetti, soprattutto scolastici.

Un’occasione preziosa per superare le riserve sull’operato storico della Chiesa nei confronti dei popoli “altri” (lo dico come antropologa),
per operare dei distinguo nel nostro passato antico e recente ed evitare di lasciarci ingabbiare dai nostri stessi pregiudizi,
per mettere in luce l’impegno e il duro lavoro di molti religiosi cattolici impegnati in prima linea in zone poverissime del mondo.

Cosa succede quando a scattare delle foto sui propri villaggi sono dei bambini yanomami della foresta amazzonica brasiliana, o dei fieri ragazzini Nuba del Sudan o i loro coetanei delle isole Trobiand (Papua Nuova Guinea) o, ancora, bimbi nepalesi della Mustang Valley, ai piedi dell’Himalaya

Che cosa guardano di se stessi, dei loro amici, delle loro case, dei loro giochi, del proprio mondo insomma,
questi bambini che per la prima volta - probabilmente - si sono ritrovati una macchinetta fotografica usa e getta in mano?

A parte i primi, ovvi, momenti di curiosità e stupore, c’è tutto un percorso affascinante, un racconto descritto con vividi colori
e dettagli inusuali per “noi”, fotografi-turisti-viaggiatori-reporter, ecc. ecc.: c’è la scoperta di una popolazione che si guarda con i suoi stessi occhi.

Ed è un’esperienza affascinante che avevo già provato lasciando la mia macchina fotografica nelle mani della mia nipotina di 6 anni, M. J.:
scorci, prospettive, tagli e colori impensabili. La scoperta di un altro mondo.

Ho provato la stessa emozione, questa mattina, passando davanti al Palazzo della Cancelleria, a Roma,
quando ho letto il manifesto di una mostra, sono  entrata e ho trovato questa curiosa e intelligente esposizione
che resterà aperta fino al 24 aprile 2008, con un ricco programma di incontri per i giovani,
come quello odierno (07/04/2008) alle ore 17 con il fotoreporter Francesco Zizola.

Informazioni SULL’INIZIATIVA

4-24 aprile 2008
Palazzo della Cancelleria
P.zza della Cancelleria
Ingresso libero
Catalogo omaggio
Lun-gio 10.00-13.30 / 16.00-20-00
Ven 10-00-13.30 / 16.00-22.00
Sab-dom 10.00-18.00

 

 


http://www.8xmillegiovani.it/

 


http://www.museodiromaintrastevere.it/mostre_ed_eventi/mostre/altri_mondi

“Altri Mondi ”

6 - 29 Aprile 2007

Museo di Roma in Trastevere , Piazza S. Egidio ,1b Roma


 
La collettiva "Altri Mondi" presenta immagini inedite di un gruppo di fotografi, romani di nascita o di adozione, che hanno iniziato il loro percorso artistico negli anni '80 esplorando altri paesi e che sono poi diventati punti di riferimento del fotogiornalismo italiano.
Fotografi come Roberto Koch, Fabio Ponzio, Angelo R. Turetta e più recentemente Francesco Zizola, Riccardo Venturi e Paolo Pellegrin. A questo gruppo di autori affermati, l’esposizione affianca i lavori inediti di tre giovani fotografi che in qualche modo ne raccolgono l’eredità: Lorenzo Castore, Massimo Berruti e Davide Monteleone.

Nove autori, nati e cresciuti professionalmente a Roma, appartenenti a tre generazioni che si sono intersecate e contaminate, raccontano per immagini i mondi che hanno esplorato. Rappresentano un “fare” fotografia tutto italiano. Il loro fare è maturato, diventato segno, un segno forte che ha contraddistinto la produzione di questi ultimi decenni. La loro capacità di sviluppare il linguaggio fotografico ha generato esperienze, gruppi di lavoro, progetti comuni.

Le loro storie si sono intrecciate dando vita a contaminati connubi. La fotografia che hanno prodotto è uscita dai confini del nostro paese, si è affermata in tutto il mondo. Maestri e allievi, eredi della tradizione più alta del fotogiornalismo, hanno espresso la necessità di raccontare il mondo, lo hanno fatto quasi sempre andando lontano, a volte il “lontano” li ha sorpresi nelle loro città. Curiosi della realtà, hanno attraversato il nostro tempo, sviluppando ognuno un proprio stile visivo sensibile e straordinario. Con le loro immagini, questi autori, ci hanno offerto e, continuano a farlo, la scoperta, lo stupore, l’emozione. Le loro testimonianze di questo nostro tempo andavano raccolte. Necessario ed importante unire le voci, comporre un affresco che ci portasse a scoprire un “dove” narrato con linguaggio forte e intenso. In mostra i viaggi nei luoghi dell’inquietudine e della sopravvivenza, tra identità negate e tragedie consumate.

La Roma allucinata e periferica di Turetta, l’America dei grandi spazi di Koch, l’Est senza tempo di Ponzio, il continente Islam di Pellegrin, la memoria e l’orrore del Kosovo di Venturi, l’immensità del dramma africano di Zizola, la scoperta degli europei di Castore, la Russia tra memoria e futuro di Monteleone e infine, a conclusione di questo viaggio immaginato, la Roma degli “altri”, i nuovi immigrati, di Berruti.
Queste immagini sono preziosi segnali della memoria, scansioni di momenti di un tempo che sembra contemporaneo ora, in questa mostra, per la prima volta vengono messe insieme a segnare un’epoca, un modo di fare fotografia, una scuola, che tanto ha contribuito alla crescita del linguaggio del fotogiornalismo. Attraverso l’occhio di questi fotografi, viaggiatori instancabili e testimoni attenti percorriamo tre decenni della nostra storia. Non un viaggio a ritroso nel tempo, ma racconti visivi, favole nere che ci invitano a sapere di luoghi, di storie, di uomini e donne, di altri mondi.

Renata Ferri

Roberto Koch nasce nel 1955 a Roma, dove attualmente vive. Ben presto si dedica alla fotografia professionale e, dal 1981 ad oggi, realizza numerosi reportage su temi sociali e di attualità internazionale, Dal 1984 fino al colpo di stato del 1991 segue lo sviluppo degli avvenimenti in Unione Sovietica; questo lavoro ottiene nel 1988 il premio Kodak.Successivamente ha fotografato soprattutto in Italia e negli Stati Uniti pubblicando numerosi libri. Membro della giuria internazionale del World Press Photo nel 1996, 1997 e nel 1999; nel 2003 partecipa insieme ad altre importanti personalità della fotografia internazionale, alla giuria del premio Henri Cartier-Bresson. Ha fondato e dirige Contrasto dal 1986.

Fabio Ponzio nasce a Milano nel 1957 ma è cresciuto a Roma. Ha ottenuto numerosi ed importanti riconoscimenti internazionali. Nel maggio del 1991 vince il premio "Kodak Italia" e nello stesso anno "Le Grand Prix Européen de la Photografie de Arles". Nel 1993 riceve il "Mother Jones Photography Award" e nel 1995 è nominato per lo "W. Eugene Smith supplentary grant USA". Nel 1998 infine ottiene the "Leica OSCAR BARNACK Award" per la realizzazione di " East of Nowhere".

Angelo R.Turetta nasce ad Ancona nel 1955. Diplomato all'Accademia di Belle Arti di Roma. Inizia lavorando come fotografo di scena dell'avanguardia teatrale negli anni '70 e '80. Segue poi temi sociali con una particolare attenzione alla città di Roma. L'emigrazione, la prostituzione, gli emarginati, le feste private dell'alta borghesia e un lungo lavoro al seguito della Polizia nelle zone a più alta densità criminale. Il lavoro sui più importanti set cinematografici italiani gli è valso il premio World Press Photo nel 2001. Fotografo di Contrasto dal 1993.

Paolo Pellegrin è nato a Roma nel 1964.Membro dell' agenzia Magnum.Contract photographer di Newsweek. Ha ricevuto numerosi riconscimenti per il suo lavoro incluso lo Eugene Smith Grant per questo suo progetto sull' Islam Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro e nelle edizioni del World Press Photo dell’ultimo decennio; nel 2006 ha ricevuto il Premio Eugene Smith. Ha pubblicato cinque volumi di fotografie e esposto in musei e gallerie in molti paesi. Vive tra Roma e New York.

Riccardo Venturi Nato a Roma nel 1966, intraprende la carriera di fotogiornalista nel 1989 dedicandosi alle tematiche di carattere sociale. Nel 1997 vince il World Press Photo per i suoi servizi sulla guerra in Afghanistan, e nel 1999 riceve la menzione d’onore del Leica Medal of Excellence con le sue foto sul conflitto in Kosovo. Nel marzo 1999 esce il suo primo libro e nel 2003 pubblica 'Afghanistan - Il Nodo del Tempo', risultato del suo lavoro (1996 - 2003) sul paese con un testo di Alberto Cairo. Dal 2001 è nello staff di Contrasto.

Francesco Zizola nasce a Roma nel 1962. Dal 1986 pubblica sui suoi reportages sulle principali testate internazionali. Dal 1992 ha avviato il progetto "Eredi del Duemila" sulla condizione dell'infanzia nel mondo, con il contributo dell’ dell'UNICEF. Nel 1996 riceve il premio "The Pictures of the year" dell'Associazione nazionale della stampa; nel 1997 vince, primo italiano, il premio Word Press Photo of the year con una foto sull'Angola; vincitore in molteplici edizioni del World Press Photo.

Massimo Berruti nasce a Roma nel 1979 dove attualmente vive, ha iniziato a fotografare nel 2003. Dopo aver viaggiato nell’est Europa, nell’ultimo anno, si è concentrato sull’Italia e sulle tematiche sociali: crisi del mercato del lavoro ed immigrazione gli hanno valso la collaborazione al volume “Made in Italy” per i 100 anni della CGIL. Nel 2006 ha vinto il premio Yann Geffroy e nel 2007 il World Press Photo. Fa parte dell’Agenzia Grazia Neri.

Lorenzo Castore nasce a Firenze nel 1973, ha sempre vissuto a Roma. Attualmente si divide tra la capitale italiana e Cracovia. Ha pubblicato due libri fotografici, Nero e Paradiso. Ha vinto il Premio Mario Giacomelli ed il Leica European Publishers' Award. E’ rappresentato, in Italia dall’Agenzia Grazia Neri e all’estero dall Agence VU.

Davide Monteleone nasce a Potenza nel 1974, dopo numerosi viaggi e trasferimenti un po’ ovunque nel mondo, si stabilisce a Roma. Nel 2002 si è trasferito a Mosca: da questa esperienza è nato il progetto che segna la sua crescita professionale e il suo modo di fotografare. Non dimentica l’attualità internazionale e nel 2007 vince il World Press Photo con le immagini di Beirut. E’ membro dello staff di Contrasto dal 2001.


Curatore: Renata Ferri

 

 

 
dal 15 giugno al 24 settembre 2006

Deanna Richardson

presenta la mostra fotografica

di

Francesco Zizola

"Born Somewhere"

Museo di Roma in Trastevere, Piazza Sant'Egidio.
 


"Born Somewhere"

85 framed black and white photographs :

30 prints sized 70 x 100 cm framed
55 prints sized 50 x 60 cm with passpartout and framed

This exhibit requires approximately 112 meters of running space.

For informations please contact office@zizola.com
 

 


FRANCESCO ZIZOLA


I CENTO VOLTI

DEI BAMBINI


15 aprile - 4 giugno 2006

 

vernissage: 14 aprile 2006, ore 18

 

Salvador de Bahia, Brasile, 1993
In una cella del riformatorio.
Questo ragazzo ha tentato di pugnalare un bambino che gli aveva rubato le scarpe da ginnastica

 

Francesco Zizola ha indagato nelle sue fotografie i volti, i corpi, le condizioni di vita, spesso durissime,
dei bambini nelle terre del mondo.

"I cento volti dei bambini" presenta 89 fotografie di Francesco Zizola, documenti delle condizioni di vita dei bambini in trenta paesi, in cui Zizola ha lavorato per tredici anni: dalle nazioni sconvolte dalla guerra (Angola, Sudan, Afghanistan, Iraq), a quelle (Brasile, Indonesia) in cui si sfrutta sistematicamente il lavoro dei minori; dalle situazioni (Mozambico, Kenya) con molti orfani di genitori morti di Aids a quelle (Giappone, Stati Uniti) in cui il benessere diventa fonte di un altro tipo di problemi, fino alle immagini più recenti che Zizola ha scattato in Uganda (le migliaia di bambini che ogni notte dormono all'aperto per sfuggire ai rapimenti e al reclutamento forzato della milizia), Sud Africa, Chad (i campi dei rifugiati del Darfur).

Così Zizola spiega i motivi di questo suo lungo impegno: "Il primo è stato una mia visione etico-politica sul mondo, maturata negli anni precedenti a questo lavoro. Girando con la mia professione di fotoreporter mi avevano colpito le condizioni dei bambini che incontravo come soggetti più esposti a tutti gli stravolgimenti di quegli anni. Ho seguito a quel tempo il crollo dell'Europa dell'Est, sono stato a Mosca, in Germania per la caduta del muro, in Albania per la fine del regime, in Corea del Nord come uno dei primi reporter occidentali. Recandomi in quei paesi sentivo come i bambini raccontassero con le loro vite più dei protagonisti stessi di quelle rivoluzioni che andavo a registrare. Quando tornavo da queste esperienze quello che si sedimentava nella mia coscienza erano più le foto non fatte che quelle fatte. C'erano immagini molti più forti, molto più adatte a raccontare quella realtà, che non realizzavo, perché ero lì per raccontare solo le evidenze di alcuni fatti internazionali. I bambini non erano appunto mai considerati come tali, come evidenze di uno status politico, sociale o economico."

"I cento volti dei bambini" è una mostra che parla al cuore e alla mente.
I bambini che Zizola ha incontrato nel mondo ci guardano, pur nella sofferenza, con una estrema dignità, e con i loro stessi occhi ci pongono delle domande. Le fotografie, che sempre catturano un momento particolare della luce, riescono a fondere dato realistico e ideale senso della bellezza.

La mostra di Francesco Zizola, a cura di Deanna Richardson, è accompagnata da un volume edito da Fusi Orari, che ha già avuto significativi riconoscimenti al Festival del Fotogiornalismo di Perpignan (Francia) e al Photo District News degli Stati Uniti. Zizola, che ha lavorato con l'Agenzia Magnum fino al 2005, ha ricevuto, tra gli altri, il Premio della World Press Photo dell'anno 1996, per una foto dei campi minati in Angola, inclusa in questa mostra.
 

I CENTO VOLTI DEI BAMBINI DI FRANCESCO ZIZOLA
Reggio Emilia, Palazzo Magnani
15 aprile - 4 giugno 2006
Biglietti d'ingresso: Euro 5 intero, Euro 4 ridotto, Euro 2 studenti.
Orari di visita: 9.30 - 13; 15.00 - 19.00 (chiuso il lunedì). Aperto lunedì 17 aprile, il 25 aprile e il 1° maggio
Catalogo "Francesco Zizola. I cento volti dei bambini", Euro 25 (Euro 35 in libreria)

Per informazioni e prenotazioni:
tel. 0522.454437
fax 0522.444436

e-mail: info@palazzomagnani.it
web: www.palazzomagnani.it

Ufficio Stampa

CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02.433403 - 02.36571438
Fax 02.4813841
ufficiostampa@clponline.it
press@clponline.it

Elisa Mezzetti
Ufficio Stampa Palazzo Magnani
Tel.: +39 (0522) 44 44 20
Fax: +39 (0522) 44 44 36
mailto: e.mezzetti@mbox.provincia.re.it
http://www.palazzomagnani.it

 



Chongqing, provincia di Sichuan, Cina, 1998
 


Kuito, Angola, 1996
 


Kukes, Albania, 1999



Mare d'Aral, Khodjely City, Uzbekistan, 1997



Baidoa, Somalia, 2000


 

SANDRO PARMIGGIANI

Curatore delle attività espositive di Palazzo Magnani

I cento volti dei bambini di Francesco Zizola

Ci guardano, i bambini che Francesco Zizola ha fotografato nelle terre del mondo. Ci guardano con occhi che esprimono sentimenti opposti: quelli avidi d'affetto di chi è ai margini della vita, e combatte ogni giorno la sfida della sopravvivenza, e quelli assenti, colmi di una stanchezza senza fine, di chi è stato costretto, magari dalle smanie di successo dei genitori, a dismettere la condizione di bambino per entrare nel presunto mondo dorato della televisione, del cinema, della moda. Ci guardano, soprattutto, i bambini sfregiati dal cinismo, dalla corsa al denaro, dalla mancanza di compassione che governano il mondo: i bambini cacciati dalla loro terra, profughi in una terra straniera, o quelli che recano nel corpo le mutilazioni causate da una delle tante guerre che quotidianamente si svolgono nel pianeta. Ci guardano i bambini sbattuti negli orfanotrofi o approdati nei riformatori, i bambini sfruttati, che lavorano in condizioni che nemmeno per un adulto sarebbero sopportabili, i bambini che hanno la strada, e non una casa, come unico, abituale rifugio, o quelli ridotti a cercare tra le immondizie qualcosa con cui sfamarsi. Ci guardano i bambini colpiti dall'Aids e quelli, nei cui occhi ogni innocenza è perduta, immolati sull'altare dell'industria del sesso, o storditi dagli effluvi della colla che inalano. E, in qualche immagine, ecco i corpi senza vita dei bambini, che giacciono sulla terra, e più non possono guardarci.

C'è, quando si parla di fotografia, un pregiudizio diffuso. Giacché si amano fare delle classificazioni, stilare graduatorie e fornire etichette interpretative, ci sarebbero una fotografia, e fotografi, che fanno ricerca artistica, mossi esclusivamente dall'intento di fare arte utilizzando il mezzo fotografico, indi una fotografia, e fotografi, che catturano frammenti della realtà e della vita, cercando di afferrare brandelli di poesia, e infine il fotoreportage, e i fotografi che lo praticano, che in un qualche modo sono ingabbiati dalla necessità di documentare visivamente un fatto mentre si svolge, una realtà che è in frenetico divenire.

Davanti alle foto di Francesco Zizola - fotoreporter che ha lavorato con l'Agenzia Magnum fino al 2005, e ha ricevuto, tra gli altri, il Premio della World Press Photo nel 1996, per una foto delle miniere dell'Angola, inclusa in questa mostra -, presto si capisce che le categorie interpretative cui si alludeva sono assai poco utili per comprendere e amare la fotografia - così come lo sono le etichettature che vengono disinvoltamente usate da tanti "chierici" per evitare di misurarsi con il corpo dell'opera d'arte.

Palazzo Magnani che, fin dall'inizio della propria attività espositiva, ha scelto di riservare alla fotografia un posto di rilievo nei suoi programmi, ha presentato nel passato due mostre, una dedicata a Eugene Smith e l'altra a James Nachtwey, alle quali idealmente questa esposizione di Francesco Zizola si collega. C'è infatti un'affinità profonda tra le fotografie di Smith, di Nachtwey e di Zizola - sono certo che James e Francesco sottoscriverebbero l'ambizioso proponimento che Smith affidava al suo mestiere di fotoreporter: "Il modo più efficace per essere un buon giornalista è cercare di essere il miglior artista possibile." Ci hanno dimostrato, Smith, Nachtwey e Zizola, che si può essere, insieme, fotoreporter e artisti quando non ci si accontenta di cogliere le apparenze ma ci si vuole calare nella verità, spesso oscura, delle cose, scegliendo di stare dalla parte dell'ombra, in una sorta di terra d'esilio da dove meglio si può vedere il nulla che se ne sta alla luce "ufficiale", ed invece l'umano che s'annida in tutto ciò che abitualmente viene rimosso, dimenticato, amputato dal modo convenzionale di guardare il mondo.

Come per Smith e Nachtwey, due maestri della fotografia del Novecento, possiamo subito comprendere che l'occhio di Zizola è segnato da un giudizio etico e da un sentimento di compassione umana per ciò che va vedendo. Ecco l'origine profonda - al di là delle abilità di sapere inquadrare, di cogliere sempre un elemento, un perno attorno a cui ruota l'immagine, di afferrare i contrasti tra luce e ombra -, del modo di Zizola di essere artista. Le sue fotografie ci entrano dentro per restare: lui ha saputo misteriosamente farvi transitare, imprimervi i suoi pensieri e i suoi sentimenti, ed ora esse sono sì un documento, uno specchio e una testimonianza di un momento di verità, ma sono anche una denuncia e una sfida all'insensibilità di chi cinicamente ritiene che "così va il mondo", e che nulla si possa fare per cambiarne il corso e quello che pare il destino, doloroso e immodificabile, di milioni di persone.

Reggio Emilia, 14 aprile 2006

 

 

 
Vernissage & Cocktails

lunedì 28 novembre 2005

ore 19,00

DER WALL

fotografie di Francesco Zizola

dal 28 Novembre 2005 al 4 Febbraio 2006

Presentazione del libro: 18 dicembre 2005, ore 16

a cura di Maria Evangelisti e Deanna Richardson

http://www.galleriasantacecilia.com/galleria.html
 

 

 
Il 20 Novembre 2005

si celebra in Italia

la
Giornata nazionale dell'Infanzia.

Per ricordare i drammi che ogni giorno
milioni di bambini
vivono a causa di malattie, guerre, soprusi...


la
Feltrinelli
ospita la mostra di Francesco Zizola che, in Born Somewhere (Fusi Orari) esplora l'infanzia di cinque continenti attraverso le immagini che ha realizzato dal 1991 a oggi.

La Feltrinelli Libri e Musica

Piazza Galvani 1/H, Bologna

Mostra fotografica

Born somewhere

 dal 5 dicembre 2005 al 5 gennaio 2006

Presentazione del libro, con l'autore:
13 dicembre 2005 alle ore 18

http://www.lafeltrinelli.it/Istituzionale/eventi/dettaglio.aspx?m=6780
 

 

 
La Feltrinelli Libri e Musica

Via Santa Chiara a Chiaia (Piazza dei Martiri), Napoli

Mostra fotografica

Born somewhere

 dal 3 al 25 novembre 2005

Francesco Zizola ha trascorso tredici anni documentando le condizioni dell'infanzia nel mondo. Born Somewhere è un libro fotografico, edito da Fusi orari, che raccoglie questo lavoro incredibilmente ricco attraverso le immagini scattate in 27 paesi. I figli delle guerre in Iraq, Afghanistan, Angola e Sudan, i piccoli lavoratori di Brasile e Indonesia, gli orfani dell'aids in Mozambico e Kenya, i ricchi e alienati del Giappone, i giovani imprenditori di New York e gli aspiranti divi di Los Angeles: sono fotografie impressionanti e rispettose al tempo stesso, perché realizzate documentando una realtà spesso durissima senza alcun compiacimento estetico.

http://www.lafeltrinelli.it/Istituzionale/eventi/dettaglio.aspx?m=6631
 

 

 
 

 La Feltrinelli Libri e Musica (via Melo 119 Bari)

con il sindaco di Bari: Michele Emiliano

Martedì 8 novembre 2005

dalle ore 19:00

presentano il nuovo libro di Francesco Zizola

Born somewhere

di

Edizioni Fusi orari
 

Mostra fotografica, dal 7 novembre al 5 dicembre 2005

 


Francesco Zizola
Born somewhere

Formato 23 x 27 cm
200 pagine
35,00 euro
Isbn 88-87028-35-4

http://www.fusiorari.it/zizola.htm

Francesco Zizola, uno dei più grandi fotoreporter contemporanei, ha passato gli ultimi tredici anni documentando le condizioni dell'infanzia nel mondo, dai figli delle guerre in Iraq, ai piccoli lavoratori dell'Indonesia, ai ricchi e alienati di Los Angeles. Born somewhere, "nato da qualche parte", racconta le vite dei bambini di 27 paesi.

"Francesco Zizola, già giovane maestro del fotoreportage italiano, oggi uno dei tre o quattro fotogiornalisti italiani di rinomanza internazionale, è tra coloro che non si uniformano. Born somewhere ricorda Inferno di James Natchwey, il cupo capolavoro di uno dei massimi fotogiornalisti viventi.-Pietro Veronese, la Repubblica

http://www.lafeltrinelli.it/Istituzionale/eventi/dettaglio.aspx?m=6687

 

 
 


FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma

www.fotografiafestival.it

IV edizione / 15 aprile – 5 giugno 2005

(Ecco il programma in Pdf)
 

 

DEconstruction
A cura di Deanna Richardson.

 

21 aprile – 31 maggio 2005

 

INAUGURAZIONE: Giovedì 21 aprile 2005 alle ore 19.00
 


© Francesco Zizola, Deconstruction.
 

 

Galleria Anna D'Ascanio
Corso Rinascimento 49 (3° piano) Roma

COME ARRIVARE: Metro A Spagna, Flaminio + bus 116, 119

Sito web www.galleriadascanio.it

ORARIO: lunedì - venerdì, 15.30 - 19.30

Tel. 06 36001804

 


Dino Pedriali, Luca Pagni... Francesco Zizola © Foto Silvio Scafoletti, Roma 21 aprile 2005

 


Francesco Zizola ritratto da Dino Pedriali © Foto Silvio Scafoletti, Roma 21 aprile 2005

 

Francesco Zizola presenterà una mostra intitolata DEconstruction relativa a due suoi fotoreportages:
l’uno realizzato sul paesaggio metropolitano cinese,
l’altro sull’effetto devastante dello tsunami sull’isola di Sumatra.

Francesco Zizola propone una riflessione sulla contemporaneità e i segni del passato.

La memoria di ciò che è stato permane nonostante le trasformazioni/distruzioni
e l'uomo, il corpo, ne diventa il fragile custode.

Ingresso libero


Parte del ricavato delle vendite sarà devoluto a "Medici senza Frontiere".

Collaborazione Sara Miele

 

 

 

SHADOWS

Foto di Francesco Zizola

dal 7 al 29 ottobre 2004

Scuola Romana di Fotografia
via degli Ausoni 7/a, Roma
www.scuolaromanadifotografia.it

 

La Scuola Romana di Fotografa, università della comunicazione sempre molto attenta alle dinamiche culturali legate аl mondo dell'immagine, con il Patrocinio del Comune di Roma - Assessorato alla Cultura, presenta la mostra Shadows di Francesco Zizola, sottolineando l'impegno dell'autore con l'intento di divulgare ulteriormente l'importanza sociale del suo lavoro.

Venti fotografie per raccontare il flagello dell’Aids, della fame e della guerra.



Angola.

http://www.msf.it/msfinforma/dossier/angola/foto/zizola.shtml

Nel 2002 è stata vittima di una delle più drammatiche carestie che il continente africano abbia visto negli ultimi 10 anni. Abbandonati dal governo angolano e dalle Nazioni Unite migliaia di civili sono morti nel silenzio più assoluto.

"Magnum photographer Francesco Zizola is currently in Angola visiting MSF field operations. Each day, he is providing images to MSF that shows the severity of the current malnutrition crisis." (text from Medecins sans frontieres)


 

Mozambico.

Dopo 18 anni di guerra civile, 18 milioni di mozambicani stanno combattendo la silenziosa guer­ra contro l'Aids.  Circa il 13% della popolazione adulta è positiva all'Hiv. Per loro non c'è cura, ma solo una terapia per mantenerli in vita: Ia terapia antiretrovirale. Costa 350 dollari a persona in un anno (meno di un dollaro al giorno), grazie al progetto DREAM (Risorse di Medicinale al Miglioramento contro l'Aids), della Comunità di Sant'Egidio. Un progetto che sta dando una speranza a milioni di mozambicani.

"In October 2002, Magnum photographer Francesco Zizola visited MSF operations in Mozambique where HIV+ and AIDS patients are being treated. You can view the complete Magnum collection of images from Mozambique on the Magnum feature page." (text from Medecins sans frontieres)


 

Sud Africa.

Conta il più alto numero di malati di Aids e Hiv nel mondo, con più di 8 milioni di persone infette dal virus. La clinica di Medici Senza Frontiere, nella città di Lusikisiki, ha preso in cura in meno di un anno centinaia di malati salvandone la vita alla quasi totalità. Prima del loro intervento l'area era considerata da molti troppo remota, per garantire il successo della terapia antiretrovirale.

 

 

L'inaugurazione ha visto una grande partecipazione di pubblico, entusiasta dello splendido lavoro
proposto da Francesco Zizola che non è potuto essere presente perché impegnato con un nuovo reportage.

 

La Scuola Romana di Fotografa si ripropone di presentare un incontro con l'autore, nel corso della mostra,
e siamo certi che accorreranno numerosi giovani ed addetti ai lavori
per applaudire uno dei fotoreporters italiani più apprezzati nel mondo.

 

 

 

 

 

Ottimo l'aperitivo offerto dalla scuola in giardino ...

 

 


 


Francesco Zizola e Massimo Mastrorillo (Fotografi) 
insieme con Grazia Cecconi (Art Director)

sono stati i membri italiani del Comitato di Selezione

del prestigioso premio

INTERNATIONAL YEAR OF RICE      
GLOBAL PHOTOGRAPHY CONTEST: "RICE IS LIFE"

http://www.fao.org/rice2004/en/ph-back.htm
 

 

 

La mostra di Francesco Zizola ci offre lo spunto per visitare e promuovere le mostre fotografiche
organizzate da Medici Senza Frontiere


http://www.msf.it/eventi/mostre_index.shtml
 

15 - 24 ottobre, TAGLIOLO (AL), Via Roma, 2 - Salone Polivalente
Il Comune di Tagliolo allestisce la mostra fotografica di Medici Senza Frontiere "Ruanda, le ferite del silenzio" fotografie di Alain Kazinierakis, testimonianze raccolte da Yolande Mukagasana.
 

17 - 24 ottobre, IMPRUNETA (FI), Circolo ARCI, Sala Polivalente - Via della Croce 19
Il Circolo ARCI allestisce la mostra fotografica di Medici Senza Frontiere "Malattie trascurate: troppo poveri per essere curati" fotografie di Serge Sibert, testi di Laurence Binet.
 

24 ottobre, NIZZA MONFERRATO  (AT), Auditorium della Trinità - Via Pistone ang. Via Cordara - dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 19:00
Il Distretto LEO 108 allestisce la mostra fotografica di Medici Senza Frontiere "Somalia, oltre la guerra" fotografie di Andrea Vallerani. L'evento verrà realizzato con il patrocinio del Comune di Nizza Monferrato.


31 ottobre, CANELLI (AT), Sala Convegni della Cassa di Risparmio di Asti - Piazza Gancia - dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 19:00
Il Distretto LEO 108 allestisce la mostra fotografica di Medici Senza Frontiere "Somalia, oltre la guerra" fotografie di Andrea Vallerani.
L'evento verrà realizzato con il patrocinio del Comune di Canelli.
 

Come si richiede una mostra fotografica di Medici Senza Frontiere

  • Le mostre fotografiche di Medici Senza Frontiere sono concepite per essere itineranti. Medici Senza Frontiere invia le mostre a titolo gratuito.
  • Associazioni, Enti, Club, Scuole, Università, Istituzioni… possono farne richiesta da qualunque parte d'Italia.
  • L'organizzatore della mostra si fa carico delle spese di spedizione (che variano a seconda della mostra) e delle spese di allestimento, promozione e assicurazione della mostra stessa.
  • Per richiedere una mostra bisogna telefonare alla sede di MSF Italia, a Roma, allo 06/4486921, preferibilmente il lunedì, e chiedere di Julie Latini o di Francesca Pispisa, oppure mandare una e-mail all'indirizzo eventimsf@msf.it.
    Definiremo insieme le date, secondo la disponibilità vostra e della mostra.
  • Vi invieremo quindi un regolamento insieme alla documentazione relativa alla mostra richiesta.

 

 

 

"Mozambico: Il futuro è possibile"
Fotografie di Francesco Zizola e Massimo Mastrorillo
http://www.santegidio.org/it/amicimondo/aids/index2.htm


 

Castello Baronale di Fondi (LT)

Inaugurazione 17 agosto 2004 ore 19,30

alla presenza di autorità locali civili e religiose e del Prof. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio

La Mostra rimarrà aperta dal 17 al 21 agosto 2004 - dalle 19.00 alle 23.00

 


http://www.santegidio.org/archivio/libri/libro_moz_IT.htm

Mastrorillo - Zizola - Marazziti
Mozambico. Il futuro è possibile
Foto di Francesco Zizola e Massimo Mastrorillo.
Testi Mario Marazziti
Leonardo International, Milano, 2003

 

Questo libro e questo percorso fotografico potrebbero anche intitolarsi "L'AIDS e la speranza". Ma sarebbero stati impossibili se il Mozambico e la sua voglia di vivere e di mostrare che il futuro è possibile non si fosse incontrato con un'amicizia speciale, quella che adesso ha assunto il sapore di un santo patrono, e che cammina sotto il nome di Comunità di Sant'Egidio.

Il libro è disponibile presso la Comunità di Sant'Egidio.
Chi lo desidera può rivolgersi a info@santegidio.org

 

 

Questo percorso fotografico potrebbe intitolarsi anche “l’AIDS e la speranza”. E’ l’interpretazione di due straordinari e sensibili testimoni che riescono a guardare ciascuno, in maniera originale, la lotta e la voglia di vivere del Mozambico, un Paese di uomini e donne concreti, in carne ed ossa, ciascuno con il proprio problema e con il proprio sguardo. Sono foto di straordinaria intensità perché raccontano storie individuali e aprono a metafore universali. Perché l’esclusione di una donna è l’esclusione di tutte le donne. E la resurrezione di una donna è la resurrezione di tutte le donne.Perché gli occhi di paura raccontano la paura di tutti gli occhi. Perché anche quando sembra che tutto si fermi in un attimo, quella sospensione permette alla mente e alla memoria di dilatarsi alla comprensione, mentre si affaccia nella mente e nell’anima un sentimento dimenticato, una pietas partecipe. Varrebbe la pena di vedere queste immagini per riscoprire se stessi, per vedere come scoppia la vita, la speranza che si fa cura, attenzione umana, varco nel buio. E di speranza hanno bisogno in Africa, ma hanno bisogno tutti.

Unidea, la Fondazione promossa dal gruppo UNICREDIT, e la Comunità di S.Egidio hanno organizzato questa mostra fotografica per rappresentare la vita che sappiamo ma che non vediamo se non da lontano in un continente africano che è sempre più dimenticato e che invece resta decisivo per la sopravvivenza del pianeta. Al centro della mostra è il programma DREAM (Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition) ideato dalla Comunità di Sant’Egidio e sostenuto da Unicredit, per la lotta all’AIDS in Africa.

DREAM, in appena 18 mesi di attività, è diventato lo strumento più efficace per la terapia dell'AIDS nell'Africa sub-sahariana e, dal Mozambico, si sta estendendo al Malawi, alla Guinea Bissau, alla Tanzania e all'Angola, diventando la storia più importante (e ancora poco raccontata) per la speranza del continente africano in questo passaggio difficile.

 

Francesco Zizola
E' fotografo Professionista dal 1981 e lavora per le maggiori testate italiane ed estere.
Dal 2001 è rappresentato dall’agenzia Magnum.
Ha vinto cinque edizioni del Premio World Press Photo e due edizioni del Premio Pictures of the Year.

Massimo Mastrorillo
E' fotografo professionista dal 1988 ed ha all’attivo numerosi lavori di reportage geografico e sociale.
Si è dedicato ad un progetto di documentazione sulla diaspora curda.
Da due anni lavora ad un reportage sulla vita in Mozambico.
E’ rappresentato dall’agenzia Corbis e dall’agenzia Contrasto

 

COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO
Piazza di S. Egidio 3/A – 00153 Roma
Sito web: www.santegidio.org
TEL 06.585661 – FAX 06.58566331
E-MAIL com@santegidio.org


 

 

 

http://www.toscanafotofestival.com/workshop.html

Workshop di Francesco Zizola: "Reportage:quale futuro?"

4-11 LUGLIO 2004

Il linguaggio foto-giornalistico tra tradizione e modernità.
Durante il workshop verranno analizzati i diversi linguaggi che vengono attualmente usati da alcuni dei più importanti fotoreporter internazionali.
Verrà anche affrontato il controverso capitolo del mercato foto-giornalistico che, mai come in questi tempi, si sta trasformando velocemente e globalmente.
Si tenterà un'analisi sull'uso della fotografia da parte dei media nazionali ed internazionali.
In base all'analisi del portfolio di ogni stagista verrà proposto un orientamento professionale personalizzato.

Nell'ambito del Toscana Foto Festival 2004 sarà esposta, anche,  la mostra "African Diary".
 

 


The 2004 Alexia Competition Winners
http://www.alexiafoundation.org/2004/main.html

Francesco Zizola
$7,500 Judges Special Recognition

Read his proposal.

View his portfolio.

Rome based freelance photographer Francesco Zizola is a Magnum Nominee since 2001.
Before that he was a member of the Contrasto Agency in Rome.
He has covered international news for major Italian and international newspapers and magazines including Panorama, Epoca, Il Venerdi, Newsweek, Time, Stern and Figaro, and was a commercial photographer from 1982-1986. Zizola finished in the top five during last year's professional Alexia competition.

This is the only time the Alexia Foundation has given a professional Special Recognition Award. The judges all agreed that Lemoyne and Zizola were the top two applicants, but were split on the order.
The judges and the Alexia Foundation sponsors agreed that Zizola's story proposal and photographs were compelling and deserved an award.

Lemoyne and Zizola were selected from 186 professional applicants from around the world. The final four included Marcus Bleasdale, freelance photographer based in London, and Victor Cobo, San Jose Mercury News staff photojournalist.

The judging was done at Syracuse University on Feb. 28, 2004. Judges were: Bob Gilka, former National Geographic director of photography and adjunct professor of photojournalism and picture editing at Syracuse University; Susan Smith, assistant director of photography at National Geographic; and Mary Anne Golon, Time Magazine picture editor.

 

 

 

Stati d’infanzia
17 Ottobre-17 Novembre 2002

 

Città di Francavilla al Mare- Palazzo Sirena
Viale Nettuno 66023 Francavilla al Mare (Ch)
orario: dalle ore 17.30 alle ore 22.30
chiuso il Lunedì e Martedì
Ingresso gratuito
 

 

Giovedì 17 Ottobre alle ore 19.00 nel Palazzo Sirena inaugura la mostra fotografica di Francesco Zizola Stati d’infanzia, storie di bambini. La mostra è organizzata da Contrasto in collaborazione con la Regione Abruzzo, l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Chieti e il Comune di Francavilla al Mare, in occasione della prima edizione nazionale del I° Premio Antonio Russo, Giornalismo e Reportage di guerra che si svolgerà a Francavilla al mare dal 16 al 19 Ottobre 2002.
 

Una donna ustionata per l'esplosione di una bomba. Nord Irak, 1997.  Foto di Francesco Zizola © Francesco Zizola
Una donna ustionata per l'esplosione di una bomba. Nord Irak, 1997.
Foto © Francesco Zizola/Contrasto


Che si tratti di malnutrizione, di esodo forzato, di ingiustizia sociale, alcuni fotografi hanno scelto di redigere un panorama esaustivo e completo dello stato del mondo.
Francesco Zizola è uno tra loro. Nel 1992, in collaborazione con l'UNICEF, ha cominciato a realizzare una serie di reportage sulle diverse forme di sfruttamento dell'infanzia e ancora oggi continua il suo lavoro, premiato diverse volte al World Press Photo, muovendosi sui cinque continenti.
Stati d'infanzia presenta i diversi capitoli di questo "libro nero" sulla condizione dei bambini.

 

Giovani Nuba vicino al villaggio di Niabrodo, Monti Nuba, 1997. Foto di Francesco Zizola © Francesco Zizola
Giovani Nuba vicino al villaggio di Niabrodo, Monti Nuba, 1997.
Foto © Francesco Zizola/Contrasto


Esistono circa cento milioni di bambini abbandonati che vivono per le strade delle megalopoli dei paesi in via di sviluppo e l'Organizzazione Internazionale del Lavoro calcola siano più di 90 milioni i bambini sotto i quindici anni impiegati a vario titolo nel mondo del lavoro.
Secondo le stime della commissione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, circa 10 milioni di adolescenti al di sotto dei 17 anni si prostituiscono mentre un numero simile sono i piccoli africani che, nel corso dei prossimi cinque anni, potranno essere contagiati, fin dalla nascita, dall'AIDS.
Questi bambini sono gli eredi del nostro futuro.



Alla mostra è associato il volume Stati d’Infanzia (136 pagine, 64 fotografie – 12,91 euro) edito da Contrasto.

 

 

 

OBIETTIVO INFANZIA

UNICEF: 50 ANNI DALLA PARTE DEI BAMBINI

Palazzo delle Esposizioni

4 dicembre 1996 -  6 gennaio 1997


In occasione del cinquantesimo anniversario dell'UNICEF e della presentazione dell'annuale Rapporto dell'UNICEF sulla Condizione dell'Infanzia nel Mondo (11 dicembre, Sala Multimediale, ore 10,30) viene presentata una mostra fotografica che ripercorre, attraverso 180 immagini, l'attività del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia dalla sua fondazione ad oggi. L'esposizione, promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, è organizzata dal Comito italiano per l'UNICEF e Contrasto.
 

La mostra si articola in tre sezioni:

1. L'eredità storica

2. Le attività dell'UNICEF oggi

3. Sei storie di bambini

 


Copertina del catalogo (Roma, Contrasto, 1996)

 

3. SEI STORIE DI BAMBINI

I reportage di Francesco Zizola

Francesco Zizola sta lavorando, ormai da qualche anno, a un suo personale progetto fotografico dedicato al mondo dell'infanzia. Eredi del Duemila - questo il titolo utopico e provocatorio - vuole essere una percorso per avvicinarsi a questa età della vita: all'alba di un nuovo millennio, è necessario dare a ogni giovane individuo uguali opportunità di sopravvivenza e di sviluppo. Condizioni sanitarie precarie, paesi devastati dalle guerre, degrado ambientale, popolazioni costrette ad abbandonare il proprio paese, situazioni economiche drammatiche sono tragedie del nostro tempo che si ripercuotono sulle fasce più deboli, soprattutto i bambini.
Nelle sei storie di questa collezione si racconta l'infanzia devastata dalla guerra in Sierra Leone, lacerata dalle mine antiuomo in Angola, resa schiava nelle metropoli latinoamericane, affetta dall'Aids in Thailandia, repressa o discriminata in Balngladesh.
I sei reportage che presentiamo fanno parte di questo progetto e sono stati realizzati in alcuni paese in via di sviluppo grazie al supporto del Comitato Italiano per l'UNICEF.


Bambini di strada brasiliani

Per casa la strada. Per tetto il cielo. Uno straccio per coperta. Il menino de rua è il simbolo delle contraddizioni del Brasile, prima vittima di un paese che vive grandi squilibri tra una minoranza che detiene gran parte della ricchezza e una maggioranza di persone che vive spesso al di sotto della soglia di povertà. Ed è anche la dimostrazione di come la società può diventare incredibilmente feroce contro chi è più vulnerabile. Molti dei bambini qui ritratti possiedono un revolver, hanno imparato a scappare dalla polizia e dagli squadroni della morte. L'unico vero gioco che conoscono è quello in bilico tra la vita e la morte.
 


Brasile 1993. Foto Francesco Zizola/Contrasto
 


Brasile 1993, Carcere minorile. Foto Francesco Zizola/Contrasto


Angola, il dramma delle mine

La guerra che continua anche con la pace, la guerra dei vigliacchi...
E' impossibile fornire una cifra esatta del numero di mine sparse sul territorio dell'Angola; si stima che decenni di conflitto abbiano lasciato in eredità tra i 10 e i 15 milioni di mine di diversi tipi. E' stata definita la guerra dei vigliacchi perché colpisce indiscriminatamente: le donne che vanno a prendere l'acqua, i bambini che giocano, i contadini che lavorano i campi, i profughi che vogliono tornare alle loro case.
All'Angola va il triste primato di paese più minato dell'Africa. Mine anticarro e antipersona sono state disseminate come arma di intimidazione dai portoghesi, dall'esercito di liberazione, dalla truppe antigovernative e dall'UNITA, così come dall'esercito cubano e dai mercenari.
Le conseguenze sono state devastanti: sono 70.000 le persone che hanno subito amputazioni agli arti, 8.000 delle quali bambini sotto i 15 anni. Ogni settimana sono almeno 150 le vittime delle mine terrestri.


Lo sfruttamento dei bambini: una realtà brasiliana

I bambini ritratti in queste fotografie hanno meno di 14 anni, appartengono tutti a famiglie numerose, molti di loro lavorano. Non sono mai andati a scuola perché il tempo viene impiegato tutto per sbarcare il lunario. Secondo un'indagine brasiliana del Centro Josué De Castro, il 59% dei bambini del Pernambuco che lavora al taglio della canna da zucchero ha un'età compresa tra i 7 e i 14 anni ed è analfabeta. Il 57% ha riportato gravi ferite provocate dagli utensili da taglio ma fatto ancor più grave, ha occultato le ferite per paura di perdere il lavoro. Con i vestiti e i corpi sporchi di fuliggine, i carvoeiros, adulti e bambini, lavorano come schiavi ai margini delle foreste di pini ed eucalipti di Texeira de Freitas nello Stato di Bahia: per tutti l'orario è tra le 10 e le 12 ore al giorno. In tutto il Brasile i bambini sono frequentemente impiegati anche nell'edilizia, nell'agricoltura e in altri lavori pesanti e mal pagati. Nonostante il Brasile abbia firmato la Convenzione n. 105 dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro che abolisce il lavoro forzato e condanna la schiavitù per debito o servitù, "i signori degli schiavi" continuano a violare questa normativa.
 


Brasile, 1993. Foto Francesco Zizola/Contrasto


Le donne e i bambini del Bangladesh

Tra urbanizzazione selvaggia, povertà, campagne allagate, scarse risorse e disastri naturali il Bangladesh offre il panorama desolante di un paese dove anche gli aiuti sono difficili da realizzare. Discriminazioni, mortalità e analfabetismo sono drammi vissuti quotidianamente dalle donne e dai bambini. Dei 118 milioni di bengalesi, quasi 50 milioni sono ragazzi e bambini sotto i 16 anni.
La normale sopravvivenza, lo sviluppo, le regole di base della partecipazione alla vita sociale rappresentano in questo paese sfide colossali. Oltre la miseria e la disperazione, il lento cammino verso lo sviluppo è la scommessa per un futuro diverso.
 


Bangladesh 1995. Foto Francesco Zizola/Contrasto

 


Bangladesh 1995. Foto Francesco Zizola/Contrasto


I bambini soldati della Sierra Leone

Mentre in Sierra Leone la guerra civile tra il governo e le truppe ribelli del Revolutionary United Front continua, la situazione della popolazione civile è diventata insostenibile. In una paese di poco più di 4 milioni di abitanti, due milioni sono bambini e ragazzi sotto i 16 anni. Centinaia di migliaia sono i rifugiati in Guinea e Liberia mentre un milione e mezzo di persone vive nelle grandi città, prive di adeguate strutture sanitarie e di servizi. La produzione agricola distrutta, i gravi danni alle infrastrutture, la malattie e la malnutrizione sono le pesanti conseguenze di una guerra civile iniziata dopo il 1989 in seguito al conflitto scoppiato nella vicina Liberia. I bambini sono come sempre le principali vittime. Spesso diventare soldati è per loro l'unica risorsa per avere di che vivere. La povertà spinge molti ragazzi ad arruolarsi ma a volte i bambini vengono reclutati con la forza, rapiti nei villaggi dalle truppe di entrambe le parti in guerra.


L'AIDS in Thailandia

In Thailandia più di 2 milioni di persone sono affette da HIV, la sindrome di immunodeficienza acquisita. Con una popolazione di 60 milioni e con un incremento vertiginoso della malattia, la Thailandia risulta uno dei paesi del mondo più colpiti dall'AIDS. Moltissimi sono i bambini, vittime dirette della prostituzione o figli di mamme ancora bambine, costrette a prostituirsi fin dalla più tenera età. L'industria del turismo sessuale ha un giro d'affari di circa un milione e mezzo di dollari USA l'anno - secondo uno studio condotto dalla Thammasat University di Bangkok - e coinvolge adolescenti e anche bambini molto piccoli, particolarmente "richiesti" da clienti senza scrupoli, molte volte provenienti dal mondo industrializzato. La situazione è allarmante: si stima che da qui al Duemila saranno 40.000 l'anno i nuovi casi di infezione dei bambini e che ogni anno ne moriranno 20.000 a causa dell'AIDS.
E' necessaria una grande mobilitazione per mettere in pratica campagne di prevenzione, educazione e repressione del fenomeno della prostituzione infantile. Il prezzo che i bambini pagano è altissimo. Contro questa vergogna siamo tutti chiamati a impegnarci in prima persona.

 

Sempre per l'Unicef, Francesco Zizola ha realizzato le foto per promuovere la campagna

Somalia: centri ricreativi per ragazzi

 

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE

ACTA INTERNATIONAL

 Via Panisperna, 83 - 00184 Roma
telefono 06 4742005

 

MOSTRA: FRANCESCO ZIZOLA - "Escravos"
  5-23 giugno 1995
  Inaugurazione lunedì 5 giugno ore 19
  Orario: 15,30 - 19,30 dal lunedì al venerdì

"Peccare - mi sembra dicesse Pasolini - non è fare i1 male, ma non fare il bene".
Penso a ciò mentre guardo le immagini che Francesco Zizola ha ripreso in certe strade del Brasile, fotografando bambini e ragazzi dentro il vortice dell'abbandono e della miseria.
Penso, c
ioè, che non ha senso cercare il colpevole di questa desolazione.
(Del resto,se cerchiamo fino in fondo, finiremmo per scoprirci colpevoli anche noi).
Ha più
senso, invece, cercare il modo d'impedire che la colpa si ripresenti.
E credo sia questo il senso ultimo del lavoro di
Zizola.
Indicare la colpa, commiserare il colpevole, amare l'offeso.
Mi
sembra sia questo l'invito che ci viene dalle fotografie che l'autore ha qui raccolto, seguendo il criter
io dell'essenzialità, che come tale presuppone l'intensità. Nell'assedio di immagini cui siamo sottoposti, infatti, questi due inseparabili elementi - l'essenzialità e l'intensità ­ sono fondamentali per raggiungere la coscienza di un pubblico via via sempre più distratto, o meglio, sempre più attratto dai vacui scenari televisivi, nei cui orizzonti la fotografia - l'arte in generale - diviene, parafrasando l'indimenticabile Eugene Smith, sempre più una debole voce.
La quale,
propr
io per il suo essere debole, per il suo giungere quasi impercettibile, diviene nell'orecchio di alcuni un radicale invito alle cose fondamentali della vita, un richiamo alla prossimità dell'altro. Una voce dal fondo di una casa distrutta.
Da
ricostruire.


DIEGO MORMORIO

(Testo da "RUAS",FRANCESCO ZIZOLA Edizioni Gruppo Abele Torino 1994)

Ufficio stampa e Coordinamento: GIOVANNA PENNACCHI

 

World Press Photo 1995
World Press Photo 1995


"People in the news" First Prize Stories


"People in the news" First Prize Stories


"People in the news" First Prize Stories


"People in the news" First Prize Stories

 

M.I.F.A.V.
Museo dell'Immagine Fotografica e delle Arti Visuali
dell'Università di Roma Tor Vergata
 


http://www.egalibri.it/immagini/Ruas.asp

 

Assegnazione premio "Franco Cannilla" 1994

 

Inaugurazione: Giovedì 23 Febbraio 1995 -  ore 18,00
 

Si à conclusa lo scorso novembre la seconda edizione del premio dedicato al libro di fotografia "Franco Cannilla".

Per la sezione opere fotografiche sono stati inviati i seguenti testi:

"Le pietre raccontano di Chiara e Francesco" di Elio Cioi, (edizioni SEAP );

"Maldive" di Kurt Amsler (Edizioni White Star)

e "Ruas" di Francesco Zizola (Edizioni Gruppo Abele).
 

Dopo un attento esame delle opere presentate
è stato deciso di
assegnare il premio аl liЬго "Ruаs" di Francesco Zizola.
per la capacità di trasmettere al lettore, attraverso le immagini,
la
sensazione della solitudine e dellа сгudeltá della società civile verso i bambini.


La premiazione si terrà il giorno 23 febbraio 1995 alle ore 18,00
presso l'Aula Magna "Pietro Gismondi" dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata  - via della Ricerca scientifica.

In occasione della premiazione verrà inaugurata la mostra fotografica realizzata dal M.I.F.A.V.
in collaborazione con l'Istituto
Austriaco di Cultura, nell'ambito dei programmi di valorizzazione della fotografia europea.

La mostra sarà visitabile fino al 13 marzo 1995.

Presentazione libro fotografico "RUAS" di Francesco Zizola (edizioni Gruрро Abele).


Il libro di Francesco Zizola riesce effettivamente a comunicare la sensazione e la dimostrazione della solitudine umana e della crudеltà del mondo civile attraverso i bambini, che restituiscono con i loro sguardi, tutta la ferocia del mondo contemporaneo e la violenza dell'
uomo adulto.

E' un gioco crudele in cui Ia figura tradizionale del bambino, comе poi la percepiamo, viene stravolta portandoci in una realtà lontana da noi, quasi estranea, ma vicinissima per certi versi ai tempi e ai modi del nostro vivere quotidiano.

II libro ripercorre un percorso gia tracciato da altri autori  in cui  Zizola si inserisce portando un contributo nuovo е originale.

 

Ufficio stampa: Fabrizio Natalini, Luca Pagni e Rosetta Messori

Responsabile M.I.F.A.V. : Dott. Giovanni La Rosa (tel. 06.72592566)
 

 


Alcune pubblicazioni:



Sabato 18 febbraio 1995 (http://www.unita.it): in prima pagina su l'Unità
"...Quest'immagine sulle condizioni inumane di vita nelle prigioni del Sud America,
ha vinto ieri il primo premio del World Press Photo per la categoria "People in the new stories..."

 


13 marzo 1997 (http://www.panorama.it/home/index.html): copertina e servizio su Panorama
© Fotografie di Francesco Zizola/Contrasto

Nel biennio 1996-1997 Panorama pubblica diversi reportages con foto di Francesco Zizola:
13/06/1996 "Mine - la guerra dei vigliacchi - i nuovi killing field" con testo di Giovanni Porzio  
27/02/1997 "intervista esclusiva con il leader libico GHEDDAFI" di Pino Buongiorno
24/04/1997 "Così uccidono un popolo: NUBA" con testo di Giovanni Porzio

 

In libreria dal 5 ottobre 2004 il nuovo libro di padre Renato Kizito Sesana:
"Io sono un nuba. Dalla parte di un popolo che lotta per non scomparire
"
curato da Pier Maria Mazzola.

L’ex direttore di Nigrizia racconta il popolo nuba e la sua lotta per la sopravvivenza, analizzando aspetti sociali, etnologici ma anche politici.

Per saperne di più: http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=6549

 


Prossimamente in distribuzione il "calendario d’autore" 2005 dell’associazione Amani,
che, per la seconda volta dopo il 1998, è dedicato al popolo nuba.

Splendidi bianco e nero di Dave Stewart-Smith,
testo di Renato Kizito Sesana.
Il ricavato sarà devoluto al progetto "Scuole nuba".


http://www.amaniforafrica.org/calendario/ca_05.htm


 

 
Sempre dell’associazione Amani

è il calendario "Eredi del 2000"

firmato da Francesco Zizola


http://www.amaniforafrica.org/calendario/ca_00.htm

 

 

 
Pedro de Moraes
Fotografie
Saudades* del Brasile
 

Dal 22 febbraio al 15 marzo 1996

Galleria Candido Portinari
Piazza Navona 10, Roma 
 

Presentazione di Francesco Zizola

Pedro de Morares ci offre ora una preziosa testimonianza del suo Brasile.
Una sorta di diario intimo di un viaggio lungo 36 anni da cui ha estratto le pagine più toccanti e significative.
E' come se, attraverso le sue fotografie, la terra con i suoi odori e le sue differenti forme, ci parlassero di altro, dello spirito della natura e degli uomini.
Forse non è un caso che Pedro, fra tutti, privilegi il racconto di coloro che più di altri conoscono i segreti di questa trasformazione, di questa libera creazione: "os musicos" qui ritratti, Pedro racconta il Brasile degli umili e dei potenti, dei contrasti e degli amori della gioia e del dolore, il suo sguardo attraversa la Storia e distilla una rara e struggente poesia: Saudades del Brasile.

Francesco Zizola

Gennaio 1996

 

* Secondo l'autore: "uno stato d'animo molto particolare provocato da una mancanza che nasce da una passione, da un amore, da un'amicizia per una o diverse persone o luoghi."

 

 

Note biografiche.

Francesco Zizola


nato a Roma nel 1962, lavora nell'ambito del fotogiornalismo da circa
15 anni.

Ha frequentato la facoltà di antropologia all'Università di Roma e lavora come fotografo dal 1981.

Ha pubblicato i suoi servizi sulle testate più importanti del mondo (New York Times, Stern, Der Spiegel, El Mundo), collaborando con l'Agenzia Contrasto e successivamente con l'agenzia Magnum.

L'aids in Uganda, i bambini soldato della Sierra Leone, Ia popolazione dei Nuba in Sudan, sono i lavori più significativi e ricorrenti, attraverso i quali Zizola sottolinea la sua attenzione ai problemi sociali legati al continente africano e alla negazione del diritto all'infanzia.

Nel maggio 1994 pubblica "Ruas" con Edizioni Gruppo Abele, sulla condizione dei bambini di strada in Вгаsilе.

Poco tempo dopo entra a far parte, unico tra i giovani fotografi italiani, della storica collezione Photo Poche diretta da Delphire, editore di Cartier Bresson.

Nel 2002 pubblica un lavoro dedicato all'intervento dell'associazione sant'Egidio in difesa delle donne colpite dall'Aids in Mozambico.

Attualmente sta curando il progetto di un libro destinato a raccogliere i 10 anni del suo lavoro sull'infanzia violata.

Ha esposto i suoi lavori nelle gallerie più importanti in Italia e all'estero.

I suoi workshop,nell'ambito del Toscana Foto Festival (manifestazione tra le più importanti in Italia legate alla fotografia), sono tra i più richiesti nel panorama del fotogiornalismo.

Ha avuto molti riconoscimenti a livello internazionale fra cui: i premi World Press Photo nel 1995, 1997, 1998, 2002 e 2005,
e inoltre il World Press Photo of the Year nel 1996 per una foto che documenta la tragedia dei campi minati in Angola
e il premio Pictures of the Year nel 1997, 1998 e 2003.

Da quattro anni firma le campagne sociali della CEI (Comunità Episcopale italiana) per l'agenzia Saatchi & Saatchi.

Ha lavorato come fotografo di staff con l'Agenzia Contrasto e nel giugno del 2001 è stato nominato fotografo della Magnum Photos.
 
Ha pubblicato i seguenti libri fotografici:
Né Quelque Part /Born Somewhere (Delpire 2004/ Fusi orari - Settembre 2005)
Etat d'enfances per la collana Photopoches (Nathan, 1999).
Sei Storie di Bambini (Contrasto, 1997)
Ruas (Gruppo Abele edizioni, 1994)

 

 

Segnalazione © Luca B. Pagni, Roma 2004/2009

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