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Otteniamo immagini più nitide con il grandangolare
Autore: Image Consult srl - Pubblicato il 29/11/11 - Categoria Tutorial
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Nelle moderne fotocamere, caratterizzate da sensori ad alta risoluzione, la messa a fuoco è un’operazione delicata, che dobbiamo fare con molta cura se vogliamo ottenere immagini nitide.

Negli obiettivi grandangolari il range di tolleranza per la messa a fuoco precisa è estremamente ridotto. Spesso i sistemi autofocus sono troppo tolleranti, tanto che a volte, pur avendo a disposizione ottiche di qualità, non otteniamo risultati all’altezza delle nostre aspettative.

Gli obiettivi grandangolari offrono una notevole profondità di campo, variabile da infinito fino a pochi metri dall’obiettivo, per questo la messa a fuoco deve essere perfetta.

Usiamo la messa a fuoco manuale

Testiamo l’obiettivo per determinare qual è il punto esatto di messa a fuoco, è il sistema grazie al quale possiamo ottenere immagini più nitide e fedeli alla realtà. In questo modo un obiettivo che prima ci aveva deluso adesso può offrirci le prestazioni che ci aspettiamo.



I due esempi sopra riportati sono l’ingrandimento al 200% di un’immagine scattata dalla finestra del mio studio. È evidente la grande differenza tra quando si usa il punto esatto di messa a fuoco (foto a sinistra) e quando, invece, si ricorre al sistema autofocus (foto a destra). Queste immagini d'esempio sono state scattate con uno zoom Canon da 17 mm, ma potrebbero essere state fatte con tanti altri obiettivi grandangolari, con ottica fissa o zoom.

Troviamo il nostro punto esatto di messa a fuoco

Il metodo più facile per trovare il punto esatto di messa a fuoco è eseguire uno scatto cablato perché così si ha un feedback immediato sulla qualità della messa a fuoco. Con le fotocamere Canon e Nikon la funzione di scatto cablato è disponibile direttamente all’interno di Capture One 6 Pro. Con altre fotocamere si può utilizzare Hot folder per acquisire le immagini in Capture One usando uno specifico programma proprietario per lo scatto cablato.

Le fasi per trovare il punto esatto di messa a fuoco: 

  • Troviamo un posto dove sia possibile mettere a fuoco all’infinito mantenendo tutti gli elementi compositivi su una linea che va da infinito fino a pochi metri dall’obiettivo
  •  
  • Sistemiamo la fotocamera su uno stativo ben fermo
  •  
  • Assicuriamoci di aver disattivato tutti i sistemi di stabilizzazione dell’immagine, in quanto questi possono influire sulla nitidezza in modo diverso da scatto a scatto
  •  
  • Impostiamo la fotocamera sulla messa a fuoco manuale
  •  
  • Impostiamo l’obiettivo sulla massima apertura
  •  
  • Scattiamo una serie di immagini variando gradualmente la messa a fuoco con valori vicini all’infinito. Con un ingrandimento tra il 200 e il 400% controlliamo che ciascuna immagine abbia la miglior messa a fuoco al centro. Raggiunto il grado di massima nitidezza, con un pennarello segniamo il punto sull’obiettivo.


Su questo zoom ho segnato il punto di miglior messa a fuoco all’infinito.

Ecco le fasi per trovare l’apertura con cui si ha il miglior compromesso tra nitidezza e profondità di campo:
  • Impostiamo la messa a fuoco sulla posizione segnata con il pennarello
  •  
  • Scattiamo una foto per ogni valore di apertura del diaframma
  •  
  • Confrontiamo le immagini affiancate per valutare l’effetto della progressiva chiusura del diaframma. In Capture One Pro 6 è possibile affiancare un massimo di 12 immagini. Questo passaggio è di grande aiuto nell’analisi.

Generalmente la maggiore nitidezza si ottiene con 1-2 stop dalla massima apertura. Chiudendo di più si hanno immagini più morbide al centro. È bene anche controllare i bordi e gli oggetti più vicini alla fotocamera. Negli obiettivi con angolo molto ampio, per esempio 10-20 mm, la profondità di campo ha una valore molto elevato anche con aperture come 5.6 e 8; chiudendo di più il diaframma non si ottiene un apprezzabile incremento della profondità di campo perché l’intera immagine risulta più morbida.



Con l’obiettivo impostato sulla migliore messa a fuoco all’infinito, ho eseguito uno scatto per ogni valore di apertura. Sopra sono riportati gli ingrandimenti al 200% della porzione centrale delle immagini. A f5.6 l’immagine è al massimo della nitidezza, ma anche l’intervallo f4-11 ha dato buoni risultati. A f16 e f22 la nitidezza dell’immagine si è ridotta in modo notevole.



Le immagini sopra sono l’ingrandimento al 200% di un’automobile a metà distanza tra “infinito” e la fotocamera. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, aumentare la chiusura del diaframma non dà un ulteriore aumento della profondità di campo. Con la progressiva chiusura del diaframma l’immagine diventa sempre più morbida. Ancora una volta l’immagine raggiunge il massimo della nitidezza a f5.6.

Impostare il punto esatto di messa a fuoco – Ottimizzare la messa a fuoco in base all’apertura ottimale

Il nostro scopo è ottenere immagini con la massima nitidezza da infinito fino al punto più vicino possibile alla fotocamera. Con il diaframma chiuso, il valore segnato con il pennarello sarà ancora il miglior compromesso? In base alla mia esperienza la maggior parte degli obiettivi grandangolari, ottiche fisse o zoom, questo è in effetti il miglior compromesso, ma per essere assolutamente sicuri è necessario controllare.

Impostiamo l’obiettivo segnando il nostro punto esatto di messa a fuoco all’infinito:

Per continuare la lettura, clicca qui

Gli articoli cui si fa riferimento sono una libera traduzione del tutorial Phase One pubblicato su The Image Quality Professor's Blog

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