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Testi » Mostre » Scheda Articolo

Massimo Pastore
Autore: massimopastore - Pubblicato il 02/04/12 - Categoria Mostre
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Massimo Pastore “è quel sono che ci rende uguali” Bianco Cold Landscapes a cura di Antonio Maiorino
con il Patrocinio di: Comune di Siracusa Assessorato alle Politiche Culturali
con il sostegno di: Galleria PrimoPiano Napoli, Cantine Astroni
Vernissage: lunedì 30 aprile 2012 – ore 18 - Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini, Via Santa Lucia alla Badia 1 Siracusa Orari di visita: da martedì a domenica 10-13 / 16-20.
Lunedì chiuso.
Fino al 29 maggio 2012

La contemporaneità di diversi protagonisti e delle loro umanità attraverso le performance solipstiche di Pastore nelle opere fotografiche “Bianco Cold Landscapes”, ci riportano ad un parallelismo assurdo a casuale, con probabili punti di incontro che solcano la stessa traccia dell’assurdo e del volutamente reale. Un pendolarismo temporale ci conduce a personaggi che vivono o non vivono più, che non avrebbero mai potuto essere contemporaneamente in quel luogo. Sebbene nelle storie esposte ci siano indubbie relazioni tra i personaggi esse scompaiono trasformando il reale in una serie di monadi e di punti di vista. I soggetti sono lo spazio stesso . con la soppressione del tempo oggettivo e traghettando i personaggi all’interno della psiche il reale si espone in maniera allucinata e bianca dove l’unico ordine è quello analogico del bianco e delle vesti (o di un’unica veste uguale per molti). Il continuo sdoppiamento del soggetto è evidentemente non spiegabile oppure si delinea come onirica ossessione o ancora come analisi psicologica. Probabile sia dissociazione di un’anima. Si espone Pastore al pubblico prestando il suo corpo a quei personaggi che non sono più ma che hanno fatto parte della sua storia familiare, gioca quindi con il paradosso temporale sincronia/diacronia. Quel che è già accaduto lentamente si liquefa nel bianco, oppure quello che è ancora da venire nel bianco si compone. Il bianco diventa elemento di autosospensione, di azzeramento volontario e fittizio della coscienza affinchè sia l’occhio a comprendere quanto ci sia di cinereo e quanto di niveo. E credendo a quel che si vede sembrerà di sentire le parole di Plinio il giovane: - Agli occhi ancor tremanti tutto si mostrava cambiato e coperto da un monte di cenere, come se fosse nevicato.
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