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LA TRANSUMANZA NELLE FOTO DI GAETANO PLASMATI
Autore: Martemix Press & Design - Pubblicato il 18/12/09 - Categoria Mostre
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I sentieri della migrazione e l’antica tradizione della transumanza saranno le immagini protagoniste della mostra fotografica di Gaetano Plasmati presso Galleria di Porta Pepice a Matera. L’inaugurazione si terrà domenica 20 dicembre alle ore 18.30 nello storico spazio espositivo di Via delle Beccherie. Tratte dalla “Trilogia della Transumanza”, le fotografie raccontano dell’esigenza migratoria stagionale comune a popoli geograficamente e storicamente lontani. Uomini e animali migrano da sempre. Si spostano alla ricerca di una condizione migliore, di un luogo adeguato. Gaetano Plasmati ci accompagna in questo nuovo viaggio, con le sue foto ricche di sentimento e, mai come questa volta, caratterizzate da un legame profondo con il territorio, il suo territorio, la Basilicata, passando per le piane desertiche del Sahel e lungo i sentieri impervi del Pollino. La similitudine diviene fusione nella Transumanza: negli scatti di Plasmati uomo e mandria divengono una entità unica che si sposta verso pascoli più verdi alla ricerca di un reciproco beneficio. Una tradizione che nelle immagini rivive in maniera potente a sottolineare il legame con il territorio e ancor di più il retaggio rurale e la tradizione popolare. “I percorsi della Transumanza –afferma Plasmati- sono spesso impervi, difficili per chi non vi è abituato. Altre volte, invece, si fondono con quelli che sono i nostri circuiti abituali di tutti i giorni. I tratturi nel tempo sono stati fagocitati dalla periferia delle città e dove prima c’erano piane verdeggianti segnate da sentieri e sterrati, ora ci sono strade statali e zone industriali. Ambedue i casi, però, sono parte di una migrazione ampia che abbraccia zone spesso distanti, dislocate in un territorio che, per quanto possa essere cambiato in funzione dell’urbanizzazione mantiene intatte le rotte di un rituale antico che rivive grazie all’impegno di pochi irriducibili allevatori”. Il viaggio documentato nelle foto di Plasmati è ripreso anche nel secondo numero della rivista InTransit che sarà presentato domenica insieme alla mostra. Un viaggio che è partito dal Belvedere di Matera, all’alba, da dove i mandriani hanno spinto le proprie bestie lungo antichi tratturi, sentieri scavati nel tempo che costeggiano il canyon della Gravina e il torrente stesso allungandosi come un dedalo di rami sino ai primi percorsi cittadini. E poi lungo Via Gravina, alla periferia industriale della città, le podoliche sono state condotte sino ai percorsi che portano al colle di Timmari, invadendo le carreggiate, giocoforza, che hanno sostituito con brutale modernizzazione le strade d’un tempo. I tratturi di Timmari si spostano lungo i fianchi del colle, lo circondano e lo aggirano, rivelando un paesaggio sorprendente, rurale e selvaggio al tempo stesso, magnifico nella sua semplicità incontaminata. E si giunge alla diga di San Giuliano dove le mandrie si rifocillano assediando le pozze d’acqua piovana che mal contrastano l’incipiente desertificazione che da anni affligge le nostre terre e le depaupera del verde che sino a trenta anni fa le caratterizzava. “mentre scattavo mi sono sentito, per un giorno. quasi come un alieno –continua Plasmati- di fronte a questa tradizione sull’orlo dell’oblio. Ho cercato di narrare con le foto un rituale antico e magnifico nella speranza di contribuire a tramandarlo nel tempo. Mentre i mandriani offrono con un sorriso il loro stesso frugale pasto, con spontanea ospitalità. Quell’ospitalità imperitura della nostra terra: la Basilicata. Alla mostra si affianca anche un interessante progetto editoriale composto di tre libri fotografici: “Wodaabe il Popolo Gentile", “Migratio” e “L'albero di Sant'Antonio”. Una trilogia che è anche l'oggetto del reportage principale del numero invernale di “InTransit Fotografia in Movimento”, la rivista fotografica di Galleria Porta Pepice giunta al secondo numero e che sarà presentata ufficialmente durante l’inaugurazione della mostra. Sarà possibile visionare i volumi e la rivista, oltre al resto del progetto editoriale "Galleria di Porta Pepice”, durante il vernissage dell'evento. Giovanni Martemucci
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