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Archivio in ordine
Autore: Federico Magonio.Photorestauro - Pubblicato il 12/09/08 - Categoria Tutorial
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Sparse in un cassetto, ammucchiate in una scatola da scarpe o stipate in un vecchio album polveroso; nei casi più drammatici, trafitte da puntine e spilli o deturpate da fermagli, graffette e scotch. Anche se sbiadite, ingiallite, danneggiate, le vecchie foto ci raccontano la nostra storia, ci parlano di noi, dei nostri amici, della nostra famiglia: sono un viaggio nel passato che ci emoziona e ci affascina. Tuttavia, all'immenso valore - non tanto economico, quanto affettivo - di questi reperti, non corrisponde quell'attenzione necessaria alla loro corretta cura e conservazione. I materiali che costituiscono le fotografie si deteriorano con facilità; il supporto cartaceo è soggetto all'attacco di funghi e muffe e l'immagine impressa sull'emulsione sensibile è destinata a scomparire, col passare del tempo. Ecco, dunque, alcuni consigli per la corretta organizzazione del vostro archivio personale. Innanzi tutto, trascrivete sul retro di ciascuna foto, con una matita morbida (non usare penne, pennarelli, macchine per scrivere) i dati necessari ad identificare il soggetto; quindi inseritele in fogli di polipropilene o poliestere e archiviatele in contenitori ad anelli, realizzati in apposito cartone "conservazione" (nei negozi specializzati). Se possedete copie particolarmente delicate o sottili, collocatele su un supporto di cartone senza acidi (acid-free) o inseritele in un passe-partout (a proposito, quando incorniciate una fotografia usate sempre un passe-partout: il suo spessore impedisce alla stampa di aderire ed appiccicarsi al vetro e le consente di dilatarsi in base alle condizioni di umidità). Se preferite raccogliere le foto in un album, questo dovrebbe essere interfogliato con carta sottile, 100% cotone. I moderni album fotografici che impiegano fogli adesivi trasparenti, per fissare le immagini, non dovrebbero essere adoperati: è preferibile utilizzare i tradizionali angolini trasparenti. Decisamente sconsigliato l'uso di colle e nastri adesivi non neutri, perché contengono Pvc ed altri plastificanti che rilasciano sostanze dannose. Non conservare le fotografie in scatole di cartone o legno; meglio un contenitore di metallo o una scatola in apposito cartone neutro. In ogni caso, eliminate graffette, puntine, elastici, scotch e qualsiasi altro oggetto potenzialmente dannoso. Stesso discorso per i negativi: riponeteli in buste di carta o poliestere, al riparo dalla luce diretta del sole. Le diapositive, inseritele negli appositi raccoglitori trasparenti, comunemente detti "plasticoni", del tipo espressamente studiato per la conservazione (cioè, esente da Pvc ed altre sostanze che, nel tempo, potrebbero alterare la stabilità dell'immagine).

Conservare e archiviare i propri scatti fotografici richiede certamente impegno, organizzazione e costanza. Ne sanno qualcosa coloro che, ritenendola un'attività secondaria - se non addirittura marginale - si guardano bene, soprattutto per pigrizia o superficialità, dal dedicarvisi con l'attenzione e lo scrupolo che questa meriterebbe. Questo vale non solo per il materiale fotografico tradizionale, ma anche per quello digitale.Chi sostiene che, con l'avvento delle nuove tecnologie, il problema può considerarsi risolto (o perlomeno molto semplificato) si sbaglia di grosso. Certo, oggi è possibile stipare enormi quantitativi di immagini sui più svariati tipi di supporti (schede, dischi rigidi, CD e DVD ecc...); questo, se da un lato rappresenta un indubbio vantaggio, dall'altro ci induce a trascurare alcune delle fasi fondamentali del corretto processo di archiviazione: la più importante è senz'altro quella della selezione, intesa come individuazione - fondata su di un attento esame tecnico/critico - delle immagini migliori (da conservare) e di quelle mal riuscite o insignificanti (da cestinare). Fate la prova: su - ipotizziamo - 50 scatti, quanti veramente valgono la pena di essere conservati? Se siete bravi, la metà; il più delle volte, un terzo; nei casi sfortunati, uno o due! Se la foto è brutta, è brutta: a che serve conservarla (se non a rallentare l'operazione di ricerca ed a stressare la ram del computer)? Scelte le foto, poi, mettetele in una cartella. E' molto più pratico tenere tutte le immagini in un solo luogo e non sparse ovunque sul computer. Questa cartella si chiamerà, necessariamente, "Immagini" e conterrà altre cartelle (sottocartelle), tante quante ne vorrete creare, suddivise per temi e/o categorie. Esempio: la cartella "Immagini" contiene 5 sottocartelle del tipo: Natura; Arte; People; Animali; Luoghi e Oggetti generici. La cartella "Animali" conterrà a sua volta le sottocartelle: "Mammiferi", "Invertebrati", "Pesci" e così via...Dedicate tutto il tempo necessario a questa prima fase di impianto dell'archivio, creando le cartelle di base necessarie secondo le proprie personali esigenze. Nel contempo, sarà opportuno spendere un paio di minuti per inserire i "tag" relativi a ciascuna immagine: si tratta di semplici parole-chiave che descrivano sinteticamente il soggetto e/o i concetti ad esso associati e che permettono, quando occorre, di rintracciare rapidamente la foto che si desidera. In Photoshop è sufficiente cliccare su File> Info file...e inserire la/le parole-chiave nel relativo campo. Nel momento in cui serve trovare una data immagine, basterà ricorrere alla funzione di ricerca integrata in Bridge (o Browser File, nelle precedenti versioni): digitate la parola-chiave che vi interessa e il programma troverà in un sol colpo tutte le immagini che la contengono. Consiglio vivamente a tutti di effettuare regolari back-up della propria cartella Immagini, per esempio su un hard disk esterno, un DVD o su server online.
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