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Christian Zanotto - CENTAUROMACHY
Autore: Christian Zanotto - Pubblicato il 19/01/18 - Categoria Mostre
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RED STAMP ART GALLERY

presenta

CHRISTIAN ZANOTTO

CENTAUROMACHY

 

MOSTRA: 23 DICEMBRE 2017 – 27 GENNAIO 2018 > PROLUNGATA FINO AL 3 FEBBRAIO 2018

CURATORE: SONIA ARATA

 

INDIRIZZO: RUSLAND 22 – 1012 CL AMSTERDAM – NL Mappa >

 

Comunicato Stampa "Christian Zanotto - Centauromachy - Red Stamp Art Gallery - Amsterdam" >>>

Flyer "Christian Zanotto - Centauromachy - Red Stamp Art Gallery - Amsterdam" >>>

 

Red Stamp Art Gallery ha il piacere di presentare CENTAUROMACHY, personale di Christian Zanotto, a cura di Sonia Arata, in corso dal 23 Dicembre 2017 al 3 Febbraio 2018 presso la sede della galleria, nel cuore del centro storico di Amsterdam.

In mostra opere esposte per la prima volta in Olanda, dopo una première in importanti eventi di rilievo internazionale: un insieme di recenti lavori su cristallo, opere video e una teca olografica, che mettono in scena potenti ed enigmatiche figurazioni dall'intenso fascino, composizioni complesse, dai molteplici dettagli preziosi e raffinati, che emergono da un avvolgente fondo nero e specchiante.

Si tratta di sculture virtuali, realizzate con maestria attraverso un impiego unico di medium digitali in grado di unire plasticità e corporeità materica di tecniche pittoriche e scultoree tradizionali con l'intangibilità, la leggerezza e l'ubiquità dell'universo numerico; è un'indagine artistica di continua sperimentazione, di studi sulla percezione e sulla visione, in una ricerca di nuove coniugazioni espressive e inediti risvolti di conoscenza, con l'elaborazione di un cosmo visivo costruito come un alfabeto simbolico , nel cui immaginario passato, presente e futuro si mescolano.

Filo conduttore il tema della centauromachia e della battaglia, incessante tensione di conquista e supremazia, agglomerato vitale di forze e pulsioni, in foggia di arazzo cromatico-compositivo, dove scontri ed equilibri si alternano, campo di intricate dinamiche di creazione e distruzione, tessitura dove l'intreccio degli opposti genera variegate configurazioni; la figura mitologica del centauro racchiude il bilanciamento oscillante tra la possente energia istintuale, la forza brutale e incontrollata, la spinta di impulsi e la razionalità, la luce dell'intelletto, della saggezza e del discernimento: due sfere opposte che, nella loro unione, possono dare vita a risultati armoniosi o inquietanti.

Le opere contengono un insieme articolato di riferimenti a tematiche e vicende contemporanee e universali al tempo stesso, che passano dalla scala del sè e dell'individuo, a quella delle masse, fino alla sfera di arcane e ieratiche entità e oscuri poteri, allusioni a sottese direttive e trame celate, in un ampio quadro emblematico di vari aspetti della nostra era.

Tra le opere in mostra:

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MOON DOLLAR BATTLE (2017), grande opera su lastra di cristallo, presentata per la prima volta in occasione della Biennale “Le Latitudini dell'Arte”, per la III edizione Germania/Italia a Palazzo Ducale di Genova, curata da Virginia Monteverde con presentazione critica di Carmelo Strano. Il lavoro è un rimando alla lotta per la conquista della luna, simbolo di una mira utopica verso l'irragiungibile, in una novella babele dove umanità antica e moderna, elementi orientali e occidentali, armi, macchinari per l'allunaggio e ricerca tecnologica si uniscono in una sorta di moderna metopa in versione militaresca; tutta la superficie del rilievo, quasi un'ampia cartina geografica dalle cromie metallizzate, è rivestita da banconote da un dollaro, dove il noto motto recita "In God We Trust".

In parallelo la video installazione MOON DOLLAR BATTLE STEREO SCENES (2017): su due schermi affiancati quattro gruppi scultorei tratti dal corpo del suddetto assembramento si alternano rapidamente in sequenze speculari dinamiche, esibendosi in un paradossale “fuoco incrociato” dalle finestre dei monitor: è quasi una mitragliata visiva, un' esplosione d'armi e fuochi tradotta in luce digitale, connessione alla binocularità dello sguardo e analogia tra l' “aggressività" sull'occhio dello spettatore e il tema guerresco, nello pseudo abbagliamento causato dal flash dei veloci scatti di movimento, luce e colore.

Volendo sondare il modo di visione e creazione delle immagini proprio della mente umana ed indagarne la mutazione nei vari periodi storici, queste due opere sfruttano e testano meccanismi percettivi e stereoscopici: i rendering delle figure, ottenuti per mezzo di foto prese da tre diverse angolazioni e in differenti gamme cromatiche, sono giustapposti nell'opera a parete e visualizzati in serie a loop nelle scene video, creando uno spiccato effetto tridimensionale ed impatto visivo.

HOLLYWOOD BATTLE (2017), primo esemplare per l'artista di stampa fine art su carta baritata, esposta in occasione dell'evento “Layers of Art” a Palazzo Vigado di Budapest, è affiancata qui dall'omonimo video: la figurazione si dipana attraverso una striscia cromatico-pittorica, con varie trasparenze e sfumature, in cui il soggetto del combattimento è elaborato in una modalità più classica, michelangiolesca, conferendo risalto ai volumi delle masse muscolari, alle pose accentuate dei personaggi e alla pelle di ogni singola figura, ricoperta da un propria "decorazione", quasi un'incisione, che richiama a elaborati tatuaggi tribali.

La teca olografica HIMSELF-PORTRAIT (2017) è stata appositamente realizzata per il recente invito ad esporre alla prima edizione di ETHEREA, rassegna d'arte multimediale a cura di Virginia Monteverde presso il Museo di Sant. Agostino e il Palazzo Ducale di Genova, con presentazione della critica d'arte Viana Conti e del filosofo, sociologo e masssmediologo Derrick de Kerckhove. Questo lavoro, incentrato sul tema dell'autoritratto interpretato in chiave contemporanea, un mezzobusto animato, mette lo spettatore a confronto con lo spazio digitale, effettiva dimensione ancora da sondare e con cui imparare a rapportarsi, delimitato dal confine fisico di una teca, al cui centro l'artista pone virtualmente se stesso, a creare un cortocircuito.L'opera contiene molteplici spunti di lettura tra cui la nozione di sé digitale che, nelle sue implicazioni più estreme, conduce all' idea di identità come apparenza, avatar, automa olografico, “golem" incorporeo: tale concetto, sommato agli sviluppi dell'ingegneria genetica e a futuribili ibridazioni tra biologico e meccanico, punta verso una nuova "eternità".E' il ritratto di un volto umano, quello che si sta guardando o è piuttosto la rappresentazione di un'androide che lo replica? Diverse problematiche circa l'individualità e l'unicità, la naturalità e l'artificialità sono implicate; in quest'epoca in cui la ricerca e la teoria scientifica stanno sovvertendo completamente anche i tradizionali concetti di spazio, tempo e materia, Christian Zanotto sceglie la proiezione olografica per rappresentare una visione del sé e della personalità che si va configurando come sempre più sfuggente ed eterea.

 

Christian Zanotto - CV >

 

CHRISTIAN ZANOTTO

CENTAUROMACHY

Mostra: 23 Dicembre 2017 – 27 Gennaio 2018 > Prolungata fino al 3 Febbraio 2018

Curatore / Testo: Sonia Arata

Orari di apertura >>>

 


Red Stamp Art Gallery

Rusland 22 - 1012 CL Amsterdam – NL

info@redstampartgallery.com

http://www.redstampartgallery.com/

Tel.: +31 20 4208684

Cell. NL: +31 6 46406531

Cell. IT: +39 347 1917003

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