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Fascino ambientale e monumentalità nella Tunisia Romana
Autore: Alessandro Fagiolo - Pubblicato il 22/05/19 - Categoria Riflessioni
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Tunisia – Roma estese i confini del suo impero, dalla Penisola Iberica fino al Golfo Persico, dalla Scozia fino all’Egitto. Attraverso campagne militari, Roma imponeva alle città conquistate il suo ideale imperiale basato sul suo sistema amministrativo, sull’occupazione di territori e la conseguente conquista e la sua cultura.

Nei luoghi conquistati Roma istituiva scuole dove si imparava il latino, costruiva porti, ponti e strade necessarie si alla sua espansione ma allo stesso tempo importanti per la crescita e lo sviluppo stesso delle città conquistate.

L’impero, con l’introduzione di nuove tecniche agricole e sfruttando le risorse locali, sviluppò il commercio: Roma esportava una grande quantità di prodotti e generi di lusso ma allo stesso tempo importava oro e argento dalla Spagna, granito e marmi policromi dall’ Africa, formaggi dalla Francia ed enormi quantità di grano dall’ Egitto.

I Romani, con il loro senso pratico, inventarono diversi materiali come il calcestruzzo dato dalla mescolanza di calce, sabbia vulcanica o pozzolana e acqua, utilizzandolo per dare maggiore solidità agli edifici rendendo possibile anche la costruzione di archi e volte.

L’architettura era diventata uno strumento di propaganda politica grazie all’inserimento di materiali pregiati e grazie all’utilizzo di un razionale linguaggio decorativo ed epigrafico sia a Roma che nelle città dell’Impero.

Ogni governatore romano doveva realizzare per ciascuna provincia, mediante fondi pubblici, progetti edilizi in diverse copie da proporre sia nelle province dell’Impero che a Roma stessa e viceversa.

A partire da Roma tutte le città dell’impero ebbero lo stesso impianto a scacchiera che prevedeva la costruzione di basiliche, ponti, strade, edifici amministrativi, terme, teatri, anfiteatri, circhi, templi sia di culto romano che di culti locali, archi di trionfo, statue equestri, scuole e portici e il tutto ruotava intorno al foro, cuore della città, mentre le città sorte intorno a nuclei indigeni preesistenti, come Thuburbo Maius e Dougga, si adattarono a tracciati irregolari o vi si sovrapposero.

La Tunisia, prima dell’arrivo dei Fenici e poi dei Romani, era abitata dalla popolazione indoeuropea dei Numidi che fondarono le città di Uthica e Cartagine anche se è con i Fenici che il paese assunse un ruolo di prim’ordine nel Mediterraneo: Cartagine passerà alla storia per la guerra contro Roma.

Prima della sconfitta definitiva inferta da Roma del 146 a. C., fu grande la potenza di Cartagine, estesa a tutto territorio e rintracciabile anche nei costumi funerari e nelle architetture tipicamente fenicie. Le poche tracce artistiche della Cartagine punica sono rappresentate dalle estese necropoli come quella di Capo Bon e il tipico topher, il santuario fenicio dove si compivano sacrifici umani.

Tuttavia la dominazione romana contribuì allo sviluppo agricolo e urbano: molte città erano sorte sui colli per ragioni difensive. I templi ripetevano il modello romano ma erano chiusi dal peribolo di matrice punica.

Tra gli elementi architettonici oltre ai teatri, gli odeon di Cartagine e Dougga e i 25 anfiteatri come quello di El Jem a Thysdrus, la Tunisia era ricca di porte monumentali ad uno o a tre fornici come quelli di Maktar o di Sufetula.

L’abbondanza di sorgenti termali permise la costruzione di grandi terme; grandioso anche il sistema idrico grazie a grandi cisterne e numerosi acquedotti.

Visitando la Tunisia si rimane meravigliati dai resti imponenti di antiche città come Thuburbo Maius, Bulla Regia, Dougga ed El Jem: il fascino ambientale e la monumentalità delle architetture esprimono gli ingredienti essenziali per respirare il passato e capire il presente e ci danno uno spaccato di come vivevano i Romani nelle province dell’Impero.

Thuburbo Maius è la terza città archeologica dopo Cartagine e Uthica di tutta la Tunisia: la sua fama riecheggia tra i resti del Foro, delle terme d’estate e d’inverno, del Capitolium e del mercato.

Altro sito archeologico è la città di Dougga: i suoi resti si trovano su una collina da cui si gode una magnifica vista.

Competono tra di loro le antiche città tunisine: non si sa chi fosse la più bella!

A Dougga, ad esempio, spicca la bellissima Rosa dei Venti scolpita sul lastricato della piazza del Capitolium. Di grande interesse è il Mausoleo Libico-Punico, forse perché è l’unico esempio pervenutoci interamente.

Bulla Regia, situata in una piana ricca ma torrida, fu definita la città sotterranea per la splendide case sotterranee, abitazioni che i Romani costruivano sotto le loro ville contro la calura per avere fresco e penombra, ricche di decorazioni. Tra gli edifici più famosi vanno menzionati i Palazzi della Caccia e della Pesca ma anche le Case del Tesoro e di Anfitrite.

Sotto l’odierna Sbeitla, risplende invece l’antica città di Sufetula, di epoca flavia di cui sono visibili il Foro, l’Arco di Trionfo di Diocleziano, i Templi di Giove, Giunone e Minerva.

Situata su di un altopiano a metà strada tra Sousse e Sfax spicca la città moderna di El Jem: conserva ancora oggi un bellissimo Colosseo, che domina davanti ad altri edifici sempre di epoca romana con i suoi 138 metri di lunghezza e i 114 di larghezza; è secondo dopo l’Anfiteatro Flavio di Roma. Venne costruito tra il 230 e il 238 d. C. e poteva ospitare circa 30.000 spettatori che oltre agli spettacoli in scena, potevano ammirare un paesaggio fantastico; era sviluppato in altezza su tre livelli composti da una serie di arcate a tutto sesto. Venne più volte utilizzato come postazione difensiva: subì i danni maggiori nel XVII secolo con l’occupazione delle truppe di Mohammed Bey.

Oggi il monumento è patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Non possiamo terminare il nostro viaggio senza visitare la capitale Tunisi, che oltre a conservare i resti delle “due Cartagine”, la punica nel porto militare e la romana nelle Grandi Terme di Antonino Pio poste in riva al mare, vanta il Museo del Bardo; questo importante museo viene menzionato per gli splendidi mosaici, di ottima fattura, provenienti dalle ville romane dislocate in tutta la Tunisia. In questi mosaici i temi più frequenti traevano spunto dai racconti mitologici e dalla vita quotidiana, e ci hanno fornito molti elementi per la conoscenza sia delle popolazioni locali che della Roma imperiale.

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