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Testi » Cultura Fotografica » Scheda Articolo

LA CONTESTAZIONE DI HIPPOLYTE BAYARD
Autore: Maria Fina Ingaliso - Pubblicato il 16/06/09 - Categoria Cultura Fotografica
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Hyppolite Bayard, sin dal 1836 sperimentava il procedimento fotografico e riuscì, prima ancora di Louis Jacques Mandè Daguerre, inventore ufficiale, ad ottenere dei positivi diretti su carta. Fu Francois Arago, noto astronomo e politico dell'epoca, che lo convinse a non rendere pubblica questa sua scoperta in cambio di 600 franchi offerti dal Ministero dell'Interno per l'acquisto di materiale fotografico. Ma, facciamo un passo indietro, il noto ottico parigino Chevalier fu il promotore dell'incontro di Nièpce, già noto come inventore dell'eliografia e che nel 1822 era riuscito ad ottenere qualcosa di simile alla fotografia col bitume di giudea senza però riuscire a fissare l'immagine, e Daguerre, noto pittore di fondali teatrali. I due nel 1837 firmarono un contratto associativo per la ricerca fotografica, contratto che si rivelò essere unilaterale con la morte di Nièpce. Daguerre portò avanti da solo gli esperimenti ed ottenuto il fissaggio dell'immagine, si rivolse a Francois Arago affinché trattasse col governo. Questo avveniva agli inizi del 1839.

Quando Bayard scoprì che i 600 franchi erano il prezzo del suo silenzio
(il governo era in trattative con Daguerre per l'acquisto del brevetto di
quella che sarà poi la dagherrotipia), non solo espose i suoi positivi su carta,
il 21 giugno 1839, ma si vendicò con un lugubre scherzo: si fotografò nudo in posa di annegato con la didascalia: "la salma che vedete qui è quella del signor Bayard, inventore di un procedimento fotografico di cui vedrete presto i meravigliosi risultati. Per quanto mi è dato sapere, egli ha dedicato circa tre anni al perfezionamento della sua scoperta. Benché egli considerasse ancora imperfette le sue immagini, l'accademia, il re e tutti coloro che le hanno viste
le hanno ammirate, come voi che lo state facendo. Ciò gli ha procurato molto onore, ma neanche una lira. Il governo che ha aiutato il signor Daguerre più
del necessario, ha dichiarato di non poter far nulla per il signor Bayard, così l'infelice si è buttato nel fiume per disperazione".
E' questa senz'altro il primo esempio di fotografia propagandista. In effetti, il governo assegnò un vitalizio, sia a Daguerre sia al figlio di Nièpce, mille volte superiore a quello che sborsò per Bayard. Il 19 Agosto 1839, Francois Arago fece l'annuncio ufficiale, all'Accademia delle Scienze e delle Arti di Parigi, della nascita della fotografia per merito di Louis Jacques Mandè Daguerre, cui seguì la pubblicazione del manuale HYSTORIQUE E DESCRIPTION DES PROCEDES DU DAGUERROTYPE ET DU DIORAMA, dello stesso Daguerre e di eccezionale tiratura per l'epoca. Hyppolite Bayard, non fu dunque preso in considerazione, ma spetta certamente a lui l'uso della fotografia come mezzo propagandistico.

IL DAGHERROTIPO
L'immagine ottenuta all'atto della ripresa si produce sulla superficie di una lastra di rame ricoperta da una lastra o foglia d'argento, chimicamente pura, lucidata a specchio e resa sensibile alla luce dopo l'esposizione ai vapori di iodio. L'appannamento che avviene, sulla lastra, è ioduro d'argento, sostanza sensibile alla luce. La lastra, così preparata, è posta in camera oscura ed esposta per un tempo variabile dai 3 i 30 minuti, secondo la luminosità dell'obiettivo e del soggetto.
Per lo sviluppo: la lastra, tolta dalla camera oscura, è esposta ai vapori di mercurio riscaldato che forma una patina bianca sulle parti sensibilizzate dalla luce. Successivamente, la lastra è lavata con acqua e sale, per asportare l'appannamento dello ioduro e fissare la patina bianca, dove brillano le luci dell'immagine.

© Maria Fina Ingaliso Collaboratrice DAC - FIAF

Bibliografia:
- Storia sociale della Fotografia - Ando Gilardi - Bruno Mondatori
- L'indizio e la prova - Gabriele d'Autilia - ed. La Nuova Italia
- Piccola Storia della Fotografia - Diego Mormorio
- L'età del Collodio - William Crawford - Cesco Ciapanna editore
- Enciclopedia La Nova UTET
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