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LES RENCONTRES ARLES 2014 parte due
Autore: viva - Pubblicato il 25/09/14 - Categoria Cultura Fotografica
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 Comunque, onore al merito, i risultati, per quanto riguarda i numeri, sono stati ottimi.

Nella sola prima settimana, quella più importante, sono arrivati tredicimila visitatori (11% in più dello scorso anno) da ben quarantasette Paesi, mentre alle serate presso il Teatro Antico sono intervenuti una media di millecinquecento spettatori (paganti). Certo simili risultati non si ottengono senza sforzo, basti pensare al budget della manifestazione che, quest’anno, è stato di € 6.400.000,00 (seimilioniquattrocentomila Euro), di cui il 45% di fondi pubblici (ve li immaginate i nostri Comuni, Province, Regioni, Ministeri?), il 17% da Partners e Sponsor, ma anche un bel 38% dal fatturato stesso del Festival (biglietti d’accesso, gadgets, pubblicazioni, stages e quant’altro).

Non trascurabile l’impatto sulla economia locale, il Sindaco di Arles ha dichiarato che i soli lavoratori direttamente coinvolti nell’organizzazione hanno ridotto la disoccupazione del 5%, senza considerare tutto l’indotto di alberghi e ristoranti. Qualcuno può, per favore, segnalarlo ai vari Assessori? Magari sia il Ministro del Lavoro che quello della Cultura potrebbero farci un pensierino. L’onda lunga della manifestazione porta sicuramente vantaggi a medio e lungo termine a tutta la filiera della Fotografia, che in Italia nessuno considera.

E questo è uno degli aspetti che il mio “Viva la Fotografia Italiana!” vuole enfatizzare.

La Fotografia non è solo Cultura, la Fotografia è anche Business e mi piacerebbe che tutti ce ne rendessimo conto. Non dobbiamo considerare solo il fatturato di apparecchi fotografici e di fotografi. Intorno alla Fotografia ruotano, vivono e fatturano Agenzie Fotografiche, Archivi Fotografici, Art Directors, Assistenti, Associazioni, Centri Culturali, Critici, Docenti, Editori, Festival, Fiere merceologiche, Foto Clubs, Foto Editors, Gallerie, Giornalisti, Grafici, Laboratori, Librerie, Modelle, Musei, Pubblicitari, Redattori, Restauratori, Ricercatori, Riparatori, Rivenditori, Scuole, Stampatori, Studi, Stylist, Tecnici, Truccatrici, Uffici Stampa, Venditori e molti altri ancora. Quale è il volume totale? Che impatto può e potrebbe avere nell’economia e nell’esportazione?

Perché nessun politico e opinion-leader prende in considerazione la Fotografia?

Perché la Cultura della Fotografia e l’Educazione all’Immagine non sono minimamente considerate?

Un esempio recentissimo? Mi ha attirato la locandina, esposta nel cortile dell’Accademia di Brera, della manifestazione ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi “La Milanesiana”, 15° anno, serie copiosa di inteventi culturali che hanno coinvolto Milano dal 23 Giugno al 10 Luglio, sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, della Provincia e del Comune di Milano, sponsorizzata e supportata da prestigiosi operatori.
Tema: Fortuna e Destino – Letteratura, Musica, Cinema, Scienza, Arte, Filosofia e Teatro…

Viva la Fotografia Italiana! Sono certo che meriti maggior attenzione e riconoscimento da parte di tutti, in primis proprio dal mondo della Cultura, compreso quello che della Fotografia si fa vanto, ma che non ne fa la propria bandiera, ma solo la propria fonte di sostentamento. Con grande miopia anche, perché relegandola a Cenerentola, isolandola nel ghetto dei propri orticelli, non ne permette la crescita che meriterebbe.

Viva la Fotografia Italiana! E’ ora che tutti gli operatori, la base di chi vive di Fotografia, si sensibilizzino e si facciano promotori di una reale Cultura della Fotografia e dell’Immagine, senza pensare al proprio tornaconto personale (guarda che belle sono le mie foto, vieni alla mia mostra, ecc.) ma spingendo verso l’alto perché la Fotografia abbia il ruolo che effettivamente ha e che merita all’interno della nostra Civilità. Verrà presto pubblicato un Manifesto che specifichi gli obiettivi di questo Movimento, chi lo desidera potrà sintonizzarsi sul gruppo in facebook.
Non mancheranno, comunque, altre occasioni per continuare una sensibilizzazione dal vivo, sia durante manifestazioni, eventi e mostre in Italia, sia e soprattutto durante il prossimo Paris Photo di Novembre.

E’ ora che il mondo della Fotografia si renda conto che la Fotografia Italiana è Viva.

Ho fatto riferimento, all’inizio, all’aver compreso i motivi del gap che separa la Fotografia Italiana da quella internazionale e allora spiego le mie personali conclusioni.

In ordine ai Rencontres di Arles c’è una grave, per me, incongruenza. Da tredici anni la loro direzione è affidata ad un esponente di spicco dell’Agenzia Magnum e poi di Corbis, che per definizione sono  Agenzie, che realizzano, comprano e vendono Fotografie e il cui ovvio scopo è quello di assicurarsi la più ampia visibilità e il più ampio mercato. Quale miglior vetrina che quella di Arles? Non viene il sospetto che Autori e Immagini siano finalizzati? Certo un conflitto di interessi pare evidente, e poiché i Francesi non conoscono la Fotografia Italiana, tranne i grandi reporters che hanno però spazio a Perpignan, perché mai dovrebbero selezionare e proporre Autori Italiani? Questa mancanza di conoscenza mi è stata purtroppo confermata anche da esponenti di spicco della stessa Magnum, non sono quindi mie semplici deduzioni.

A ulteriore conferma porto la testimonianza di una autorevole pubblicazione “QU’EST-CE-QUE LA PHOTOGRAPHIE AUJOURD’HUI?” della BeauxArts éditions che periodicamente edita una approfondita analisi del mondo delle arti, compresa, appunto, la Fotografia. Ne ho due numeri, uno del 2002 e il più recente del 2009. Secondo loro, sulle trenta figure contemporanee riportate nel 2002 e sui sessantuno fotografi contemporanei del 2009 (di cui ben venticique compaiono in entrambe le selezioni), nessun – nessuno – Fotografo Italiano è stato ritenuto rappresentativo e all’altezza. Siamo così messi male?

Poi, in una Guida Pratica in calce al fascicolo, segnalano quali Musei e Luoghi di Esposizione in Italia il Museo Ken Damy di Brescia, la Fondazione Italiana per la Fotografia di Milano (?) e il Castello di Rivoli (?). Punto.
Proprio solo tre luoghi in tutta Italia deputati alla esposizione di Fotografie.
Gallerie? La Lipanjepuntin di Trieste e The Box Associati di Torino.
Fiere e Festival? La Biennale Internazionale di Torino (morta da oltre dieci anni) e la Biennale di Venezia (in cui la Fotografia non c’entra quasi per niente).
Questo è il livello di conoscenza e informazione che ci onorano di segnalare.

Siamo proprio messi male. In Italia la Fotografia non ha referenti! Viva la Fotografia Italiana!

E temo che abbiano proprio ragione loro. Se nessuno dei nostri guru e delle nostre celebrate istituzioni è stato coinvolto, oppure non ha mai protestato, hanno ragione loro. Perché mai darsi la briga di venire in Italia a cercare Fotografia se siamo così poveri di Musei, Luoghi, Gallerie e Festival?

L’assenza della Fotografia Italiana ad Arles è quindi una naturale conseguenza di ciò che (non) conoscono e di ciò che facciamo di tutto per non far loro sapere. Viva la Fotografia Italiana!

Per noi, quindi, solo piccolissime soddisfazioni, come la presenza di una bella mostra di Davide Monteleone nel parallelo “Festival Voies Off – L’Alternativa Fotografica” e quella spontanea di Operatori e Autori Italiani che finalmente affittano spazi per darsi visibilità, come hanno fatto Studio Fahrenheit FineArt, AFI e l’Accademia del Teatro alla Scala. Segnalo anche un’ottima performance di un piccolo, ma intraprenente, Circolo Fotografico, il GF93 di Cesena, che con i miei accompagnatori Francesca Degli Angeli e Emanuele Benini, hanno portato, venduto e presto esaurito il libro-catalogo della loro bella mostra “Percorsi nel paesaggio”. Dimostrazione ulteriore che, se ti fai vedere, qualcuno rischia di apprezzarti. Ma il singolo Fotografo non ha potere, non ha la visibilità che può dare la consacrazione ufficiale. Può riuscire, coma hanno già fatto in diversi, che sono emigrati, sono stati conosciuti e riconosciuti all’Estero. Non credete? L’unica citazione di un fotografo italiano nel programma ufficiale è quella di Serena De Sanctis, una delle vincitrici della selezione SFR Giovani Talenti. Serena è di origine italiana, ha studiato in Spagna, vive e lavora in India.

Prima di concludere faccio una annotazione tecnica. Molte mostre, anche di Autori prestigiosi, sono state stampate ed esposte su carta da parati. Sì, tappezzeria, incollata alle pareti. Una nuova moda? Interessante, ma la qualità?

Lo trovo un espediente pericoloso, per quanto accattivante. La qualità delle stampe ne viene sicuramente penalizzata, e si vede. Pericoloso perché definisce una possibile tendenza a trascurare la qualità del risultato in funzione della dimensione sempre più grande e del costo, ovviamente più basso, ma anche verso una volgarizzazione delle immagini. Non sono pro o contro, solo segnalo una inversione di tendenza rispetto alla qualità fine-art, così cara e indispensabile ai Collezionisti. Ma forse il futuro è più sull’Arredamento e una bella parete fotografica, voglio dire con fotografie personalizzate e realizzate ad hoc, potrà fare la sua bella figura a costi contenuti. Vedremo.

In conlusione, sono sempre più convinto che la Fotografia Italiana è Viva.
E quindi: Viva la Fotografia Italiana!

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