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Noventus, Storia, Tradizione, Passione di un'idea vincente chiamata Juve...
Autore: Alessandro Fagiolo - Pubblicato il 08/10/20 - Categoria Mostre
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"Noventus (1897- 2021) - Storia, Tradizione, Passione di un'idea vincente chiamata Juve"

di Alessandro Fagiolo

 

"L'odio verso la Juve è uno dei collanti di questo Paese, ne unisce due terzi.

Un sentimento profondo, storico, sempre in via di aggiornamento.

Non ci vuole il clamore mediatico per saperlo.

Basta vedere a ogni nostra vittoria quanti sono quelli che la riconoscono...".

Con Calciopoli tutti colpevoli, ma solo la Juve ha pagato davvero sulla sua pelle... una "falsa  teatrale" studiata per punire una società ultracentenaria, più titolata in Italia (36 titoli di campione d'Italia, 13 Coppe Italia e 9 Supercoppe italiane), con maggior tradizione sportiva FIGC e tra le più blasonate al mondo (11 competizioni UEFA e una Coppa delle Alpi, inserite nei 71 trofei ufficiali vinti più 2 scudetti dimenticati, Campionato Federale 1907-1908 e Campionato italiano 1908 -1909)

Se la Juventus è colpevole, date le premesse, è colpevole anche tutto il sistema del calcio italiano ad iniziare dal presidente federale (Franco Carraro).

I colpevoli erano tanti, ma una sola ha pagato: la Juventus!

Le sentenze dei tribunali sportivi hanno deciso in modo inaccettabile che una sola società era colpevole e che doveva finire in serie B (titolo vinto nella stagione 2006-2007 con 85 punti davanti a SSC Napoli e Genoa C.F.C) e per di più penalizzata (17 punti e 120.000 euro di multa e tre giornate di squalifica del proprio campo) e privata di due scudetti strameritatamente e onestamente vinti sul campo (stagioni sportive 2004-2005 e 2005-2006), oltre al danno di non disputare la Champions League.

La Juve è stata danneggiata anche "a livello di immagine"... paga ancora oggi questa ingiustìzia (italiana e politica) nel calcio e fuori... i giornalisti (non professionali) sono i primi a fare sentenze mediatiche ogni volta che si parla di Juve non solo per fare audience...

Le nuove intercettazioni (su i vertici dirigenziali di Milan, Fiorentina, Lazio, Inter, ecc..) non sono state dimenticate, ma sono state scartate di proposito dagli inquirenti di Napoli e trascurate dalla giustizia sportiva (insufficiente o inadeguata) che evidentemente non aveva interesse ad approfondire quelle indiscrezioni.

Io credo che siamo di fronte a una conferma che il processo sportivo dell’estate 2006 è stato gravemente lacunoso.

Per il resto non è più possibile emendare un processo che rappresenta una delle più gravi ingiustizie del calcio italiano.

E’ assolutamente inaccettabile quanto è successo dalla parte dell’Inter.

Purtroppo anche Giacinto Facchetti si era macchiato o aveva praticato quello che altri avevano praticato, ovvero il tentativo di condizionare?... cercare di non essere danneggiati?...

Chiamiamolo come vogliamo, ma insomma Facchetti aveva dei rapporti con arbitri in attività e designatori, cosa che non è consentita dal regolamento.

"Condotte finalizzate ad assicurare un vantaggio in classifica da parte di Giacinto Facchetti alla sua società. E' illecito sportivo per L'Inter".

(Roma, 04/07/2011 - IL Procuratore Federale della Commissione di Garanzia della FIGC,

Stefano Palazzi)

L’Inter non è la squadra degli onesti e che quindi non merita quello scudetto...

assegnato da Guido Rossi (ex membro del CdA dell'Inter dal 1995 al 1999 e nominato commissario straordinario della FIGC il 15/09/2006 e poi presidente di Telecom Italia fino al 06/04/2007 dopo le dimissioni di Marco Tronchetti Provera, presente dal 2001 al 2006 al vertice della società telefonica).

:.. La FIGC assegni gli Scudetti 1908 e 1909 (vinti sul campo) alla Juventus F.C.

Noi tifosi della Juventus, chiediamo che gli scudetti vinti sul campo degli anni 1908 e 1909 siano quindi di diritto, dati alla Juventus F.C.

:.. Juventus vincitrice del "Campionato Federale 1907-1908"

Finale disputata a Torino il 10/05/1908

Juventus - Andrea Doria 5-1 (3-0 p.t.)  [3 Borel (1 rig.), 2 Goccione per la Juventus] 

Rosa della Juventus Campione Federale:

Domenico Mario Durante (P); Gioacchino Armano I (D), Michela (D); Casimiro Nay (C), Giovanni E. Goccione (C), Aldo Colombo (C), Alfredo Armano II (C); Ernesto Borel (A), Sandro Collino (A), Giovanni Battista Paolo Mazzonis (A), Domenico Donna (A)

:.. Juventus vincitrice del "Campionato Italiano 1908-1909"

Dopo aver eliminato in Semifinale l'Andrea Doria nello spareggio del 23/05/1909 a Milano vincendo per 1-0 dts grazie al gol di Armano II al 105° la Juventus trova e sconfigge in finale la US MIlanese nella doppia finale con gare di andata e ritorno.

Finale Andata Torino (30/05/1909) 

Juventus - US Milanese 1-1 [5° Borel (J) - 44° Boiocchi (US)]

Finale Ritorno Milano (06/06/1909)

US Milanese - Juventus 1-2 [28° Borel (J) - 31° Pizzi (US) - 50° Barberis (J)]

Rosa della Juventus vincitrice del Campionato Italiano:

Domenico Mario Durante (P), Chiaffredo Mastrella (D), Luigi Barberis (D), Alfredo Armano (C), Alfredo Ferraris (C), Casimiro Nay (C), Carlo Bianchi (C),  Riccardo Ajmone Marsan I (C), Alberto Barberis (A), Ernesto Borel I (A), Giovanni Goccione (A), Domenico Donna (A).

 

Per questo motivo sono orgoglioso e fiero della Juve.

"Fino alla fine" sempre FORZA JUVE.

("Alex il Viaggiatore", nome d'arte di Alessandro Fagiolo juventinologo a vita)

 

"L'ideologia, la religione, la moglie o il marito, il partito politico, il voto, le amicizie, le inimicizie, la casa, le auto, i gusti letterari, cinematografici o gastronomici, le abitudini, le passioni, gli orari, tutto è soggetto a cambiamento e anche più di uno.

 

La sola cosa che non sembra negoziabile è la squadra di calcio per cui si tifa".

(Javier Marías, scrittore, traduttore, giornalista e saggista spagnolo)

 

"In the history of football, Juventus is a club without compare".

"Nella storia del calcio la Juventus è un club senza paragoni".

( Fédération Internationale de Football Association, 2007)

 

La Juve è l'unica squadra di club a livello planetario ad avere vinto tutte le competizioni ufficiali a livello confederale.

 

La Juve è stata nominata dalla Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS), organizzazione riconosciuta dalla FIFA, come il migliore club italiano e il secondo a livello europeo del XX secolo.

I numerosi giocatori della Juventus convocati diedero un enorme contributo ai successi della nazionale di calcio italiana.

 

La Juventus fu fondata il 1 novembre 1897 da un gruppo di studenti del Liceo Classico "Massimo D'Azeglio” di Torino, che usavano riunirsi presso una panchina di Corso Re Umberto, vicino alla loro scuola.

La tenuta di gioco originariamente adottata era una maglia rosa con una cravatta nera.

L'arrivo dell'imprenditore torinese e figlio del fondatore della FIAT Edoardo Agnelli alla presidenza della società nel 1923 diede inizio a una lunga serie di vittorie a livello nazionale e internazionale che resero la Juventus una delle più vittoriose società a livello mondiale.

"Nel corso degli anni la società calcistica italiana per azioni Juventus Football Club, oltre a imporsi come realtà sportiva nazionale e internazionale, ha acquisito un posto di rilievo in ambito socioculturale".

Diversi studiosi ritengono che la storia societaria s'intrecci con quella di Torino e d'Italia, in virtù di un insieme di fattori quali il legame che dal 1923 unisce la squadra con la dinastia industriale della famiglia Agnelli, che ha dato origine al sodalizio imprenditoriale più antico e duraturo dello sport italiano e che ha permesso al club di essere da allora gestito da imprenditori provenienti dalla regione  settentrionale della Penisola; ciò pur rimanendo estremamente popolare tra le classi  lavoratrici a livello nazionale, spesso d'origine meridionale, parziale conseguenza della diffusione delle fabbriche della casa automobilistica FIAT.

 

Le numerose vittorie ottenute dalla squadra in ambito federale e confederale hanno coinciso temporalmente con i principali successi ottenuti dalla nazionale italiana, di cui la Juventus ne è la principale contributrice; ciò, unito all'evoluzione e ulteriore diffusione a livello globale della propria tifoseria, nonché a diverse rivendicazioni anticampanilistiche, l'ha resa un'istituzione nazionale e ha generato molteplici e molto sentiti sentimenti ambivalenti da parte dei tifosi avversari.

In virtù del prestigio sportivo presto raggiunto, la Juventus è stata tra le prime squadre a godere in Italia di dirette radiofoniche e televisive dei suoi incontri.

La sua notorietà gli ha inoltre permesso, a livello internazionale, d'influire seppur indirettamente sulla fondazione e/o identità visiva di numerose squadre sportive (legate in parte all'emigrazione italiana), divenendo contemporaneamente uno strumento d'italianità; il consenso che suscitava come riflesso dell'identità sabauda-industriale della sua città d'origine ha presto elevato i bianconeri a uno dei maggiori simboli rappresentativi di Torino e del Piemonte.

L'evoluzione storica della Juventus e la sua popolarità (nonché l'ampia antipatia da parte dei tifosi rivali) sono stati illustrati attraverso diverse analisi artistico e/o accademiche, e utilizzati come sfondo di lungometraggi, canzoni e testi letterari estranei all'ambito strettamente sportivo.

IL primo film in cui la Juventus fu trattata quale argomento cinematografico fu "L'inafferrabile 12" (1950), diretto da Mario Mattoli; nella pellicola compaiono giocatori bianconeri di allora quali  Giampiero Boniperti e Carlo Parola.

Da allora, diversi riferimenti si trovano in "Mamma Roma", scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini nel 1962 e proiettata alla XXIII Mostra internazionale di Venezia, in "La classe operaia va in paradiso" di Elio Petri (1971), film vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes 1972, in "Vacanze in America" di Carlo Vanzina (1984), dove si assiste a una partita tra studenti juventini e romanisti a "Zabriskie Point", nella Valle della Morte e in "Santa Maradona" di Marco Ponti (2001), nel quale due dei protagonisti discutono sull'esito del campionato 1972-73, risolto in favore della Juventus all'ultima giornata, e si trova una scena ambientata allo Stadio delle Alpi durante l'incontro di campionato tra i bianconeri e l'Atalanta.

Per quanto riguarda i film di argomento più legato al calcio e al tifo, sul versante della satira di costume figura "IL presidente del Borgorosso Football Club" di  Luigi Filippo D'Amico (1970),        in cui il personaggio eponimo, interpretato da Alberto Sordi, ingaggia l'ex juventino Omar Sívori, presente nel film nella parte di sé stesso; nei primi anni 1980, in "Eccezzziunale... ve ramente" del citato Vanzina (1982), Diego Abatantuono rappresenta, nei tre episodi di cui si compone  il film, rispettivamente un tifoso milanista, uno interista e uno juventino; stesso ruolo interpretò nel sequel, un quarto di secolo più tardi, in "Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me" (2006), ancora di Vanzina; e nel film cult  "L'allenatore nel pallone"(1984), mentre che in "Tifosi" di Neri Parenti (1999) il riferito attore interpretò un ultrà juventino.

Infine, sul fronte dell'analisi del disagio sociale e del tifo come valvola di sfogo dell'aggressività, figura il film "Ultrà" di Ricky Tognazzi (1990), che parla delle vicende di un capotifoso della Roma (interpretato da Claudio Amendola) e del gruppo organizzato da lui guidato che si reca in trasferta a Torino, dove ingaggia violenti scontri con i Drughi, frangia di ultras bianconeri.

Al trentennio di storia bianconera che va dagli anni 1980 agli anni 2010, nonché al suo legame con la famiglia Agnelli, è dedicato il documentario indipendente "Bianconeri. Juventus Story" di Marco e Mauro La Villa (2016).

Nel 2018 la Juventus diventa la prima squadra calcistica al mondo a essere protagonista di una docu-serie on demand a essa dedicata, il docu-reality First Team: Juventus, distribuita da Netflix e incentrata sul privato di alcuni membri della rosa e staff tecnico del club durante la stagione 2017-18.

L'anno seguente la mascotte juventina Jay è protagonista della serie animata "Team Jay" prodotta da Nickelodeon e trasmessa da Nick Jr.

La poesia-tributo "Madama Juve", scritta in piemontese dallo scrittore e giornalista Giovanni Arpino, fu inclusa nel libro "Opere" (1992), antologia curata dai poeti Giorgio Bàrberi Squarotti e Massimo Romano.

Tale poesia, insieme ad altri omaggi alla Juventus composti da G.Arpino, è stata tradotta in italiano dal critico letterario torinese Bruno Quaranta e pubblicata nella sua opera "Stile e stiletto" (1997).

Sempre a opera di G.Arpino sono altri riferimenti alla Juventus, citati in "Racconti di vent'anni" (1974) e in "Opere scelte" (2005), antologia letteraria, narrativa e giornalistica a cura dell'italianista veneziano Rolando Damiani.

Ancora in ambito letterario la Juventus è stata menzionata in diversi romanzi di Mario Soldati, come in "Le due città" (1964), "America primo amore" (1935), "Un prato di papaveri".

"Diario 1947-1964" (1973) e "Lo specchio inclinato". Diario 1965-1971 (1975); assume un ruolo protagonico nel giallo "Hanno rapito la Juve", opera prima del giornalista Carlo Moriondo e pubblicato in diciannove puntate sul quotidiano "La Stampa" durante l'estate del 1973, il cui racconta l'odissea subita dai bianconeri allora allenati da Čestmír Vycpálek nei giorni precedenti all'incontro decisivo che sarebbe stato disputato al Yankee Stadium di New York contro l’Atlético Asunción e fa da sfondo, come punto di riferimento della vita del protagonista, nel romanzo di Aldo Nove Puerto Plata Market (1997); "La tregua" romanzo scritto da Primo Levi vincitore del Premio Campiello nel 1963 e in alcuni saggi del giornalista Aldo Cazzullo, tra le quali "I ragazzi di via Po", pubblicato nel 1997, in cui il club è parte del contesto storico-culturale della società torinese degli anni 1950 e "IL mistero di Torino", scritto con la collaborazione del giornalista sassolese Vittorio Messori nel 2003, nel quale la Juventus viene descritta come una delle icone della città sabauda.

In quell'anno, i giornalisti Mario e Andrea Parodi hanno citato la Juventus allenata da Giovanni Trapattoni campione d'Italia nel 1977 e 1978 all'interno del contesto storico e sociale della crisi politico-istituzionale dell'Italia di quegli anni, nel loro libro "In bianco e nero".

La Juventus viene citata diverse volte nel corso della trama del manga giapponese Captain Tsubasa  con il nome di "Juvenile" nella versione in lingua italiana e come "F.C. Piemonte", se non con quello originale, nella versione in lingua giapponese nonché internazionale – e nei rispettivi sequel correlati, pubblicati in diversi mezzi di comunicazione, quali l'anime Captain Tsubasa Road to 2002 (2001), il manga omonimo e il videogioco Captain Tsubasa V: Hasha no shōgō campione, come la squadra in cui milita durante la prima fase della carriera da professionista l'antagonista principale della serie, Kojirō Hyūga e, nel videogioco citato, anche di Ken Wakashimazu.

Nel corso della trama delle succitate pubblicazioni, inoltre, compaiono alcuni personaggi ispirati a giocatori reali tesserati dalla società torinese che giocano per la squadra bianconera come il centrocampista Willem Arminius, ispirato a Edgar Davids, il regista e capitano della squadra Gustaph, a Zinédine Zidane, e il centravanti Theodul, a David Trezeguet o quelli del passato come Salvatore Gentile, ispirato al campione del mondo 1982 Claudio Gentile.

Altri fumetti nei quali la squadra torinese viene trattata sono "Theo Calì" (1973), primo fumetto prodotto in Italia in cui il protagonista era un calciatore, opera del giornalista Italo Cucci e Paolo Morisi, scritta con un stile preso dal fotoromanzo, edita dalla Fotometalgrafica Emiliana e incentrata su un giocatore della Juventus presieduta allora da Giampiero Boniperti divenuto in una sorta d'antieroe , e "Juve Ultrà" (1991), distribuito da Italian Press Milano, su un gruppo di membri del tifo organizzato.

Oltre agli storici inni societari, vi sono altre canzoni scritte in omaggio alla squadra come "IL cielo è bianconero", "Vecchia Signora", "Juve facci sognare", "Magica Juve" e "Juve dai facci un gol", tutte a opera del compositore Francesco De Felice. 

Tra quelle composte dagli artisti più noti, figurano "Juvecentus", opera di Pierangelo Bertoli nel 1997, in occasione del centesimo anniversario della fondazione del club, "La Signora Juve", dal cantante Emilio Pericoli, pubblicato sul disco di 45 giri nell'album intitolato "La Signora Juve/Gente Allegra" e presentato nel Festival "Una Canzone per la vostra squadra" svolto al Teatro Ariston nel 1964; "Juventus" e Forza Juve", dal compositore torinese Domenico Seren Gay e presenti rispettivamente negli album "Juventus/Maria" (1962) e "Forza Juve/Gioanin Pet Pet Sigàla" (1968).

Dal 2007 a oggi, il quinto inno "Juve, storia di un grande amore", scritto da Claudio Guidetti e Alessandra Torre, e arrangiato successivamente in chiave moderna da Paolo Belli è apprezzato anche fuori dai confini nazionali.

Link Utile: https://www.youtube.com/watch?v=rysOQgpTpws

In Inghilterra i tifosi del Notts County sono soliti intonare il loro coro da stadio "It's just like watching Juve" (È proprio come guardare la Juve), in riferimento alla comunanza cromatica delle uniformi dei due club, ogni volta che la loro squadra realizza una grande prestazione.

In virtù a distinguersi quali uno degli elementi che rappresentano la propria città e regione d'origine a livello internazionale assieme al cioccolato gianduja, alla Sindone e la casa automobolistica FIAT, a divenire dagli anni 1930 un strumento anticampanilistico, d'italianità e, a partire del secondo dopoguerra, anche un simbolo di una rinnovata identità nazionale oltreché all'intrecciamento continuo che la storia del club ha con quella dell'azionista di riferimento e, più in generale, con quella del Paese, la Juventus è stato soggetta di analisi e/o riferimenti accademici in ambito storico, sociale e culturale.  

Tra gli eventi culturali aventi come oggetto il club bianconero figurano la mostra fotografica              "La Grande Torino – Fotografie e storie tra il 1930 e il 1961", realizzata dalla Biblioteca Nazionale Universitaria nel dicembre 1988, dove ci si riferisce alla squadra del Quinquennio d'oro quale "protagonista di primo piano per l'ideologia del fascismo che inneggia alla forza, al coraggio e alla vittoria, base per ogni attività sportiva", il convegno multimediale "All'inferno e ritorno.Viaggio nella passione juventina", curato dallo storico Giovanni De Luna e il direttore eventi e attività culturali Marco Pautasso in collaborazione con la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e il Teatro Stabile di Torino (TST) per la regia dei registi Guido Chiesa e Daniele Gaglianone e presentatosi alla XX Fiera Internazionale del Libro dal 10 al 14 maggio 2007 oltreché l'esposizione "Juventus. 110 anni a opera di arte", organizzata in occasione del centodecimo anniversario della fondazione della società e tenutasi a Palazzo Bricherasio a cura della fondazione omonima, essendo presentata al pubblico sette mesi più tardi.

Curata dal critico d'arte Luca Beatrice, l'esposizione illustrò lo sviluppo della storia, dei personaggi e dei successi della Juventus e il suo rapporto con la città di Torino attraverso un'analisi artistica e culturale sul calcio:

"A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di Corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, Piazza Crimea e ora Corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento".

(Juventus, 110 anni a opera d'arte)

Ulteriormente, nel maggio 2013 fu inaugurata la mostra "Passioni bianconere", evento organizzato dalla Biblioteca Universale Rizzoli (BUR) e tenutasi al Salone del Libro che raccontò il legame tra il club torinese e alcuni scrittori locali, mentre nell'aprile 2017 un  dibattito sul legame che collega la squadra torinese e il tifo calcistico fu organizzato dall'Istituto italiano di cultura di La Valletta.

Infine, una tavola rotonda condotta, tra altri, dai giornalisti Darwin Pastorin e Antonio Barillà, è stata presentata 7 mesi più tardi nella Biblioteca civica centrale di Torino sui 120 anni di storia del club, in cui hanno discusso il suo rapporto con la letteratura, il ruolo del giornalismo nei confronti della squadra e un racconto sui diversi scenari dove essa ha disputato i suoi incontri sportivi casalinghi.

"La Juventus non è una squadra, è un fenomeno sociale".

(Gianni Brera, 1987)

 

"È grazie al mio tifo per la Juventus che sono diventato famoso".

(Idris, pseudonimo di Edrissa Sanneh, giornalista, personaggio televisivo e opinionista gambiano naturalizzato italiano, d'origine senegalese)

"Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, in campo e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario".

(Juventus, 110 anni a opera d'arte)

La Juve è la squadra italiana più titolata, la prima ad aver vinto i sei trofei UEFA per club nel calcio.

E dal 1°novembre 1897, il giorno in cui il club è nato, il successo non è solo un obiettivo, ma una ragione d'essere presente nel suo Dna di squadra.

(Juventus, 110 anni a opera d'arte)

Cosa dicono della Juve?

"L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohémien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare".

(Enrico Francesco Pio Canfari (Genova,1877 - Monte San Michele,1915), cofondatore, secondo Presidente della Juve, calciatore, dirigente sportivo, arbitro di calcio e Capitano del 112° Reggimento fanteria "Piacenza" nel corso della Prima guerra mondiale).

Insieme al fratello Eugenio (Genova,1878 - Torino,1962) fu tra i fondatori e maggiori artefici dei primi tre lustri d'attività dello Sport Club Juventus, società calcistica che diverrà la più titolata d'Italia nonché una delle più vittoriose al mondo.

"Bomber ante litteram della Juve si esibisce nella primissima squadra che si cimenta al Valentino.

Forte e irruente come un toro, è insostituibile avanti della squadra vincitrice del primo scudetto 1905. Irresistibile quando è in giornata.

Generoso sempre.

Nel corso della Grande Guerra parte all’assalto alla testa dei suoi bersaglieri e di lui non si sa più nulla".

(Renato Tavella, scrittore italiano su Luigi Forlano (Rocchetta Tanaro, 5 luglio 1884Nova Vas nad Dragonjo, 14 settembre 1916), calciatore italiano, di ruolo attaccante, socio fondatore della Juventus).

Luigi Forlano iniziò a giocare nella Juventus, con cui vinse il titolo italiano del 1905, il primo nella storia del club bianconero, segnando 3 reti in 4 presenze nel corso di quel torneo.

Con la compagine torinese disputò sei campionati segnando complessivamente 4 reti in 17 incontri.

Luigi Forlano fu anche Capitano del XLVII battaglione bersaglieri nel corso della Prima Guerra Mondiale, che nel corso di un'azione all'attacco delle posizioni nemiche fra Nova Vas e quota 208 sud risultò tra i dispersi il giorno 14 settembre 1916.

 

Recitava un vecchio tifoso piemontese della Juventus, che "La S’gnura l’è ‘d tutti", la Signora è di tutti.

Quel tifoso era Edoardo Agnelli (Verona,1892 - Genova,1935), imprenditore - sportivo, Cavaliere della Repubblica Italiana e padrone dalla Juve dal 1923.

"Dotato di fervida intelligenza, di grande affabilità e di quella molta esperienza di mondo, di vita, di lavoro che ha potuto acquistare collaborando attivamente nella direzione di grandi aziende con l'illustre suo padre, il Senatore Giovanni Agnelli (Villar Perosa (TO), 13 agosto 1866Torino, 16 dicembre 1945) è stato un imprenditore, politico, militare italiano e Senatore del Regno d'Italia nella XXVI legislatura); cultore appassionato d'ogni genere di sport, espertissimo automobilista, Direttore della Società Torinese per le Corse dei Cavalli, Presidente onorario del Gruppo Sportivo FIAT, Egli porta nella nostra società, insieme alla preziosa opera sua, un nome che si illumina di una delle più alte glorie sportive italiane, di una delle più meravigliose creazioni dell'intelligenza e del lavoro umano: gloria di sport, gloria di lavoro."

(Edoardo Agnelli da Hurrà Juventus, rivista istituzionale della Juventus, luglio 1923)

 

E’ sempre un’emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.

Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è percorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia.

Ed è un piacere immenso ricordare che tutto il "meglio" del calcio è passato dalla Juve.

(Umberto Agnelli - 1934-2004, imprenditore, dirigente sportivo e politico italiano)

Si scrive Juventus si pronuncia scudetto.

“Vincere sempre, e con classe” è l’imperativo categorico della Signora.

Nata come la selecao della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov’è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione.

È un carattere di ferro la fidanzata d’Italia.

Dentro lo stile, c’è lo stiletto.

(Giovanni Arpino, (1927-1987) scrittore, giornalista e poeta italiano)

La Juve vive di contraddizioni che ne fanno un fenomeno nazionale e identitario.

E’ la squadra degli Agnelli, della Fiat, ma anche il sogno di tanti immigrati che dal Mezzogiorno arrivano a Torino.

Ha una dimensione nazionale e una fama internazionale, pur mantenendo la sua dimensione torinese e sabauda.

(Umberto Gentiloni Silveri, storico e accademico italiano)

Mi sono innamorato della Juventus durante il quinquennio negli Anni 30, mio nonno mi portava agli allenamenti, al campo di Corso Marsiglia e io ero impressionato in particolare dalla velocità di un giocatore, l’ungherese Ferenc Hirzer che venne soprannominato "Gazzella".

Io avevo appena quattro anni e ne rimasi affascinato.

Per sempre. (Gianni Agnelli, (1921-2003) imprenditore e politico italiano, principale azionista e amministratore al vertice della FIAT, senatore a vita, nonché ufficiale del Regio Esercito)

"La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore.

È il mio cuore". (Giampiero Boniperti)

Sono juventino da sempre, fin da quando sedicenne nel River Plate, in Argentina, avevo come allenatore Renato Cesarini (quello della zona Cesarini).

L’uomo dei cinque scudetti vinti di fila, dal 1930 al 1935.

Renato Cesarini ogni giorno mi incantava con i suoi racconti sulla Juventus.

Ascoltavo felice i nomi di quei campioni, le loro gloriose imprese e con la bocca spalancata, come un bambino che continuamente risente la sua fiaba preferita, sognavo di poter giocare anche io, un giorno, in questa squadra.

E i sogni qualche volta si avverano.

Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. (Omar Sivori)

"Vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta!

Ma essere juventino fino alla fine è l’unica cosa che conta anche"...

(Patrice Latyr Evra è un ex calciatore senegalese naturalizzato francese dal 2014 al 2017 alla Juve)

 

Da piccolo, fino a dieci anni ero tifoso della Juventus. (Johan Cruijff)

Sono un tifoso bianconero perché è il club che ha vinto di più nella storia del calcio italiano, un pò come il Bayern Monaco da noi, e ha sempre avuto campioni e allenatori di grandissimo livello.                      

Per questo motivo da sempre sono un suo sostenitore. (Franz Beckenbauer)

 

La Juventus non è solo la mia squadra del cuore.

Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante.

Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita.

Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre.

(Antonio Cabrini)

 

Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a Torino, quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d’Italia.

IL loro odio io l’ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.

Quella maglia era una corazza. (Paolo Montero)

Come tutti i monzesi, che non si sentono milanesi, da ragazzo simpatizzavo per la Juventus.

(Adriano Galliani)

La Juventus è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte.

(Gaetano Scirea)

Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire.

Alla Juve ti insegnano ad avere sempre "fame" di vittorie, a non accontentarti mai.

Non è un caso che le fortune della Nazionale siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. (Claudio Gentile, ex calciatore e allenatore di calcio italiano)

 

La Juventus è una filosofia.

Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico.

Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società.

Non è una società perfetta ma ha un dna vincente.

Quando indossi quella maglia, ne senti il peso. (Gianluca Vialli)

Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra. (Gianluigi Buffon)

Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita.

Per noi è normale amministrazione.

Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c’è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta.

In Italia o si è juventini o si è contro.

Quindi noi siamo sempre soli contro tutti.

Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico.

È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.

(Antonio Conte)

La Juve è la squadra più famosa, anche nel mondo, con tantissimi tifosi a favore e tanti contro.

Quindi, trattasi di normale accanimento, quando si vince.

Cosa penso della terza stella della Juve?

Non entro nel merito.

Da avversario ho sempre pensato che la Juve avesse vinto quegli scudetti perché era molto forte.

Furono campionati vinti sul campo.

Coi tifosi juventini è stato amore a prima vista, da subito.

Un sostegno incredibile che mi ha aiutato a inserirmi, anche in città. (Andrea Pirlo)


"Quando sei della Juve lo sei per sempre".

La mentalità vincente l'ho imparata alla Juventus.

Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato.

Quando perdevamo, era un dramma.

IL calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita.

E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria.

E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.

Ho giocato in due dei più grandi club del mondo.

Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmares della Juve o del Real Madrid.

(Zinedine Zidane)

 

Con la Juventus ho imparato a vincere.

Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell’aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c’è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto.

(Edgar Davids)                                                       

La Juve mi ha ridato la voglia di giocare a calcio.

La cosa migliore per un giocatore: tornare a essere felice. (Carlos Tevez)

Voglio trionfare con la Juve: non sono qui in ferie ma per lasciare un segno nella storia del club. (Cristiano Ronaldo o CR7)

Alla Juventus vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. (Giampiero Boniperti)

Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. (David Trezeguet)

Chi vince (La Juve) scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia. (Antonio Conte)

 

"Alla Juve se non fai quello che ti dicono te ne vai.

Per questo motivo un giocatore (Adrien Rabiot ora è un altro) alla Juve cresce molto".

"La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile.

E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia:

era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l’avversario".

(Didier Deschamps, allenatore di calcio ed ex calciatore francese)

 

Quando vinceva la Juve vinceva la storia.

(Mario Soldati, (1906-1999) scrittore, giornalista, saggista, regista, sceneggiatore e autore televisivo italiano)

A inizio stagione qualcuno andava in giro a dire che questa squadra ormai aveva chiuso un ciclo e che certe vittorie ce le saremmo scordate e invece rieccoci qui, col nono tricolore di fila.........

Una grande cavalcata, siamo stati bravi a mantenere la fame di sempre, dimostrando la voglia di alzare sempre l'asticella.

IL rischio, dopo otto anni, era quello di accontentarsi.

Abbiamo dimostrato di essere i più forti in campo, e non a parole. (Giorgio Chiellini)

In Italia chi vince sempre (La Juve) da fastidio. (Zbigniew Boniek)

Tutti i giorni ringrazio il destino di essere nato juventino, mi chiedo il perché di tanta fortuna.

Penso a quei “disperati” che non sono juventini e che si identificano e si gratificano soltanto in negativo, come antijuventini. (Tullio Bandini)

È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società. (Gianni Agnelli)

Ho giocato nel Nancy perché è la squadra della mia città, nel Saint Etienne perché è la squadra più forte di Francia, e nella Juventus perché è la squadra più forte del mondo. (Michel Platini)

A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un’esperienza che
ti rimane dentro, diventa stile di vita.

La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla.
Lo impone il nome, il peso della maglia bianconera non ha eguali nel mondo.

(Stefano Tacconi, ex calciatore italiano)

"Oggi il valore economico o di mercato di una società di calcio (club) come la Juve dipende da tre fattori principali: ricavi, risultati e tifosi".

"La Juventus ha conquistato una posizione nell’ultimo quinquennio e guida la classifica grazie all’effetto Cristiano Ronaldo, ai risultati in Italia e in Europa, ma il suo valore sarebbe cresciuto di circa un 30% senza il Coronavirus".

"E’ un circolo vizioso perché se vinci fidelizzi più tifosi e più simpatizzanti, in Italia e nel mondo, e attiri più sponsor, più gente allo stadi, così crescono i ricavi. (Andrea Donegà, ingegnere gestionale)

 

Commenti:
15/03/21 21:29

"Nelle ultime settimana sono state diffuse notizie per cui sarei stato il miglior realizzatore nella storia del calcio, avendo sorpassato i 757 gol ufficiali di Pelè.

Nonostante sia grato per questo, è tempo di spiegarvi perché non avevo mai riconosciuto questo primato finora.

A Edson Arantes do Nascimiento va tutta la mia incondizionata e perpetua ammirazione, così come quella che ho per il calcio di metà Ventesimo secolo, tanto da farmi considerare il suo record a 767 gol, visti i 9 gol che ha segnato nella squadra dello stato di San Paolo, così come quello messo a segno quando era nella squadra dei militari del Brasile.

IL mondo è cambiato da allora, così come il calcio, ma questo non significa che bisogna piegare la storia ai nostri interessi.

Oggi ho raggiunto il 770esimo gol nella mia carriera da professionista, e le mie prime parole vanno dritte a Pelè.

Non c'è alcun giocatore al mondo che non sia cresciuto ascoltando le storie sulle sue partite, i suoi gol e i suoi traguardi: io non faccio eccezione.

Per questa ragione sono pervaso dalla gioia e dall'orgoglio di riconoscere che ho raggiunto il titolo di miglior marcatore del mondo, superando il suo record: qualcosa che non avrei mai potuto neanche sognare quando ero un ragazzo a Madeira.

Grazie a tutti quelli che hanno preso parte con me a questa emozionante avventura.

Ai miei compagni, agli avversari e ai tifosi di ogni partita in questo mondo ma, soprattutto, alla mia famiglia e agli amici stretti: credetemi quando dico che non avrei mai potuto farcela senza di voi.

Ora non vedo l'ora di affrontare le prossime partite e sfide, i prossimi record e trofei!

Credetemi, questa storia è lontana dal concludersi.

IL futuro è domani, e c'è ancora tanto da vincere sia con la Juve che col Portogallo!".

(Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, meglio noto come Cristiano Ronaldo o CR7, è un calciatore portoghese, attaccante della Juventus e della nazionale portoghese, della quale è capitano)
15/03/21 21:22

"Cristiano(CR7), che bella carriera stai facendo alla Juve!

Ti ammiro molto e questo non è un segreto per nessuno.

Congratulazioni per aver battuto il mio record di gol nelle partite ufficiali.

(Pelé, pseudonimo di Edson Arantes do Nascimento, è un dirigente sportivo ed ex calciatore brasiliano, di ruolo attaccante)
02/01/21 18:16

"IL primo ricordo da juventino:

una giornata a Villar Perosa seduto accanto a Paolo Rossi, l'eroe del Mondiale del 1982".


"Alla Juve, Paolo è rinato, lasciandosi alle spalle le difficoltà, e diventando quello che poi l’Italia ha celebrato, in quella caldissima estate 1982 nelle piazze e nelle fontane di ogni città".

"Con la nostra Juve ha portato a casa due scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea ed una Coppa Italia.

Se avete trovato quel poster di quella Juve magnifica, apritelo, e salutate in modo speciale quel ragazzo con il nove sulle spalle.

Perché come lui ne nascono pochi.

Ciao, Pablito".

(Andrea Agnelli, imprenditore e dirigente sportivo italiano, Presidente della Juventus Football Club, dell'European Club Association e amministratore di Exor)
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