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STILL LIFE, ergo il primo approccio alla posa fotografica
Autore: Shoot Institute - Pubblicato il 27/09/10 - Categoria Riflessioni
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di Fabio Baraldi. Il primo, più diretto passaggio fra la fotografia colta al volo, diretta, definita anche straight photography e la fotografia ricostruita, allestita in ambiente controllato, definita anche staged, è lo STILL LIFE. Apparentemente questo fatto sembrerebbe sminuirla facendola apparire l'ABC della sala di posa. Il vero motivo per cui invece chi decide di passare dal cogliere e interpretare lo stato di fatto al ricrearlo in toto, preferendo un oggetto piuttosto che una persona, risiede nell'apparente maggiore semplicità nel confrontarsi con qualcosa di inanimato piuttosto che nel dover interagire con un soggetto come nel ritratto o nella fotografia di moda. Se da un certo punto di vista questo risulta essere vero, d'altro canto riuscire a interpretare e illuminare un oggetto, "rendendolo vivo", fa diventare la fotografia di still life uno dei generi fotografici in assoluto più sofisticati e con standard ormai estremamente elevati. Lo Still Life richiede un progetto, una riflessione, molta concentrazione e pazienza: osservare attentamente un oggetto, comprenderne le qualità migliori, le particolarità, in modo da farle risaltare tramite l'illuminazione e accorgimenti nella ripresa e composizione per trasformarlo infine in un soggetto. Questo genere di fotografia rappresenta spesso oggetti comuni e banali isolati dal loro essere quotidiano per farli divenire protagonisti assoluti della scena; quasi una finta realtà, ma reale per l'osservatore. E' praticamente una questione filosofica: "la capacità di sondare l'essenza delle cose e infondere vita anche agli oggetti più quotidiani". E' proprio da questo spirito che nascono gli still life migliori, quando il fotografo riesce a far parlare gli oggetti di se stessi, di quello che rappresentano, di quello che gli sta intorno. Forse in questo senso più che definire lo still life una prosecuzione della straight photography sarebbe più corretto definirlo un preludio alla fotografia di ritratto e moda. Un noto fotografo di moda, Giovanni Gastel, ha a suo tempo sostenuto: "un fotografo di still life può essere, generalmente, anche un fotografo di moda. Difficile il contrario". Fabio Barali
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