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Uno sguardo sui giovani d’oggi
Autore: Obiettivo Reporter - Pubblicato il 18/11/11 - Categoria Riflessioni
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Alcuni giorni fa, abbiamo pensato di intervistare alcuni ragazzi dai sedici ai diciotto anni, per provare a capire i loro interessi e per riuscire ad avvicinarci di più a loro. Le domande erano riguardanti la scuola, le loro passioni, le cose che vorrebbero cambiare e la considerazione che gli adulti hanno dei giovani.

Maurizio, diciotto anni, dice che la scuola sia utile, ma che non ama particolarmente andarci. “E’ noiosa, ci sono professori pesanti e per questo a volte, io e i miei compagni, rendiamo le lezioni un po’ più divertenti. Visto che la mia passione è il calcio, è capitato che organizzassi delle piccole partitelle in classe, con fogli di carta e come porta la cattedra della prof… Non c’è bisogno di dire che è stato divertente, ma mi sono preso una bella nota sul registro e una convocazione dei genitori. Riguardo a quello che vorrei cambiare è la mentalità delle persone adulte. La maggior parte di loro con cui ho avuto a che fare pensava che fossi un ragazzo fuori di testa, magari solo perchè porto dei pantaloni larghi con il cavallo basso e perchè ho qualche orecchino. Per questi piccoli motivi, non mi prendono neanche sul serio quando parlo.”

Lorenzo, di diciotto anni, ci dice: “La scuola serve per formare la propria cultura, ma non sempre noi ragazzi la seguiamo: i professori non ci stimolano nel modo giusto e perciò perdiamo la voglia di seguire le lezioni. Preferisco uscire con i miei amici e visto che la mia passione è cantare, dedico più tempo a questo che a studiare. Poi, la cosa che mi fa arrabbiare, è il modo di pensare della gente: penso che questo mondo sia pieno di pregiudizi! E non parlo solo tra noi giovani, ma soprattutto delle persone più grandi. Gli adulti sottovalutano spesso i nostri problemi e non ci stanno ad ascoltare. Magari i loro problemi li considerano più gravi dei nostri, anche se non è così.”

Filippo, di sedici anni, è un po’ più diretto nel rispondere alle nostre domande. “La scuola mi fa schifo, una delle poche cose che mi piacciono sono i motorini. Mi diverto a guidare e modificare il mio mezzo ogni volta che posso. Cambierei le regole della strada, i divieti della massima velocità e vorrei che non esistessero i vigili. Non farei neanche prendere la patente a quelli che non sanno guidare, perchè in giro vedo troppa gente pericolosa con in mano una macchina. Non vi nascondo che molte volte dovrei avere la testa un po’ più sulle spalle, ma come la maggior parte dei ragazzi penso che gli adulti dovrebbero prenderci più in considerazione. Se ne fregano di noi e questo è ingiusto.”

Tommaso, che ha diciassette anni, prende la scuola in modo diverso perchè ci dice che la scuola è divertente, ma che ci va solo per stare con i compagni. “Molti argomenti sono interessanti”, ci dice, “ma se non ci fossero i miei amici la scuola sarebbe senz’altro noiosa. Non mi piace studiare le cose che non mi piacciono, preferisco passare il mio tempo in compagnia, magari fumandomi una cannetta!”. Gli chiediamo se vorrebbe cambiare qualcosa in Italia e lui ci risponde subito, dicendoci che la politica nel nostro paese è la nostra rovina. Non gli piace il modo in cui governano i nostri ministri, per questo scende in piazza a manifestare ogni volta che c’è l’occasione. “Noi cerchiamo di portare le nostre idee e le nostre ingiustizie in piazza, facendo vedere che anche i giovani devono essere ascoltati, ma il più delle volte se ne fregano di noi. Siamo le nuove generazioni e saremo noi tra qualche anno al posto dei nostri attuali ministri, non capisco perchè non ci considerano.”

Alice, diciassettenne anche lei, ama la danza classica e vorrebbe cambiare le discoteche di oggi. “Sono piene di tamarri e ragazze che se la tirano, non mi piacciono questi ambienti anche se adoro ballare. Non amo particolarmente andare a scuola, anche se penso che serva per il mio futuro. I miei mi obbligano ad andarci e lo fanno solo per il mio bene, quindi ci vado senza fare troppe storie. Certe volte penso che noi giovani non veniamo presi troppo sul serio, e non veniamo ascoltati. Penso che sia ingiusto non essere considerati perchè siamo più piccoli e con idee diverse da quelle delle persone più grandi di noi. Proprio perchè la pensiamo diversamente dovremmo essere presi sul serio.”

Gaia e Silvia, anche loro diciassettenni, pensano invece che in Italia vada tutto più o meno bene, non sono d’accordo con Tommaso. Sono però d’accordo sul fatto che gli adulti considerino gli adolescenti troppo piccoli e inesperti. “Le nostre passioni sono la musica e l’arrampicata. La scuola ci piace, anche se certe volte diventa pesante. Grazie alla nostra istruzione saremo preparate per il futuro.”

Chiara, che ha sedici anni, dice che starebbe meglio senza scuola. “I professori sono pesanti e la maggior parte delle lezioni trattano di argomenti che non interessano a nessuno. Non capisco perchè devo fare materie come biologia se frequento un liceo psicopedagogico! E’ una cosa senza senso per me.” Visto che è ancora minorenne, dice che l’unica cosa che vorrebbe cambiare ora come ora sarebbe il suo naso. “Non seguo tanto i telegiornali e le notizie, anche perchè finchè non sei maggiorenne non puoi fare praticamente nulla. Quando avrò diciottanni e potrò votare, penserò a cosa mi sta bene o no nella mia vita e nel mio paese.”

Giulia, diciassette anni, pensa che la scuola faccia schifo, proprio come Filippo. “I metodi di insegnamento non sono adatti per coinvolgere gli studenti, per questo non mi piace andare a scuola. Ballo latino americano e se le lezioni fossero come quando faccio il corso, sarebbe tutta un’altra cosa. Una delle cose che mi piacerebbe cambiare sono proprio i professori, perchè ce ne sono davvero pochi che riescono a rendere interessante la loro materia e che fanno appassionare gli studenti. Molti insegnanti sono ingiusti perchè hanno delle preferenze anche se dovrebbero essere imparziali con tutti.”

L’ultima intervistata, che si chiama Ilaria e ha diciassette anni, dice che va a scuola per stare con gli amici e non tanto per ascoltare le lezioni. Pensa che siano poco interessanti e coinvolgenti. Anche lei vorrebbe cambiare il metodo di insegnamento che usano alcuni professori. Però, al contrario degli altri ci dice che i giovani sono ascoltati abbastanza perchè sono le nuove generazioni e quindi le loro idee vengono considerate maggiormente.
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