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Wild View Photography Workshops
Autore: Michele Pero - Pubblicato il 29/05/16 - Categoria Eventi
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Esperienza selvaggia di fotografia nei boschi dell'Appennino. Banco ottico, pellicola, camminate nei boschi e vita da pionieri nei rifugi alpini.

WILD: selvaggio, a contatto con la natura, carnale, primitivo, sensoriale, diretto, naturale, spoglio, essenziale, minimale, senza artifici, senza trucchi, tutto in presa diretta senza post produzione né computer. Per chi cerca un rapporto diretto occhio-fotocamera-soggetto-natura. Photoshop qui è bandito. 

VIEW: come vista, come vedere, come esperienza dell’occhio ma anche della mente, pensata, attenta, lenta e ponderata, l’opposto dello scattare a raffica, ragionata, calcolata. Se “slow food” è diventato sinonimo di qualità e ricercatezza nel mangiare, qui si addice il termine “slow photography”, come approccio meditativo ad una fotografia non più mordi e fuggi ma attenta, studiata, ragionata, consapevole.

WILD VIEW PHOTOGRAPHY WORKSHOP: un’esperienza fotografica unica, a contatto della natura, lontano dai centri abitati, nei boschi dell’Appennino, con la fotocamera a banco ottico, pellicola rigorosamente in bianco e nero, un obiettivo, un tempo di otturazione e diaframma e nient’altro. Con la guida di due fotografi affermati e di lunga esperienza, sia sul campo che nell’insegnamento.

Il Wild View Photography Workshop è focalizzato a vivere un’esperienza a contatto della natura, con pochi confort moderni, interamente incentrato sulla produzione di fotografie col banco ottico a pellicola.

Si tratta di camminate nel bosco, col cavalletto a spalla e il banco ottico, alla scoperta di punti di osservazione privilegiati. Scorci fra gli alberi, tronchi secolari dalle forme misteriose, formazioni rocciose e vegetali che evocano altre forme. Esplorare per scoprire le immagini che hanno fatto la storia della fotografia attraverso gli obiettivi di Alfred Stieglitz, Edward Weston, Ansel Adams e Minor White.

Dopo il bosco, la vita del rifugio di montagna. Qui, in una camera oscura da campo, verranno alla luce i lavori scattati durante il giorno. I negativi in bianco e nero sviluppati con l’attrezzatura minimale. Le stampe rigorosamente a contatto. Come vuole un’esperienza selvaggia che impone il ritorno all’essenzialità della fotografia, come facevano i pionieri un secolo e mezzo fa, al buio dei loro “photographic van”.

I rifugi sono attrezzati in modo austero ma funzionale. Camerate con letti a castello in assi di legno, un materasso a disposizione e poi il sacco a pelo personale. Si dorme in camerate, anche se sono disponibili diverse stanze, per cui è possibile usufruire di una certa privacy all’occorrenza, a seconda dei gusti. Colazione, pranzo e cena saranno preparate dal gruppo, alla maniera del campo, frugale, al fuoco del camino.

L’intera esperienza fotografica sarà una full immersion nella vita selvaggia di montagna a totale contatto della natura, isolati dal mondo esterno per tutta la durata del corso.

Ma la civiltà non è lontana. Per chi ne avesse esigenza indispensabile, nei pressi del rifugio dove si svolgerà il workshop si trova un altro rifugio, “i Diacci”, attrezzato con tutti i comfort. Camere arredate, un ristorante e un bar sempre aperti nei fine settimana e sempre aperto d’agosto. Se proprio la vita selvaggia del rifugio di montagna non fa per voi, potete rifocillarvi e riposarvi fra due guanciali, in attesa del nuovo giorno di esplorazione fotografica nel bosco assieme al resto della compagnia.

Quanto dura il workshop? Da un minimo di due giorni fino a quattro.

Quando? Scopritelo sul sito. Le date vengono fissate di volta in volta.

Le Registrazioni al campo dei Wild View Photography Workshops si fanno sul sito all’indirizzo: http://www.wildview.it/registrazione-al-campo/

Quanto costa? 
2 giorni 190 euro
3 giorni 265 euro
4 giorni 330 euro

http://www.wildview.it
https://www.facebook.com/Wild.View.it/

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