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News » What's on » Scheda News

Kodak chiede la bancarotta protetta
Autore: Redazione - Pubblicato il 22/01/12 - Categoria What's on
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Nelle ultime settimane le notizie che arrivano dal quartier generale di Kodak sembrano i bollettini medici di un malato terminale. L’epilogo il 19 gennaio scorso: la società ha chiesto il Chapter 11, ovvero l’amministrazione controllata, utilizzata in passato da Lehman Brothers ed Enron, tanto per capirsi. Citigroup le ha assicurato una linea di credito di 950 milioni di dollari per i prossimi 18 mesi per continuare a operare mentre si apre la fase di ristrutturazione della sede centrale e di tutte le sussidiarie americane.

Il marchio, fondato nel 1888 da George Eastman, ha dominato per un secolo il mercato analogico diventando per molti il sinonimo stesso di fotografia. Come scordare il tormentone pubblicitario “Ciribiribì Kodak”?
Il paradosso sta nel fatto che la società ha saputo anche creare la prima fotocamera digitale, senza tuttavia riuscire ad imporsi sulla relativa fetta di mercato. Nel 1975 un suo ingegnere, Steven Sasson, aveva infatti realizzato un prototipo – più simile a un tostapane che ad una macchina fotografica – che registrava immagini in bianco e nero di 0,1 megapixel utilizzando un nuovo sensore elettronico inventato sei anni prima nei laboratori Bell (il CCD) e una lente presa a prestito dalle cineprese Kodak. Per non parlare del sensore da 1,4 megapixel del 1986, il primo abbastanza piccolo da poter essere inserito all’interno di una reflex portatile, allora impiegato in ambito scientifico ed industriale. In quegli anni sono stati 4 i bilioni di dollari investiti per sviluppare la tecnologica che oggi troviamo all’interno della maggior parte dei cellulari e di altri dispositivi digitali. Pare sia stato il prolungato ed eccessivo affidamento al segmento delle pellicole da parte della dirigenza a far perdere il treno all’azienda.

L’ultimo bilancio attivo è del 2006 e, al momento, l’unica soluzione per ripagare i creditori è vendere brevetti e proprietà intellettuali dai quali la società prevede di recuperare circa 600 milioni di dollari. Questo non le eviterà di dover abbandonare il settore fotografico per concentrarsi su quello di fotocopiatrici e stampanti.
Kodak Italia ha dichiarato che le consociate non-statunitensi non rientrano nel processo di cui sopra e che continueranno ad “operare nella normalità”, mantenendo “tutti gli obblighi contratti verso clienti e fornitori in totale continuità”.

Arianna De Micheli


Foto: ©David Duprey - Associated Press






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