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SIAE E DIRITTO DI COPIA
Autore: tau visual - Pubblicato il 20/04/10 - Categoria What's on
Gradimento: Molto Interessante
Questa pagina è stata visitata 2542 volte

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Abbiamo avanzato due istanze ufficiali di chiarimento alla SIAE su due differenti aspetti collegati al "Diritto di copia", che prevede che su tutti i supporti di registrazione e copia digitale vengano raccolti dei "contributi", destinati ad essere distribuiti ai produttori discografici, ma anche agli Autori di opere proteggibili ai sensi della legge sul diritto d'autore.
Quindi, in teoria, anche ai fotografi.

Le due istanze sono volte a conoscere:
a) Quando e come si intenderanno ridistribuire i proventi del "diritto di copia" fra gli autori di opere di arti visuali, e quindi anche gli autori fotografi, e con quali dinamiche.
b) Quando e come verra' corretta una tabella di applicazione di tali tariffe, dato che - se applicata per come promulgata - porterebbe a gravare con importi improponibili sui lettori mp3 di ultima generazione.

Il primo tema e' emerso da un'acuta e provocatoria osservazione ad opera di Luca Pianigiani, Jumper.it
Puoi leggere qui il thread completo del "sunday jumper" a cui ci riferiamo:
http://www.jumper.it
Riassunto all'osso (ma ti consigliamo di leggere l'articolo originale, su Jumper):
SIAE raccoglie cifre tramite un contributo di "Diritto di copia" che prevede l'applicazione di tariffe all'origine sui prodotti che consentono di registrare opere protette per copia privata: supporti magnetici, supporti ottici, memorie di massa, lettori, e tutto quello che puo' contenere files ipoteticamente protetti.
Questi importi dovrebbero andare a compensare i diritti d'autore "bypassati" dalle copie private. Quindi, vanno distribuiti fra gli aventi diritto che sono in pole posizion le major discografiche ma anche, per legge, gli Autori che hanno realizzato i contenuti.
Stando alla lettera della norma, tutti gli Autori (e non solo i mandatari SIAE) avrebbero diritto alla partecipazione in quotaparte a tali proventi.
Come? Quanto? Quando?
Anche se si tratta probabilmente di una questione di principio piu' che sostanziale (la quotaparte per l'insieme di tutti gli Autori sara' probabilmente davvero marginale), abbiamo spostato la "contestazione" sul piano dell'ufficialita' (l'unico che puo' produrre effetti in ambito normativo), inviando alla SIAE un'istanza ufficiale che chiede di conoscere tempi e modi di applicazione della norma.

Inoltre, nelle discussioni seguite su Jumper, il fotografo e socio Giorgio Fochesato ha individuato e segnalato una distorsione nelle tabelle di applicazione dei contributi per Diritto di Copia nel caso dei lettori mp3.
La cosa e' descritta al suo blog, qui:
http://www.unitalianosuistock.com/2010/03/preistoria-2-0-1-siae/
L'osservazione e' sensatissima: il prelievo sui lettori mp3 diventa sproporzionato, in virtu' del fatto che la tabella e' stata redatta evidentemente in tempi relativamente remoti e, soprattutto, usando un criterio (un tot a GB di memoria) molto "pericoloso" in questo contesto di evoluzione tecnologica rapidissima.
Anche per questo abbiamo preparato ed inviato un'istanza ufficiale alla SIAE, chiedendo che venga al piu' presto riconsiderata la tabella che - pur essendo appena stata promulgata - e' gia' decisamente obsoleta e distorsiva.
Il testo del decreto in questione e' pubblicato qui:
http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1263481888506_d1.pdf

Terromo informati delle evoluzioni di entrambe le faccende, che seguiremo attivamente.

Anche perche' - restando inattivi - il rischio e' quello di pagare di tasca nostra un iPod il doppio del suo costo, per foraggiare un fondo che dovrebbe essere anche a favore degli autori fotografi, ma che si rischia di non vedere neanche... in fotografia.

Commenti:
07/05/10 18:43
E' un provvedimento assurdo e medievale, in soastanza si tratta di tassare l'intenzione, è come se tassasimo le penne a sfera perché potrebbero essere usate per copiare brani di romanzi oppure, nel mio campo sono architetto, sarebbe come tassare i mattoni perché gli abusivi costruiscono senza pagare i progetti obbligatori per legge. Questi provvedimenti mostrano come nel nosro paese le tecnologie siano viste come strumenti per consolidare rendite di posizione e interessi lobbistici. Gli autori e le case discografiche hanno gli strumenti per impedire la copia dei CD, ma questo ne limiterebbe la diffusione e il passaparola quindi meglio ricavare utili ottenendo favori legislativi sconosciuti ad altre categorie.
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