Newsletter del 02/02/2012
Ben trovati,
per prima cosa grazie a tutti coloro che hanno partecipato ai Photographers Days. Sono state giornate intense, ricche di spunti e dibattiti. Fondamentale, assieme ai vostri interventi, il contributo di moderatori e relatori che hanno messo a disposizione competenze e punti di vista differenti.
Siete passati in tantissimi anche alla collettiva “Oggetti Quotidiani” che raccoglieva i lavori di Luca Napoli, Massimiliano Gatti e Sonia Marin, selezionati da Gigliola Foschi.
La prossima mostra di OR Gallery sarà la personale di Beppe Bolchi, “Città senza tempo”, dal 15 al 28 febbraio: un lungo viaggio emozionale dell’autore che è tornato nei luoghi che hanno avuto per lui un particolare significato per fotografarli col foro stenopeico. Le sue immagini in bianco e nero sono piene di fascino e superano la rappresentazione oggettiva delle architetture urbane raffigurate, per rievocare piuttosto i ricordi, sospesi nel tempo, ad esse inscindibilmente legati. Fidatevi di noi, fate un salto!
Lo galleria si prepara, inoltre, ad accogliere le opere vincitrici del bando Visioni Urbane, stavolta selezionate da Sara Munari. Affrettatevi, la scadenza per la partecipazione è il 5 febbraio!
Anche il Museo di Roma in Trastevere è sede, in questo periodo, di un evento espositivo di cui ci preme raccontarvi. Si tratta di “Il buio è il mio spazio”, retrospettiva dedicata ad uno degli autori in assoluto più spiazzanti della fotografia, Evgen Bavcar. Cieco dall’età di 12 anni, col tempo ha imparato a dare corpo alle sue immagini mentali, attinte da un territorio interiore di ricordi infantili, fatti di spazi, luci e forme.
Un caso limite il suo, difficile da immaginare. A chi gli chiede come fa a fotografare, risponde “Scatto in rapporto ai rumori, ai profumi e soprattutto in relazione alla mia esperienza della luce. Poi scelgo le mie foto facendomi consigliare da amici con lo sguardo libero da ossessioni personali”.
La mostra, che chiude il 25 marzo, presenta una selezione delle sue famose stampe in bianco e nero e - in anteprima assoluta per l'Italia - alcuni dei suoi scatti a colori.
Appassionandoci alla storia di Bavcar, abbiamo cercato maggiori informazioni sulla pratica/fruizione della fotografia da parte di persone non vedenti. Abbiamo scoperto, ad esempio, che presso il Museo Nazionale Alinari esiste un un percorso specializzato, nato grazie alla collaborazione della Stamperia Braille di Firenze, che prevede la trasposizione a rilievo di alcune delle immagini più significative esposte al suo interno, consentendo ai visitatori di scoprirle attraverso il tatto e di conoscere le principali fasi della storia della fotografia. E ancora che gli allievi dell’istituto dei ciechi “Florio e Salamone” di Palermo hanno partecipato al progetto francese “Montre moi qui tu es” (“Mostrami chi sei”), finalizzato alla realizzazione di una mostra presso la sede dell’Unesco di Parigi in programma per la fine del 2012. Le foto, stenopeiche, sono state realizzate da ragazzi non vedenti e ipovedenti con barattoli di latta, in dialetto "buatte".
Un flash, infine, sul mercato. Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare della parabola discendente di un marchio storico come quello di Kodak. L’azienda americana ha chiesto la bancarotta controllata e pare destinata, (s)vendendo il proprio patrimonio intellettuale, a conservare solo il settore stampanti e fotocopiatrici. Sembrano passati secoli dal tormentone pubblicitario “Ciribiribì Kodak!”. Qui trovate la news dedicata.
Per un brand in caduta libera, un altro con una bella novità editoriale: Hasselblad lancia la sua web tv, un canale - accessibile da PC, Mac, iPhone e iPad – che raccoglie contenuti educational (anche in italiano!), informazioni di prodotto, news e i video caricati da fotografi Hasselblad di tutto il mondo, voi compresi se sottoponete il vostro. Stay tuned!
per prima cosa grazie a tutti coloro che hanno partecipato ai Photographers Days. Sono state giornate intense, ricche di spunti e dibattiti. Fondamentale, assieme ai vostri interventi, il contributo di moderatori e relatori che hanno messo a disposizione competenze e punti di vista differenti.
Siete passati in tantissimi anche alla collettiva “Oggetti Quotidiani” che raccoglieva i lavori di Luca Napoli, Massimiliano Gatti e Sonia Marin, selezionati da Gigliola Foschi.
La prossima mostra di OR Gallery sarà la personale di Beppe Bolchi, “Città senza tempo”, dal 15 al 28 febbraio: un lungo viaggio emozionale dell’autore che è tornato nei luoghi che hanno avuto per lui un particolare significato per fotografarli col foro stenopeico. Le sue immagini in bianco e nero sono piene di fascino e superano la rappresentazione oggettiva delle architetture urbane raffigurate, per rievocare piuttosto i ricordi, sospesi nel tempo, ad esse inscindibilmente legati. Fidatevi di noi, fate un salto!
Lo galleria si prepara, inoltre, ad accogliere le opere vincitrici del bando Visioni Urbane, stavolta selezionate da Sara Munari. Affrettatevi, la scadenza per la partecipazione è il 5 febbraio!
Anche il Museo di Roma in Trastevere è sede, in questo periodo, di un evento espositivo di cui ci preme raccontarvi. Si tratta di “Il buio è il mio spazio”, retrospettiva dedicata ad uno degli autori in assoluto più spiazzanti della fotografia, Evgen Bavcar. Cieco dall’età di 12 anni, col tempo ha imparato a dare corpo alle sue immagini mentali, attinte da un territorio interiore di ricordi infantili, fatti di spazi, luci e forme.
Un caso limite il suo, difficile da immaginare. A chi gli chiede come fa a fotografare, risponde “Scatto in rapporto ai rumori, ai profumi e soprattutto in relazione alla mia esperienza della luce. Poi scelgo le mie foto facendomi consigliare da amici con lo sguardo libero da ossessioni personali”.
La mostra, che chiude il 25 marzo, presenta una selezione delle sue famose stampe in bianco e nero e - in anteprima assoluta per l'Italia - alcuni dei suoi scatti a colori.
Appassionandoci alla storia di Bavcar, abbiamo cercato maggiori informazioni sulla pratica/fruizione della fotografia da parte di persone non vedenti. Abbiamo scoperto, ad esempio, che presso il Museo Nazionale Alinari esiste un un percorso specializzato, nato grazie alla collaborazione della Stamperia Braille di Firenze, che prevede la trasposizione a rilievo di alcune delle immagini più significative esposte al suo interno, consentendo ai visitatori di scoprirle attraverso il tatto e di conoscere le principali fasi della storia della fotografia. E ancora che gli allievi dell’istituto dei ciechi “Florio e Salamone” di Palermo hanno partecipato al progetto francese “Montre moi qui tu es” (“Mostrami chi sei”), finalizzato alla realizzazione di una mostra presso la sede dell’Unesco di Parigi in programma per la fine del 2012. Le foto, stenopeiche, sono state realizzate da ragazzi non vedenti e ipovedenti con barattoli di latta, in dialetto "buatte".
Un flash, infine, sul mercato. Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare della parabola discendente di un marchio storico come quello di Kodak. L’azienda americana ha chiesto la bancarotta controllata e pare destinata, (s)vendendo il proprio patrimonio intellettuale, a conservare solo il settore stampanti e fotocopiatrici. Sembrano passati secoli dal tormentone pubblicitario “Ciribiribì Kodak!”. Qui trovate la news dedicata.
Per un brand in caduta libera, un altro con una bella novità editoriale: Hasselblad lancia la sua web tv, un canale - accessibile da PC, Mac, iPhone e iPad – che raccoglie contenuti educational (anche in italiano!), informazioni di prodotto, news e i video caricati da fotografi Hasselblad di tutto il mondo, voi compresi se sottoponete il vostro. Stay tuned!
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