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Immagini » Ricerca » Scheda Progetto

Rice Breeder
Autore: Corinne von Reding - Pubblicato il 14/01/11 - Categoria Ricerca
Seduta al tavolo di un ristorante scorro il menu e mi imbatto in un piatto di coregone in carpione con contorno di riso Venere. La denominazione attira immediatamente la mia attenzione e domando al cameriere di che cosa si tratta. “E’ un riso nero, nuovo, che serviamo come contorno, soprattutto con il pesce. Non è solo decorativo, è anche gustoso”. Poco più tardi scopro in effetti che gli originali chicchi dalla colorazione viola scuro che sembra nero, di dimensioni medie e all’aroma intenso, ben si armonizzano alla vista, ma anche nel sapore, con il mio coregone.
Con curiosità mi metto alla ricerca delle origini della mia scoperta, pensando di doverle individuare molto probabilmente in un paese asiatico. Con sorpresa realizzo invece che non devo spingermi molto lontano. Il riso Venere è nato nella nostra Pianura Padana, per ibridazione artificiale, attraverso un incrocio tra una varietà nera asiatica e una italiana, di produzione della cooperativa agricola SA.PI.SE di Vercelli. Il riso nero originale viene in realtà dalla Cina, dove esiste da centinaia di anni, ma fino all’Ottocento veniva coltivato solo in piccole quantità e riservato all’imperatore e alla sua corte. Poi, nel Centro Ricerche di SA.PI.SE un breeder cinese ha iniziato ad incrociare questa varietà con una autoctona, cercando di adattarla al nostro clima, e nel 1996, dopo una dozzina d’anni di paziente selezione si è raggiunta la stabilità delle caratteristiche necessaria alla sua iscrizione al Registro Nazionale delle Specie Agrarie, e quindi alla commercializzazione.
Il riso Venere è solo una delle varietà ottenute per ibridazione artificiale in Italia. Il Centro Ricerche di SA.PI.SE opera dal 1989 e ha oramai al suo attivo un lungo elenco di registrazioni. Il primo breeder , cinese, ha fornito un apporto fondamentale di esperienze complementari a quelle già presenti in Italia. E ci ha fatto conoscere il riso nero.
“Il ricercatore deve avere un bagaglio di conoscenze enorme” spiega il Dott. Biloni, direttore generale di SA.PI.SE. “Deve essere aggiornato su quello che succede nei principali centri di ricerca nel mondo, deve conoscere molte sfaccettature della coltivazione che non sono solo quelle inerenti l’incrocio, deve sapere dove posizionare le varietà, conoscere le tecniche di coltivazione degli agricoltori e le esigenze dei risieri oltre a quelle dei consumatori, che alla fine sono quelle che trascinano il mercato.”.
Chiedo al Dott.se nell’ibridazione artificiale si impiegano sistemi di biologia molecolare...
Testo di Lilia Mattea
Gradimento: Fantastico
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