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Immagini » Ricerca » Scheda Progetto

L'astrazione dal quotidiano
Autore: Stefano Avagnano - Pubblicato il 25/09/12 - Categoria Ricerca
"Non c'è via più sicura per evadere dal mondo che l'arte, non c'è legame più sicuro con esso che l'arte" (Goethe). Una frase illuminante questa del filosofo-scienziato tedesco, emblematica di un rapporto inscindibile che si crea tra l'artista e il mondo che lo circonda. Una relazione complessa ed ambigua sopratutto se l'oggetto del fare artistico è lo fotografia. Essa, infatti, più di ogni altra espressione umana è legata a ciò che esiste; allora diventa straordinaria l'avventura di creare immagini irreali con forme ed elementi della realtà. Beffardamente lo fotografia evidenzia un assurdo a-scientifico, perché, se per un verso ne conosciamo tutti i riferimenti meccanico-chimici, per l'altro può rappresentare immagini che non esistono. Perché non esistono ... esse sono state fermate su un foglio di carta, sono tangibili per gli occhi ... sono realtà provate! Così l'opera fotografica di Stefano Avagnano ha perso lo sua valenza realistico per creare un linguaggio immaginario,"pittorico", sottolineando il valore formale della ricerca figurativa a scapito della tradizionale funzione riproduttiva del mezzo. L'artista-fotografo, abbandonato ogni ancoraggio positivista, ogni pretesa di conferme dimostrabili, inventa frammenti che dall'illusoria concretezza della fotografia conducono all'immaginario che è in ognuno di noi. Frammenti-momenti di una realtà totale quotidiana che sfuggono ad una sensibilità comune e che possono creare realtà diverse, ma non meno attendibili di quelle che lo costrizione della visione prospettica ci obbliga ad organizzare nella nostra mente. Quante immagini fantastiche ci perdiamo rimettendo ogni cosa al suo posto! Stefano Avagnano "disorganizza' ogni sistema aprioristico salvando così, con un'azione taumaturgica Duchampiana, quelle immagini, segmenti di tempo-spazio, che non rientrano nel sistema stabilito della visione. Forme comuni a volte banali, momenti vissuti da chiunque, diventano magiche ed inquietanti apparizioni, esperienze sensuali, visive e mutanti che escludono ogni certezza razionalistica. L'astrazione di queste fotografie è lirismo allo stato puro senza nessuna ambizione di racconto; ma in compenso con un'eccezionale intensità del discorso. Un discorso che riesce a far vedere oltre il visibile e crea vivificanti rapporti tra realtà tangibile e realtà intima "lo realtà sconosciuta di ognuno di noi".
ANGELA CIANO
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