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FROZEN FRAMES
Autore: AQUAAURA - Pubblicato il 20/07/13
Frozen Frames
L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile.
“Paul Klee, Confessione creatrice, 1920”
Questa significativa frase del grandissimo artista svizzero, tra i principali protagonisti del decennio più rivoluzionario del Novecento, estratta dal breve saggio Confessione creatrice pubblicato quasi un secolo fa, è emblematica di un momento storico di straordinario ed irripetibile fermento creativo. Una manciata di anni caratterizzati da enormi stravolgimenti in tutti i campi della creatività umana.
Una frase eterna, che si addice proprio e soprattutto alla fotografia, da sempre accusata, sin dalla sua nascita avvenuta verso la metà dell’Ottocento, di essere troppo legata ad una pedissequa duplicazione della realtà.
Ecco, già verso i primi anni del Novecento questo pregiudizio era stato sconfessato dalle capacità innovative degli artisti citati (non definibili propriamente come fotografi puri), tutto ciò si è riverificato anche negli ultimi venti anni con lo sviluppo tecnologico della fotografia digitale, durante questi ultimi anni questa accusa è stata destituita definitivamente di qualsiasi fondamento.
Ciò che ci troviamo a guardare ora, osservando una fotografia, non è più detto che esista o che sia esistito veramente nella realtà e in un altro tempo, o meglio, la fotografia non assolve più al compito di documentare oggettivamente un luogo o un evento. La composizione fotografica, nella quale è possibile riconoscere comunque uno spaccato della realtà esterna e non semplicemente l’ombra o la silhouette luminosa di un oggetto reale fissato direttamente dall’artista sulla carta emulsionata nella camera oscura (i rayogrammi di Man Ray per esempio, tecnica che bypassava la fase dello scatto sulla pellicola sensibile), assume una propria autonomia visiva rispetto a ciò che essa esprime, cioè “non ripete le cose visibili, ma rende visibile” un’immagine che prima non esisteva, se non nella mente del proprio artefice.
Ed è proprio ciò che avviene nelle immagini di Aqua Aura, paesaggi glaciali, deserti bianchi, terre desolate prive di una qualsiasi presenza vivente (umana, animale o vegetale) o in alcuni casi solo metaforica (rappresentata da un oggetto o da un residuo di un’attività manuale) esse stesse animate da una propria esistenza, di una propria “reale” vita interiore. Questa presenza nel mondo è però frutto di un’invenzione della mente, di un’effettiva manipolazione che avviene prima nell’insondabile regno dell’immaginazione umana e poi elaborata “fisicamente” nella virtualità elettronica dell’universo artificiale digitale.
Le immagini hanno dunque origine da una serie di suggestioni provocate dalla realtà esterna, la procedura esecutiva seguita da Aqua Aura è, inizialmente, quella canonica del fotografo di paesaggio, il quale percorre in lungo e in largo il globo terrestre alla ricerca di una propria personale interpretazione dello spettacolo naturale che gli si pone di fronte alla vista, realizzando un numero imprecisato (perché non quantificabile) di scatti; nel lavoro di Aqua Aura questi scatti subiscono successivamente dei cambiamenti significativi, la selezione accurata delle immagini porta alla vera e propria creazione di ibridi visivi, singole rappresentazioni assemblate al computer e composte da parti prelevate da differenti scatti, a formare una nuova, inedita e, soprattutto, inesistente realtà.
E’ precisamente ciò che afferma Paul Klee: “rendere visibile” ciò che prima non “era esistente” e che ora finalmente può prendere forma grazie al potere demiurgico dell’artista, capace di infondere energia vitale ad una nuova “creatura”, facendovi scaturire al suo interno la propria scintilla creatrice.


AQUA AURA
Curriculum
Aqua Aura alias Raffaele Piseddu nasce nel 1969 a Vimercate - MI. Nel 1988 si diploma al Liceo Artistico di Bergamo. Nel 1992 si laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera con uno studio e una tesi su “Anselm Kiefer - l’altro barocco”, uno sguardo sull’arte espressionista tedesca contemporanea, successivamente... ha proseguito la sua formazione in giro per il mondo. Attualmente vive e lavora a Milano.
 
Solo Show
2013
Frozen Frames - Galleria VV8 Artecontemporanea, Reggio Emilia. Curatore: Alessandro Trabucco
Hidden - Studio Vanna Casati, Bergamo. Curatore: Alessandro Trabucco.
PHOTISSIMA Art Fair Venezia - Stand Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano.  

Group Show
2013
Photoma, fotografie di Aqua Aura Christiane Draffehen Matthias Langer - Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano. A cura di Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter.
 “ART STAYS 11”, Festival of Contemporary Art, Ptuij – Slovenia - Sezione IDENTITY.
 “ART SITE - Arte attuale al Castello di Buronzo”, Castello di Buronzo – (VC) a cura di Domenico Papa.

Prizes
2012
FINALISTA - PREMIO FRANCESCO FABBRI per le Arti Contemporanee 2012 - Villa Brandolini, Pieve di Soligo (TV). A cura di Carlo Sala.

Fairs
2013
Setup Artfair 2013 Bologna - Stand Galleria VV8 Artecontemporanea, Reggio Emilia.
BAF 2013 Bergamo - Stand Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano.
Arte Cremona 2013 - Stand Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano.
PHOTISSIMA Art Fair Venezia - Stand Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano.

2012
Arte Piacenza 2013 - Stand Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano.
Art Verona 2012 - Stand Galleria VV8 Artecontemporanea, Reggio Emilia.
Wreckage under the moonlight Carcass Relics Clouds Fumes
Rubble Twilight Hole Sidereal The block
Glacier nr. 6 Glacier nr. 7     
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