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<title>Photographers - Contenuti in evidenza - http://www.photographers.it/rss/hilighted_content.xml</title>
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<description>Ultimi contenuti in evidenza inseriti</description>
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	<title><![CDATA[Il Paesaggio italiano in fotografia, 1950-2000]]></title>
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	<description><![CDATA[
II PAESAGGIO ITALIANO IN FOTOGRAFIA 1950–2000Sale espositive provinciali di Corso Garibaldi - Pordenone7 settembre – 31 ottobre 2010 
Apertura: dal martedì al venerdì: 15:00-19:00 sabato e domenica: 10:00-19:008 settembre: 10:00-19:00Chiusura: il lunedì INGRESSO GRATUITOInfo e prenotazioni: tel. 0434 231418 / fax 0434 231410 / cultura@provincia.pordenone.it 
«Nella storia dell’arte – da Aristotele in poi antropocentrica – il paesaggio apparve relativamente tardi. Fu infatti solo nel Rinascimento che Leon Battista Alberti nel suo De Pictura descrisse scientificamente la prospettiva e di conseguenza si aprì al mondo la rappresentazione della città, delle sue forme e geometrie, mentre nel ´600 il geniale Lorenese (Claude Lorrain) rappresentò il paesaggio ideale, tra classicismo delle rovine romane e il naturalismo di impronta nordica. La fotografia, sin dalle sue origini guardò alla rappresentazione del paesaggio, ancor più con l’affermarsi del Grand Tour e delle avventure coloniali, offrendo una rappresentazione verosimile di luoghi per lo più sconosciuti e solo immaginati. La mostra ritrae il paesaggio italiano degli ultimi cinquant’anni del ventesimo secolo, evidenziando le differenti scuole di pensiero e proposte realizzate: dai pittorialisti come Riccardo Peretti Griva, Silvio Maria Bujatti, Renzo Pavonello, lo Studio Giacomelli di Venezia, Riccardo Moncalvo, ai fotografi vicini all’estetica crociana come Giuseppe Cavalli, Ferruccio Leiss, Federico Vender, Piergiorgio Branzi, Giuseppe Moder, Raffaele Rotondo, quelli de La Gondola come Gianni Berengo Gardin, Elio Ciol, Lucia Sisti, Gino Bolognini, Toni Del Tin, Fulvio Roiter, Giuseppe Bruno, Giorgio Giacobbi, Sergio Del Pero, Manfredo Manfroi, Paolo Monti…, i neorealisti come Gianni Borghesan, Luigi Crocenzi, Giuseppe Palazzi fino a Carlo Bevilacqua e Pietro Donzelli e altri autori come Bruno Stefani, il grande paesaggista del Touring Club Italiano e, attivi dagli anni ´60, Uliano Lucas, Carlo Cosulich, Carla Cerati, Ezio Quiresi, Toni Nicolini, Carlo Leidi, Ugo Mulas che fotografò le Cinque Terre per conto di Luigi Crocenzi che aveva "sceneggiato" la poesia di Eugenio Montale Meriggiar pallido e assorto e quindi due maestri tra i più importanti di tutto il Novecento: Mario Giacomelli e Franco Fontana. A partire dalla critica della "visione cartolinesca" si avvia il nuovo viaggio in Italia di Luigi Ghirri&nbsp;come emergono i paesaggi marginali, rappresentati da Guido Guidi, Marina Ballo, Isabella Colonnello, Vincenzo Castella, Andrea Abati, Gianantonio Battistella; i paesaggi interpretati da fotogiornalisti come&nbsp;Vittoriano Rastelli, Giorgio Lotti; Piero Raffaelli, il viaggio come scoperta di un territorio di Mario Cresci e Francesco Radino; poi il paesaggio fantastico di Luca Maria Patella e di Mario Sillani Djerrahian e la città invasa dalla pubblicità di Roberto Salbitani, la bellezza del Mediterraneo e la sua ricchezza culturale di Mimmo Jodice, Giuseppe Leone, Ferdinando Scianna, George Tatge, Marcello Di Donato, sino alla dimensione urbana di Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Luca Campigotto, Marco Zanta, Rosangela Betti&nbsp;e Cesare Colombo. Una parte dei fotografi italiani ha proseguito invece nella ricerca più tradizionale della bellezza del paesaggio come Davide Camisasca, Alberto Tissoni e Luca Gilli. Antonio Biasiucci ha rappresentato invece la forza della natura mentre elementi di storia dell’arte e di memoria dei luoghi sono stati introdotti da Vasco Ascolini, Cesare Di Liborio, Valerio Rebecchi, Stefano Cianci, Paolo Simonazzi, Bruno Cattani, Giovanni Ziliani. In ultimo, la mostra presenta la nuova visione del paesaggio oramai frammentato proposta da autori come Brigitte Niedermair, Massimo Vitali, Moreno Gentili, Rosa Foschi, Fulvio Ventura, Marco Signorini, Massimo Crivellari, Maurizio Bottini, Maurizio Montagna, Andrea Botto, Valerio Desideri, Marco Campanini e Maurizio Chelucci, Miranda Gibilisco. Infine, Gianluigi Colin ci riporterà indietro nel tempo, all’epoca di Piero della Francesca». Walter Liva Le circa 150 fotografie esposte alla mostra, oltre che dall’archivio del C.R.A.F., provengono dal Touring Club Italiano, dalla Fototeca 3M Italia di Milano, dal Circolo La Gondola di Venezia, dal Museo della Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, da L’AM – L’Arte Mostre di Roma, da collezioni private e dagli stessi Autori. La mostra, promossa dall’Amministrazione Provinciale di Pordenone con la collaborazione del C.R.A.F., curata da Walter Liva, verrà inaugurata martedì 7 settembre 2010 alle ore 18:00. 
&nbsp;]]></description>
	<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 15:13:20 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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	<title><![CDATA[Il Paesaggio italiano in fotografia, 1950-2000]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Scaffale libri 17]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=695</link>
	<description><![CDATA[

 La libreria - Lo scaffale di Settembre 2010


Il libro del momentoper la scheda completa del libro clicca quiCi voleva. Cesare Colombo da diversi anni è ideatore e curatore di importanti mostre fotografiche e di libri, studioso di fotografia, così come attento curatore di archivi fotografici. Ma è nato e continua sempre ad essere  fotografo. Le sue immagini sono state pubblicate in riviste, libri, antologie ed esposte in mostre in Italia e all'estero, ma da qualche anno mancava dagli scaffali  della nostra libreria un libro antologico sulle sue fotografie. Ci voleva. Ed è finalmente  arrivato, in occasione di una bella mostra che il CRAF Centro di Archiviazione e ricerca della Fotografia di Spilimbergo (PN) ha organizzato per la edizione 2010 della manifestazione fotografica che ogni anno il CRAF allestisce in Friuli Venezia Giulia.  Ora possiamo comodamente sfogliare  le pagine del libro Life Size, la misura della vita, che presenta una selezione di immagini realizzate da Cesare Colombo tra il 1956 e il 2006. Cinquant'anni di fotografie, di ciò che si potrebbe definire reportage sociale, tra street photography e racconto fotografico, con tutta la imprecisione che le etichette comportano.  “Nella selezione presentata in questo volume ci sono foto private e foto professionali, foto di viaggio e foto fatte nel cortile dello studio, ritratti di amici, di familiari, di passanti e di persone note, in una sequenza che come sempre presenta la sua maestria nell'uso della fotografia. Cesare Colombo non è mai stato attento alle mode quindi non poteva esserne vittima. Ha mantenuto, nel corso del tempo, una coerenza di indagine che non risente delle mutazioni che l'evoluzione della fotografia sembra aver imposto. Bianconero o colore, digitale o analogico, il 6x6 o il 24x36 sono solo strumenti, ininfluenti ai fini dei risultati che vuole ottenere”, così scrive Giovanna Calvenzi nella introduzione. E infatti si coglie sfogliando il libro un'unità di stile pur nella diversità dei temi trattati. I progetti fotografici che Cesare Colombo ha affrontato, personali o commissionati per libri o mostre, sono stati infatti tanti. Nelle pagine del libro troviamo  immagini tratte da progetti che hanno questi titoli : “Modelli di sviluppo”, “Gli occhi di Eros”, “Le ore più brevi”, “Il posto fisso”, “Una casa per tutti ?”, “Album metropolitano”, “Tempi più liberi”, “Grandi interpreti”, “Gare di bellezza”, “Dimostrazioni (e rivelazioni)”, “Passi d'addio”.  La sequenza dei capitoli e delle immagini è stata organizzata dall'autore non in modo cronologico o per assonanze ma, come spiega ancora Giovanna Calvenzi nella introduzione: “ secondo criteri che lui stesso ha voluto raccontare e che, ancora una volta trovano le loro radici in una concezione di uso sociale della fotografia: la complessità 'inconsapevole' dell'infanzia e i rapporti un po' forzati dalle convenzioni che si creano tra bambini e adulti; il cammino contraddittorio che porta a un'evoluzione dei rapporti intersessuali; le riflessioni sul lavoro come prigione e, insieme, come sviluppo delle nostre persone-personalità; lo spazio abitato dall'uomo, eterno simbolo, spesso velleitario del suo status; paesaggi metropolitani, l'ossessione della nostra civiltà 'sviluppata' e i suoi artificiali equivoci; gare di bellezza, eterne vicende di fotogenia, vanità, narcisismo, successo; riti e rituali politici e religiosi, modelli collettivi di 'fideismo' moderno; e infine un invito a riflettere, se ci si riesce, sul nostro limitato destino.” Un libro per conoscere un capitolo importante della fotografia italiana.

 Il libro: Cesare Colombo, Life Size. La misura della vita, Edizioni Imagna, Euro 20,00  
]]></description>
	<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 18:03:20 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
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	<image>
	<title><![CDATA[Scaffale libri 17]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12832706005896_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Frida Kahlo: her photos]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2649</link>
	<description><![CDATA[Frida Kahlo è stata una straordinaria artista messicana di grandi passioni e feroci dolori.Dopo la sua morte, nel 1954, sua marito Diego Rivera chiese al poeta Carlos Pellicer di convertire a museo la Casa Azul, dove Frida era nata e dove aveva vissuto con Diego. Pellicer scelse di conservare quel luogo così come era, ma dovette ugualmente archiviare centinaia di documenti, lettere e disegni, così come mettere da parte abiti e altri oggetti: un tesoro nascosto venuto alla luce solo pochi anni fa e, all'interno del quale, spiccano 6.000 fotografie che ci regalano un ulteriore, nuovo spaccato della vita della Kahlo come artista e come donna, non solo per le immagini in se', ma anche per le annotazioni scritte su di esse. Del resto, suo padre, Guillermo Kahlo, era stato uno dei più importanti fotografi del Messico di inizio '900 e, forse proprio in funzione di ciò, lei si era sempre dimostrata molto interessata alla fotografia.Il ritrovamento raccoglie una serie di grandi autori del calibro di Man Ray, Brassaï, Martin Munkacsi, Pierre Verger, George Hurrel, Tina Modotti, Edward Weston, Manuel e Lola Álvarez Bravo, Gisèle Freund. Frida ha firmato solo qualche foto a partire dal 1929, ma è probabile siano suoi molti degli scatti rimasti anonimi. Una selezione di questa collezione è stata di recente pubblicata da RM in un volume curato da Pablo Ortiz Monasterio e intitolato "Frida Kahlo: Her Photos".Frida Kahlo: Her PhotosEditorial RM A cura di Pablo Ortiz MonasterioTesti anche di James Oles, Horacio Fernandez, Masayo Nonaka, Laura Gonzalez, Mauricio Ortiz, Gerardo Estrada, Rainer Huhle, Gaby Franger.Formato: 6.5 x 9 in. / 496 pagine / 460 duotone45.00 $Arianna De Micheli]]></description>
	<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 10:56:02 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2649</guid>
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	<title><![CDATA[Frida Kahlo: her photos]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Ritratti ad immagine e somiglianza dei numeri]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=693</link>
	<description><![CDATA[Ritratti ad immagine e somiglianza dei numeri( piccola storia, per ora, della fotografia digitale )di Raffaello Ferrari ( www.raffaelloferrari.com )Cominciamo dalla fine…&nbsp;&nbsp; La storia della
fotografia, dalla sua nascita ufficiale nel 1836 fino ad oggi, non ha
mai avuto un attimo di respiro; all'inizio certo i respiri erano
molto più lenti rispetto ai tempi attuali, ma le innovazioni non si
sono mai fermate e si è passati dai dagherrotipi alla caliotipia,
dalla caliotipia all'alogenuro d'argento, e da questo, e ci sono
voluti più di 50 anni, al digitale.  Spesso non è facile trovare i
confini precisi da una “fase” a quella successiva, specie quando
la tecnologia corre come oggi, ma credo che tre notizie dichiarano la
fine della fotografia analogica:
Mercoledì 11 gennaio 2006: la Nikon annuncia che non produrrà più reflex analogiche (e obiettivi per il medio formato) con le eccezioni della F6 ( il top della categoria e ancora utilizzata da molti professionisti ) e della FM10 ( una entry-level completamente manuale ).&nbsp; Giugno 2006: la Epson commercializza la Stylus Photo R2400, la prima stampante a getto d'inchiostro (a livello amatoriale) che "sforna" stampe B/N di qualità pari a quelle che si ottengono in camera oscura. La stampa digitale a colori "casalinga" supera la qualità delle foto del classico laboratorio già da un paio d'anni ... ora,con questa stampante, anche la camera oscura, caposaldo intoccabile del vero fotografo, comincia a tremare.&nbsp;Ottobre 2006: la Leica presenta la M8, la sua prima telemetro completamente digitale. La casa tedesca che ha fatto la storia delle fotografia, rimasta fedele negli anni al rullino, attaccata con le unghie ed i denti ad un granello di alogenuro d'argento, ora sembra cambiare radicalmente rotta ( ci sono già compatte digitali Leica ed anche un modulo digitale compatibile con la reflex R8 ) ... ma quì si parla dell'erede della M7!&nbsp;Prendiamo in considerazione anche le riviste di fotografia: sembra di leggere riviste che trattano di informatica: dvd, monitor, hard disk, pixel prendono il posto di termini come:&nbsp; carta politenata, ingranditore, raccoglitore in pergamino di negativi, sali d'argento.. il lettore chiede cosa può fare per far comunicare la reflex digitale con il computer invece di chiedere come migliorare le proprie stampa in B/N. Però quando due colossi come Nikon e Leica prendono le decisioni che abbiamo visto significa che il mondo della fotografia tradizionale è definitivamente al tramonto.Tre piccoli annunci che segnano praticamente la fine di un'era.. la fotografia analogica rimarrà un prodotto di nicchia. Di sicuro per molti anni riusciremo a trovare ancora i rullini per diapositive e bianconero, ma sarà sempre più difficile e a costi sempre più alti. Già da un paio d'anni (2004) è impossibile trovare laboratori per stampare le diapositive con il metodo del Cibachrome, quindi per stamparle bisogna scansionarle. Finisce un'era e, senza piangere troppo, ne inizia un'altra: in chiave moderna abbiamo la stessa rivoluzione che si ebbe, ormai due secoli fa, nel passaggio dal dagherrotipo alla pellicola. Oddio forse un piccolo pianto possiamo farlo, e mi riferisco ai costi della fotografia per un fotoamatore: l'ingranditore durava una vita, una volta acquistato era difficile cambiarlo, mentre oggi, un computer, l'ingranditore moderno, ogni 2/3 anni va aggiornato: più memoria o un hard-disk più capiente o, addirittura, un computer nuovo. Questo perchè i file digitali delle macchine fotografiche sono sempre più grandi e per elaborarli serve sempre più “potenza” e spazio per archiviarli. &nbsp;Gli albori del digitaleIl primo embrione di macchina senza rullino risale nel lontano 1969, quando uno studente della Stanford University, D.Gregg, inventa la 'Videodisk Camera' che memorizza le immagini in maniera analogica su un primo prototipo di disco ottico. Purtroppo le immagini (leggi: le memorizzazioni) durano solo alcuni minuti; buffo: il fissaggio era il problema principale della fotografia nel corso del 1800, agli inizi della fotografia tradizionale! Passa il tempo, migliora la tecnologia, cambia il supporto dove si “memorizza" l'immagine ma l'uomo si ritrova davanti agli stessi problemi. Questo è un primo tentativo di registrare una foto, ma in modo analogico e parlare di digitale in questo caso è estremamente prematuro. Però nonostante l'insuccesso si "insinua" ed affascina l'idea di poter fotografare senza rullino. Questo tentativo sarà anche l'inizio che poi ci porterà ai CD / DVD.
	
	
	
	
	


Una parte del progetto
del disco ottico di Gregg (2° brevetto)

	
	
	
	
	


Nel
1972 la Texas Instruments brevetta il primo sistema di macchina
fotografica elettronica senza rullino. L’ideatore è Willis A.
Adcock.La
macchina non è costruita, viene brevettato il sistema che è
descritto come : "Un sistema completamente elettronico per registrare
e quindi mostrare “fermi immagine” che è composto da un
trasduttore ottico-elettronico per generare segnali elettrici
corrispondenti ad una immagine ottica. I segnali sono memorizzati e
quindi inviati ad un display. Ci sono circuiti per applicare i
segnali ad una frequenza sincronizzata con la frequenza del display
per mostrare un immagine ferma. Preferibilmente il display è un
normale televisore."
	
	
	
	
	

Il
progetto della macchina fotografica secondo la Texas Instr.

	
	
	
	
	




	
	
	
	Lo
"tsunami" della fotografia digitale inizia però nel 1969
quando, nella divisione componenti semiconduttori dei Bell
Laboratories, Willard S. Boyle e George E.Smith costruiscono il CCD
(Charge Coupled Device): un piccolo circuito integrato, formato da una
griglia di elementi semiconduttori capaci di accumulare una carica
elettrica proporzionale all'intensità di luce che li colpisce;
quindi più luce il singolo elemento riceve, più alto è il segnale
elettrico generato (come l'alogenuro d'argento nella
fotografia analogica è fotosensibile ).  Diventa
così possibile ricostruire dalla matrice dei singoli elementi
(pixel) l'immagine che li ha colpiti: il segnale elettrico,che è
ancora analogico, viene convertito in numeri ( ecco il digitale ) e
registrato nelle memorie dall'elettronica. Il CCD è sempre stato
sinonimo di 'digitale' ma il segnale elettrico generato dal sensore è
analogico! E' digitale la sua conversione e memorizzazione.

	
	
	
	CCD
oggi: milioni di elementi
	
	
	
	
	


Primo CCD: 100*100
elementiWilliam Boyle e George Smith
	
	
	
	
	


Lo sviluppo dell'immagine digitale, negli anni
successivi,&nbsp; segue, come spesso è successo alle
grandi invenzioni, interessi "particolari" come ad esempio
il suo utilizzo da parte del governo americano per i suoi satelliti
spia. La Nasa infatti, già durante gli anni 60, convertiva i segnali
da analogici in digitale per le trasmissioni delle immagini dalla
luna alla terra e, grazie ai progressi dell'informatica, usava in
modo sempre più pesante i  computer per migliorare la visibilità
delle immagini che i satelliti mandavano sulla terra. 


Proprio per le missioni
nello spazio dovevano essere sviluppati chip e circuiti integrati
sempre più piccoli perchè la parola d'ordine nel campo satellitare
era : "poco spazio, poco peso, molta potenza di calcolo".
Ecco che molte imprese che a prima vista possono sembrare inutili,
come i viaggi nello spazio, invece si rivelano utilissime e portano
vantaggi alla tecnologia usata da tutti noi. Questo nel bene ma anche
nel “male”: la seconda guerra mondiale, per esempio, ha portato a
sviluppare computer sempre più potenti poiché servivano a calcolare
più precisamente e più velocemente le traiettorie dei missili.

	
	
	
	
	


La prima “senza”


La
prima immagine ottenuta con un CCD è stata ottenuta senza la
macchina fotografica! Infatti fu realizzata nel 1974 con un CCD
100x100 pixel della Fairchild  e un telescopio da 8-inch.  La
Fairchild è stata un pioniere delle immagini elettroniche. Il suo
primo CCD risale al 1973. E’ stata la prima a produrre immagini per
la Difesa e a sviluppare immagini commerciali per le mappature
terrestri da satellite.

	


La
prima imagine ottenuta da un CCD
	
	
	
	
	


La prima “con”

Il primo prototipo di
macchina fotografica digitale è stato costruito nel 1975 da Steven
Sasson, un ingegnere della Kodak. La macchina produceva immagini
monocromatiche di 10.000 pixel (100x100) e impiegava 23 secondi per
memorizzarla su una normale cassetta audio. Il suo peso era di 3.6 kg
e per l’alimentazione servivano ben 16 batterie! &nbsp;Steve Sasson
	
	
	
	
	


“a proposito di
batterie...ricordo la prima volta che ho usato una macchina digitale
(1999) una Kodak DC220: metto le batterie nuove, l’accendo, e nel
piccolo monitor posteriore vedo quello che inquadra l’obiettivo.
Bello!! Scatto 3 o 4 foto, chiamo un collega per mostrare la
‘meraviglia tecnologica’ : “Hey guarda quì nel monit….”  
puff! Batterie finite!!!!  Ma se posso fare solo 4 foto a cosa mi
serve questa macchina fotografica? “


	
	
	
	
	


Il “tostapane” della
Kodak: 100x100 pixel, Tempi: 23 secondi. 

Kodak DC220: 1152 x 864 pixel. ISO 140. F/4 29-58mm zoom. Tempi da 1/2 a 1/360 sec. 
	
	
	
	
	


L'invenzione di Sasson
comincia con una breve discussione di 30 secondi, quando chiede al
suo superiore, Gareth lloyd, di assegnargli un compito veramente
difficile. La pronta risposta fu: "possiamo
costruire una macchina fotografica usando un sensore a
semi-conduttore?”
Cercare
qualcosa di simile a cui ispirarsi nella letteratura del tempo era
impossibile vista la novità del CCD; solo la Texas Instruments, come
abbiamo visto, aveva brevettato un sistema simile che non usava la
pellicola, ma nemmeno il CCD. Allora Sasson (forse “ispirato” da
quel sistema) “assemblò”
quello che
unicamente era disponibile: un convertitore analogico-digitale della
Motorola, l'obiettivo di una cinepresa Kodak e il piccolo CCD da poco
inventato. Si accinse a costruire il circuito digitale basandosi
sulle misure di un oscilloscopio: questo significò che non ci furono
immagini da vedere fino a che l'intero prototipo non fu assemblato
completamente! Il test finale fu nel dicembre 1975: Sasson convinse
un suo assistente a posare per lui. La macchina impiegò 23 secondi
per registrare l'immagine sulla audio-cassetta e altri 23 secondi per
essere visualizzata su di una normale televisione. Il risultato? Si
intravedeva solo la silhouette dei capelli ma, dopo una piccola
taratura all'elettronica, il viso dell'assistente fu subito visibile.



  Sasson nell'anno
successivo presentò e mostrò la sua macchina a moltissime persone
incontrando un po' di curiosità ma più che altro disinteresse:
l'opinione più diffusa era quella che non sarebbe mai successo che
quel nuovo modo di "fare fotografia" potesse prendesse il
sopravvento su quello tradizionale. Ma Sasson non vedeva il motivo
per cui, fra molti anni, 15-20 , non potesse invece succedere. Il
geniale inventore vedeva lontano, anche se probabilmente la sua era
una visione molto "fantascientifica", perchè il vero
successo della fotografia digitale è stato quello di poter vedere
immediatamente la foto appena scattata, non quello di non usare più
il rullino (mentre sulla sua macchina un monitor LCD proprio non era
previsto). Probabilmente senza l' LCD, che mostra l'immagine "live"
, la fotografia digitale non avrebbe spopolato in questo modo.



	
	
	
	
	


Questa è considerata la
prima foto ufficiale scattata con la "Kodak".
	
	
	
	
	


Le acque cominciano a muoversi&nbsp; 
La prima vera macchina
elettronica senza rullino (ma sempre un prototipo)  è stata la Pro
Mavica
della Sony annunciata nell' Agosto del 1981. Non è una vera macchina
digitale ma una "still camera": produce fotografie da un
fermo immagine video... insomma è una video camera specializzata per
fotografare. Memorizza le immagini in modo analogico  su appositi
floppy disk (Mavica sta per: MAgnetic VIdeo  CAmera ). Per vedere le
foto poi si doveva usare il lettore per i floppy disk in dotazione
collegato ad un normale televisore.La Pro Mavica
	
	
	
	
	


Era una reflex con
obiettivi intercambiabili: inizialmente un 25mm f/2, un 50mm f/1.4 ed
uno zoom 16-65mm f/1.4. Il sensore era composto da 570 x 490 pixel e
misurava 10mm x 12 mm. L'esposizione era controllata manualmente
seguendo le indicazioni luminose presenti dentro il mirino. La
sensitività era di 200 ISO. Originariamente la Mavica aveva un solo
tempo di 1/60 di secondo. Ogni immagine a colori era registrata sul
floppy disk (fino a 50), chiamato "Mavipack".
L'alimentazione era ottenuta da 3 comuni batterie stilo AA.
Le prime sul mercato
	
	
	
	I
primi modelli che vengono commercializzati nel 1988 sono l’ MVC-C1
Hi-Band Mavica
( Sony ) , la DS-1P
( Fuji ) e la QV-1000C

( Nikon
).

	
	
	
	
	


SONY
MAVICA MVC-C1 PERSONAL CAMERA
	
	
	
	
	


Obiettivo:
15mm f/2.8  


Tempi:
da 1/60 a 1/500 di secondo

Sensore:
2/3-inch 280K MOS. 


ISO:
80.

Accessori:
MAP-T1 Playback Controller per rivedere le fotografie alla
televisione.

Prezzo:
$230
	
	
	
	
	


FUJI
DS-1P
	
	
	
	
	

La
prima macchina digitale che registra le foto su schede memoria SRAM
da 16 MB (che necessitano di una batteria interna per mantenere le
informazioni).

Obiettivo:
16mm f/5.6       


Tempi:
da 1/60 a 1/2000 di secondo

Sensore:
 400K CCD.              


ISO:
720$

Note:
viene commercializzata solo in Giappone.
	
	
	
	
	


NIKON
QV-1000C
	
	
	
	
	


Registra
le immagini solo in bianco-nero.

Obiettivo:
 Nikkor 10-40mm f/1.4 e 11-20mm f/2

Tempi:
da 1/8 a 1/2000 di secondo

Sensore:
 2/3-inch, 380K CCD              


ISO:
 ISO 400, 800 e 1600

Prezzo:
$20.300

Note:
vendute circa 100 macchine.


	
	
	
	
	

Un tragico destinoUn curioso articolo apparso sul sito Nikon qualche anno fa, prova a spiegare il fallimento della QV-1000C: "..le machine digitali furono un fallimento commerciale. Erano usate (in
prova) da pochi giornali e, quando le fotografie venivano portate in redazione ,
ci veniva scritto sopra che erano state realizzate con una
macchina digitale di marca Xxxxx (che ancora veniva chiamata “Still
video camera”). Poichè la maggior parte delle foto erano di
qualità molto povera, la scusa per non usarle era: "la cattiva qualità della foto è colpa della qualità della macchina, non è dovuta all’incapacità del
fotografo, o al metodo di stampa". Sulle fotografie fatte con la Nikon QV-1000C non fu mai scritta la loro provenienza digitale, nonostante le molte opportunità di essere stampate su giornali. Questo perchè molto probabilmente la qualità della foto era al livello di quella analogica per quanto riguarda la stampa sul 'supporto cartaceo' di un quotidiano. Così la QV-1000C perse l'opportunità di essere conosciuta perché la sua qualità era buona abbastanza per un uso pratico. Ironia della sorte: fu un fallimento perché era decisamente superiore alle altre macchine fotografiche elettroniche del tempo!










]]></description>
	<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 19:53:21 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Cultura Fotografica]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=693</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Ritratti ad immagine e somiglianza dei numeri]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/1283190801374_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Workshop su SELEZIONE e EDITING fotografico con Isabelle GRATTARD (Libération)]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2646</link>
	<description><![CDATA[





"Idea-Realizzazione-Selezione di un racconto fotografico"
Workshop
con Isabelle GRATTARD 

&nbsp;

Si terrà il 21-22-23 Settembre 2010 a Roma il workshop condotto da Isabelle
Grattard - Picture editor di Libération - dal titolo "Idea-Realizzazione-Selezione
di un racconto fotografico" .



Tre serate organizzate da Laboratori Visivi per esplorare le dinamiche del mercato
editoriale dell'immagine e scoprire tecniche e modalità per selezionare e presentare al
meglio i propri lavori fotografici. Il Workshop è rivolto a fotografi,
fotoamatori e professionisti interessati a migliorare la selezione dei propri
lavori fotografici con particolare attenzione alle esigenze del mercato
editoriale.&nbsp; 

Il workshop avrà una durata complessiva di 8 ore e
si svolgerà a Roma nel quartiere San Lorenzo. É gradita la presentazione
da parte dei partecipanti di un proprio lavoro fotografico che sarà oggetto di
discussione e di editing durante gli incontri.



Orari: 19.30-22.00Costo:
€ 190L'incontro è in lingua francese con traduzione
simultanea in italiano. 

&nbsp;



Isabelle Grattard

Picture editor di Libération dal 2004. Produce per
conto del quotidiano assignments su tematiche politiche, sociali,
storiche e scientifiche. Lavora a stretto contatto con le più importanti
agenzie fotogiornalistiche internazionali, e collabora con fotografi freelance,
case editrici, festival, gallerie e musei. Ha studiato presso la Scuola Nazionale
Superiore di Fotografia di Arles. &nbsp;

PER INFO ED ISCRIZIONI: 

Laboratori Visivi – Fotografia e Formazione
info@laboratorivisivi.it
www.laboratorivisivi.it Tel. 339.5637010 - 320.0851294




	
	

]]></description>
	<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 16:04:35 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2646</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Workshop su SELEZIONE e EDITING fotografico con Isabelle GRATTARD (Libération)]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12831770755532_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[SI FEST  SAVIGNANO IMMAGINI FESTIVAL 2010]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2644</link>
	<description><![CDATA[



SI FEST 

SAVIGNANO
IMMAGINI FESTIVAL 2010

diciannovesima edizione

10.11.12 settembre 

ABITARE
MONDI/LIVING WORLDS

Uno sguardo sulla fotografia giovane e
internazionale che interpreta il tema dell'abitare. Ormai alla soglia del
ventennale, torna il SI Fest - Savignano Immagini Festival (www.savignanoimmagini.it), uno dei più
importanti, attesi e amati appuntamenti dell'anno per il mondo della
fotografia: fotografi, giornalisti, esperti, tecnici, ma anche per gli
appassionati, i fotografi amatoriali, i semplici curiosi, i turisti, i bon
vivant... 

La 19^ edizione in programma a Savignano
sul Rubicone dal 10 al 12 settembre 2010 (con mostre aperte fino al 3 ottobre)
è stata presentata stamane dal Sindaco di Savignano sul Rubicone Elena
Battistini e dall'Assessore alla Cultura Antonio Sarpieri. Con loro Paola
Sobrero, Direttore dell'Istituzione Cultura Savignano, Mario Beltrambini,
Presidente del Circolo Fotografico “Cultura e Immagine” e Angela Gorini,
Coordinatrice di Savignano Immagini. 

Principali protagonisti di questa edizione
saranno il sudafricano Roger Ballen con la mostra Boarding
house, l'americano Mark Steinmetz
con South, il
danese Joakim Eskildsen con The Roma journeys, l'inglese Simon Roberts
con We english... Presenze di primo piano che invitano ad uno sguardo
allargato oltre ai confini nazionali per riflettere sul significato di Abitare
mondi/Living World.&nbsp; Esporrà a
Savignano anche il grande critico e storico, oltre che fotografo, Italo Zannier
con 1957-2007. Dagli interni friulani al kitsch nelle città. Altro italiano
presente al Si Fest, Cesare Cicardini con Le Forme dell'invisibile.

Gli autori interpretano in modo vario il tema dell'abitare:
critica al progresso (l'americano Marc Stenimetz), dal punto di vista degli
emarginati (nel lavoro sui Rom del danese Joakim Eskildsen), come sguardo sulle
realtà degradate (quello del sudafricano Ballen), sulla povertà contadina degli
anni '50 (nell'opera di Zannier) o sulla condizione dei senza tetto (Cicardini)
oppure ancora sottolineando lo spirito inglese nella banalizzazione del
divertimento di massa (Roberts). Quasi che siano, queste interpretazioni
offriranno ai visitatori molti spunti&nbsp; di
riflessione personale.

Le varie proposte in programma si snoderanno secondo
l'ormai tradizionale lettura dei portfolio, cui si affiancheranno le mostre, i
premi dedicati alla giovane fotografia, i seminari, le occasioni di
approfondimento con gli incontri e conversazioni.&nbsp; L'edizione 2010 si presenterà con &nbsp;16 mostre di cui&nbsp; 3 collettive In totale saranno 45 gli autori
presentati; 8 proiezioni di video d'autore; 11 spazi espositivi che oltre ai
luoghi storici (Consorzio di Bonifica, Galleria Vicini-Zanotti, Monte di Pietà)
quest’anno comprendono gli spazi dell'Opera Don Baronio in Borgo San Rocco. I
confini del SI FEST si allargano anche ai comuni vicini con una mostra alla
Fondazione “Tito Balestra” di Longiano e una mostra alla Sala delle Tinaie di
Villa Torlonia di San Mauro Pascoli. 

Da segnalare, all'interno del programma, il progetto
speciale video proiezione dello shotting di Martin Parr realizzato nel
settembre 2009 presso i più importanti marchi calzaturieri del distretto e il
progetto SI FEST OFF, versione
“underground” della manifestazione ufficiale a cura del Circolo Fotografico “Fotografia e Immagine” con un
programma parallelo di mostre, esposizioni estemporanee, performance, attività
che si concentrerà soprattutto nel Borgo San Rocco. Infine, le opportunità di
vivere la città, il centro storico, i ristoranti e i locali per l'aperitivo
serale, gli eventi della Notte bianca per la fotografia. 

Il
programma è a cura del Comitato di
Savignano Immagini. Ne fanno parte l'Assessore alla Cultura del Comune di
Savignano Antonio Sarpieri, il Direttore di ICS Paola Sobrero, il Presidente
del Circolo Fotografico “Cultura e Immagine” Mario Beltrambini, Massimo Sordi e
Stefania Rössl della Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” di Cesena, Stefano Bellavista già
direttore organizzativo del SI FEST e Angela Gorini Coordinatrice di Savignano
Immagini. 

]]></description>
	<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:28:20 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Eventi e Rassegne]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2644</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[SI FEST  SAVIGNANO IMMAGINI FESTIVAL 2010]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12831713008791_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Ricerca Metafisica]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=1990</link>
	<description><![CDATA[I luoghi metafisici sono irreali non di questo mondo, spazi simbolici. Li percepiamo come astratti : simboli, segnali, elementi che servono al nostro pensare. Da qui, dice aristotele, proviene la spinta (energheia, atto) per le nostre iniziative terrene (dynamis, potenza). Forme immateriali, stilizzate : Idee o Principi. Se ben compresi ci danno la conoscenza del senso dell'esistere. Non più il luogo degli Dei. Il tempo si sospende e diventa "mitico".]]></description>
	<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 23:21:41 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Architettura]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1990</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Ricerca Metafisica]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12831169017283_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[I CORSI DPF PHOTOCENTER - Ottobre Novembre Dicembre 2010]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2639</link>
	<description><![CDATA[I CORSI DPF PHOTOCENTER 2010 – OTTOBRE. NOVEMBRE. DICEMBRE11 OttobreGestione Colore Professionale – 5° EdizioneGestione del ColoreRelatore: Massimo Montersino.Dalle ore 9.00 alle ore 17.30 - € 144.00 iva e pranzo inclusi.Introduzione:
importanza del Color Management. La visione del colore e la sua
importanza nel Color Management. Preparare l'ambiente di lavoro. Il
computer: il colore fatto con i numeri. Il monitor: sceglierlo e
calibrarlo. La fotocamera digitale: come si crea il colore al suo
interno. Le impostazioni colore di Photoshop e Indesign. Rispondere
correttamente alle domande di Photoshop. Stampare quel che vedo o
vedere quel che stampo?. Creare il profilo di una fotocamera: si. no.
quando. Il concetto di prova colore. La differenza fra hardproof e
softproof. L'importanza del softproof. Le impostazioni dei software per
un softproof corretto18 OttobreAperture 3 – Workshop ProfessionaleApertureRelatore: Giordano Suaria.Dalle ore 9.30 alle ore 12.30 - € 60.00 iva inclusa.Questa
volta non usiamo le slide. Un workshop professionale. dedicato ai
fotografi professionisti e agli amatori che utilizzano Aperture.Un
corso “verticale” che va subito al sodo. senza introduzioni o slide
show di presentazione. Per scoprire ciò che non sai o non ti aspetti.
Un corso nel quale approfondire le conoscenze e l’uso degli strumenti.
delle funzionalità&nbsp; e delle incredibili potenzialità di Aperture. e di
alcuni fra i plugin più utilizzati. Workshop “On Demand”. Usufruire
delle domande dei partecipanti come filo conduttore del corso. partendo
dai quattro punti principali del workflow quali: acquisizione.
organizzazione. elaborazione e output.25 Ottobre Sfruttare al massimo il file Raw con Camera RawPhotoshopRelatore: Giuseppe Andretta.Dalle ore 9.30 alle ore 12.30 - € 80.00 iva inclusa.Brevi
cenni sul formato raw e la sua gestione del colore. Adobe Camera Raw:
descrizione pratica degli strumenti generali. Applicare tecniche di
ritocco localizzato. Gestire diverse versioni dello stesso originale.
Le tecniche migliori di esportazione non distruttiva in Photoshop. Il
bianco e nero dal file raw25 OttobreCorso di Creazione e Gestione delle Selezioni e delle MascherePhotoshopRelatore: Giuseppe Andretta.Dalle ore 14.30 alle ore 17.30 - € 80.00 iva inclusa.Gli
strumenti di selezione classici e vettoriale: i tracciati e la penna.
Il pannello Machera di CS4/CS5. rifinire una selezione con Migliora
Bordo. L’intervallo di colore e la maschera veloce. Selezionare i
capelli con facilità con selezioni basate sui canali. Selezioni
semitrasparenti e oggetti complessi come il fumo o il mosso26 OttobreCorso di Fotoritocco sul Ritratto e il BeautyPhotoshopRelatore: Giuseppe Andretta.Dalle ore 9.30 alle ore 12.30 - € 80.00 iva inclusa.Tecniche
di fotoritocco sulla pelle (imperfezioni. rughe. occhiaie. macchie.
riduzione della porosità). Correzioni estetiche sul viso (occhi piccoli
e asimettrici. nasi grandi. doppio mento. labbra sottili). Correzioni
estetiche sul corpo (caviglie grosse. cellulite. muscolatura eccessiva.
seno e fianchi). Tecniche sugli occhi&nbsp; (esaltare gli occhi. modificarne
il colore. ciglia e sopracciglia). Il make-up digitale (trucco e
rossetto in postproduzione. le unghie e le mani26 OttobreCorso sulle Tecniche per l’Aumento della NitidezzaPhotoshopRelatore: Giuseppe Andretta.Dalle ore 14.30 alle ore 17.30 - € 80.00 iva inclusa.Che
cos'è la maschera di contrasto e perché è necessaria la sua
applicazione. Rimozione del rumore e applicazione corretta della
maschera di contrasto. Il flusso di lavoro basato sulla nitidezza:
Input sharpening. creative sharpening e output sharpening. Tecniche di
aumento della nitidezza con i filtri di Photoshop: esempi pratici.
Gestire la nitidezza in stampa15 NovembreCorso avanzato di creazione e certificazione dei documenti PDF.Corso Professionale sul formato PDFRelatore: Massimo Montersino.Dalle ore 9.00 alle ore 17.30 - € 180.00 iva e pranzo inclusi.Introduzione:
Cos’è un impaginato. Gli elementi base dell’impaginato: La pagina: gli
elementi da tenere in considerazione. Le immagini: prepariamole
correttamente. Gli elementi vettoriali: differenza fra bitmap e
vettore. I Font: la “fonte” dei problemi. Una parte fondamentale: la
gestione del colore e la norma ISO 12647: Verificare l’impaginato.
Quando l’impaginato è finito: generiamo il PDF. Generazione di un PDF
corretto. Verifichiamo il PDF. Il concetto della Prova Colore. Domande
e risposte.]]></description>
	<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 15:39:52 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2639</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[I CORSI DPF PHOTOCENTER - Ottobre Novembre Dicembre 2010]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12829163928044_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[CONFINI08 fotografia contemporanea a Firenze dal 1 settembre]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2640</link>
	<description><![CDATA[PhotoGallery
 e MassenzioArte, da anni impegnate nella promozione della fotografia di
 ricerca, presentano Confini 08,
 ottava edizione della rassegna annuale dedicata alla fotografia 
creativa.
Per
 la prima volta quest’anno la rassegna sarà presentata anche a Milano (Polifemo Fotografia) &nbsp;, Genova (VisionQuesT Gallery) e Trieste (Sala Fenice), oltre che nelle sedi storiche di Firenze e Roma, e in quelle di Torino (Osservatorio Gualino) e Palermo (Lanterna Magica)&nbsp; che già l’hanno ospitata&nbsp; nella precedente 
edizione.&nbsp; 
Due
 degli&nbsp; autori di quest’anno, per la prima volta sono stati selezionati 
attraverso un bando pubblico promosso da Photographers.
I lavori selezionati:
C a t t i _ V i t a&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; di Amb r a Ma r i a n
 i e V a l e n t i n a Me r z i
Mo v ime n t a z i o n i&nbsp;&nbsp;&nbsp; di L u c a B a l d a s
 s a r i
P h o t o B o o t h&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; di F l a v i a F a s a
 n o
S i l e n t
 F o rms&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; di C a n d i d o B a l d a c c h i n o
Aprirà
 questo ciclo di mostre l’inaugurazione alla Galleria Via Larga di 
Firenze (via Cavour n.7 rosso) il giorno 1 settembre 2010 alle ore 17.30
 e contemporaneamente su web all’indirizzo www.photogallery.it

WWW.CONFINI.EUDove:





Firenze &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Galleria Via 
Larga&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1-13 settembre 2010
Torino&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
 Osservatorio 
Gualino&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 10-24 ottobre
 2010
Roma&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
 Istituto Superiore 
Antincendi&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 11-20 novembre 2010
Genova&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
 VisionQuesT 
Gallery&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 16-31 
dicembre 2010
Milano&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
 Polifemo 
Fotografia&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 10-23 
gennaio 2011
Palermo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
 Lanterna 
Magica&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 29 
gennaio - 17 febbraio 2011
Trieste&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
 Sala 
Fenice&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 16
 marzo - 15 aprile 2011]]></description>
	<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Eventi e Rassegne]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2640</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[CONFINI08 fotografia contemporanea a Firenze dal 1 settembre]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12829232418123_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Arezzo&Fotografia 3-12 settembre 2010]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2557</link>
	<description><![CDATA[Dal 3 al 12 settembre si svolgerà l'edizione 2010 di Arezzo &amp; Fotografia, la rassegna fotografica chequest'anno vedrà la partecipazione di oltre 100 espositori, tra cui alcuni autori di fama internazionale (si citano, tra gli altri: Frank Dituri, Lorenzo Di Loreto, Silvio Canini, Kim Engels) e ben 750 opere, allestite in 21 spazi espositivi ad ingresso libero che si articoleranno in un suggestivo percorso pedonale all'interno del centro storico di Arezzo, durante uno dei periodi più vivaci per la città, in cui si svolgono anche la “Giostra del Saracino” e la “Fiera dell’Antiquariato”.Per l’edizione 2010 di A&amp;F sono previste una serie di iniziative di prestigio:- fotoproiezioni dei fotografi della sezione aretina di “Avventure nel Mondo”;- workshop dedicati a “Ritratto e Moda”;- workshop sulla stampa al bromolio;- stand espositivi con possibilità di testare nuovi prodotti e accessori di: Nikon, Canon, Epson, Aproma(quest’ultima presente con i marchi di cui é importatore esclusivo, quali: Hasselblad, Eizo, Photoflex,Honlphoto Professional, sistemi di calibrazione professionale data color Spyder, carte professionali perla stampa fine art Moab e Earman);- interazione con altre forme espressive, come la rappresentazione fotografica della Poesia “Ed è subitosera” di S. Quasimodo, a cura del Gruppo Polaser di Faenza;- incontro con Vincenzo Marzocchini per la presentazione del libro “L'immagine di sé” - Ritrattofotografico tra '800 e '900 -.- “Foto in vetrina”, una mostra sui generis, in cui le vetrine di alcuni negozi faranno da cornice a singoli scatti.

Ulteriori informazioni sono 
disponibili sul sito: http://www.arezzoefotografia.com/&nbsp;che 
sarà costantemente aggiornato fino alla data 
dell'evento.Mostra a cura di:Associazione Fotografica IMAGO eCentro Diurno VILLA CHIANINIUfficio Stampa 
"AREZZO&amp;FOTOGRAFIA"
ufficiostampa@arezzoefotografia.comwww.arezzoefotografia.com
&nbsp;]]></description>
	<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Eventi e Rassegne]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2557</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Arezzo&Fotografia 3-12 settembre 2010]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12795746618658_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Lietuvos Fotomeniniku sajunga]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2629</link>
	<description><![CDATA[Dal 13 al 17 Settembre si terrà in Lituania, a Niva, la splendida località del Baltico dove le dune alte separano i due mari, la settimana di incontri di fotografia del Baltico, la più importante dell'area che interessa Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Russia, Svezia organizzata dall'Associazione dei Fotografi Lituani con il supporto del Ministero della Cultura Lituano. Come nelle altre manifestazioni simili ci saranno mostre organizzate dalle più rappresentative Gallerie Lituane, incontri, convegni, lettura di portfolios ed altro. Saranno cinque giornate a tutta immersione a contatto con galleristi, curatori e tanti colleghi di diverse culture che arricchiranno il bagaglio di tutti i partecipanti. www.photography.lt/en.phpSono stato invitato a partecipare alla manifestazione per interessamento del Nostro Ministero degli Affari Esteri e del relativo Istituto Italiano di Cultura che già ospitò una mia mostra nel 2004 con la serie VINTAGE, una selezione di immagini tratte da servizi di moda, sia redazionali che pubblicitari, eseguiti negli anni migliori della Moda Italiana e da alcuni ritratti di attrici. Verrò anche coinvolto nella lettura dei portfolios e ad un incontro fra professionisti e pubblico. Rimarrò dunque in Lituania per tutto il periodo.]]></description>
	<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Eventi e Rassegne]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2629</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Lietuvos Fotomeniniku sajunga]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12825180372054_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[SISMYCITY - Un progetto fotografico sulle conseguenze del sisma che ha colpito l'Aquila e il suo territorio]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2630</link>
	<description><![CDATA[Il progetto SISMYCITY nasce come indagine conoscitiva sulle conseguenze del sisma che il 6 aprile 2009 ha colpito L’Aquila e il suo territorio con l’obiettivo di stimolare un’ indispensabile riflessione che coinvolga la pluralità degli attori e dei saperi che operano sul territorio ed analoghe esperienze internazionali, gettando le basi per una ricostruzione consapevole. Il “caso L’Aquila” chiarisce il senso e l’urgenza dei principi fondativi della convenzione europea sul paesaggio, che impegna a “riconoscere giuridicamente il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità”. Sono state individuate delle tematiche di studio fotografico del territorio colpito dal sisma, che, vengono analizzate nell’arco di un anno, in modo da registrare i cambiamenti e le evoluzioni della situazione nel tempo. Alla produzione del materiale fotografico si affianca una campagna di raccolta dati volta a quantificare l’entità dei danni materiali, degli sforzi attuati per fronteggiare l’emergenza, dell’impatto sociale dell’evento sismico e dell’opera di ricostruzione.
I risultati dell’operazione vengono composti in un progetto di comunicazione che prevede una mostra itinerante che avrà il suo esordio nella Loggia Foscara di Palazzo Ducale a Venezia. Parallelamente, l’esposizione sarà estesa allo spazio urbano, coinvolgendo anche i luoghi chiave della formazione quali gli Atenei Veneziani. Ad analisi ed approfondimento delle tematiche la mostra fotografica è accompagnata, nelle giornate di inaugurazione, da un convegno con relatori e ospiti di fama internazionale.
Il progetto SISMYCITY è evento collaterale della 12. Biennale Architettura.
Il progetto è costituito da:
-uno studio fotografico del territorio
-della durata di un anno
-una campagna di raccolta dati sul sisma
-una mostra fotografica itinerante
-un convegno di approfondimento
-una pubblicazione

sito web
http://www.sismycity.com


SISMYCITY - Mostra e Convegno
http://www.sismycity.com

Mostra: Loggia Foscara (Palazzo Ducale, Piazza San Marco, Venezia)
27 agosto &gt; 30 ottobre
vernice 27 agosto ore 18:00
.
Convegno: Salone del Piovego (Palazzo Ducale, Piazza San Marco, Venezia)
28 agosto 2010 dalle 9:30 alle 16:00
]]></description>
	<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2630</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[SISMYCITY - Un progetto fotografico sulle conseguenze del sisma che ha colpito l'Aquila e il suo territorio]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Rumors estivi]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=689</link>
	<description><![CDATA[



Questo ultimo sprazzo d’estate
registra rumors insistenti provenienti da casa Nikon. Siti e blog di tutto il
mondo sono stati inondati dalla presunta presentazione di una reflex che
dovrebbe sostituire la D300, che qualche anno fa aveva avuto già un restyling
che comprendeva la possibilità di fare filmati. Il nome di questa presunta
nuova macchina sarebbe D 400 e utilizzerebbe un sensore full frame, cioè delle
dimensioni dei canonici 24x36 del fotogramma della pellicola 35 millimetri. In
rete si sprecano le foto di questa presunta nuova uscita, tutte diverse tra
loro e tutte possibili fake, cioè falsi creati da buontemponi mettendo insieme
vari pezzi di macchine fotografiche esistenti. L’immagine che vi presentiamo è
una delle tante che abbiamo raccolto. Sia sul sito Nikon europe che su quello
del distributore italiano Nital, non viene data alcuna notizia. Il lancio di
una nuova reflex è probabilmente nell’aria, e molti hanno interpretato la
presenza di stock ingenti di D 300 a prezzi scontati&nbsp; su famosi shop on line d’oltreoceano, come il
segnale di un’imminente lancio di un nuovo prodotto. Secondo i canoni del
marketing, ampiamente sperimentati nel passato, si sta creando l’attesa che
coronerà in autunno con la presenza reale sul mercato di questa nuova macchina,
che però se utilizzerà un sensore pieno formato&nbsp;
si discosterà dalla filosofia delle due linee, una full frame e l’altra
a sensore ridotto. Fin qui le supposizioni. Le considerazioni da fare, però,
investono sull’opportunità di lanciare un prodotto in un momento di profonda
crisi mondiale. Soprattutto di questo prodotto, che è destinato ai fotografi
professionisti, categoria che è in piena crisi economica e d’identità. Molti di
essi sono&nbsp; irritati per il lancio
continuo di nuove macchine che deprezzano notevolmente i costosi corredi
acquistati. Parecchi&nbsp; per contrastare
questo fenomeno, stanno acquistando macchine prosumer, cioè destinati a
consumatori non professionisti, in modo da investire somme più esigue in una
professione che sembra avviata verso&nbsp; una
crisi irreversibile. 

&nbsp;

Mimmo Torrese 

]]></description>
	<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 08:38:40 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Fotografia & Dintorni]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=689</guid>
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	<title><![CDATA[Rumors estivi]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Incontro gratuito con Marianna Santoni: viaggio nella post-produzione dell’immagine digitale]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2615</link>
	<description><![CDATA[Martedì 7 settembre 2010 - ore 17:30
Sala Aldo Capitini del Comune di Marsciano, Piazza degli uffici
Marsciano (PG)Un’occasione
 da non perdere per confrontarsi con uno dei più grandi esperti di 
Photoshop in Italia.Anche quest'anno torna a Marsciano Arte Giovani Marianna Santoni, per 
una lezione densa di contenuti: si partirà da nozioni 
di base per approfondire ed arrivare a tecniche molto avanzate di 
elaborazione dell'immagine.Marianna Santoni illustrerà le principali fasi della lavorazione, dal file grezzo alla foto di qualità, attraverso Lightroom e Photoshop, affrontando alcune funzioni tradizionalemnte "ostiche" come le curve e i canali.
L'incontro è gratuito.E'
 raccomandata la prenotazione, via mail scrivendo a:marscianoartegiovani@gmail.com (scrivere come oggetto "incontro Marianna Santoni" e nel corpo del messaggio: Nome, Cognome, Numero telefonico, Mail).oppure telefonando al: 0758741152 (Museo di Marsciano).Info:marscianoartegiovani@gmail.com]]></description>
	<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 20:57:14 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2615</guid>
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	<title><![CDATA[Incontro gratuito con Marianna Santoni: viaggio nella post-produzione dell’immagine digitale]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Balun Mundial Tanti Mondi di Dire Calcio]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=1977</link>
	<description><![CDATA[Mentre sotto il cielo del Sud Africa i calciatori più pagati al mondo stavano disputando la Confederation Cup, sotto il cielo della Mole, seicento nuovi abitanti di Torino si sono riuniti  in 28 squadre rappresentanti i loro paesi di provenienza e hanno disputato un torneo unico in Italia.
Un torneo che, a detta degli organizzatori, si propone di avvicinare e far dialogare tra loro le diverse comunità di migranti presenti sul territorio piemontese attraverso lo sport. Un dialogo fatto di allenamenti, di mani sul cuore mentre ognuno ascolta il proprio inno, di bandiere che sventolano, di tifosi che ballano al ritmo degli jambè, di colori, di lingue diverse, di italiano parlato con accenti strani, di goal, rigori, tempi supplementari. Un dialogo che per ognuno ha avuto un significato diverso. Un dialogo che sembra più facile su un campo di calcio che sulle strade.  Un dialogo che unisce e divide, che colora e scolora, che fa vincere e perdere. Una voglia di dialogo che rende unica questa iniziativa e che ha fatto trionfare le squadre africane proprio nel giorno in cui Bob Geldolf firmava la sua prima pagina sulla Stampa dedicata all’Africa.  Un dialogo che a volte si perde nella concitazione dell’agonismo ma si ritrova nell’applauso ai vincitori.
]]></description>
	<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 21:10:38 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Reportage]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1977</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Balun Mundial Tanti Mondi di Dire Calcio]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Josef Sudek alla Fondazione Rolla]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2561</link>
	<description><![CDATA[Josef Sudek è un autore enigmatico e affascinante, attratto da visioni misteriose e cariche d’aura, da dettagli che rendono ogni foto un unicum, e da una tecnica spesso solo apparentemente imperfetta, soprattutto nella stampa. Sudek ama i grigi indefiniti, considerati spesso dai suoi contemporanei come una carenza di stile, da lui enfatizzati soprattutto nella scelta delle stampe a contatto. Seppure privato del braccio destro durante la Prima guerra mondiale, la fotografia è divenuta il centro del suo lavoro. Sudek sa attendere, anche per ore, a volte per interi giorni, il momento giusto. Nel suo caso non è un eufemismo dire che scriva con la luce, quella luce ricercata che caratterizza ogni suo scatto.La Fondazione Rolla ospita una mostra di 25 fotografie vintage che spaziano dai panorami alle vedute dalla finestra dello studio, allo studio stesso, fino alle nature selvagge o ai giardini visti come fondali di uno spettacolo, perfettamente studiati anche se apparentemente naturali.Introducono la mostra due portfolio: si tratta della raccolta di 13 immagini a lui intitolata ed edita nel 1976 (anno della sua morte) e delle 18 fotografie di Profily/1, pubblicato da Panorama nel 1980 (rivista ceca con cui Sudek collabora dal 1931).Josef Sudek. Cacciatore di magia12 giugno - 27 novembre 2010ingresso libero su appuntamento: da martedì a venerdì, dalle 14 alle 18 e sabato dalle 10 alle 12presso Rolla.info - ex scuola d’infanziaVia Municipio, 6837 Bruzella - Svizzerawww.rolla.infosam@rolla.info]]></description>
	<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2561</guid>
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	<title><![CDATA[Josef Sudek alla Fondazione Rolla]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[CISNE]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=1974</link>
	<description><![CDATA[La virgen del Cisne, detta la "churona" (ricciolona) è una madonna molto venerata il cui santuario si trova sui monti ecuadoriani al confine col Peru, ogni anno il 15 agosto c'è un pellegrinaggio enorme, la virgen verrà portata in processione per 70 km, fino alla città di Loja]]></description>
	<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 16:04:19 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Reportage]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1974</guid>
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	<title><![CDATA[CISNE]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Vanishing Beauty]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=1969</link>
	<description><![CDATA[Come nel progetto DOOF (Definitely Out Of Focus), il tema è la sparizione della bellezza. Viviamo in un mondo ancora bellissimo, ma lo sfruttamento sconsiderato delle risorse e la scarsa lungimiranza di politici e amministratori rende sempre più evanescente tutto ciò che di bello e ammirevole ci circonda. Perciò, attraverso immagini high-key e luminose, con textures antichizzate, cerco di raccontare la nostra incapacità di avvertire il pericolo di trovarci a vivere, domani, in un mondo privo di ogni attrattiva. Un pericolo da scongiurare, ovviamente!]]></description>
	<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1969</guid>
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	<title><![CDATA[Vanishing Beauty]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[W. Eugene Smith. Mostra fotografica: “Più reale del reale”]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=686</link>
	<description><![CDATA[
Unica tappa italiana, curata da Enrica Viganò e da La Fàbrica di Madrid, organizzata da Camù e patrocinata dal Comune di Cagliari, è visitabile presso la Sala delle Volte del centro comunale d’arte ExMà, la mostra Più reale del reale, con le fotografie originali di William Eugene Smith, stampate dallo stesso autore e provenienti dal Center for Creative Photography di Tucson (Arizona). 
Divisa in sei sezioni tematiche più una miscellanea ricorda la celebre, tormentata e appassionante figura di William Eugene Smith, &nbsp;autore di straordinario rilievo nella storia della fotografia, che volle e riuscì a fondere nella sua persona l’artista e il reporter.
Dalle sue parole e dalle sue azioni emerge in tutta evidenza che a Smith non basta realizzare il servizio; alla documentazione di aspetti anche crudi e dolorosi sovrappone una personale visione creativa, con esiti che elevano la condizione umana ad una dimensione epica e drammatica. Non crede alla obiettività del fotografo, dichiara pubblicamente di non accontentarsi di “registrare i fatti” .ma che “pur restando fedele alla particolarità di ogni situazione” il suo obiettivo è “simbolizzare l’universale”
Egli ritiene la fotocamera uno strumento inadatto a registrare la verità. Solo il fotografo con la sua capacità di leggere gli avvenimenti, può darne una giusta interpretazione &nbsp;“onesta si, ...obiettiva mai”.
Non esita quindi, per poter fotografare scene che si erano realmente verificate ma che non era riuscito a catturare in tempo reale, a chiedere ai suoi soggetti di ripetere le azioni davanti al suo obiettivo. A volte, in aperto contrasto con una delle norme fondamentali del fotogiornalismo, inserisce nella stessa stampa parti di fotogrammi diversi, oppure lavora alacremente in camera oscura per annerire sfondi, cancellare particolari. Tutto ciò non al fine di produrre falsificazioni ma, al contrario, proprio per ottenere quella rappresentazione coerente della realtà che lui ha visto, capito e interpretato ma che non potrebbe riportare fedelmente ai lettori se si limitasse ad un uso meccanicistico e acritico della macchina da ripresa.
Costruisce racconti fotografici con l’intento di coniugare la forza espressiva delle immagini con la narrazione letteraria. Crede in una funzione etica del fotogiornalismo e per raggiungere il suo scopo sente il bisogno di una autonomia professionale piena, che comprenda anche la scelta delle foto da pubblicare, la loro sequenza e l’impaginazione. Per questo motivo litiga a più riprese col suo datore di lavoro, Life, mettendo spesso in discussione il suo rapporto con la rivista.
Sulle pagine di Life vennero pubblicate le meravigliose immagini, ora presenti nella mostra di Cagliari, relative a Country Doctor, Spanish Village, Nurse Midwife, A man of mercy.
Il medico di campagna, commissionato da Life nel 1948 e pubblicato nel numero di settembre dello stesso anno, vede il fotografo impegnato a seguire e “documentare” la vita e l’attività medica del dr. Ernst Ceriani nella cittadina di Kremmling, in Colorado. Ma si tratta di una documentazione alla maniera di Smith, su cui John Szarkowski, dirà, &nbsp;in occasione della mostra del 1965 al Museum of Modern Art di New York: “con questo saggio, il racconto fotografico lascia la narrazione per l’interpretazione”.
Nel 1950,&nbsp; Life, chiedendo l’autorizzazione al governo di Francisco Franco per la realizzazione di un servizio sui “problemi dell’approvvigionamento alimentare” in Spagna, dovuto in parte all’embargo subito da quel paese nel dopoguerra, offre a Smith l’occasione per realizzare il suo Spanish Village,&nbsp; che va ben oltre le ufficiali dichiarazioni d’intenti della rivista e dà lo spunto al fotografo per una indagine su condizioni di vita arcaiche ormai sconosciute all’economicamente evoluto popolo americano. Dopo due mesi di ricerca in territorio spagnolo Smith trova il villaggio che fa per lui: Deleitosa. Il suo stile fotografico “forte”, caratterizzato da stampe con neri profondi e bianchi puri, affascina i lettori che vedono il servizio pubblicato sul numero di Life del 9 aprile 1951.
La crescita di popolarità conferisce a Smith l’opportunità di realizzare un progetto che è nei suoi pensieri già da qualche anno. Ottiene da Life la commessa per il lavoro che sarà intitolato Nurse Midwife.&nbsp;&nbsp; Maude Callen - una infermiera di colore che nella Carolina del Sud si dedica, con&nbsp;i pochi mezzi a disposizione, a portare cure, aiuto e ogni tipo di assistenza che le è possibile ad una popolazione svantaggiata e sofferente per la povertà e il razzismo - è la protagonista del nuovo toccante reportage, pubblicato con enorme successo su Life il 3 dicembre 1951. Il successo non è solo giornalistico, ma produce importanti effetti sociali, con la raccolta di fondi che permettono, due anni dopo, la costruzione di un nuovo ospedale che da tempo l’infermiera levatrice sogna per la sua gente.
Forse è anche la forte stima che il fotografo nutre (e pubblicamente dichiara) per Maude Callen, che lo porta a buttarsi con entusiasmo nel nuovo incarico di Life che ha per protagonista un’altra figura nota per le attività umanitarie. Premio Nobel per la pace nel 1952, &nbsp;Albert Schweitzer è già famoso quando, nel 1954, Smith inizia il viaggio nelle terre africane ove il medico presta la sua opera. Ma questa volta le cose vanno diversamente. A causa della diffidenza verso il fotografo e della volontà di controllare l’immagine che i media darebbero di lui e della sua attività, il missionario e la sua equipe impongono una serie di restrizioni a Smith che non può fotografare come vorrebbe. Alla fine gli scatti che il reporter preferisce non sono i ritratti di Schweitzer, eseguiti sotto il suo controllo e alle sue condizioni, ma le immagini spontanee colte nei momenti di libertà. Lo stesso Albert Schweitzer appare al fotografo molto diverso dall’idea che si era fatto prima di conoscerlo ed il reportage, nell’idea dell’autore, dovrà celebrare non l’uomo famoso (e deludente) vincitore del premio Nobel, &nbsp;bensì l’impegno della gente comune, prestatrice della propria opera in modo volenteroso e anonimo.
Ma il modo in cui Life presenta il servizio, noto col titolo Un uomo di carità, in disaccordo con Smith sia sulla scelta delle foto che sulla loro sequenza e impaginazione, conduce il fotografo alla scelta clamorosa e inaspettata delle dimissioni.
Apre un nuovo capitolo della sua vita (non solo professionale) aderendo alla Magnum e il suo primo incarico consiste nel fotografare Pittsburgh. Pittsburgh è la città americana industriale per eccellenza. Nota per le acciaierie, per le industrie causa di inquinamento atmosferico e produttrici delle armi protagoniste delle due guerre mondiali, a metà degli anni cinquanta pare voler cambiare volto. Vengono bonificate le acque, ripuliti i vecchi edifici anneriti dal fumo e dall’aria pesante, costruite strade, rimodernato il centro della città con palazzi nuovi e in alcune parti nasce il verde pubblico; alberi e fiori &nbsp;abbelliscono il paesaggio urbano. Smith dovrebbe corredare di immagini il libro commissionato a Stefan Lorant per la celebrazione del bicentenario della città. Potrebbe svolgere il servizio in poche settimane, ma questo è il suo primo lavoro dopo la rottura con Life. Vuole dimostrare che, contrariamente alla convinzione diffusa nella editoria giornalistica, il fotografo, se ha il pieno controllo della sua opera, curando anche il testo, la scelta delle immagini e la loro impaginazione, decidendo lui il ritmo e il senso della narrazione, può arrivare a risultati di alto spessore artistico e letterario. Lavora quindi (in parte autofinanziandosi e in parte usufruendo di una borsa di studio offertagli dalla Guggenheim Memorial Foundation)&nbsp; per due anni alle riprese e altri due alla cernita delle immagini e alla loro sequenza, alla ricerca del risultato “perfetto”. Ma la perfezione ossessivamente inseguita da Smith è una irraggiungibile utopia. Ci lascia comunque le splendide immagini di una città che volle raffigurare, è sua la definizione, come&nbsp; “un’entità vivente”. A differenza dei precedenti saggi, ove singole persone (Hernst Ceriani, Maude Callen ....) sono delineate nelle loro caratteristiche particolari, in questo lavoro la città stessa è l’individuo da conoscere e ritrarre.
Dopo Pittsburgh la sesta sezione presente nella mostra dell’ExMà è Minamata. Minamata è una città giapponese colpita in modo devastante dall’inquinamento industriale, dovuto allo scarico di mercurio nelle acque dove viene pescato il pesce di cui gli abitanti si cibano. Molti si ammalano o vedono nascere figli con handicap fisici e/o mentali. Emblema di questo dolore è l’immagine intitolata Tomoko Uemura nel bagno. E’ una della più famose e commoventi fotografie di Smith: mostra, in un chiaroscuro drammatico e coinvolgente, le cure parentali rivolte dalla genitrice alla figlia. 
William Eugene Smith, noto soprattutto come fotografo di Life e della agenzia Magnum, nell’arco della sua carriera pubblica su altre importanti riviste e libri, lavora per altre agenzie ed espone le proprie stampe negli spazi più prestigiosi.
Nato il 30 dicembre 1918 a Wichita, Kansas, dopo una vita intensa, caratterizzata da grandi successi e grandi dolori, muore improvvisamente il 15 ottobre 1978 a Tucson (Arizona).
La sua figura, già famosissima in vita, diviene memorabile dopo la morte. Viene creata la W. E. Smith&nbsp; Foundation e istituito l’ambitissimo premio che porta il suo nome. Ci lascia un patrimonio di immagini di altissimo valore artistico e documentario. I suoi archivi sono custoditi presso il Center for Creative Photography di Tucson. Da lì provengono le foto della mostra Più reale del reale esposte presso l’ExMà di Cagliari.
La mostra, inaugurata il 16 luglio dal Sindaco Emilio Floris e dall’Assessore alla Cultura Giorgio Pellegrini, rimarrà aperta sino al 26 settembre 2010. 
(Leonardo Muscas)

]]></description>
	<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=686</guid>
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	<title><![CDATA[W. Eugene Smith. Mostra fotografica: “Più reale del reale”]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Volume 1]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=1964</link>
	<description><![CDATA[serie di still life con metodo del foro stenopeico]]></description>
	<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 12:37:46 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Still life]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1964</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Volume 1]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12810910668723_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Confini08 fotografia contemporanea: i vincitori]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2606</link>
	<description><![CDATA[PhotoGallery e MassenzioArte, da anni impegnate nella promozione della fotografia di ricerca, presentano Confini 08, ottava edizione della rassegna annuale dedicata alla fotografia creativa.
Per la prima volta quest’anno la rassegna sarà presentata anche a Milano (Polifemo Fotografia) &nbsp;, Genova (VisionQuesT Gallery) e Trieste (Sala Fenice), oltre che nelle sedi storiche di Firenze e Roma, e in quelle di Torino (Osservatorio Gualino) e Palermo (Lanterna Magica)&nbsp; che già l’hanno ospitata&nbsp; nella precedente edizione.&nbsp; 
Due degli&nbsp; autori di quest’anno, per la prima volta sono stati selezionati attraverso un bando pubblico promosso da Photographers.
I lavori selezionati:
C a t t i _ V i t a&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; di Amb r a Ma r i a n i e V a l e n t i n a Me r z i
Mo v ime n t a z i o n i&nbsp;&nbsp;&nbsp; di L u c a B a l d a s s a r i
P h o t o B o o t h&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; di F l a v i a F a s a n o
S i l e n t F o rms&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; di C a n d i d o B a l d a c c h i n o
Aprirà questo ciclo di mostre l’inaugurazione alla Galleria Via Larga di Firenze (via Cavour n.7 rosso) il giorno 1 settembre 2010 alle ore 17.30 e contemporaneamente su web all’indirizzo www.photogallery.it
Dove:





Firenze &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Galleria Via Larga&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1-13 settembre 2010
Torino&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Osservatorio Gualino&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 10-24 ottobre 2010
Roma&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Istituto Superiore Antincendi&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 11-20 novembre 2010
Genova&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; VisionQuesT Gallery&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 16-31 dicembre 2010
Milano&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Polifemo Fotografia&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 10-23 gennaio 2011
Palermo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lanterna Magica&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 29 gennaio - 17 febbraio 2011
Trieste&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sala Fenice&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 16 marzo - 15 aprile 2011
&nbsp;]]></description>
	<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Concorsi e Premi]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2606</guid>
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	<title><![CDATA[Confini08 fotografia contemporanea: i vincitori]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[LA REALIZZAZIONE DEL PORTFOLIO FOTOGRAFICO (Workshop Deaphoto - Firenze)]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2602</link>
	<description><![CDATA[
WORKSHOP "LA REALIZZAZIONE DEL PORTFOLIO FOTOGRAFICO"a cura di Muriel Prandato Sono aperte fino a Mercoledì 15 Settembre le Preiscrizioni (gratuite e non impegnative) al Workshop La realizzazione del Portfolio Fotografico a cura di Muriel Prandato. Il Workshop (8 ore - 160 Euro) si svolgerà Sabato 18 Settembre ore 10,30-13,30 / 14,30-19,30 presso il Centro Giovani Gavinuppia del Q.3 del Comune di Firenze, Via Gran Bretagna 48 Firenze e sarà&nbsp;finalizzato alla progettazione, realizzazione ed editing dei Portfolios dei partecipanti e alla loro pubblicazione in una galleria immagini sul sito Deaphoto.Calendario del WorkshopSabato 18 Settembre ore 14,30-13,30 / 15,30-18,30 Informazioni e Preiscrizioni:Deaphoto cell 338 8572459 / deaphoto@tin.itProgramma / Modalità di iscrizione ]]></description>
	<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 11:18:45 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2602</guid>
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	<title><![CDATA[LA REALIZZAZIONE DEL PORTFOLIO FOTOGRAFICO (Workshop Deaphoto - Firenze)]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Mimmo Jodice - Figure del mare]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=683</link>
	<description><![CDATA[Dal lungo lavoro sulla complessità del paesaggio contemporaneo e sulle grandi città di molte parti del mondo, all’approfondimento del tema dell’archeologia, dell’arte antica, della cultura del Mediterraneo, fino alla narrazione del mare come luogo assoluto, l'opera vasta e intensa di Mimmo Jodice attraversa più di quattro decenni.La mostra "Figure del mare", composta da oltre quaranta opere, e organizzata dalla Fondazione Capri in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, raccoglie la riflessione più recente dell’artista, nella quale due grandi temi si intrecciano: la visione del mare come luogo del vuoto, dell’assenza di paesaggio, del silenzio, della sospensione temporale come risposta al caos della vita contemporanea; la persistenza del passato nel presente, attraverso la rappresentazione di frammenti di corpi e di volti di sculture della classicità, resti dell’antica civiltà del Mediterraneo che il mare stesso si è incaricato di conservare, rimodellare e infine restituirci. Il Mediterraneo, ventre e laboratorio di storia e di cultura, è per Jodice un luogo sentimentale e mentale che gli permette di portare a piena espressione, nella stagione della maturità, la coincidenza tra immagine ed emozione che aveva caratterizzato le irrequiete ricerche dei suoi esordi.Il titolo della mosta indica non solo la plasticità di questi antichi volti e corpi restituiti dall’acqua, ma anche il mare stesso come vera e propria figura che appartiene profondamente al pensiero e alla visionarietà di Jodice, artista lontano da un’idea di fotografia come strumento descrittivo e documentario e invece da sempre sostenitore di un tipo di immagine carica di memoria, ricca delle molte forme dell’arte, orientata verso un sentimento metafisico della realtà visibile.Certosa di San Giacomo, Quarto del Priore - CapriIngresso gratuito da martedì a domenica: 10/14 e 17/20Fino al 4 settembrewww.fondazionecapri.orgL'autoreDurante gli anni sessanta il fotografo conduce ricerche di tipo antropologico su molti temi: dalle feste e i rituali religiosi del mondo popolare del sud ai problemi della sanità e della malattia mentale, dalla scuola alla reclusione, dal lavoro all'emarginazione sociale nella grande periferia napoletana. La sua fotografia sociale non si colloca però nel quadro del reportage tradizionale. L'attenzione di Jodice si rivolge più allo scenario che all'azione, più alla maschera e al gesto che all'evento in corso in quanto tale e più che raccontare punta a organizzare il campo visivo e a studiare il valore simbolico della luce e degli spazi nei quali si muovono le figure.Fotografo di avanguardia fin dagli anni Sessanta, attento alle sperimentazioni e alle possibilità espressive del linguaggio fotografico, è stato protagonista instancabile nel dibattito culturale che ha portato alla crescita e successivamente all’affermazione della fotografia italiana anche in campo internazionale.Negli anni settanta la fotografia diventa strumento essenziale per il suo impegno sociale, denuncia e creatività, sono i suoi due punti fermi.Negli anni ottanta le figure e le storie degli uomini escono di scena e nelle fotografie resta soltanto la città vuota, come metafisico contenitore, il paesaggio diventa memoria e sogno. Verso gli anni novanta il suo lavoro si orienta verso uno studio approfondito delle impronte del passato sul presente e delle radici lontane della cultura mediterranea. Il presente diventa spessore di cose passate, il paesaggio diviene luogo della memoria e tutto il suo lavoro acquista il significato di una ricerca delle origini.Nel 1970, a Milano la sua prima mostra importante, NUDI DENTRO CARTELLE ERMETICHE alla Galleria ill Diaframma, con una presentazione di Cesare Zavattini. Nel 1980 pubblica VEDUTE DI NAPOLI che segna una svolta nel suo linguaggio e contribuisce a fornire una nuova visione del paesaggio urbano e dell’architettura. Nel 1981 partecipa alla mostra EXPRESSION OF HUMAN CONDITION, curata da Van Deren Coke, al San Francisco Museum of Art con Diana Arbus, Larry Clark, William Klein, Lisette Model. Nel 1985 inizia una lunga e approfondita ricerca sul mito del Mediterraneo. Il risultato è il libro MEDITERRANEO, pubblicato da Aperture, New York, e una mostra al Philadelphia Museum of Art, a Philadelphia. Da molti anni è presente nel panorama internazionale dell’arte con numerose mostre e pubblicazioni, collaborando, inoltre, attivamente con istituzioni culturali e universitarie con stage e corsi di specializzazione. Nel 2001 la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino gli ha dedicato una grande retrospettiva, con catalogo curato da Piergiovanni Castagnoli. Nel 2003 l’Accademia dei Lincei gli ha conferito il prestigioso premio ‘Antonio Feltrinelli’ per la prima volta dato alla Fotografia. Sempre nel 2003 il suo nome è stato inserito nell’Enciclopedia Treccani. Nel 2006 l’Università degli Studi Federico II di Napoli gli conferisce la Laurea Honoris Causa in Architettura.Sue mostre personali sono state presentate nei seguenti Musei: Philadelphia Museum of Art, 1995; Kunstmuseum Dusseldorf, 1996; Maison Européenne de la Photographie, Parigi 1998 e 2010; Palazzo Ducale di Mantova, 1998; Museo di Capodimonte, Napoli 1998; The Cleveland Museum of Art, Cleveland 1999; Galleria Nazionale di Arte Moderna, Roma 2000; Castello di Rivoli, Torino 2000; Galleria d'Arte Moderna, Torino 2000; MassArt, Boston 2001; Wakayama, Museum of Modern Art, Japan 2004, The Museum of Photography, Mosca 2004; MASP - Museu de Arte de São Paulo 2004; MART - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto 2004; Galleria d’Arte Moderna, Bologna 2006; Palazzo delle Esposizioni, Roma 2010.]]></description>
	<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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	<title><![CDATA[Mimmo Jodice - Figure del mare]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Concorso fotografico nazionale 'Fotografare il Parco']]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2599</link>
	<description><![CDATA[I parchi nazionali d’Abruzzo Lazio e Molise, Stelvio e Gran Paradiso,
 con Swarovski Optik, organizzano per la prima volta, insieme, il 
concorso fotografico nazionale “Fotografare il Parco”
Il concorso, patrocinato quest’anno da Federparchi e Museo Tridentino
 di Scienze Naturali, è aperto a tutti gli appassionati di fotografia, 
di qualsiasi nazionalità ed è da anni – la prima edizione ideata dal 
Parco Nazionale dello Stelvio e da Swarovski Optik risale infatti al 
2005 – il più importante in Italia nel campo della fotografia 
naturalistica di montagna.
Ogni autore potrà concorrere alle categorie previste dal regolamento 
(Paesaggi del Parco, Fauna selvatica del Parco, Macro del Parco – Il 
mondo del piccolo, Digiscoping del Parco) presentando un massimo di 
quattro fotografie, a colori o in bianco e nero. La giuria, composta da 
rappresentanti delle tre aree protette, professionisti del settore e 
fotografi naturalisti, valuterà le opere pervenute ed assegnerà i premi 
messi a disposizione da Swarovski Optik e da Nikon, oltre a soggiorni 
nelle tre aree protette. 
L’iscrizione al concorso dovrà avvenire tramite la compilazione della
 scheda di partecipazione, disponibile assieme al regolamento integrale 
sul sito www.fotografareilparco.it. Dovrà essere spedita o consegnata a mano, insieme al cd contenente le fotografie in formato digitale, all’indirizzo:


Consorzio del Parco Nazionale dello StelvioVia De Simoni 4223032 BORMIO SO
La partecipazione al concorso è gratuita e la scadenza per l’invio è 
il 30 novembre 2010. La premiazione è prevista per la primavera del 
2011.
Per ulteriori informazioni sul concorso è possibile contattare:Consorzio del Parco Nazionale dello StelvioTel. 0342900811 e-mail: stelviopark@fotografareilparco.it

Ente Parco Nazionale Gran ParadisoTel. 0118606211 e-mail: pngp@fotografareilparco.itEnte Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e MoliseTel. 086391131 e-mail: parcoabruzzo@fotografareilparco.itNella foto "La pernice in volo" di Renato Grassi, vincitrice dell'edizione 2009]]></description>
	<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 21:27:14 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Concorsi e Premi]]></category>
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	<title><![CDATA[Concorso fotografico nazionale 'Fotografare il Parco']]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[LA GRANDE ABBUFFATA. SCARTI, SCORIE E RISORSE ENERGETICHE ]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=682</link>
	<description><![CDATA[Mostra fotografica“La Grande Abbuffata. Scarti, Scorie e Sprechi. Risorse Energetiche?”Ambiente, energia e riutilizzo nei magici sotterranei del Castello della Lucertola di ApricaleA cura di Ko.Ji.Ku.
22 agosto-31 ottobre 2010Inaugurazione: 22 agosto ore 18
Castello della Lucertola di Apricale
E’ alla sua terza tappa la mostra fotografica itinerante La Grande Abbuffata. Scarti, Scorie e Sprechi. Risorse Energetiche?. In questa occasione le 70 fotografie sfidano i difficili e magici sotterranei del Castello della Lucertola di Apricale, uno dei borghi più belli d’Italia. La mostra inaugura domenica 22 agosto alle ore 18 e sarà visitabile fino al 31 ottobre.&nbsp; Dopo le esposizioni del Gecko Festival, Apricale continua la sua attività di promozione della fotografia ospitando la mostra organizzata dall’Associazione Ko.Ji.Ku. (Consorzio Giovani Curatori).
Ventitre fotografi e artisti selezionati attraverso un bando a carattere nazionale, ci raccontano e interpretano, attraverso i loro scatti, la società contemporanea del consumismo, dell’accumulo e dello spreco. La mostra propone un confronto aperto su questa drammatica realtà, con il preciso intento di creare un dibattito tra differenti punti di vista, condividere esperienze e stimolare a riflettere su nuove soluzioni consapevoli e sostenibili.“Per la mostra – spiegano i giovani critici – abbiamo scelto opere che ci consentissero di organizzare un percorso espositivo caratterizzato dall’originalità e dalla variazione tecnica, formale e tematica: da fotografie di indubitabile cura compositiva a immagini più astratte ottenute facendo uso della sovra/sottoesposizione, del ritocco digitale e delle più avanzate tecniche dell’High Dynamic Range. Molteplici sono stati gli spunti di riflessione offerti dal tema, che è stato interpretato dagli artisti ora privilegiando l’aspetto sociale o ambientale, ora proponendo opere di denuncia o possibili soluzioni, per giungere a lavori di matrice propriamente concettuale”.
Fondamentale è stata la collaborazione con l’AdAC (Archivio d’Arte Contemporanea) e con i docenti dell’Università di Genova, Elisabetta Papone, Franco Sborgi, Leo Lecci, Paola Valenti, membri del comitato scientifico e autori di alcuni contributi del catalogo.
A permettere la realizzazione dell’intera manifestazione è stato essenziale il contributo di Ansaldo Energia, Main Sponsor, e di Publifoto, Sponsor Tecnico.
Il catalogo, edito da Erga Edizioni e distribuito a livello nazionale, è suddiviso in sette aree tematiche all’interno delle quali i gruppi delle diverse opere hanno trovato consonanza: luoghi, archeologia industriale, società, cose, metafore, scarti scorie sprechi, risorse energetiche.
Gli artisti in mostra sono: Maria Alonzo, Laura Maria Baldo, Maria Rebecca Ballestra, Andrea Bosio, Paolo Cattaneo, Eleonora Chiesa, Cristina Cusani, Marilena De Stefano, Giovanni Del Brenna, Andrea Fantinato, Daniele Giovani, Elisabetta Goggi, Alberto Martini, Walter Menegazzi, Giulia Molinari, Maria Orlando, Daniel Joy Pistarino, Edoardo Riva, Mattia Paco Rizzi, Giuseppe Rogato, StudiOlo, Suite-Case, Stefano Vigni.
L’Associazione Ko.Ji.Ku (Consorzio Giovani Curatori), formata da sette studenti e neo-laureati del corso di Laurea Magistrale in Storia dell'Arte e Valorizzazione del Patrimonio Storico-Artistico dell'Università di Genova (Roberta Allesina, Rossana Borroni, Alberto Fiore, Francesco Iacometti, Daniela Legotta, Silvia Merlino, Alessandra Piatti)&nbsp; si propone di promuovere la creatività giovanile locale e nazionale proprio attraverso l’organizzazione di manifestazioni ed eventi artistici e culturali, in un clima di dialogo, scambio e condivisione.
Insieme alla mostra fotografica sarà inaugurata, nel salone superiore del castello, alle ore 17 “The Golden Age to The Golden Slave. History of Ballet: 1660-1920”, esposizione di disegni dell’artista Andrea Byrne. I disegni ripercorrono la storia della danza attraverso la riproduzione dei suoi protagonisti e dei loro costumi allo scopo di tracciarne una possibile linea di influenza. Una giornata di incontro e scambio tra danza e fotografia animata dal balletto di tre giovani danzatori Kate Byrne, Riccardo Marchiori e Pavel Borges-Jerez, accompagnati dal violino di Juliana Plan dell’Ecole Supérieure de Danse de Cannes - Rosella Hightower e del Jeune Ballet de Cannes.
Mostra: La Grande Abbuffata. Scarti, Scorie e Sprechi. Risorse Energetiche? A cura dell’Associazione Ko.Ji.Ku.Luogo: Castello della Lucertola di Apricale, Val Nervia (Ventimiglia).Come arrivare: dalla SS 1 Aurelia imboccare la strada provinciale della Val Nervia percorrendo per 11 km fino a Isolabona, svoltare a destra per seguire (altri 2 km circa) la rotabile che risale la valle laterale del torrente Mandancio.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Inaugurazione: Domenica 22 agosto ore 18.00Periodo: 22 agosto – 31 ottobre 2010&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Orario: Apertura tutti i giorni escluso il lunedì dalle ore 16 alle 20. Dal 1 settembre dalle ore 15 alle 18.30. La domenica anche al mattino dalle ore 10.30 alle 12.Info sede: apricale@apricale.orgInfo Associazione: kojiku@libero.it, www.kojiku.unige.itCatalogo: La Grande Abbuffata. Scarti, Scorie e Sprechi. Risorse Energetiche? 23 artisti si confrontano con la società dei consumi a cura dell’Associazione Ko.Ji.Ku., presentazioni di Elisabetta Papone, Franco Sborgi, Paola Valenti, Erga Edizioni, Genova 2009.
&nbsp;
Associazione Studentesca Ko.Ji.Ku.c/o AdAC (Archivio d’Arte Contemporanea)Università degli Studi di GenovaVia Balbi 4, 16126 Genovae-mail: kojiku@libero.ittel: 340/4649488C. F.: 95121970107]]></description>
	<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 15:30:08 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=682</guid>
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	<title><![CDATA[LA GRANDE ABBUFFATA. SCARTI, SCORIE E RISORSE ENERGETICHE ]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[I Vincitori della seconda edizione del Premio G. Tabò]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2594</link>
	<description><![CDATA[



Anche la Seconda Edizione del Premio Giovanni
Tabò ha confermato il successo avuto nella prima edizione, con la
partecipazione di ben 171 Fotografi. Solo 19 Autori hanno inviato i propri
lavori ad entrambe le edizioni e pertanto nei due anni hanno partecipato ben
304 fotografi. Tra gli attuali partecipanti, uno risiede in Finlandia, due in
Inghilterra e due in Germania. Il merito di questo successo è indubbiamente
legato a FotoLeggendo, manifestazione conosciuta in tutta Italia e apprezzata
per proposte culturali e organizzazione. 

Terminate a giugno le operazioni di Segreteria, registrazione dei
partecipanti e verifica delle schede, in data 29 luglio si è svolto l’ultimo
incontro della Giuria composta da:

- Tiziana Faraoni &#8594; Presidente
della Giuria – Photoeditor del settimanale “L’Espresso”
- Claudio Corrivetti &#8594; Editore,
Fotografo
- Dario Coletti &#8594; Fotografo
pubblicista, Docente di Fotografia
- Emilio D’Itri &#8594; Responsabile
Officine Fotografiche - FotoLeggendo
- Sara Munari &#8594; Fotografa,
Docente di fotografia (*)
- Raimondo Nitoglia &#8594; Fotografo
Associazione Culturale Controchiave
- Maurizio Valdarnini &#8594; Fotografo
professionista, Docente e Direttore I.S.F. e Comunicazione &nbsp;Integrata

Dopo la ripetuta visione dei lavori finalisti, ampio
dibattito sulle diverse considerazioni esposte dai Giurati, sono stati
segnalati - per l’assegnazione del Premio di 2.000,00 Euro che sarà deciso dai
Lettori del Portfolio FotoLeggendo 2010 – tre lavori, anziché due come previsto
dal Regolamento, ossia: 

“Along the river” di Stephanie Gengotti
di Roma, con la seguente motivazione: “la giuria ha voluto premiare la capacità
di trasformare un soggetto troppo spesso fotografato in un racconto intimo. Il
rapporto dell’uomo con i luoghi attraverso un’eleganza stilistica, coerenza
narrativa ed efficacia dell’editing”.

“Starless” di Massimiliano Tommaso Rezza
di Roma, con la seguente motivazione: “per la capacità di far emergere
attraverso l’uso di un bianco e nero essenziale e raffinato atmosfere
universali in opposizione ad una visione della quotidianità sempre più
rappresentata da immagini stereotipate e rassicuranti facendo riflettere su
reali e autentiche condizioni dell’esistenza”.



“Laggiù-Down There” di Antonia Zennaro
di Amburgo, con la seguente motivazione: “per la forza di un reportage capace
di coinvolgere emotivamente il lettore facendogli vivere l'atmosfera retrò di
dolce decadenza e umana fragilità degli ultimi ambienti a luci rosse di
Amburgo, attraverso l’intimità dei personaggi ritratti immersi in atmosfere
cinematografiche ed un uso efficace del colore”.

I tre Lavori saranno quindi inseriti tra le mostre di FotoLeggendo 2010 che
saranno esposte presso l’I.S.A. (Istituto Superiore Antincendi, in Via del
Commercio 13A) dal giorno 8 al 23 ottobre 2010. 
(*) Sara Munari, impossibilitata ad intervenire nella riunione del 29 luglio
è stata sostituita da Alberto Placidoli, responsabile della organizzazione del
Premio. Tutte le info e gli aggiornamenti sono su www.fotoleggendo.it

]]></description>
	<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 15:57:57 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Concorsi e Premi]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2594</guid>
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	<title><![CDATA[I Vincitori della seconda edizione del Premio G. Tabò]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Déjà Vu Road]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=1957</link>
	<description><![CDATA[“All life is a foreign country”, Jack Kerouac

West Coast, Marzo 2009. La fotografia come compagna di un on the road nell’archeologia di un orizzonte culturale che va dalla letteratura al cinema, dalla musica alla politica. Dietro l'obiettivo l'ansia di conferme, mentre nelle immagini si fissa uno sdoppiamento dell’iconografia dell’American Dream nelle criticità e nelle speranze del contemporaneo. Dall’ossessione mediorientale alla crisi economica, il viaggio è scandito da quei momenti di sospensione in cui si interroga la silenziosa indolenza degli indizi. L’esperienza si conclude nell’illusione di una seconda giovinezza dell’American Dream, o almeno di una seconda possibilità. In Happy Ending For Zabriskie Point il Photographic Pilgrim fissa una testimonianza della sua personale frontiera, immaginando un diverso finale per una delle frontiere del cinema italiano ambientato in USA.
]]></description>
	<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Reportage]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1957</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Déjà Vu Road]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Kate Moss by Mario Testino]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2579</link>
	<description><![CDATA[Disponibile a partire da agosto il tributo di Mario Testino a Kate Moss.Vent'anni di lavoro e amicizia fra servizi, backstage e ritratti intimi: dai primi passi alla vera e propria costruzione dell'icona di se stessa.Una musa fin troppo chiaccherata, enigmatica e conturbante come da copione, ma di indiscutibile fascino.230 pagine di immagini in bianco e nero e a colori, introdotte da testi di Mario Testino e Kate Moss, in una speciale edizione a tiratura limitata di 1500 copie firmate e numerate dall’autore. 'Kate Moss by Mario Testino'ed. Taschen33 x 45.5 cm, 230 pagine$ 500.00Inglese, francese e tedescowww.taschen.comArianna De Micheli]]></description>
	<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2579</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Kate Moss by Mario Testino]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Workshop Fotografico Shooting Sport con John McDermott - 18 e 19 settembre 2010]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=2589</link>
	<description><![CDATA[18-19 Settembre 2010:
Due giornate all'insegna della fotografia sportiva, durante le quali 
John McDermott ci farà entrare nel suo mondo svelandone i segreti, i 
trucchi del mestiere, e accompagnandoci nella realizzazione di ben 2 
servizi fotografici, uno dei quali vedrà come soggetto una squadra dei 
MONDIALI di PALLAVOLO!
John McDermott è uno dei photoreporter di sport maggiormente 
riconosciuti a livello internazionale: Olimpiadi, Mondiali, Campionati 
di ogni genere e tipo: lui c’era! E il risultato lo si potrà toccare con
 mano durante il suo workshop a cura del MiMA. Direttamente dal Sud 
Africa, racconterà dal vivo le emozioni provate sul campo e trasmetterà 
ai corsisti la tecnica e il cuore necessari per immortalare quei momenti
 di tensione e dinamicità che ci hanno tenuti incollati al televisore e 
che continueranno a coinvolgerci profondamente.

Tieniti aggiornato su tutte le novità, aggiungici su Facebook: Mima AssociazioneCulturale

Altri info e contatti: www.mima.cc, le iscrizioni sono aperte!    ]]></description>
	<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 09:27:06 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2589</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Workshop Fotografico Shooting Sport con John McDermott - 18 e 19 settembre 2010]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/12804748268701_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Scaffale Libri 16]]></title>
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 La libreria - Lo scaffale di Agosto 2010


Classicper la 
scheda completa del libro clicca quiIl Marcel del titolo è il grande scrittore francese Marcel Proust. Eva Tomei, la fotografa, descrive attraverso delicate e ben composte immagini in bianco e nero un viaggio nei luoghi dello scrittore e dei suoi personaggi. Così, dalla foto di apertura, che rappresenta un tranquillo corso d'acqua sul quale galleggiano le ninfee nel mezzo di un bosco di Illiers-Combray, dove forse ha giocato il ragazzo Marcel quando trascorreva le sue vacanze nella casa paterna, si passa al parigino Bois de Boulogne; dalle coste ventose della Normandia si passa a Venezia, città che viene a più riprese evocata nella Recherche come una di quelle in cui la vita del Narratore si è svolta. Il libro fotografico di Eva Tomei si apre con un testo introduttivo di Paolo di Paolo e presenta in un elegante impaginato classico trentasei immagini in bianco e nero e di formato quadrato, intervallate solo da breve citazioni proustiane che scandiscono le varie tappe del viaggio. Naturalmente, e per fortuna, non si tratta di semplice illustrazione dei luoghi ma di una ricerca personale dell'autrice delle sensazioni che attraverso il linguaggio fotografico è possibile far filtrare di quei luoghi legati alla memoria proustiana. La fotografia diventa un metodo evocativo così come lo era la scrittura per il grande autore. “Pochi scrittori come Proust hanno saputo descrivere il fascino violento, sensuale e malinconico dei luoghi che esistono nella memoria, nel sogno, nell'attesa, nel suono del loro  stesso nome e non là dove sono. O non più. Pochi come Proust hanno saputo spiegare come l'autentica, più profonda natura di un luogo si componga di elementi immateriali. (…) I luoghi non appartengono al sempre, ma alla magia di un istante che non si ripete. Come le fotografie. Le mappe  in cui davvero li troviamo, sono scritte con i battiti del cuore.”  Queste righe tratte dalla introduzione  di  Paolo Di Paolo ben descrivono il nesso tra i luoghi proustiani e le immagini fotografiche raccolte nel volume.




Il libro: Eva Tomei, 
Dalla parte di Marcel, Edizioni Postcart, Euro 25,00&nbsp; Popper la scheda completa del libro clicca 
quiCi ritroviamo di nuovo in viaggio nel secondo libro che abbiamo scelto per le recensioni di agosto, mese di vacanza e quindi più che mai appropriato ai viaggi. Il volume fotografico Pop City presenta novanta immagini a colori realizzate da Alberto Furlani in diversi paesaggi urbani d'Europa. Anche qui nulla di descrittivo o didascalico: non si cerca neanche di capire dove sono state scattate le fotografie ma si viene subito coinvolti dalla forza di queste immagini, dai colori densi, dagli squarci di luce, delle composizioni che a volte richiamano momenti della Pop Art  e a volte sono personali interpretazioni a colori della street photography. Scrive Fausto Raschiatore nella introduzione al volume: “Un taccuino in cui gli appunti si trasformano in immagini; è il processo da cui nasce Pop City, un percorso contemporaneo della fotografia italiana. Pop City è un quaderno personale e intimo, un book d'immagini realizzate negli ultimi dieci anni (…) immagini che l'autore lavora in post-produzione, pratica di cui fa un utilizzo ragionato, in linea con la filosofia digitale accolta, diretta non a modificare il contesto oggetto d'indagine, ma solo a 'incidere' i fotogrammi dei tratti strutturali della propria sensibilità, affinché essi veicolino i significati con maggiore incisività”.





 Il 
libro: Alberto 
Furlani, Pop City, Edizioni Punto Marte,&nbsp; Euro 32,00 ]]></description>
	<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
	<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
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	<title><![CDATA[Scaffale Libri 16]]></title>
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