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<title>Photographers - Contenuti in evidenza - http://www.photographers.it/rss/hilighted_content.xml</title>
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<description>Ultimi contenuti in evidenza inseriti</description>
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	<title><![CDATA[Nel paesaggio. Andrea Veneri]]></title>
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	<description><![CDATA[










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La Galleria Doozo apre il 2012 dedicando i suoi spazi alla prima mostra
personale del fotografo Andrea Veneri. In mostra due gruppi di fotografie
incentrate sulla dimensione della visione tra paesaggio naturale e
architettonico, immagini filtrate attraverso una sensibilità attenta alle
atmosfere e alle suggestioni intime che le inquadrature rendono nitide ed
esemplari.

&nbsp;

Andrea Veneri attualizza quel che
il critico Sadakichi Hartmann, in una recensione della mostra di Photo-Secession
del 1904, consigliava ai fotografi: “fare un lavoro diretto” affidandosi al
loro apparecchio, digitale nel caso di Veneri, al loro occhio, al buon gusto,
alla conoscenza della composizione e quindi dell’inquadratura, alla luce e
all’ombra, allo studio delle linee, dei valori, alla divisione degli spazi. La
fotografia, fra le sue molteplici apparenze, può anche mostrarsi come il
risultato di un’identificazione immediata di soggetto e forma, del rapporto tra
l’uno e il molteplice, tra l’uomo e il paesaggio, naturale, architettonico o
industriale, in cui vive e si muove.

&nbsp;

Biografia. Andrea Veneri nasce a
Roma nel 1976. Dal 2001 frequenta l'ISFCI di Roma dove si diploma nel 2004. Nei
due anni successivi lavora come assistente presso la Lost &amp; Found dei
fotografi Angelo Cricchi e Susanna Ferrante. Seguiranno collaborazioni con
altri fotografi e con l'artista Gianni Dessì. Contestualmente prosegue la sua
ricerca personale e la sua attività professionale fino a fondare nel 2009 lo
studio vl9 occupandosi principalmente di fotografia di architettura, interni e
arte. Nel 2011 è tra i vincitori del concorso "Il Paesaggio del
Lavoro" che ha come tema il paesaggio architettonico-industriale. Negli
anni le sue foto sono state pubblicate su, tra gli altri, La Repubblica, Il
Corriere della Sera, Il Manifesto, Il Venerdì.

&nbsp;

Nel paesaggio di Andrea Veneri&#12288;&#12288;&#12288;

Inaugurazione 7 febbraio 2012 ore 19.00Finissage 30 aprile 2012

&#12288;

Galleria Doozo

via Palermo 51/53, Roma &#12288;&#12288;&#12288;&#12288;&#12288;&#12288;

orari galleria: dal martedì al sabato 11.30-22.00

tel 064815655

email info@doozo.it

www.doozo.it

&nbsp;

Ufficio Stampa e P.R cristinanist.press@gmail.com
]]></description>
	<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 16:04:37 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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	<title><![CDATA[Nel paesaggio. Andrea Veneri]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Laboratorio di fotografia: Berlino]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4603</link>
	<description><![CDATA[



















LABORATORIO DI FOTOGRAFIA – BERLINO 
YOUR STORY OF BERLIN
Berlino, dal 29 marzo al 1 aprile 2012
ISCRIZIONE ENTRO IL 10 FEBBRAIO 
APERTO A TUTTI 

Il laboratorio si propone di approfondire, da punto di vista pratico e
metodologico, l’uso del mezzo fotografico come strumento di analisi e
narrazione della città contemporanea, intesa come stratificazione di storia,
memoria, pratiche, vissuti. Fotograferemo le architetture, gli spazi ma anche
la gente, la società, i modi di abitare la città. 
COSA: Oggetto del laboratorio sarà la documentazione, attraverso il linguaggio
fotografico, di una delle città più importanti, vitali e dinamiche del mondo
contemporaneo: Berlino, “Una capitale eclettica dalla vitalità travolgente”,
città poliedrica, multiculturale, dinamica, piena di occasioni e soprese. 
Ogni partecipante avrà modo di dare una chiave di lettura della “sua” Berlino,
filtrata attraverso il proprio punto di vista e raccontata attraverso i propri
occhi. Lavoreremo insieme sulla scelta di un tema legato alla città e sulla
strutturazione del lavoro: andremo a raccontare, con le fotografie, i luoghi
della memoria e quelli della trasformazione, le architetture e la società: da
Alexander Platz a Checkpoint Charlie, Potsdamer Platz, il Tiergarten e la
colonna della vittoria, l'isola dei musei, patrimonio mondiale dell'umanità, il
quartiere Nikolai, Gendarmenmarkt con il duomo francese e quello tedesco, il
Viale Unten der Linden, la Porta di Brandeburgo, il Reichstag, la Spree,
Kroizberg, il muro, … le architetture dell'est e i capolavori dell'architettura
contemporanea, la città multiculturale e le tradizioni, la berlino dei teatri e
dei cabaret e la berlino “alternativa” … ogni partecipante avrà modo di
sviluppare un progetto fotografico che sia un racconto della “sua berlino”,
raccontata attraverso i proprio occhi e con il suo stile. 
COME: E' prevista una lezione teorica introduttiva alla metodologia di lavoro e
alla fotografia urbana, escursioni collettive ed individuali, fasi di revisione
degli scatti con suggerimenti per eventuali correzioni, e quindi selezione
finale. Sono previsti incontri successivi, presso la sede del CSF Adams,
dedicati completamente alla lettura delle immagini selezionate dai
partecipanti. 
CHI: dal punto di vista tecnico, requisiti minimi sono la conoscenza delle basi
della tecnica fotografica; i più preparati avranno maggiori possibilità di
catturare immagini straordinarie, ma l'esperienza è sicuramente appagante anche
per chi abbia un profilo tecnico più basso e riesca a scattare fotografie meno
sofisticate.

QUANDO: Da giovedì 29 marzo a domenica 1 aprile 2012
COSTI: 200,00 + 30 di iscrizione 
La quota comprende: 
laboratorio fotografico a Berlino;
pernottamento in camera doppia;
una cena in ristorante ; 
la quota non comprende spese di viaggio e trasporti locali, pasti (ad
esclusione della cena di benvenuto), ingressi musei, e tutto quello non
riportato sotto la voce “la quota comprende” 
ISCRIZIONI ENTRO IL 10 febbraio 2012
È consigliabile formalizzare l’iscrizione quanto prima per poter usufruire di
tariffe vantaggiose su voli aerei.
Programma e date/orari: 
ROMA ; introduzione al laboratorio, (sabato 17 marzo 2012 – ore 10,30 -13,00) 
presso: CSF ADAMS - introduzione al workshop; illustrazione della metodologia
di lavoro - analisi ed illustrazione di come alcuni grandi maestri della
fotografia hanno raccontato Berlino: R. Burri, K. De Keyzer, M. Parr, L. Freed.
I. Berry, J. Koudelka, B. Barbey, ecc) – discussione e proposta di temi di
ricerca e lavoro. 
BERLINO, giovedi 29 marzo 2012.
Arrivo dei partecipanti, sistemazione in albergo. 
Shooting – uscita fotografica individuale libera “la mia storia di berlino”.
BERLINO, Venerdi 30 marzo 2012.
Berlino EST, tra memoria, “ostalgie” e cambiamenti. Inizio sessione fotografica
alle 9:30 (dopo colazione) – Rientro in albergo alle ore 19:00 - Serata libera
BERLINO, Sabato 31 marzo 2012:
Berlino OVEST, la città in scena. Inizio sessione fotografica alle 9:30 (dopo
colazione) – Rientro in albergo alle ore 19:00 - Cena collettiva – Uscita
fotografica notturna (facoltativa): le mille luci di Berlino. 
BERLINO, Domenica 1 aprile 2012: 
uscita fotografica individuale libera “la mia storia di berlino”.
Saluti finali e Rientro a Roma. 
ROMA, Sabato 14 aprile, 9:30 – 13.00, presso: CSF ADAMS : Visione ed analisi
immagini scattate durante il workshop dai partecipanti. 
Centro Sperimentale di Fotografia 

Via biagio Pallai 12

00151 Roma

tel/fax 06/5344428

338/5785977

www.csfadams.it

csfadams@tiscali.it


&nbsp;


]]></description>
	<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 21:25:29 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
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	<title><![CDATA[Laboratorio di fotografia: Berlino]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Inaugurazione mostra di Marco Zanta - Diario Minimo - ars-imago gallery]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4601</link>
	<description><![CDATA[
INAUGURAZIONE SABATO 4 FEBBRAIO, ORE 19,00
ars-imago presenta il&nbsp;secondo capitolo di Instant Collection Project, un ciclo di esposizioni in cui diversi fotografi contemporanei sono invitati a realizzare dei lavori espressamente per lo spazio espositivo della ars-imago gallery, utilizzando le pellicole di Impossible Project, le nuove pellicole istantanee per macchine fotografiche Polaroid.&nbsp; Piuttosto che rivolgerci a specialisti dell’immagine istantanea, abbiamo scelto degli artisti con percorsi molto diversi, chiedendogli di abbandonare i loro strumenti consueti per provare a ‘trasfigurarsi’ attraverso l’uso di una tecnica fotografica assai lontana dai loro linguaggi abituali. Il progetto è curato da Fabio Severo.
Il primo gruppo di autori sarà composto da Alessandro Imbriaco, Marco Zanta&nbsp;&nbsp;e Massimo Siragusa&nbsp;, tre fotografi che pur provenendo da percorsi assai diversi sono giunti a condividere uno stile in cui la cura della composizione, la ricchezza dei toni e una certa riflessività dell’immagine guidano la loro ricerca artistica, e che attraverso l’esperienza completamente altra della pellicola istantanea provano a riscoprire da capo, come fosse la prima volta, che cosa li guida verso la ricerca di un’immagine.
Marco Zanta vive e lavora a Treviso ed&nbsp;ha iniziato ad occuparsi di fotografia dalla metà degli anni ’80. Ha lavorato in Europa, Stati Uniti, Estremo Oriente, Nord Africa. Ha pubblicato diversi volumi, tra i quali, Rumore Rosso, 2000 (miglior libro fotografico italiano, 2001); The Space Between, 2001 EuropaEuropa, 2004; Sulle Apparenze, 2005; Quarantanovegradi, 2006; UrbanEurope, 2008. Nel 2003 è stato il vincitore del Programme Mosaique, Centre National de l’Audiovisuel (CNA), Luxembourg. Ha esposto alla Maison Europeenne de la Photographie, Parigi, allo Spazio Forma di Milano, al MoCA di Shanghai, alla Biennale d’Arte di Venezia È docente di Fotografia al claDIS, IUAV, Facoltà di Design e Arti.
ars-imago gallery&nbsp;&nbsp;&nbsp;
Via degli Scipioni 24-26, Roma]]></description>
	<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:17:01 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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	<title><![CDATA[Inaugurazione mostra di Marco Zanta - Diario Minimo - ars-imago gallery]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Hedler, una tecnologia che si fa tradizione]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1205</link>
	<description><![CDATA[
  
    
      
        Nel 1945 Otto Hedler fondò Hedler partendo da uno studio fotografico e dalla distribuzione di prodotti per la fotografia.&nbsp;Tra il 1961 e il 1972 con il marchio Hedler sono stati prodotti anche proiettori di diapositive e binocoli.&nbsp;Il successo degli illuminatori Hedler&nbsp;iniziò a Colonia nell'ottobre del 1968 a Photokina.&nbsp;In quell'occasione Otto Hedler presentò al pubblico il primo illuminatore ventilato per foto e cinema.&nbsp;Fu una piccola rivoluzione: essendo destinato agli usi prolungati, fu dotato di diverse caratteristiche per la sicurezza e in breve tempo diventò uno strumento di illuminazione richiesto e apprezzato.&nbsp;L'utilizzo di un sistema di ventilazione forzata, l'alloggiamento di materiale plastico con la sua forma caratteristica, il vetro di sicurezza e le lampade alogene al tungsteno a forma di U, sono tutte caratteristiche riconosciute come ideali per gran parte delle situazioni nell'imaging professionale.Nel corso degli anni, a questo primo illuminatore si sono aggiunti i modellatori di luce (riflettori, softbox e ombrelli) necessari per regolare le caratteristiche di illuminazione e per fornire a fotografi e cineoperatori una maggiore varietà di strumenti per l'illuminazione. In questo modo sono state definite le tre principali caratteristiche del sistema di illuminazione Systemlicht di Hedler&nbsp;e che continuano a essere tipiche del nostro sistema: qualità, sicurezza e flessibilità.Per soddisfare le richieste dei nostri clienti abbiamo sviluppato molti tipi di illuminatori con lampade alogene al tungsteno, tutti basati sul primo illuminatore Hedler.&nbsp;Nel 1994 abbiamo cominciato a produrre illuminatori HMI, che grazie alla capacità di emettere una luce diurna priva di sfarfallìo sono stati molto ben accolti dai professionisti e sono stati una valida aggiunta alla nostra serie di luci alogene al tungsteno.Entrambe le linee di produzione prevedono la manifattura di molti modelli di illuminatori, che sono soggetti a continui miglioramenti. Oltre a questi, stiamo producendo unità flash compatte, apprezzate per la loro praticità, affidabilità e possibilità di configurazione.Fin dall'inizio, gli illuminatori Hedler&nbsp;sono stati progettati per sopportare condizioni di lavoro difficili, garantendo sempre un alto livello di affidabilità. Siamo convinti che per ottenere prodotti di alta qualità sia necessario utilizzare componenti di alta qualità, proprio come quelli con i quali vengono assemblati gli illuminatori Hedler. Il montaggio avviene a mano in Germania e ciascuna unità è testata singolarmente prima di lasciare la nostra fabbrica. Il risultato è un prodotto di elevate qualità con garanzia di 36 mesi.&nbsp;La scelta del tipo di illuminazione&nbsp;da utilizzare non dipende solo dal gusto personale, infatti molto più spesso la necessità di realizzare un set fotografico o filmico impone l'uso di un determinato tipo di equipaggiamento per l'illuminazione. Il vantaggio del sistema di illuminazione Hedler&nbsp;è che, qualunque sia l'uso che se ne fa, gli accessori originali Hedler&nbsp;(riflettori, softbox e ombrelli) possono essere agganciati a pressoché tutti gli illuminatori Hedler&nbsp;grazie all'UniAdaptSystem.Il digital imaging&nbsp;ha cambiato molte cose nell'intero processo di creazione delle immagini. Non è cambiata, però, l'esigenza da parte dei fotografi di disporre di una luce artificiale capace di creare le perfette condizioni di illuminazione necessarie a realizzare una particolare immagine.&nbsp;Qualunque sia la scelta - lampada alogena al tungsteno, luce diurna o anche flash - l'illuminazione, in quanto strumento, deve essere variabile per adattarsi alle idee del fotografo creativo. gli illuminatori Systemlicht di Hedler, in quanto strumenti affidabili e flessibili, sono utilizzate in tutti i campi di applicazione del digital imaging.L'affidabilità e la flessibilità sono importanti, come importante è la comodità d'uso: ulteriori sviluppi hanno reso possibile produrre illuminatori ancora più compatti, una delle caratteristiche più richieste dai nostri clienti.Molte fotocamere reflex offrono la possibilità di girare video in HD. I clienti interessati a girare video con audio originale ci hanno chiesto di realizzare illuminatori senza ventole.&nbsp;Ecco fatto: con H10,&nbsp;HF65&nbsp;(entrambi con lampade alogene al tungsteno) e&nbsp;DX15, un illuminatore con luce diurna e bulbo altamente efficiente, Hedler&nbsp;offre degli illuminatori senza ventola ideali per il video digitale con audio originale.&nbsp;Questi illuminatori, tra l'altro, sono ideali anche per la fotografia macro, infatti l'assenza di ventilazione forzata significa assenza di spostamenti d'aria, una condizione ideale per fotografare gli oggetti leggeri che si muovono anche con piccoli spostamenti d'aria. Il vantaggio? Per esempio per ottenere la shallow Dof (Depth of field).Il nostro obiettivo&nbsp;per il futuro è continuare a sviluppare e produrre equipaggiamenti per l'illuminazione, destinati ai fotografi e ai cineoperatori professionisti, caratterizzati da compattezza, robustezza, affidabilità, potenza e flessibilità d'uso. Insomma, qualità Made in Germany.
          
        
        
      
      
        Proiettore di diapositive e binocolo Hedler in una pubblicità del 1968
      
      
        
      
      
        Una successiva pubblicità dell'illuminatore Hedler Ventilux 1250
      
      
        
      
      
        Il Jet-Lux: un illuminatore degli anni 70 di un colore vivace
      
      
        
      
      
        Il flash Compact Blitz da 250 W
      
      
        
      
      
        L'attuale&nbsp;F500, illuminatore da 500 W
      
      
        
      
      
        DX15: un moderno illuminatore con luce HMI
      
    
  
]]></description>
	<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Recensioni prodotti]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1205</guid>
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	<title><![CDATA[Hedler, una tecnologia che si fa tradizione]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[I Venerdi del CsfAdams: L'Arte della Fotografia]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4602</link>
	<description><![CDATA[I venerdì del Centro Sperimentale di Fotografia
L’Arte della fotografia e l’incontro con l’Autore

Proiezioni di film, video e foto.
Documentari a tema, documenti sonori, interviste, spezzoni di film.
Presentazione di libri e saggi.
Interventi di storici, critici ed esperti.
Il Centro Sperimentale di Fotografia invita tutti gli associati, i
simpatizzanti e gli amanti della fotografia a partecipare agli incontri
sull’Arte della fotografia e l’incontro con l’autore presso la nuova sede in
Via Giovanni Vestri 28.
Gli incontri avranno inizialmente una cadenza mensile.

Il primo incontro è previsto per venerdì 10 febbraio alle ore 19,00
Autore:
Robert Mapplethorpe
(Long Island 4 novembre 1946 – Boston 9 marzo 1989)

Si prega di comunicare preventivamente la propria adesione!
Il costo individuale di partecipazione è di € 5,00
L'iniziativa è aperta a tutti gli associati, è possibile associarsi il giorno
stesso.
Per evitare un eccessivo affollamento chiediamo di confermare la propria
partecipazione.

http://www.csfadams.it/node/568

info e prenotazione: Centro Sperimentale di Fotografia
Via biagio Pallai 12
00151 Roma
www.csfadams.it

telf/fax 06/5344428 mobile 338/5785977
csfadams@tiscali.it 


]]></description>
	<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Eventi e Rassegne]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4602</guid>
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	<title><![CDATA[I Venerdi del CsfAdams: L'Arte della Fotografia]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[AF-S NIKKOR 85 mm f/1.8G ]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4596</link>
	<description><![CDATA[Nital S.p.A. è lieta di annunciare un nuovo luminoso obiettivo medio tele: l’AF-S NIKKOR 85&nbsp;mm f/1.8G.
&nbsp;
Contraddistinto da un’incredibile armonia tra lunghezza focale, luminosità f/1.8 e schema ottico, riprogettato per soddisfare appieno i requisiti delle odierne reflex digitali, questo nuovo obiettivo garantisce un’elevata qualità delle immagini e offre ai fotografi un’ottima opportunità per godere dei vantaggi, ad un prezzo accessibile, legati alla tradizione NIKKOR.
&nbsp;
Nikon afferma che “questo è l’obiettivo perfetto per tutti coloro che amano realizzare ritratti. Consente ai fotografi di avere tutti i vantaggi offerti da un obiettivo medio tele luminoso, sia in studio che quando si preferisce sfruttare al massimo la luce naturale.”
&nbsp;
Primi piani meravigliosi
La lunghezza focale classica di 85 mm è ideale per chi desidera ottenere ritratti stretti con il massimo dettaglio. 
L’ampia apertura f/1.8 bilancia perfettamente nitidezza e sfocato, isolando perfettamente il soggetto e assicurando un’immagine più luminosa nel mirino, per una maggiore facilità nella composizione delle inquadrature. Scelta impareggiabile se si scatta in condizioni di luce scarsa, l’ampia apertura consente di sfruttare al massimo la luce a disposizione e di catturare immagini splendide e nitide.
&nbsp;
Nuovo schema ottico
Obiettivo per ritratti, assolutamente in linea con l’era digitale, l’AF-S NIKKOR 85&nbsp;mm f/1.8G propone un design dell’ottica davvero innovativo, studiato per soddisfare i requisiti delle odierne reflex digitali. Con i suoi 9 elementi divisi in 9 gruppi, offre un’incredibile qualità d’immagine e rappresenta una scelta estremamente interessante sia per chi fotografa che per chi realizza video. Il motore SWM (Silent Wave Motor), inoltre, permette una precisa messa a fuoco automatica. 
&nbsp;
Ergonomia 
Con un peso di soli 350 g, questo nuovo obiettivo compatto e resistente agli agenti atmosferici, è più leggero dei suoi predecessori. Pensato per le reflex digitali Nikon formato FX, offre una lunghezza focale di 127,5&nbsp;mm (equivalente) se utilizzato con reflex digitali Nikon formato DX, ed è completamente compatibile con le reflex entry level, che non dispongono di un motore per la messa a fuoco incorporato.
&nbsp;
L’obiettivo viene fornito con l’apposito paraluce HB-62 e un astuccio morbido CL-1015.]]></description>
	<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:50:59 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Prodotti e Servizi]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4596</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[AF-S NIKKOR 85 mm f/1.8G ]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Il popolo del vento, Rom a Milano, fotografie di Valter Molinaro]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4595</link>
	<description><![CDATA[Le fotografie di Valter Molinaro ci permettono di oltrepassare il filo spinato di un campo Rom, quello di via Triboniano a Milano, per conoscere da vicino un popolo verso il quale i sentimenti prevalenti sono spesso diffidenza o paura.Le foto sono state scattate nel 2011 durante il "reportage" dei matrimoni di due giovani coppie Rom, chiesto al fotografo dagli stessi genitori degli sposi. Due giornate lunghissime, in cui il fotografo ha ritratto gli sposi, i loro familiari e tanti altri abitanti del campo.Il percorso espositivo indaga specialmente i volti e gli sguardi dei Rom, da cui emanano l'orgoglio per la propria cultura e lo spirito libero, per il quale i Rom sono&nbsp; spesso chiamati "popolo del vento". Un documento importante, anche perchè oggi il campo di via Triboniano, uno dei più grandi del nord Italia, non c'è più.Inaugurazione 9 febbraio 2012 ore 18.30-20.00ingresso libero fino al 17 marzo 2012Centro Medico Santagostinopiazza Sant’Agostino 1 Milano info 02 89701701 cmsantagostino.itorario continuato lun - ven ore 8.30 - 20.00 sab ore 8.30 - 13.00]]></description>
	<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:54:14 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4595</guid>
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	<title><![CDATA[Il popolo del vento, Rom a Milano, fotografie di Valter Molinaro]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Fotolia e deviantART annunciano “La deviantART Collection”]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4588</link>
	<description><![CDATA[Una nuova collezione stock ad alto coefficiente creativo,per offrire al mondo della comunicazione immagini particolaria prezzi microstock

ROMA, gennaio 2012 – DeviantART (dA) e Fotolia presentano la deviantART Collection, che propone immagini di alto livello artistico progettate per un utilizzo commerciale. Questa collezione unica, ricca di oltre 3.000 immagini create da componenti della community dA, è già disponibile su Fotolia.

Fotolia e deviantART hanno selezionato un gruppo di photo editor professionisti per curare questa splendida collezione, che rappresenta l’essenza dei milioni di immagini originali presenti su deviantART. La dA Collection è organizzata in un’ampia serie di categorie, concesse appositamente da artisti digitali provenienti da più di 50 paesi di tutto il mondo. Gli elementi artistici distintivi di questa collezione di avanguardia incrementano le possibilità per i designer di arricchire i loro progetti commerciali ed editoriali con immagini in grado di impressionare il pubblico con una visione unica e forte.

In esclusiva su Fotolia.com, i designer possono sfogliare la collezione ed acquistare queste immagini di alto livello creativo singolarmente o in abbonamento ai prezzi standard Fotolia.

“Siamo entusiasti di presentare la dA Collection, caratterizzata da immagini di grande impatto che ben rappresentano la creatività intrinseca alla community deviantART”, ha detto Angelo Sotira, co-fondatore e chief executive officer di deviantART. “La nostra partnership con Fotolia è una fantastica occasione per far conoscere i nostri artisti in ambiti diversi dagli usuali, offrendo loro di conseguenza una differente opportunità commerciale, contribuendo contemporaneamente ad arricchire il catalogo Fotolia con un diverso punto di vista”.

“Fotolia è orgogliosa di essere l'agenzia di stock scelta da deviantART per distribuire questa splendida collezione. Siamo entusiasti di supportare il lavoro creativo di questa grande community artistica e proporre questa nuova collezione ai nostri designer”, ha dichiarato Oleg Tscheltzoff, CEO di Fotolia.

Scopri la dA Collection su http://www.fotolia.it/dacollection
 

 

deviantARTdeviantART è la più grande community online per artisti e appassionati. Creata per ispirare e stimolare i creativi, deviantART consiste in una potente piattaforma in continua evoluzione utilizzata per esporre, promuovere e scoprire l'arte digitale e interagire con gli iscritti. deviantART accoglie oggi quasi 200 milioni di contenuti artistici, per oltre 2,2 miliardi di pagine visitate ogni mese. 1,5 milioni di commenti vengono scambiati su dA ogni giorno tra circa 18 milioni di partecipanti.


FOTOLIACon filiali in 15 paesi e siti in 13 lingue, è leader in Europa nel mercato microstock.Fotolia rende disponibile un database di 15.000.000 di immagini, vettoriali e video da scaricare in alta risoluzione con licenza Royalty Free, per uso professionale e a prezzi imbattibili (a partire da 0,75€ per immagini singole e da soli 0,15€ in abbonamento).Tre milioni di professionisti nel mondo scelgono Fotolia per le loro esigenze di comunicazione: con una collezione di quindici milioni di immagini tra le quali scegliere, su Fotolia c’è! Trovala su www.fotolia.it!

Contatti Fotolia Italia
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&nbsp;]]></description>
	<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:37:26 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Prodotti e Servizi]]></category>
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	<title><![CDATA[Fotolia e deviantART annunciano “La deviantART Collection”]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Workshop in Islanda]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4585</link>
	<description><![CDATA[Finalmente un workshop organizzato da Lux Verbi!
 “Islanda Foto Tour” è un Workshop fotografico sull’isola dalla luce magica, un posto paradisiaco per qualsiasi appassionato di fotografia, è l’ isola del ghiacciaio più grande d’Europa, del vulcano più grande d’europa, della laguna blu, dei paesaggi mozzafiato, dei Geyser, dell’aurora boreale e chi più ne ha più ne metta, un’ isola unica per la sua posizione, per la sua cultura per la sua luce, per la sua gente per la sua fauna, e Lux Verbi ha scelto proprio per la sua unicità di visitare questa terra con un gruppo di appassionati, le iscrizioni sono ufficialmente aperte, il Tour fotografico dura 10 giorni, e si articola nel sud dell’isola, la partenza è il 16 di Settembre 2012.
L'intero tour è a cura di Paolo De Trane fotografo , in collaborazione con alcuni fotografi locali, che ci faranno da guide e ci accompagneranno in luoghi magnifici.

Partenza: 16 Settembre 2012 (10 GG, 11 notti) disponibili 12 posti

PRENOTA ENTRO IL 31 MAGGIO E RICEVERAI UN CONSISTENTE SCONTO!

Per avere più informazioni e scaricare il programma dettagliato puoi visitare:
http://www.paolodetrane.it/?p=1880 oppure http://www.luxverbi.it/?p=1219
o anche contattarci a info@luxverbi.ito chiamarci al +39 334 6046742
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	<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:37:40 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
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	<title><![CDATA[Workshop in Islanda]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Sgarbissima]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1201</link>
	<description><![CDATA[L'ho evitata accuratamente fino a ieri pomeriggio. Snobismo, forti 
pregiudizi sul curatore, allergia alle ammucchiate maggioritarie 
spacciate per democrazia. Insomma, dopo la notizia che la prorogavano di
 un mese e che tanti miei concittadini l'avevano già vista, pare persino
 con soddisfazione, la mia innata curiosità ha finalmente prevalso su 
tutte le possibili riserve. Mi riferisco alla sezione torinese del Padiglione Italia della 54esima Biennale di Venezia curato da Vittorio Sgarbi.Sfidando il freddo davvero intenso della Sala Nervi, mi sono buttato a capofitto nel mare magno delle opere realizzate dagli oltre settecento 
artisti selezionati. Il primo impatto è stato quello di trovarsi dentro 
una specie di Porta Palazzo 
dell'arte: tanti banchi, tante merci esposte d'ogni tipo, qualità e provenienza. 
Ma pazienza: al mercato ci si va anche per passare il tempo e scoprire 
l'inatteso.Va detto subito: mi sono divertito. Come un bambino, 
come quando venivo al Torino Esposizioni a ritirare il regalo di Natale 
per i figli dei dipendenti FIAT. Una giostra dietro l'altra di colori, 
forme, luci senza altro legame tra loro che il puro accostamento 
abbastanza casuale o, al massimo, tipologico: qui le ceramiche, lì le 
fotografie, laggiù le installazioni, ecc. Su tutto il biancore elegante,
 inarrivabile della Sala Nervi, contenitore in grado di dare sempre il 
massimo risalto ad ogni tipo di esposizione.Quindi, spostando 
magari la data verso primavera, per motivi puramente climatici, capisco 
che si pensi di ripetere l'esperienza e mi diverte che si voglia 
chiamarla Babele. Lo è davvero 
una babele. Anzi è  una specie di bazar di tutto ciò che si pensa in 
genere possa chiamarsi "arte". Deve essere estroso, colorato (pop, 
tardopop, minculpop...), ben fatto (la sapienza artigianale sento dai 
commenti attorno a me che viene molto apprezzata), poi se sembra 
realizzato dal cappellaio matto di Alice allora siamo al "top". Ci credo
 che sia un bel Luna Park per famiglie: puoi non aver mai studiato una 
mazza di storia dell'arte e non sapere nemmeno che esista una cosa 
chiamata "arte contemporanea" senza che questo provochi alcuna 
irritazione cutanea da ignoranza postscolastica. Basta che piaccia 
questo invece di quello e la visita va via liscia, senza conseguenze.Nella curatela di questo Padiglione Italia torinese
 leggo una illusione (anzi un illusionismo) populista: la vita è 
semplice, sai già tutto quello che ti serve, non devi pensare ad altro 
che passare meglio che puoi il tempo che ti rimane da vivere.Peccato
 che dietro le opere ci siano persone. Persone che per fare quelle opere
 impegnano la loro esistenza e che avrebbero necessità di trovare 
riscontri diversi, ben più meditati, per progredire nel loro lavoro. 
Esporle a mucchi, non importa come, purché poi possano rimpinguare il 
loro curriculum con l'ambitissima frase: "Partecipa alla 54esima 
Biennale di Venezia", è un inganno narcisistico per tutti: per chi li 
butta in questa bolgia, per chi è contento di esserci e per chi si bea 
di andare a passeggiarci. Ci vedo il ritratto di un paese vanitoso che 
muore piuttosto di guardarsi veramente nello specchio per cercare di 
capire quello che è diventato. In questo senso Sgarbi compie un'altra 
acrobazia delle sue: maligno e benigno al contempo. Si diverte, e ci 
diverte, mettendoci sul palcoscenico sociologico della nostra 
insufficienza. Ci coccola nei difetti e così li fa emergere. Questa 
Biennale "democratica" verrà penso ricordata dai posteri per aver 
dimostrato che oggi l'arte non è davvero cosa nostra, non più.I miei appunti fotografici su Sgarbissima (così ho ribattezzato l'evento, con evidente riferimento parodistico ad Artissima) sono QUI.]]></description>
	<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 01:41:28 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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	<title><![CDATA[Sgarbissima]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Rituali di Iwajla Klinke]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4581</link>
	<description><![CDATA[a cura di Antonio Maiorino

“La fotografia mi dà una sorta di sensazione di trionfo sulla lingua. Quando ci sei tu e l’altra persona, sembra sciocco, ma puoi fare a meno della parola” 						      I. Klinke

Vernissage: venerdì 27 gennaio 2012 – ore 19 -  Galleria PrimoPiano Via Foria 118  Napoli
Orari di visita: dal martedì al venerdì 16:00 alle 20:00 - sabato e domenica per appuntamento  
fino al 20 febbraio 2012
L’inafferabile può essere dovuto alla volontà criptica dell’autore e sovente cela una necessità narcisista che soverchia l’opera rendendola distante e inconoscibile, talvolta invece, l’inafferabile, riesce ad esercitare fascinazione e desiderio di possesso di quella chiave che ci condurrà alla sublime percezione del capolavoro. 
Le opere di Iwajla Klinke appartengono a  quest’ultima categoria. 
Potremo rilevare le tante stratificazioni cultuali, le influenze fiamminghe, il rapporto simbiotico di natura morta e ritratto, la magia di cavalieri e madonne contemporanee, l’evidente seduzione dei riti di passaggio, ebbene, nonostante queste molteplici letture, si ritorna con lo sguardo alle opere per esserne nuovamente rapiti perché conservano un ulteriore segreto che ci attrae come solo la Bellezza riesce. 
Nella visione dell’artista berlinese ritroviamo quelli che Van Gennep, etno-antropologo del secolo scorso, definisce riti di separazione dal mondo asessuato, rituali magici di iniziazione che la cultura occidentale non riesce più a comporre in maniera tradizionale ma che pure resistono sotto altre inaspettate forme.
Iwajla Klinke dissotterra con lirica eleganza gli elementi e i simboli rituali facendoci percepire il momento di crisi ponendosi nel ruolo di potere dell’iniziatore e imprimendo un’ideale successione al mondo sessuato.
L’adornare i soggetti è esso stesso processo di mutamento e rito d’iniziazione. E’ con il soggetto stesso che l’artista decide quali strade percorrere, come declinare le forme del loro mondo, quali costumi della loro tradizione utilizzare,. 
I ritratti hanno sempre un fondale nero e sono realizzati con luce naturale. 

L’incontro in Accademia di Belle Arti Napoli
Venerdì 27 gennaio 2012 ore 11.30, su invito dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, incontro con  Iwajla Klinke presso l’Aula Magna dell’Accademia Partenopea, moderano l’incontro il Prof. Fabio Donato -  Artista e Coordinatore del Biennio Specialistico di Fotografia, Massimo Pastore - Artista e collaboratore della Galleria PrimoPiano,  Lida Perin – interprete.

]]></description>
	<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 09:51:17 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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	<title><![CDATA[Rituali di Iwajla Klinke]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Saper vedere per fotografare]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1199</link>
	<description><![CDATA[Il nuovo libro di Giulio Forti disponibile online e nelle edicole: “Questo libro è dedicato a coloro che vogliono fare belle fotografie senza dover diventare informatici”.Dopo “Fotografia, teoria e pratica della reflex”, uno dei libri di settore più conosciuti e diffusi in Italia, Giulio Forti, editore e direttore di FOTOGRAFIA REFLEX, presenta un nuovo lavoro incentrato sulla visione fotografica.“Saper vedere per fotografare” è un libro che stimola lo sviluppo delle “capacità dell’occhio fotografico. Osservare per capire dov’è la fotografia e la tecnica minima per non sbagliarne una“.Un approccio differente da quelli che van per la maggiore, ove la tecnica si ritaglia il suo spazio, minimo, per cedere finalmente il posto ai fondamentali della fotografia, quelli oggi troppo spesso trascurati: composizione e visione, suddivise per temi e generi fotografici (dalla gente, ai panorami, al movimento, interni ed esterni…) con un approccio informale, stile chiacchierata con il lettore.In ogni capitolo del libro sono presentati esempi pratici di fotografie scattate dall’autore, con didascalie esaustive, tenuto conto della scena, delle varie situazioni di luce, e delle fotocamere utilizzate che vanno dalla compatta alla professionale. Su questo tema , l’autore tiene a puntualizzare che: “In queste pagine c’è un po’ di tutto ed è per questo che la mia scelta di immagini, che potrai serenamente giudicare belle o brutte, è caduta su quelle che potessero rappresentare l’idea che c’è dietro a questo lavoro. Non vuole essere una galleria di stile o di scuola, ma una mera serie di esempi raccontati. Fotografie che chiunque può scattare senza difficoltà. (…) Quello che ho cercato di fare è stato di mettere in secondo piano la tecnica per stimolare in prima istanza l’occhio del fotografo a fare il suo mestiere”.L’autore mi perdonerà se copio di seguito alcuni brani che, a mio avviso, aiutano a ben comprendere l’impostazione del libro.Giulio Forti ha un proprio punto di vista, pratico ed essenziale, su concetti, parole e azioni di cui, spesso, non ci preoccupiamo della loro applicazione concreta, per concentrarci sui meri strumenti di ripresa: “Alla ricerca della migliore inquadratura, l’attrezzatura di base è costituita dalle tue gambe. Non è lo zoom che ti aiuta a inquadrare la scena, è il punto di ripresa. (…) Muoversi significa usare un cespuglio o un tronco d’albero per nascondere un cassonetto della spazzatura o un palo della luce (…). Spostarsi significa anche cercare, se esiste, la possibilità di scattare dall’angolazione che ti propone il taglio di luce più efficace“.E ancora: “(…) Devi o puoi scegliere se desideri curare l’estetica delle tue riprese o se vuoi fare non dico reportage, ma racconto. L’estetica di una fotografia non può prescindere dallo stile di ciascuno di noi né dalle nostre inconsce preferenze, ovvero il modo in cui visualizzi le forme della scena o del soggetto. E’ geometria, ed in fotografia come nella pittura non esistono troppe scappatoie. Linee parallele, cerchi, divergenze, triangoli fatti di materia, di luce, di colori. Forme che poi non sono altro che gli oggetti solidi della realtà davanti ai tuoi occhi che dalle tre dimensioni passano, attraverso l’obiettivo, alle due dimensioni“.Un’altra delle caratteristiche di questo libro è checontiene molti spunti che aiutano ad armonizzare i due aspetti, consci o inconsci, che guidano le nostre scelte fotografiche: istinto e ragione. Ognuno di noi è più razionale o più istintivo, in ogni cosa. Nella fotografia è possibile imparare a sviluppare la parte meno “forte” e a gestire quella dominante, per raggiungere quel mix armonico tra le due componenti del nostro essere che, spesso e volentieri, fanno a pugni o, peggio, si ignorano a vicenda. Anche fotograficamente.]]></description>
	<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
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	<title><![CDATA[Saper vedere per fotografare]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Kodak chiede la bancarotta protetta]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4582</link>
	<description><![CDATA[Nelle ultime settimane le notizie che arrivano dal quartier generale di Kodak sembrano i bollettini medici di un malato terminale. L’epilogo il 19 gennaio scorso: la società ha chiesto il Chapter 11, ovvero l’amministrazione controllata, utilizzata in passato da Lehman Brothers ed Enron, tanto per capirsi. Citigroup le ha assicurato una linea di credito di 950 milioni di dollari per i prossimi 18 mesi per continuare a operare mentre si apre la fase di ristrutturazione della sede centrale e di tutte le sussidiarie americane.Il marchio, fondato nel 1888 da George Eastman, ha dominato per un secolo il mercato analogico diventando per molti il sinonimo stesso di fotografia. Come scordare il tormentone pubblicitario “Ciribiribì Kodak”? Il paradosso sta nel fatto che la società ha saputo anche creare la prima fotocamera digitale, senza tuttavia riuscire ad imporsi sulla relativa fetta di mercato. Nel 1975 un suo ingegnere, Steven Sasson, aveva infatti realizzato un prototipo – più simile a un tostapane che ad una macchina fotografica – che registrava immagini in bianco e nero di 0,1 megapixel utilizzando un nuovo sensore elettronico inventato sei anni prima nei laboratori Bell (il CCD) e una lente presa a prestito dalle cineprese Kodak. Per non parlare del sensore da 1,4 megapixel del 1986, il primo abbastanza piccolo da poter essere inserito all’interno di una reflex portatile, allora impiegato in ambito scientifico ed industriale. In quegli anni sono stati 4 i bilioni di dollari investiti per sviluppare la tecnologica che oggi troviamo all’interno della maggior parte dei cellulari e di altri dispositivi digitali. Pare sia stato il prolungato ed eccessivo affidamento al segmento delle pellicole da parte della dirigenza a far perdere il treno all’azienda.L’ultimo bilancio attivo è del 2006 e, al momento, l’unica soluzione per ripagare i creditori è vendere brevetti e proprietà intellettuali dai quali la società prevede di recuperare circa 600 milioni di dollari. Questo non le eviterà di dover abbandonare il settore fotografico per concentrarsi su quello di fotocopiatrici e stampanti.Kodak Italia ha dichiarato che le consociate non-statunitensi non rientrano nel processo di cui sopra e che continueranno ad “operare nella normalità”, mantenendo “tutti gli obblighi contratti verso clienti e fornitori in totale continuità”.Arianna De MicheliFoto: ©David Duprey - Associated Press]]></description>
	<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[What's on]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4582</guid>
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	<title><![CDATA[Kodak chiede la bancarotta protetta]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Shoah e postmemoria]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1198</link>
	<description><![CDATA[“Di loro, ai tuoi amici e conoscenti […] che se il tuo cuore si tramuta in pietra, il tuo cervello in un freddo meccanismo e il tuo occhio in un semplice apparecchio fotografico, tu non andrai più da loro. […] Tieni stretta la mia mano, non tremare perché dovrai vedere cose ancora peggiori.”Zalmen Gradowski, Rotoli di Auschwitz.Shoah è il termine di recente adottato, soprattutto in ambito non anglosassone, per indicare il dramma che ebbe come protagonisti milioni di ebrei durante la seconda guerra mondiale. In passato il tema è stato prevalentemente affrontato attraverso la testimonianza dei sopravvissuti, ma man mano che questi scompaiono si è diffusa l’esigenza di uno studio profondo della materia e di una sua registrazione che la preservi dal passare del tempo.Gabriele Croppi non si è mai interessato, se non per il breve tempo di una lezione a scuola, alla questione della Shoah o a quella più ampia, perché si allarga anche ad altre minoranze come zingari, omosessuali, portatori di handicap ecc., dell’Olocausto. È stata la silhouette delle torri di guardia del campo di Mauthausen, che si stagliavano alla luce cruda di una giornata come altre di qualche anno fa, a scatenare in lui una reazione tanto violenta da rappresentare uno spartiacque della sua vita personale e artistica. A quell’emozione si deve un potente progetto autoriale innestato su un vasto ed intenso studio della materia in cui è probabilmente impossibile incappare pensando ad altre serie fotografiche dedicate all’argomento.La mostra "Shoah e postmemoria" apre il 26 gennaio a La Spezia in occasione della Giornata della Memoria 2012 e raccoglie le 30 più significative immagini scattate dall’autore in campi di concentramento, quartieri e cimiteri ebraici durante i suoi viaggi in Austria, Germania e Polonia tra il 2008 e il 2011. Scordatevi il documentarismo, l’operazione è puramente estetica, ma non per questo vile o ruffiana. Centrale, in questo senso, il concetto di postmemoria, scoperto da Croppi nel corso del suo lavoro sulla Shoah grazie a un saggio di Marianne Hirsch* che per prima ha coniato il termine. Si tratta di una dimensione extra biografica del ricordo, spesso legato ad un trauma familiare o collettivo: esso viene, per così dire, tramandato alle generazioni successive che lo fanno proprio pur non avendone fatta esperienza diretta. Questo tipo di memoria, che per ovvie ragioni cronologiche non si basa su eventi vissuti quanto piuttosto sull’immaginazione e la rappresentazione degli stessi, non può che assegnare alla fotografia un ruolo fondamentale per la sua sopravvivenza e “contagiosità”. Difficile pensare ad eventi più iconici e grondanti di immagini retoriche della Shoah.Ecco allora che Gabriele Croppi pesca dal repertorio dell’immaginario sedimentato in ognuno di noi scegliendo icone minime dalla portata massima: una doccia arrugginita, il dettaglio di una divisa, le geometrie del filo spinato. Il registro è quello a lui più congeniale, quello del bianco e nero, reso materico, cupo e “sporco” già in fase di ripresa ed intervenendo sul sensore stesso della fotocamera. Duplice l’intento: da una parte mostrarci la fisionomia delle sensazioni da lui provate, dall’altra prendere dichiaratamente le distanze dalla diffusa tendenza ad una “museificazione” dei luoghi della Shoah.Non ci racconta un fatto, non potrebbe farlo nemmeno se volesse, ci racconta un’esperienza, la sua. Il talento e la solidità della sua ricerca gli consentono il passo successivo, quello di aprire una sorta di varco spazio-temporale. A noi la facoltà di sporgercisi e vivere la nostra di esperienza.Questo lavoro offre innumerevoli spunti di approfondimento e dibattito. Volendo rimanere aderente alla sua dimensione più prettamente fotografica, ho posto a Gabriele Croppi un paio di domande.D. E’ possibile conciliare estetica ed etica nel rappresentare una tematica sociale?R. E' una questione molto complessa. Nel mio personale percorso c'è stato un momento, alla fine degli anni '90, in cui mi sembrava impossibile conciliare le due cose. Non riuscivo più a sostenere la ricerca del “bello” o di una soluzione estetica più o meno coerente, con la rappresentazione di tematiche sociali e drammatiche. Questo è il motivo che mi spinse ad abbandonare la fotografia di reportage sociale, per dedicarmi alla fotografia di ricerca e al rapporto fra questa ed altre discipline artistiche. Poi, a distanza di quasi un decennio, ho riscoperto l'importanza dell'aspetto estetico nel processo di conservazione della Memoria di un fatto storico come la Shoah. D. In alcune interviste parli di diritto delle nuove generazioni alla non conoscenza della Shoah. Pur specificando chiaramente di non auspicare certo un diffondersi dell’ignoranza al riguardo, spieghi di ritenere sterile il paternalistico tentativo di forzare i più giovani a sentir proprio un dramma che sarebbero invece giustificati a percepire come ormai lontano dal proprio tempo. Come si inseriscono le tue fotografie in questo contesto?R. Quando si affronta il tema della memoria di una tragedia colossale come quella dell'Olocausto, si tende a considerare l'aspetto “quantitativo” della memoria: di fare in modo, cioè, che il numero maggiore possibile di persone venga a conoscenza di ciò che è accaduto. Non ci si interroga mai sull'aspetto “qualitativo” della Memoria. Non si considera l'esistenza di una disparità di approcci mnemonici al fatto storico. Si tende, forse, a dare per scontata una partecipazione molto emotiva ed empatica al dramma: quella che è sicuramente appartenuta ed appartiene ai testimoni diretti. Ma c'è un'altra forma di memoria, più superficiale, più astratta, più passiva, che riguarda i fatti storici lontani e non vissuti. Questo tipo di approccio, che per 34 anni è stato anche il mio nei confronti del dramma della Shoah, viene spesso rimproverato in maniera retorica e paternalistica. Io mi sento di difendere questo atteggiamento e di accettarlo come un processo fisiologico e naturale. Oggi le nuove generazioni vivono in maniera emotiva e partecipata altri drammi: quelli che hanno vissuto in prima persona, come l'attentato alle torri gemelle o le numerose guerre susseguitesi in Nord Africa. Col passare del tempo, ogni fatto storico tende ad uno stato di astrazione, di letterarizzazione, di idealizzazione: la memoria che ne consegue è una memoria qualitativamente diversa e più distaccata: l'approccio artisitico e finzionale, che per molti anni è stato criticato ed escluso nella trattazione del tema dell'Olocausto, può dare un contributo qualitativo alla Memoria di fatti temporalmente lontani. Questa è la direzione in cui va il mio lavoro. Arianna De Micheli*Immagini che sopravvivono: le fotografie dell’Olocausto e la postmemoria (UTET, 2006)Edizioni Sonda in collaborazione con Istituzione per i Servizi Culturali della Spezia e LASpresenta in anteprima Shoah e Postmemoria | Fotografie di Gabriele CroppiLa Spezia, 26 gennaio 2012 - 11 febbraio 2012Presso LAS - Via Montepertico, 1Martedì-sabato ore 17-19, ingresso gratuito.Tutte le mattine su appuntamento per gruppi scolastici (tel. 3201841172) Qui alcune immagini.Il giorno 27 gennaio alle ore 11 presso l’Auditorium del Liceo Artistico della Spezia si terrà un incontro con l’autore alla presenza dell’editore Antonio Monaco e dello storico dell’Unversità di Torino Brunello Mantelli: un momento di approfondimento e dibattito sui temi della Shoah, della memoria e del valore della documentazione fotografica rivolto agli studenti delle scuole superiori e a tutti i cittadini.Mauthausen #046 giugno 2008. Filo spinato e altoparlanti della cerchia di mura interna al campo.Majdanek #114 settembre 2008.particolare della divisa di un internato del campoVarsavia #252 settembre 2008.&nbsp; Cimitero ebraico, fotografia di una giovane vittima, Monumento in memory of one million jewish&nbsp;&nbsp;&nbsp; children, murdered by nazi german barbarians 1939-1945.Berlino #3124 Agosto 2008. Ingresso alla metropolitana di Potsdamer Platz.]]></description>
	<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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	<title><![CDATA[Shoah e postmemoria]]></title>
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	</item><item>
	<title><![CDATA[Sant'Antoni e Su Fogu (Mamoiada 2012)]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=2941</link>
	<description><![CDATA[Le maschere arrivano per la prima volta, tra il 16 e il 17 gennaio. Appaiono all’improvviso e danno il via al carnevale in tutta la Barbagia. In un attimo, il sacro diventa profano e inizia la festa: nel calendario cattolico, infatti, il 17 gennaio è il giorno di Sant’Antonio Abate. E’ giorno del fuoco benedetto, il giorno di “Sant’Antoni ‘e su ‘ocu”, il Santo del fuoco.Secondo l’usanza, tramandata da generazioni, vengono accesi in tutti i rioni o nei sagrati delle chiese dei grandi falò, alimentati da frasche, alberi o radici di grandi dimensioni. Il fuoco del falò centrale, vicino alla chiesa principale, viene benedetto dal sacerdote che fa fare tre giri attorno al fuoco alla statua del santo. Da quel falò centrale vengono poi prese le scintille per accendere gli altri. A conclusione del rito cristiano, si presentano le maschere. Inizia così il Carnevale, “carrasecare” in sardo (da “carre a secare”, “carr’a secare”, letteralmente carne viva – carre – da tagliare – secare). 

Il rituale: 

I Mamuthones , con visera lignea nera(maschera facciale) fermata da un fazzoletto scuro, mastruca nera (pelle di pecora senza maniche) e garriga (gruppo di campanacci), si dispongono incolonnati su due file, creando uno spazio all'interno. Una fila procede a piccoli passi, andando avanti col piede sinistro, retrocedendo col piede destro; la fila opposta, avanza col piede destro e retrocede col sinistro. Entrambe le colonne modificano il passo di danza con una variante di tre piccoli passi eseguiti più velocemente. 

Gli Issohadores , con un corpetto rosso e pantaloni bianchi, panno frangiato, cintura di piccoli sonagli, lungo laccio ( soha ) e cappello nero ad ampia falda, si dispongono all'esterno, davanti, al centro e dietro, lasciando solo a uno il compito di coordinamento e di guida. La funzione esteriore appare quella di garantire lo svolgimento del rituale e di catturare prede, oggi prevalentemente femminili, con la soha . quasi a riaffermare e riproporre le modalità dell'azione che ha portato al dominio del gruppo che controllano 

Fonte: http://www.mamuthones.it/storia.asp 
]]></description>
	<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:13:18 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Reportage]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2941</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Sant'Antoni e Su Fogu (Mamoiada 2012)]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/132706885011824_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Workshop di Ritratto e Glamour - Orvieto 18/19 febbraio 2012]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4576</link>
	<description><![CDATA[Due giorni di workshop dedicati alla fotografia di Ritratto e Glamour
 con il fotografo Paolo Soriani (vedi scheda in basso), Elena B, modella professionista e la collaborazione della make-up 
artist Lorenza Gentileschi.
Il workshop prevede
 Shooting in interni in luce naturale, con 
l’ausilio di beauty dish, pannelli riflettenti e luce mista. 
Illuminazione di base in studio. Uso di un solo punto luce con softbox e
 beauty dish, uso dei pannelli. Gestione della luce e dell’esposizione. 
Illuminazione avanzata in studio. Uso di griglie, snoot, spot, a 2 o 
piu’ punti luce. Gestione avanzata&nbsp; della luce.Elementi di editing e 
fotoritocco per una resa ottimale delle immagini in stampa e sul web
Costo del corso: € 250 All inclusive – Minimo 6, Max 8 partecipantiI partecipanti saranno ospitati all’interno del casale “Poggio Amante
 delle Arti”, a soli 5km da Orvieto, dove oltre a partecipare al 
workshop nella sala proiezioni e nello studio attrezzato potranno 
condividere un’esperienza di ospitalità rurale, dormendo in camere da 
3/6 letti e partecipando alla realizzazione dei piatti della cucina 
fatti con prodotti di allevamento locale e da agricoltura biologica. 
Immagini e info su come raggiungere il casale su: 
www.artspad.it&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il prezzo comprende 2 gg di corso e ospitalità 
presso il casale che prevede 1 colazione, 1 cena e 2 pranzi a buffet, 1 
pernottamento. Possibilità di arrivo la sera del 17 con cena e 
pernottamento supplementari senza aggravio di spese.
(Per tutti coloro che preferiscono una sistemazione in camere singole
 o doppie, lo studio ha stipulato convenzioni con Agriturismi nella zona
 a partire da 35 Euro a persona per pernottamento + 1a colazione)


Per iscriversi al corso mandare una mail a&nbsp;paolosoriani@gmail.com&nbsp;indicando&nbsp;nome,&nbsp;cognome,&nbsp;numero
 di telefono,&nbsp;indirizzo e-mail&nbsp;e&nbsp;specificando il corso&nbsp;di proprio 
interesse: appena ricevuta la richiesta vi risponderemo inviandovi le 
modalità&nbsp;per completare il processo di iscrizione.





















Paolo Soriani

Paolo Soriani vive e lavora a Roma dove&nbsp;&nbsp;nel 1987 si è
laureato in Storia dell'Arte Moderna. Ha collaborato con varie case editrici
italiane per le quali ha&nbsp;&nbsp;realizzato foto per
cataloghi e pubblicazioni. Ha tenuto seminari e corsi sulla
fotografia presso l'Istituto di Storia dell’arte dell’Università di
Roma&nbsp;La Sapienza&nbsp;e presso la sede romana dell'Iowa State University.
Attualmente è docente di Fotografia presso la John Cabot University e
coordinatore di un Master in Digital Imaging presso L’Istituto Europeo di
Design. Opera dal 1991 nei campi del ritratto e dell’immagine
editoriale,&nbsp; con collaborazioni e pubblicazioni di prestigio per etichette
discografiche, redazionali di settore, copertine. Dal 1997 apre ai settori moda e still life, iniziando anche la produzione
di book e composit per modelli/e e artisti.r Realizza still life di accessori per “Fendissime” e
specificatamente per calzature. Nel periodo 2002-2003 produce tre campagne pubblicitarie per la
Factory “Pianurastudio”, curando tutte le fasi di realizzazione, dallo shooting
alla stampa dei cataloghi alle produzioni multimediali. Nel 2004 collabora con lo studio ID4 realizzando campagne fotografiche
per l’interior design di negozi del gruppo “Clark” e pubblica alcuni redazionali
su “Young 18” per la Piscopo editore. In seguito realizza still life di calzature e abbigliamento per
i brand “Paranà”, &nbsp;"Droger” del gruppo MPM. Ha collaborato con ”Ruini Studio” di Roma per realizzare still
life per Bulgari di orologi della collezione 2007-08 e di Gifts per catalogo
web.

Attualmente
lo studio collabora e realizza campagne fotografiche per stilisti emergenti
quali “Hysterics”, “Rock’n’Dolls”, “Massimiani Konig”, “Kreative Factory”,
“F*utile”, e per aziende di abbigliamento artigianale quali “Naples
Made”



Recentemente ha curato
come art director il progetto discografico e il video promo della cantante
Pilar “Sartoria Italiana Fuori Catalogo”, pubblicati nell’ottobre 2011.


















]]></description>
	<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:05:24 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4576</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Workshop di Ritratto e Glamour - Orvieto 18/19 febbraio 2012]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13270683244439_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Rifugiati nel nord Italia]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=2939</link>
	<description><![CDATA[Quotidianità di una famiglia di curdi siriani e di una ragazza madre somala che condividono una casa nel nord Italia.]]></description>
	<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:50:32 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Reportage]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2939</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Rifugiati nel nord Italia]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[iPhonaroids]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=2935</link>
	<description><![CDATA[talvolta l'arte di arrangiarsi fà scoprire lati interessanti e le limitazioni degli strumenti disponibili diventano qualità che fanno la differenza.

Scattate e "incorniciate" con iPhone.  17 01 2012. Luca]]></description>
	<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 17:15:35 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2935</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[iPhonaroids]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13269905157392_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[STILL-PHONE]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=2933</link>
	<description><![CDATA[STILL-PHONE
http://it.blurb.com/bookstore/detail/2898347]]></description>
	<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:46:53 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2933</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[STILL-PHONE]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13269664135607_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Donkey art Prize II - Art Contest]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4567</link>
	<description><![CDATA[Donkey Art Prize – UpdateMancano ancora poche settimane al termine delle iscrizioni per la seconda edizione del concorsointernazionale Donkey Art Prize 2011/2012.Il premio d'arte, patrocinato per il primo anno dalla Regione Veneto, è il contest a tema libero che premia i migliori artisti provenienti da tutto il mondo. Da quest’anno, alle discipline Pittura, Fotografia/Digital Art, si affianca una nuova categoria: Video Installazioni. Il vincitore di ogni sezione riceverà un premio di 5.000 euro e potrà esporre la sua opera in 5 gallerie in tutto il mondo.La deadline per le iscrizioni è prevista per il 15 febbraio 2012, in seguito avverrà la presentazione al grande pubblico delle 150 opere finaliste, selezionate da una giuria di professionisti, attraverso una serie di esposizioni nelle principali capitali di tutto il mondo: Milano, Londra, New York, Shanghai e San Paolo. La premiazione si terrà a Milano nel mese di maggio 2012 durante il Main Event.Tutti gli spazi a disposizione dell'associazione, e quindi degli artisti partecipanti, sono di grandeimpatto, molti sono, infatti, gli artisti che hanno già visto la propria carriera decollare grazie a questainiziativa nell'anno precedente.L’Associazione Culturale Blindonkey presenta in anteprima le novità della seconda edizione: oltre ai premi principali, sia quelli in denaro per una dotazione complessiva di più di 18.000 euro, sia la possibilità di esporre in ambiti internazionali, l'associazione offre altre grandi opportunità di ottenere visibilità agli artisti che decidono di partecipare. Sottolineiamo inoltre, che grazie al principio dell'anonymous Marking, tutti i partecipanti, siano essi professionisti affermati o artisti emergenti, hanno le stesse chance di vincere ed esporre la propria opera evitando di essere sorpassati in graduatoria dai “soliti noti”.Due sono le importanti collaborazioni con:Stereomood, la playlist web radio che conta oltre 7,5 milioni di pagine visitate ogni mese. Lo staff diStereomood infatti, selezionerà tre immagini finaliste all’interno della categoria Fotografia; queste saranno pubblicate come background del portale di musica, ottenendo una grande visibilità internazionale.www.stereomood.comLa seconda novità è la creazione del Nativa Award scholarship, dedicato ai partecipanti alla categoria Video Installazioni. Nativa è un nuovo centro di formazione in comunicazione audiovisiva con sede a Milano, nato dall’esperienza di anni di lavoro della casa di produzione Excecpt. Questa importante scuola mette in palio una borsa di studio del periodo di tre mesi ad un artista tra i finalisti del concorso. www.nativaform.itUltima, ma non di importanza, novità di questa edizione è il T’s Contest! Le immagini delle opere piùinteressanti verranno stampate su T&#8208;shirt e distribuite, in occasione del nuovo “T&#8208;shirt Design Contest”, durante gli eventi internazionali.Il premio è aperto a tutti gli artisti senza limitazioni, è consigliata l'iscrizione online direttamente sul sito.La caccia di talenti è aperta, per ulteriori informazioni e consultare il bando di partecipazione, visita il sito internet del premio. www.donkeyartprize.com]]></description>
	<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:10:17 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Concorsi e Selezioni]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4567</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Donkey art Prize II - Art Contest]]></title>
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	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Viaggio nella tormenta]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=2931</link>
	<description><![CDATA[09 marzo 2010 ore 17:00 
Fuori nevica, c’è una tormenta che abbraccia il mio piccolo paese, Trivento. Prendo la macchina fotografica, monto il Lensbaby, un’ottica con il quale la realtà viene "distorta" grazie ad una sfocatura molto particolare ed esco. La solitudine mi avvolge, il freddo si fa sentire. Incontro solo altre 3 persone, non si accorgono di me, hanno fretta di tornare a casa, al caldo, i fiocchi di neve mi arrivano sulla faccia, piacevolmente si trasformano in acqua e scendono sul mio viso. Ripercorro le strade in cui sono cresciuto, i ricordi affollano la mia mente, la sensazione è quella di camminare in un paese diverso, che non conosco, diverso da come lo vedo di solito…, forse è solo un sogno, presto mi sveglierò e mi ritroverò nel calore della mia casa.
]]></description>
	<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 21:51:13 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Fine Art]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2931</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Viaggio nella tormenta]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/132683347311719_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Le foto degli altri]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1196</link>
	<description><![CDATA[Untitled
 (Cowboy) 1989 - Opera di Richard Prince (riproduzione di una pagina 
pubbliciataria con foto di Jim Kranz) - stampa fotografica a colori 50" x
 70"una foto di Jim Krantz utilizzata per una inserzione della nota marca di sigarette ...Al
 fotografo professionista spesso non viene riconosciuto lo status di 
Autore... qui ci interessa parlare di questo caso dove il lavoro di un 
(peraltro bravissimo e ben pagato) "semplice" fotografo professionista è
 stato rivisitato da un artista contemporaneo ed è diventato opera 
d'arte, inserita nel circuito relativo e venduta come tale. In altre 
parole è sorprendente (e per me, a titolo personale, amaro) il rapporto 
che c'è tra chi usa la fotografia come strumento di lavoro su 
commissione e da chi ne fa un'opera d'arte. Richard Prince, uno degli artisti statunitensi più quotati, è stato consacrato lo scorso anno da una grande mostra
 alla Bibliotheque Nationale di Parigi. Prince è considerato uno dei 
principali rappresentanti del postmodernismo, ed è un teorico 
dell’appropriazione delle immagini altrui. Partendo il più delle volte 
da riviste rielabora le immagini che ritiene più significative della 
società contemporanea. È diventato celebre (e ricchissimo - una sua 
stampa è stata battuta nel 2005 per 1.200.000,00 dollari) rifotografando
 i cowboy delle pubblicità di una nota marca di sigarette. Ma che ne è 
dell'autore originale delle fotografie create per la campagna 
pubblicitaria (ideata dalla Leo Burnett) ? In un bell'articolo del 2007
 il New York Times racconta dell'incontro tra il fotografo Jim Krantz e 
l'opera di Prince. Mi ha colpito la frase di Prince interpellato da 
Randy Kennedy, il giornalista del New York Times autore dell'articolo: 
"non avevo mai associato la pubblictà ad un Autore ". Questo è il punto:
 il lavoro del fotografo professionista viene percepito come qualcosa di
 anonimo, anche quando rende possibile la creazione di una campagna da 
milioni di dollari (grazie a quella campagna la Marlboro - all'epoca 
conosciuta sopratutto dalle fumatrici- riposizionò con successo il suo 
marchio verso un pubblico maschile). Il blog "A Photoeditor" ha ripreso 
l'argomento due anni dopo, approfondendo
 il rapporto tra l'Autore dell'opera originale e l'artista che si è 
approriato della foto, creando a sua volta una nuova opera d'arte ... 
Può questo essere paragonato ad un campionamento musicale inserito in un
 brano rap ? Per esempio i Massive Attack che nel loro album più famoso 
(Mezzanine) citano i Velvet Underground) ? Non lo so, mi sembra che nel 
campionamento la rielaborazione sia tale da rendere completamente 
diversa la situazione. Una nota positiva: successivamente il fotografo Jim Krantz è entrato a sua volta nel circuito artistico, esponendo in varie gallerie sia negli Stati Uniti che in Europa.Christian Caujolle l'anno scorso citava un’altra notizia che arriva dagli Stati Uniti. "Prince
 è stato appena condannato da una corte newyorchese a distruggere una 
serie di opere stimate milioni di dollari, molte delle quali già 
vendute. Nel 2008, per la sua mostra Canal Zone, Prince aveva usato le 
foto del francese Patrick Cariou, pubblicate nel libro del 2000, Yes, 
Rasta, in alcuni casi riproducendole integralmente. Malgrado gli 
interventi di Prince, la corte ha considerato le sue opere 
contraffazioni che violano il diritto d’autore. Prince, che ricorrerà in
 appello, ribatte di non aver contraffatto un bel niente. È nel suo 
diritto. Ma è anche diritto degli altri artisti cercare di difendere il 
loro lavoro". (Internazionale, numero  893, 15 aprile 2011). Comè
 andata&nbsp; a finire ? Bisognerà aspettare fino al 25 gennaio quando verrà 
deciso il giudizio di appello, ma pare che Richard Prince abbia buone 
possibilità di ribaltare il primo giudizio (potete leggere qui un resoconto dettagliato). Uno degli argomenti (sollevato dalla Warhol Foundation)
 è che la riapproriazione di opere d'arte altrui è una tradizione 
artisitica che può essere fatta risalire ad illustri precedenti che 
vanno da Andy Warhol a Marcel Duchamp ... ]]></description>
	<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 20:08:05 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Cultura Fotografica]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1196</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Le foto degli altri]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13268273356248_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[TECNICA DIGITALE WEEK END LEVEL 2]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4559</link>
	<description><![CDATA[Seminario rivolto a chi è in possesso di una discreta padronanza della fotografia digitale e vuole sviluppare la propria capacità fotografica per raggiungere un livello più evoluto, sia per quanto riguarda la competenza tecnica sia per approfondire la conoscenza del linguaggio fotografico. 
I partecipanti dovranno presentare un mini portfolio di 5 immagini (file jpg delle dimensioni del lato lungo 1600 px e una risoluzione di 72 dpi) che verranno lette e commentate durante lo svolgimento delle lezioni. Il Workshop si terrà nelle giornate di Sabato 18 e Domenica 19 febbraio 2012 per un totale di 16 ore.

Date del corso: Sabato 18 e Domenica 19 febbraio 2012

Requisiti: conoscenza della fotografia digitale di base (tempi, diaframmi, bilanciamento colore, sensibilità ed esposizione), competenza discreta di programmi per il fotoritocco (Photoshop).

Docente: Erminio Annunzi

Partecipanti: Il numero minimo è pari a 7. Il numero massimo di partecipanti è pari a 15.

Titolo rilasciato: Attestato di frequenza

Costo del corso: € 250 IVA inclusa.

Quota di iscrizione: € 100 (comprese nella retta del corso)

Modalità di pagamento: Saldo di € 150 in soluzione unica, una settimana prima dell’inizio del corso.

Iscrizioni aperte: info@iifmilano.com - Tel +39 02 58105598]]></description>
	<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:48:40 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4559</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[TECNICA DIGITALE WEEK END LEVEL 2]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13267937203807_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[I 10 anni di Image Consult]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4557</link>
	<description><![CDATA[Con l'inizio del 2012, Image Consult completa 
felicemente il suo primo decennio di attività. Sono stati dieci anni di 
intenso lavoro e densi di soddisfazioni, tra cui ci piace ricordare 
l'acquisizione della distribuzione in Italia di prestigiosi marchi del calibro 
di Canson 
Infinity, Hahnemuhle, 
Hedler, Leaf, Mamiya, Multiblitz, Novoflex e Rotatrim. Negli anni a venire Image 
Consult&nbsp;continuerà il suo&nbsp;cammino ispirato alla filosofia di sempre: serietà e competenza volte a garantire la qualità di cui siamo capaci, mantenendo i nostri Clienti costantemente al centro di ogni iniziativa. ]]></description>
	<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:27:33 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Prodotti e Servizi]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4557</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[I 10 anni di Image Consult]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13267924537126_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[RPS Distinctions Advisory Days 2012, Roma 17-18 marzo 2012]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4563</link>
	<description><![CDATA[Il 17-18 marzo 2012 si terranno a Roma, per la seconda volta in Italia, i
DISTINCTIONS ADVISORY DAYS (DAD 2012),
organizzati dal Capitolo Italiano della Royal Photographic Society 
(CIRPS - www.rps-italy.org) con la collaborazione della Scuola Romana di
 Fotografia (www.scuolaromanadifotografia.it/).&nbsp;&nbsp;
&nbsp;I DAD sono finalizzati alla lettura dei portfolios di autori - 
fotografi professionisti, amatori e studenti di fotografia - interessati
 a presentarli successivamente alle relative commissioni d'esame della 
Royal Photographic Society (RPS - www.rps.org) per ottenere una delle 
sue ambite Distinctions che attestano il livello di preparazione 
raggiunto da chi le possiede e sono apprezzate in tutto il mondo:&nbsp;
&nbsp;* LICENTIATESHIP (LRPS) : è il livello d'ingresso e viene concesso a
 chi dimostra una buona conoscenza della tecnica e della fotografia in 
generale,&nbsp;
* ASSOCIATESHIP (ARPS) : è concessa a chi dimostra creatività ed uno standard elevato di conoscenza della tecnica fotografica,&nbsp;
* FELLOWSHIP (FRPS) : è concessa a chi raggiunge un altissimo livello fotografico ed uno stile personale.&nbsp;&nbsp;
&nbsp;
Il DAD è utile per discutere un proprio lavoro, domandare chiarimenti
 e verificare il livello della Distinction e della categoria tematica 
più opportuni. La presentazione di un portfolio, curato e ben 
strutturato, è sicuramente un primo passo importante per una 
Distinction.
I portfolios saranno commentati da:&nbsp;&nbsp;
- Roy Robertson FRPS, presidente della RPS (UK),&nbsp;
- Michael Pritchard FRPS, direttore generale della RPS (UK),&nbsp;
- Olivio Argenti FRPS, presidente del CIRPS (Italia).&nbsp;&nbsp;
&nbsp;
Il programma preliminare del DAD 2012 è allegato.&nbsp;&nbsp;Il costo 
dell'iscrizione è di Euro 50 (autori con portfolio) e Euro 30 
(osservatori). Vitto ed alloggio sono esclusi.&nbsp;&nbsp;
&nbsp;I partecipanti al DAD 2012 possono anche iscriversi alla conferenza magistrale:
"L'ETICA NELLA POSTPRODUZIONE DEL FOTOGIORNALISMO:
L'IMMAGINE LATENTE NELL'ERA DEL DIGITALE"
di Claudio Palmisano&nbsp;
esperto di post-production processing e socio fondatore di "10b 
Photography" (www.10bphotography.com) che avrà luogo domenica 18 marzo 
dalle 13:00 alle 15:00.&nbsp;&nbsp;(vedi l'articolo allegato su Claudio Palmisano 
apparso nel British Journal of Photography di dicembre 2011: http://www.bjp-online.com/british-journal-of-photography/feature/2133918/post-processing-digital-age-photojournalists-10b-photography.)
I temi trattati saranno:&nbsp; 1) Il negativo digitale, lo sviluppo e la 
stampa digitale.&nbsp; 2) Eccesso di photoshop o cattivo gusto?&nbsp; 3) Esiste un
 limite? chi deve e chi può definirlo?&nbsp; 4) Breve storia delle 
manipolazione delle immagini (e delle informazioni).&nbsp; 5) Il pensiero del
 10b photography.
Il costo di iscrizione è di: Euro 15 che include snacks e drinks, da pagarsi al momento dell'iscrizione al DAD.&nbsp;&nbsp;

Per informazioni dettagliate sull'evento come pure sulle modalità e 
costi di iscrizione al DAD ed alla conferenza magistrale, consultare:&nbsp;
a) il documento informativo allegato (file «DAD 2012») che contiene anche consigli sulla preparazione del portfolio,&nbsp;
b) il sito web del CIRPS (www.rps-italy.org).&nbsp;
Si suggerisce agli interessati inoltre di iscriversi al gruppo libero
 «Royal Photographic Society: Capitolo Italiano» su Facebook 
(www.facebook.com/groups/RPS.Italy/) attraverso il quale vengono diffusi
 gli aggiornamenti in tempo reale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;
Cordiali saluti,&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
&nbsp;
&nbsp;
«Capitolo Italiano della Royal Photographic Society (CIRPS)»&nbsp;
Via Laurentina 30A 00142 - ROMA&nbsp;
Telefono: +39 (339) 7082271 - (340) 3920653&nbsp;
Codice fiscale: 97653130589&nbsp;
Web site: www.rps-italy.org&nbsp;
Email: info@rps-italy.org&nbsp;
Facebook: Royal Photographic Society: Italian Chapter&nbsp;&nbsp;&nbsp; ]]></description>
	<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Corsi e workshop]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4563</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[RPS Distinctions Advisory Days 2012, Roma 17-18 marzo 2012]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/132682871711811_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Obiettivi Obiettività, uno sguardo incrociato tra arte e scienza]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1195</link>
	<description><![CDATA[
Esposizione
internazionale di Fotografie a RomaInaugurazione, 27 gennaio ore 18.30 Officine Fotografiche&nbsp;p { margin-bottom: 0.21cm; }



Obiettivi Obiettività è una mostra che mette in 
correlazione fotografie provenienti dai due campi di ricerca, l’arte e 
la scienza, per una riflessione da un lato sulla volontà d’interpretare 
il reale in termini d’espressione artistica e dunque allontanarsene, 
dall’altro d’avvicinarsene il più possibile per analizzarlo 
scientificamente e comprenderne il significato. Da queste visioni 
opposte scaturiscono alcune considerazioni estetiche ed emozionali che a
 volte sigillano la loro unione. A corollario di questa tematica si pone
 anche la questione della ricerca, dell’innovazione.&nbsp;La
mostra è introdotta da
Eugène Atget e Berenice Abbott
per porre subito la questione dell’obiettività in materia di
fotografia, dato che questi due artisti si rivendicano testimoni del
loro tempo. La fotografia si vuole qui documentaria, atta a
conservare tracce del passato.  Idea d’inventario “utilitario”,
di “collezione” in Atget e preoccupazione del reale, captazione
dell’“istante che svanisce” in Abbott, fino al suo interesse
per la fotografia scientifica.  In contrappunto con questa
obiettività intenzionale, sono presentati Bernard Plossu e Jan
Dibbets, due fotografi che hanno scelto chiaramente percorsi
soggettivi. Seguono opere di artisti contemporanei di diversi Paesi,
di varie generazioni e notorietà, con le loro estetiche, le loro
tecniche particolari, dall’analogico al digitale e che permettono
di scoprire una parte della varietà delle proposte fotografiche di
oggi. Senza rinunciare alla vocazione documentaria, la fotografia si
è diversificata nelle sue funzioni e tendenze. La fotografia
creativa si è emancipata dal ruolo di semplice testimone della
realtà che le era tradizionalmente assegnato. L’opera diviene il
risultato di un atto di composizione che, a volte, si prolunga al di
là dello scatto con un lavoro di postproduzione. 

Nel
caso della ricerca artistica, l’immagine si costruisce a partire da
un progetto o da una attitudine che aspira all’innovazione. Questa
diversità di punti di vista è accentuata dalla presentazione delle
immagini provenienti dalla ricerca scientifica, quelle del Cnrs
Images e dell’Institut Pasteur, ove l’obiettività intenzionale
degli autori è insita nella deontologia professionale. Tuttavia la
fotografia scientifica non è la registrazione passiva di una realtà,
infatti, mette gli oggetti “in scena” e agisce sulla loro
materialità con diversi procedimenti di colorazione, per esempio.
Fornisce dei modelli per la ricerca, modelli fotografici che sono
dunque delle rappresentazioni analogiche e, per questo motivo, fanno
appello alla creatività del ricercatore fotografo. I risultati sono
spesso di un interesse estetico sorprendente e suscettibile di
cattivare gli utilizzatori al di là della loro funzione iniziale. 

I
fotografi 

Eugène
Atget: 37 fotografie, vedute del vecchio Parigi,
la « Zona », parchi e giardini, ornamenti architettonici. Con la
partecipazione eccezionale della Médiathèque de
l’architecture et du patrimoine, Paris.  

Berenice
Abbott: vedute scientifiche realizzate al
Massachusetts Institute of Technology,
Boston. 

I
fotografi contemporanei 

Citati
per sezione “a cura”
ordinati per data di nascita. 

Emilio
D’Itri, direttore di Officine Fotografiche 

Bruno
Cattani, Maurizio Cintioli, Stefano De Luigi, Luigi Spina, Ernesto
Notarantonio, Giancarlo Ceraudo, Carlo Gianferro, Emanuele Inversi,
Paola De Grenet, Fabiano Parisi, Manolo Cinti, Alessandro Dandini De
Sylva, TerraProject Photographers.

Renata
Tartufoli, presidente di Livre Lecture 

Bernard
Plossu, Deborah Willis, Béatrix von Conta, Serge Clément, Arièle
Bonzon, Béatrice Helg, Jacques Damez, Catherine Gfeller, Judith
Albert, Julia Fullerton-Batten, Alejandro Gomez de Tuddo, Catherine
Lay, François Deladerrière, Rip Hopkins, Agnès Geoffray, Damien
Darchambeau, Philippe Pétremant, Delphine Diallo, Aurore Valade. 


Jacopo
Benci, vice direttore Belle Arti, Accademia Britannica 

John
Riddy, Toby Glanville, David Spero, Lala Meredith-Vula.

Bas
Ernst, responsabile culturale dell’Ambasciata del Regno dei Paesi
Bassi 

Jan
Dibbets,Fons Brasser, Anoek Steketee.

Arthur
Weststeijn, responsabile culturale del Reale Istituto Neerlandese
Krien
Clevis, Emily Bates, Rob
Johannesma.

Mette
Perregaard, direttrice del Circolo Scandinavo 

Tero
Puha, Mikkel Olaf Eskildsen, Kirsi
Marja Metsähuone, David Morrow. 


Le
fotografie del CNRS Images 

30
fotografie a cura d’Adèle Vanot, responsabile della fototeca del
CNRS e di Pierre Grech, ingegnere al CNRS, all’Institut
d’électronique du Sud, specialista di microfotografia. 


Le
fotografie dell’Institut Pasteur 

20
fotografie a cura di Michaël Davy, responsabile della fototeca
dell’Institut Pasteur. 


Produzione
e Organizzazione 

Livre
Lecture, Officine Fotografiche

Partners
Istituzioni
e organismi francesi:
Ministère de la culture et de la
communication, Médiathèque de l’architecture et du patri moine,
Ministère de l’enseignement supérieur et de la recherche, Centre
national de la recherche scientifique, Ministère des Affaires
étrangères et européennes, Ambassade de France, Institut Pasteur. 

Istituzioni
a Roma: Accademia
Britannica, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Reale, Istituto
Neerlandese, Circolo Scandinavo; Istituto Svizzero.p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link { color: rgb(0, 0, 255); }

La
mostra Obiettivi e Obiettività prosegue

dal 30 gennaio al 24
febbraio 2012Dal lunedì al venerdì H 10.00 - 13.00 / 15.00 –
19.30

chiuso il sabato e la
domenica - Ingresso Libero
Officine
Fotografichevia G. Libetta, 1 00154 - RomaTel + 39
065125019
www.officinefotografiche.org
| of@officinefotografiche.org


Per
scaricare il catalogo online www.livrelecture.org
email livrelecture@virgilio.it]]></description>
	<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 21:21:14 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=1195</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Obiettivi Obiettività, uno sguardo incrociato tra arte e scienza]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13267452745017_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Children's Kenya]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=2928</link>
	<description><![CDATA[Nel novembre del 2010 ho fatto un viaggio in Kenya con la For Life Onlus di Novara. Gli occhi dei bambini come specchio di anime pure, attraverso di essi la felicità, la paura, la sofferenza, la curiosità arrivano nei nostri cuori trasmettendo emozioni contrastanti e differenti tra di loro. Un lavoro a cui tengo molto, i bambini sono il futuro del nostro mondo, ognuno di noi può fare qualcosa per aiutare chi è in difficoltà.]]></description>
	<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:12:29 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Reportage]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=2928</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Children's Kenya]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/132670514911719_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[The Little Wild Gallery è all’insegna di Digigraphie by Epson]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4545</link>
	<description><![CDATA[Un fotografo naturalista incontra la stampa digitale Stefano Unterthiner, noto fotografo naturalista del National Geographic, premiato con il prestigioso World Press Photo 2011 nella categoria natura, valorizza la stampa delle sue opere grazie all’esclusiva certificazione Digigraphie®, la validazione creata da Epson per riprodurre immagini a tiratura limitata, ad altissima qualità e con durata garantita nel tempo.Da qui nasce l’originale progetto The Little Wild Gallery, all’interno del suggestivo Forte di Bard, in Valle d’Aosta. Epson è partner di Stefano Unterthiner, noto fotografo naturalista italiano, fra gli autori con certificazione Digigraphie® by Epson, nell’ambito del progetto The Little Wild Gallery, la galleria-atelier creata dal fotografo valdostano all’interno del Forte di Bard (Valle d’Aosta).The Little Wild Gallery, vera novità per il panorama fotografico italiano, vuole diventare un punto di riferimento per gli appassionati di natura e di fotografia, un luogo dove ammirare l’opera del fotografo, discutere con lui della sua attività, e acquistare le sue poetiche immagini, scegliendo direttamente dal suo archivio. Grazie al supporto tecnologico e alle competenze fornite da Epson, presso la galleria sarà infatti possibile riprodurre in tempo reale le immagini scelte, oppure acquistare le opere stampate in Digigraphie by Epson, una selezione di immagini di particolare pregio artistico che verranno realizzate a tiratura limitata per appassionati collezionisti. Digigraphie by Epson assicura infatti un risultato importante, che garantisce stampe di elevata qualità e durata nel tempo a chi ama la natura e apprezza il carattere esclusivo di un’opera in edizione limitata. “Personalmente consiglio Digigraphie by Epson a tutti i fotografi o artisti che si occupano di arti grafiche e vogliono rendere particolare e unico il loro lavoro. Certificare le immagini rappresenta infatti una gratificazione in più per noi autori e un’ulteriore tutela per chi acquista le opere e vuole quindi essere sicuro del loro valore”, afferma Stefano Unterthiner.Con Digigraphie by Epson il mondo dell'arte può infatti godere dei vantaggi offerti dal digitale senza rinunciare al controllo della propria produzione artistica: fotografi, pittori, operatori di musei di tutto il mondo possono creare edizioni limitate e certificate dei capolavori originali grazie alla più avanzata tecnologia di stampa Epson. Questa soluzione assicura un’elevata qualità di stampa sia nel bianco e nero sia nel colore, permettendo di ottenere risultati eccezionali che durano a lungo nel tempo su un’infinita varietà di supporti, ad esempio la carta cotone ruvida. Un ulteriore valore aggiunto è dato dalla possibilità di numerare, timbrare a secco e accompagnare le immagini da un certificato di garanzia che attesta l’unicità dell’opera. Le stampe Digigraphie vengono effettuate con stampanti professionali Epson Stylus Pro e inchiostri a pigmenti UltraChrome o UltraChrome K3 su carta certificata. Ogni stampa viene autenticata da un numero progressivo, dalla firma dell’autore e viene consegnata con un certificato di garanzia. “Digigraphie by Epson - afferma Massimo Pizzocri, amministratore delegato di Epson - ha portato anche in Italia la tradizione della galleria atelier, già da tempo presente nei Paesi anglosassoni, offrendo ad artisti e fotografi la possibilità di esplorare il mondo dell'arte digitale senza rinunciare alla tradizione. Il tutto con risultati di alta qualità, garantiti dalla tecnologia Epson.”info: http://www.epson.it/Esplora-Epson/Cultura/Sponsorizzazioni/Little-Wild-Gallery/1227995101768]]></description>
	<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Prodotti e Servizi]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4545</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[The Little Wild Gallery è all’insegna di Digigraphie by Epson]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13264682126847_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Uncommon Intimacy. Quattro fotografe e la scuola newyorchese.]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4543</link>
	<description><![CDATA["Uncommon Intimacy. Quattro fotografe e la scuola newyorchese": mostra di Juliana Beasley // Erica McDonald // Amy Stein // Amy Touchette. A cura di Laura De Marco e Erica McDonald. Dal 27 gennaio al 28 febbraio 2012. INAUGURAZIONE &gt; venerdì 27.01.2012 h 18:30. Aperture straordinarie: sabato 28.01 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 24 (Art White Night); Domenica 29.01 dalle 16 alle 20. Evento speciale: per Art White Night, sabato 28.01 dalle 19 alle 24: “Multimedia Night”. Orari di apertura al pubblico della mostra:&nbsp; Da
 martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, sabato dalle 16 
alle 20. Chiuso lunedì, domenica&nbsp; e festivi. Ingresso libero.La mostra “Uncommon Intimacy”, a cura di Laura De Marco e Erica 
McDonald, fa parte del circuito Arte Fiera Off 2012 e ha l’intenzione di
 presentare, per la prima volta in Italia, il lavoro di quattro 
fotografe americane: Juliana Beasley, Amy Stein, Amy Touchette e la 
stessa Erica McDonald. Sono due i temi su cui punta la mostra. Il primo è
 che tutte e quattro le artiste sono donne. La scelta è stata 
appositamente compiuta dalle due curatrici per focalizzare l’attenzione 
del pubblico italiano sulla presenza, sempre più attiva e consistente, 
di figure femminili di spicco nella fotografia contemporanea. La seconda
 tematica è nella formazione, comune alle quattro artiste. Tutte hanno 
studiato a New York, una città che diede vita a un sistema didattico che
 ha influenzato, più di ogni altro, il mondo della fotografia dagli 
inizi del XX secolo. La mostra intende quindi proporre la produzione 
fotografica newyorchese, presentata attraverso gli occhi di quattro 
donne.]]></description>
	<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:19:50 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Mostre]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4543</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Uncommon Intimacy. Quattro fotografe e la scuola newyorchese.]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13263779907541_ref.jpg</url>
	</image>
	</item><item>
	<title><![CDATA[Finalmente è arrivato! Un videocorso interamente dedicato al metodo LAB! ]]></title>
	<link>http://www.photographers.it/view_news.php?id=4541</link>
	<description><![CDATA[

Guarda subito le lezioni gratuite di esempio, cliccando sui titoli dei
corsi:

Lab: i segreti del più potente metodo per la correzione
colore in Photoshop

Il metodo colore Lab spaventa un po' tutti: chi non si è mai sentito un po' insicuro
al solo pensiero di avere a che fare con uno strumento di tale potenza? 

Il metodo colore Lab si basa sulla
percezione umana del colore. Proprio perchè il suo scopo è descrivere un colore piuttosto che stabilire le quantità di luce o
inchiostro per ottenere quel determinato colore su una specifica periferica, è
adatto alla gestione ma sopratutto alla correzione
del colore.

In questo videocorso scoprirai quanto è facile manipolare il Lab per ottenere risultati magnifici senza
brutte sorprese! Dalla presentazione
dei canali principali, con un occhi
di riguardo a L, il canale della luminosità, alla correzione colore in Lab fino
ad arrivare ad alcune tecniche comode
ed efficaci per dare un tocco in più
alle vostre fotografie. Infine delle tecniche avanzate proprie del metodo
colore Lab.

Insomma... finalmente un videocorso interamente dedicato al metodo colore Lab,
il primo in assoluto in italiano. Come farselo scappare?

&nbsp;

Ecco qui altri videocorsi che ti potrebbero interessare:



Photoshop – 30 trucchi insoliti che tolgono dai guai e
funzionano sempre! 

In questo fantastico videocorso ti guideremo
in flussi di lavoro ripetibili e automatizzabili, ricette pratiche passo
a passo e trucchi che funzionano sempre, per ottenere il massimo da
Photoshop! Niente tecniche complesse che richiedono ore di lavorazione,
ma procedure veloci ed efficaci al 100%.

Grazie a questi pratici esempi anche se non sei un super esperto di
Photoshop imparerai a:

- applicare un effetto flou molto
glamour alle tue fotografie
- modificare la forma dell'abito della sposa in modo realistico
- applicare la propria firma a tutte le fotografie con un automatismo
- migliorare il contrasto e il dettaglio di una fotografia in
soli 3 passaggi
- rimuovere polvere e graffi da vecchie foto in pochi minuti
- ritoccare la pelle poro per poro in pochi secondi e in modo reversibile
- cambiare il colore in un oggetto in pochi secondi, senza assurde
selezioni
- aggiungere disturbo localmente per evitare posterizzazioni in stampa
- recuperare fotografie drammaticamente sottoesposte
- ridurre con pochi click il rumore e il disturbo di un'immagine, anche
in Jpeg
- applicare rapidamente maschere di contrasto
- far risaltare lo sguardo in un ritratto

e molto altro ancora!

Photoshop – Ottenere il massimo dai file Raw

Un videocorso dedicato interamente ai
segreti dello sviluppo dei file Raw: cosa chiedere di meglio? 
Se sei un fotografo e scatti in Raw ti sarà capitato di chiederti
se stai sfruttando al meglio le potenzialità dell’enorme massa di
informazioni contenute in questo tipo di file.
La postproduzione fatta in Photoshop su questo tipo di file può infatti portare
a risultati sorprendenti ed impensabili, tutto sta nel conoscere
a fondo pregi e difetti dei file Raw e come manipolarli in modo professionale!
Se sei un fotografo, professionale e non, non puoi farti sfuggire
questa chicca!

Dalla fotografia alla tipografia: ottenere stampe
perfette in quadricromia

La conversione da RGB a CMYK è un'operazione
delicata che ogni fotografo, grafico o tipografo deve
affrontare quando un'immagine deve essere mandata in stampa. Questa
operazione è spesso una "bestia nera" magari perchè non si hanno ben
presenti quali sono i pregi e i limiti dello spazio CMYK e
spesso i pareri chiesti a colleghi "esperti" o amici
"smanettoni" non fanno altro che confondere le idee. 
Grazie a questo videocorso potrai finalmente capire tutto quello che sta
dietro a una corretta conversione da RGB a CMYK, per risultati di
stampa perfetti con le tue aspettative!

Photoshop – Correzione colore estrema per fotografie ad
alto impatto visivo

Questo videocorso, il quinto del nostro
catalogo sull'argomento correzione colore, è una vera, imperdibile chicca per chi scatta fotografie in digitale: un
corso totalmente pratico, passo dopo
passo, per ottenere immagini con luminosità
e contrasto perfetti, dettagli impensabili e con colori vividi e brillanti usando Photoshop
dalla versione CS in avanti. 
Tutto ciò grazie all'applicazione del famoso flusso di lavoro conosciuto come Picture Postcard Workflow creato da Dan Margulis, uno dei massimi esperti
nel campo della correzione colore. Grazie a questo videocorso imparerai quindi
'la ricetta' passo a passo da
applicare a quasi tutti i tipi di fotografia per ottenere immagini non solo tecnicamente corrette, ma visivamente di impatto
in massimo cinque minuti!



Per maggiori informazioni sui videocorsi ti
aspettiamo sul nostro sito www.teacher-in-a-box.it!

]]></description>
	<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:41:48 +0100</pubDate>
	<category><![CDATA[Prodotti e Servizi]]></category>
	<guid>http://www.photographers.it/articolo.php?id=4541</guid>
	<image>
	<title><![CDATA[Finalmente è arrivato! Un videocorso interamente dedicato al metodo LAB! ]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/13263577085862_ref.jpg</url>
	</image>
	</item></channel>
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