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<title>Photographers - Ultimi Progetti Fotografici - http://www.photographers.it/rss/last_projects.xml</title>
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<description>Ultimi progetti fotografici inseriti</description>
<language>it</language><item>
	<title><![CDATA[tombola!!!!]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3151</link>
<description><![CDATA[..]]></description>
<pubDate>Sun, 20 May 2012 22:36:03 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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	<title><![CDATA[tombola!!!!]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[7vizicapitali]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3150</link>
<description><![CDATA[morena romani ha posato per me...]]></description>
<pubDate>Sat, 19 May 2012 22:52:40 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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	<title><![CDATA[7vizicapitali]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[MARE]]></title>
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<description><![CDATA[Il mare come "segno", "simbolo"... che a volte può diventare "significato". La serie "MARE" vuol essere un tentativo di rappresentazione oltre il mero significato immediato. Attraverso una esasperazione del B/N si certa di restituire al mare il suo valore più spettrale, primordiale, quasi atrofico. Le immagini sono state pensate e rielaborate per essere stampate su cartoncino ruvido. La serie qui proposta è parte integrante di un più ampio progetto rivolto al Mare Adriatico, in particolare alla costa sud della Regione Marche.]]></description>
<pubDate>Sat, 19 May 2012 12:30:37 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Fine Art]]></category>
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	<title><![CDATA[MARE]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[>> IN THE CORNER <<]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3147</link>
<description><![CDATA[
PHOTOGRAPHER: william ferchichi
STYLIST: jung yeonsili 
HAIR/MAKE UP: dosia pijanowska
MODEL: isabella (FIRST MODEL. london)]]></description>
<pubDate>Sat, 19 May 2012 01:00:03 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Moda]]></category>
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	<title><![CDATA[>> IN THE CORNER <<]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Autunno]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3146</link>
<description><![CDATA[Autunno  ]]></description>
<pubDate>Fri, 18 May 2012 23:42:33 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Natura]]></category>
<guid>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3146</guid>
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	<title><![CDATA[Autunno]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Candy Cane & Strawberries]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3145</link>
<description><![CDATA[...follow me!]]></description>
<pubDate>Thu, 17 May 2012 21:54:57 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Glamour|Beauty]]></category>
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	<title><![CDATA[Candy Cane & Strawberries]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[in assenza di rumore]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3144</link>
<description><![CDATA[Le nuove tecnologie ci permettono di entrare nel vasto mondo di Internet per visionare o scaricare filmati di ogni genere.
Nell’attimo in cui clicchiamo con il mouse sul tasto “ play” per visionare il filmato si forma intorno a noi e dentro di noi una forma di silenzio, un silenzio di attesa.
Un rumore a cui abbiamo imposto un silenzio. 
E’ un silenzio atipico, diverso, un silenzio di pochi attimi, una frazione di secondi.
In questa breve attesa, mentre il cursore scivola lentamente, anticipiamo lo scorrere delle immagini con un silenzio che si nutre delle nostre speranze, di ricordi lontani o più recenti, di momenti intimi della nostra famiglia, di dolore o di bellezza della vita, di occhi velati dal terrore o dilatati dalla paura, di fantastiche fughe dalla realtà in luoghi incontaminati, di sogni o di desideri.
E’ un silenzio che può sussurrare e confortare la nostra anima o, in contrapposizione, un silenzio che può riempire di odio il nostro cuore.
Davanti a questo video abbiamo anche la facoltà di interrompere il filmato per riflettere ulteriormente, per rivedere o risentire le stesse emozioni o gli stessi drammi, per rivedere o risentire il nostro silenzio.
Abbiamo, altresì, la possibilità di vedere il filmato azzerando completamente il volume e creando un nuovo silenzio, questa volta reale, la possibilità di contemplare nella nostra intimità il fluire delle immagini.

Progetto fotografico contaminato con l’inserimento di elementi grafici tipici della struttura di un video.                                                                       Il progetto è composto da quattordici immagini, alcune provenienti dall’archivio personale dell’artista, altre da archivi disponibili su Internet.
Formato immagini 50 cm x 30 cm

]]></description>
<pubDate>Wed, 16 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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	<title><![CDATA[in assenza di rumore]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Ritratti in gravidanza]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3141</link>
<description><![CDATA[Selezione di lavori tratti da servizi fotografici a coppie in gravidanza.
Trovo questo tipo di lavori molto significativo per le emozioni della coppia e di grande rilevanza per la società in quanto mette in evidenza chi ha scelto di dare fiducia al futuro.

http://www.fotografogravidanza.it]]></description>
<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:41:20 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[People|Ritratti]]></category>
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	<title><![CDATA[Ritratti in gravidanza]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[La forma dei pensieri 2001]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3140</link>
<description><![CDATA[Nella luttuosa cornice che delimita un quadrato, oltre l’informe trapassare dal nero al bianco attraverso il grigio, si impone la sagoma oscura e funerea di un’urna dal cui interno si irradia il movimento di cinque scalini ombreggiati di foglie.
Inizia così l’intensa sequenza di Angelo Zzaven intitolata La forma dei pensieri. 
Un pensiero che non riflette la forma esterna del mondo, un pensiero che non rispecchia la realtà visibile dei luoghi e dei gesti degli uomini quale è stata osservata e descritta sinora dall’appassionata visione di autori come Nicola Scafidi, Enzo Sellerio, Ferdinando Scianna, Giuseppe Leone, Letizia Battaglia, Sandro Scalia. 
Il pensiero che muove la fotografia di Angelo Zzaven non vuole essere un pensiero sul mondo o un pensiero del mondo quanto un pensiero che cerca di porsi come pensiero assoluto, come pensiero primo che precede e genera ogni possibile e diversa forma di pensiero.
La sequenza di Zzaven continua così con immagini dove le forme del visibile, una ringhiera, un ramo, un selciato, galleggiano sopra un magma astratto ed informale come distorte proiezioni prive di qualsiasi concretezza e tangibilità: immagini che possono essere realizzate senza obiettivo e senza macchina fotografica come le straordinarie ricerche di Paolo Monti e Nino Migliori effettuate alla metà del secolo scorso.
Seguendo e superando l’apertura del conterraneo Carmelo Bongiorno verso la rappresentazione dei sentimenti e delle emozioni interiori, Zzaven prende definitivamente le distanze dal visibile e si mette alla ricerca di quel totalmente altro che sembra giacere invisibile al di là degli occhi e che è percebile soltanto al pensiero che è oltre qualsiasi pensiero ed è oltre il pensiero di qualsiasi cosa.
Bongiorno rappresenta la realtà guardandola da una dimensione battesimale, contemplandola “attraverso il filtro dell’acqua lievemente increspata”: nelle sue immagini le forme e le figure del mondo appaiono in questo modo sulla soglia del nascere e del morire, tra l’alfa e l’omega della loro esistenza, corpi di luce circondati da un buio profondo senza fine e i luoghi, le persone, le cose non sono rappresentate nell’istante dello loro pienezza, ma sono colte nell’attimo aurorale del loro farsi e nell’attimo mortale del loro disfarsi. Immerso nel nero assoluto, nell’acqua mistica del nulla, da questo punto senza consistenza eppure reale, il fotografo catanese interroga la luce interna che sembra sostenere la vita di tutto ciò che gli appare davanti agli occhi e, grazie a questa luce, nella sua opera più recente a tutto restituisce nome ed esistenza.
Zzaven invece non vede nelle forme del mondo alcuna presenza da preservare, né luce alcuna da custodire o nome da ricordare. L’io dell’uomo, l’identità della persona, si dissolve così nel labirinto senza uscita di un’avvolgente spirale che coincide con il margine ultimo e insuperabile del quadrato. In un’immagine che diventa scrittura noi leggiamo soltanto una parola: me.
Me, non io, non l’uomo e la sua vita come soggetto, bensì l’uomo come vittima di una creazione che si avvolge su se stessa senza inizio, senza fine, senza destino.           

Giovanni Chiaramonte]]></description>
<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:44:22 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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	<title><![CDATA[La forma dei pensieri 2001]]></title>
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</image>
</item><item>
	<title><![CDATA[Ritratti immaginati 2010/2012]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3142</link>
<description><![CDATA[Questo progetto raccoglie una serie di immagini sintesi dell'idea di sfruttare le moderne tecnologie dell'elaborazione digitale alla fotografia e a internet. 

Volti anonimi vengono raccolti nei meandri del web frantumati e resi inriconoscibili, riassemblati nella forma di ritratti verosimili ma non reali, ritratti immaginari, virtuali, scossi da fremiti e squilibri, da sdoppiamenti e impropabili accostamenti, diventano ritratti immaginari della mia fantasia del mio sentire. 

Volti che diventano reali solo nella loro nuova condizione di immagini fisicamente vivibili...]]></description>
<pubDate>Tue, 15 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[People|Ritratti]]></category>
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	<title><![CDATA[Ritratti immaginati 2010/2012]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[In studio]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3139</link>
<description><![CDATA[Fashion shooting]]></description>
<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:10:19 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Moda]]></category>
<guid>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3139</guid>
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	<title><![CDATA[In studio]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA["Suspects"    seconda parte - ]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3138</link>
<description><![CDATA[PROTOCOLLO 23021976
COMUNICAZIONE RISERVATA 
TOP SECRET
MITTENTE: CIA
MESSAGGIO: massima priorità per la sicurezza internazionale


I Servizi Segreti Italiani hanno rintracciato e schedato 14 persone, sospette di essere state contagiate da un virus letale conosciuto con il nome di “Fotografia”. Questo virus generato in laboratorio da Valentina Cusano, nome già noto alle autorità competenti per comportamenti illeciti di utilizzo e diffusione del sapere fotografico, è stato iniettato dalla stessa Cusano con l’aiuto di Diego Boldini, probabile finanziatore dell’esperimento stesso, nella mente di 12 cavie. Gli effetti del virus sono estremamente pericolosi, si teme un ulteriore contagio su scala internazionale che possa portare altre persone, possibili cavie, al riconoscimento delle proprie capacità mentali e creative. La CIA ritiene pertanto questi soggetti contagiati altamente pericolose per la società e quindi sospette di comportamento illecito e criminale. Il laboratorio è stato localizzato a Barasso, in provincia di Varese (Italia), dove gli esperimenti hanno luogo diretti e organizzati dalla Signora Cusano e dal Signor Boldini, e dove, durante la missione “Fuori Fuoco” - 3 aprile 2012 - i sospetti sono stati catturati, fotografati, identificati e schedati dalle Autorità Italiane che hanno coordinato l’intera missione e l’arresto. L’operazione ha avuto esito negativo, in quanto i criminali sono riusciti a fuggire. Nel gruppo è stata inoltre identificata la presenza di un soggetto animale: pare infatti che la contaminazione sia stata sperimentata anche su un cane che risponde al nome di “Apple”. 

Priorità assoluta: ritrovare i sospetti ed eliminarli prima che il contagio si diffonda.

Nominativi individui ricercati
vedi allegati di identificazione:
Valentina Cusano
Diego Boldini
Raffaella G. Fidanza
Samanta Tamborini
Alessandra Lamperti
Sara Gambelli
Gianpaolo Freddi
Elena Giudici
Gaia Volpato
Luana Pintori
Marco Nandini 
Andrea Biganzoli
Francesco Cozzolino
Paolo Bollini
“Apple” (il cane)

NOTA n. 1
Consideriamo il soggetto Marco Nandini ancora recuperabile poiché il virus gli è stato iniettato da poco e gli effetti sono meno marcati: esso presenta ancora caratteristiche di tipica dipendenza sociale alla noia, alla superficialità, alla depressione, all’apatia e alla passiva accettazione delle regole che una società giusta e moderna come la nostra considera fondamentali e assolutamente inviolabili.
NOTA n. 2  
Effetti negativi del virus “Fotografia”: 
creatività stimolata e indotta
utilizzo elevato delle capacità percettive e sensoriali
uso consapevole del mezzo fotografico allo scopo di generare immagini di senso e significato
progettualità
passione
soggettività
terapia di gruppo e individuale
conoscenza tecnica e teorica
capacità di giudizio critico

Riteniamo infatti tutti questi effetti estremamente pericolosi e dannosi, poiché capaci di ridare ai soggetti contaminati la forza di reagire alle regole e alle istituzioni stesse che gestiscono l’uso, riconosciuto e unicamente accettato, delle immagini. Riteniamo infatti che le immagini non debbano mai raccontare o documentare, che debbano essere prive di significato e confinate in un utilizzo inconsapevole dell’apparecchio fotografico allo scopo di mantenere l’ordine sociale stabilito e la sicurezza internazionale. Il recupero e l’eliminazione di questi criminali è da considerarsi d’ora in poi di priorità assoluta.
	
                                      
                                      Direttore della CIA
                                         Michael Moore    









“SUSPECTS” è il titolo di questo progetto fotografico realizzato durante il corso di ritratto tenuto dalla fotografa Valentina Cusano presso Fotofficina – Associazione Culturale di Barasso (Varese): i partecipanti hanno preso parte ad un laboratorio pratico in cui hanno “interpretato” la parte dei sospetti e si sono fotografati. Pertanto ogni riferimento a persone, o fatti, o luoghi reali è puramente casuale, poiché questa è un’operazione di fantasia, un atto creativo pensato, organizzato, realizzato e presentato come progetto fotografico di ritratto dell’anno 2012.
E’ la nostra maniera di fare e parlare di fotografia adottando il metodo dadaista dell’ironia e della follia per denunciare uno stato delle cose che non ci piace.  
3 aprile 2012 

Le fotografie sono state realizzate con la collaborazione di tutta la classe guidata e diretta da Valentina Cusano.
Operatori in camera: Valentina Cusano, Andrea Biganzoli, Paolo Bollini.

Da un'idea di Valentina Cusano.     
]]></description>
<pubDate>Wed, 09 May 2012 16:08:09 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[People|Ritratti]]></category>
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	<title><![CDATA["Suspects"    seconda parte - ]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA["Suspects"    - prima parte - ]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3137</link>
<description><![CDATA[PROTOCOLLO 23021976
COMUNICAZIONE RISERVATA 
TOP SECRET
MITTENTE: CIA
MESSAGGIO: massima priorità per la sicurezza internazionale


I Servizi Segreti Italiani hanno rintracciato e schedato 14 persone, sospette di essere state contagiate da un virus letale conosciuto con il nome di “Fotografia”. Questo virus generato in laboratorio da Valentina Cusano, nome già noto alle autorità competenti per comportamenti illeciti di utilizzo e diffusione del sapere fotografico, è stato iniettato dalla stessa Cusano con l’aiuto di Diego Boldini, probabile finanziatore dell’esperimento stesso, nella mente di 12 cavie. Gli effetti del virus sono estremamente pericolosi, si teme un ulteriore contagio su scala internazionale che possa portare altre persone, possibili cavie, al riconoscimento delle proprie capacità mentali e creative. La CIA ritiene pertanto questi soggetti contagiati altamente pericolose per la società e quindi sospette di comportamento illecito e criminale. Il laboratorio è stato localizzato a Barasso, in provincia di Varese (Italia), dove gli esperimenti hanno luogo diretti e organizzati dalla Signora Cusano e dal Signor Boldini, e dove, durante la missione “Fuori Fuoco” - 3 aprile 2012 - i sospetti sono stati catturati, fotografati, identificati e schedati dalle Autorità Italiane che hanno coordinato l’intera missione e l’arresto. L’operazione ha avuto esito negativo, in quanto i criminali sono riusciti a fuggire. Nel gruppo è stata inoltre identificata la presenza di un soggetto animale: pare infatti che la contaminazione sia stata sperimentata anche su un cane che risponde al nome di “Apple”. 

Priorità assoluta: ritrovare i sospetti ed eliminarli prima che il contagio si diffonda.

Nominativi individui ricercati
vedi allegati di identificazione:
Valentina Cusano
Diego Boldini
Raffaella G. Fidanza
Samanta Tamborini
Alessandra Lamperti
Sara Gambelli
Gianpaolo Freddi
Elena Giudici
Gaia Volpato
Luana Pintori
Marco Nandini 
Andrea Biganzoli
Francesco Cozzolino
Paolo Bollini
“Apple” (il cane)

NOTA n. 1
Consideriamo il soggetto Marco Nandini ancora recuperabile poiché il virus gli è stato iniettato da poco e gli effetti sono meno marcati: esso presenta ancora caratteristiche di tipica dipendenza sociale alla noia, alla superficialità, alla depressione, all’apatia e alla passiva accettazione delle regole che una società giusta e moderna come la nostra considera fondamentali e assolutamente inviolabili.
NOTA n. 2  
Effetti negativi del virus “Fotografia”: 
creatività stimolata e indotta
utilizzo elevato delle capacità percettive e sensoriali
uso consapevole del mezzo fotografico allo scopo di generare immagini di senso e significato
progettualità
passione
soggettività
terapia di gruppo e individuale
conoscenza tecnica e teorica
capacità di giudizio critico

Riteniamo infatti tutti questi effetti estremamente pericolosi e dannosi, poiché capaci di ridare ai soggetti contaminati la forza di reagire alle regole e alle istituzioni stesse che gestiscono l’uso, riconosciuto e unicamente accettato, delle immagini. Riteniamo infatti che le immagini non debbano mai raccontare o documentare, che debbano essere prive di significato e confinate in un utilizzo inconsapevole dell’apparecchio fotografico allo scopo di mantenere l’ordine sociale stabilito e la sicurezza internazionale. Il recupero e l’eliminazione di questi criminali è da considerarsi d’ora in poi di priorità assoluta.
	
                                      
                                      Direttore della CIA
                                         Michael Moore    









“SUSPECTS” è il titolo di questo progetto fotografico realizzato durante il corso di ritratto tenuto dalla fotografa Valentina Cusano presso Fotofficina – Associazione Culturale di Barasso (Varese): i partecipanti hanno preso parte ad un laboratorio pratico in cui hanno “interpretato” la parte dei sospetti e si sono fotografati. Pertanto ogni riferimento a persone, o fatti, o luoghi reali è puramente casuale, poiché questa è un’operazione di fantasia, un atto creativo pensato, organizzato, realizzato e presentato come progetto fotografico di ritratto dell’anno 2012.
E’ la nostra maniera di fare e parlare di fotografia adottando il metodo dadaista dell’ironia e della follia per denunciare uno stato delle cose che non ci piace.  
3 aprile 2012

Le fotografie sono state realizzate con la collaborazione di tutta la classe guidata e diretta da Valentina Cusano.
Operatori in camera: Valentina Cusano, Andrea Biganzoli, Paolo Bollini.

Da un'idea di Valentina Cusano.       
]]></description>
<pubDate>Wed, 09 May 2012 15:39:21 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[People|Ritratti]]></category>
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	<title><![CDATA["Suspects"    - prima parte - ]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA["Pure"]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3136</link>
<description><![CDATA["Pure" - beauty
photo: Davide Cattaneo
make-up: Pamela Colnaghi
model: Francesca Greco
www.davidecattaneo.eu]]></description>
<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:40:52 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Glamour|Beauty]]></category>
<guid>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3136</guid>
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	<title><![CDATA["Pure"]]></title>
	<url>http://www.photographers.it/free/images/reference/133654565210261_ref.jpg</url>
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</item><item>
	<title><![CDATA[PolaLife]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3133</link>
<description><![CDATA[La natura irriproducibile della polaroid. Errori e difetti che diventano pregi.]]></description>
<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:05:12 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Reportage]]></category>
<guid>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3133</guid>
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	<title><![CDATA[PolaLife]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Disegni di Luce]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3134</link>
<description><![CDATA[.....Raggi del sole riflettono sul mio pannello,  tra loro  le mie dita  si muovono  come su un pianoforte……. tocco la Luce. Le “note” si depositano con leggerezza e “scrivono lo spartito”....

Man mano che la mia passione per questo tipo di fotografia si è evoluta, ho trovato alcuni collegamenti tra la mia tecnica e quella di noti fotografi; quello con il quale mi sento più in sintonia è Làszlò Moholy-Nagy, il quale scrive: «il fotogramma è [...] il movimento della luce nello spazio. [...] Nel fotogramma, la realtà che ha generato l’opera esiste realmente (e al di là dell’immaginazione) senza esistere materialmente» (tratto dal libro “Meditazione e fotografia” di Diego Mormorio). 

]]></description>
<pubDate>Mon, 07 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
<guid>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3134</guid>
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	<title><![CDATA[Disegni di Luce]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[tatoo]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3131</link>
<description><![CDATA[tatoo convention]]></description>
<pubDate>Sat, 05 May 2012 17:11:04 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[People|Ritratti]]></category>
<guid>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3131</guid>
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	<title><![CDATA[tatoo]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Geometrie urbane]]></title>
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<description><![CDATA[milano]]></description>
<pubDate>Sat, 05 May 2012 16:56:15 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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	<title><![CDATA[Geometrie urbane]]></title>
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	<title><![CDATA[animali acquatici]]></title>
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<description><![CDATA[il mondo acquatico si trova a casa mia]]></description>
<pubDate>Sat, 05 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Natura]]></category>
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	<title><![CDATA[animali acquatici]]></title>
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	<title><![CDATA[Workshop Srilanka 2012]]></title>
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<description><![CDATA[La quarta edizione del Workshop di fotografia”in viaggio con il fotografo” vi darà la possibilità di utilizzare la tecnica fotografia digitale e analogica, approfondendo la tematica del reportage di viaggio. Conseguentemente verrà realizzato un portfolio proprio in loco secondo il programma prestabilito.
Viene richiesta attrezzatura propria, digitale o analogica;l’organizzazione stessa metterà a disposizione tutto il necessario per la post produzione o il salvataggio stesso dei files . Numero massimo 18 persone(w.t.p. ha la possibilità di mettervi a disposizione attrezzatura fotografica nikon).

per info
www.gjivovich.com
0039.3498029309]]></description>
<pubDate>Fri, 04 May 2012 23:12:16 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Viaggio]]></category>
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	<title><![CDATA[Workshop Srilanka 2012]]></title>
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	<title><![CDATA[CITY SLEEPERS]]></title>
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<description><![CDATA[L'abbandono al sonno, indifferente al rifiuto. Reclamare lo spazio e impossessarsene. Plasticità ignorata dalla sguardo che si volta nella negazione.]]></description>
<pubDate>Fri, 04 May 2012 20:51:27 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[People|Ritratti]]></category>
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	<title><![CDATA[CITY SLEEPERS]]></title>
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	<title><![CDATA[auto ritratto ]]></title>
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<description><![CDATA[al giorno d'oggi contano solo le apparenze...nessuno sa guardare oltre...dentro le persone...e da qua l'idea dell'oscurita'...dove nessuno vuole addentraresi..scoprire..capire e conoscere..e rimanere in superficie...]]></description>
<pubDate>Thu, 03 May 2012 23:37:19 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[People|Ritratti]]></category>
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	<title><![CDATA[auto ritratto ]]></title>
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	<title><![CDATA[Ethiopia...Red Blood]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3126</link>
<description><![CDATA[ETHIOPIA…RED BLOOD

Sono un viaggiatore. 
E i miei occhi hanno fame. 
Hanno fame di tutto ciò che possono vedere, scorgere, guardare in altri occhi. Occhi di gente sconosciuta che mi scruta e mi soppesa, cercando di capire chi io sia, se amico o nemico, se il mio sangue è rosso come il suo, se il coraggio e la paura, il dolore o la speranza danno a entrambi lo stesso fremito.
Tutto questo, ma non solo, vado cercando nei miei viaggi, inseguendo non il facile ricordo di una vacanza, ma la comprensione di ciò che ancora non conosco di questo sorprendente pianeta appeso nello spazio profondo, in cui caso o spirito divino ha infuso così tante e diverse forme di vita e di meraviglia, ma che tuttavia nessuna di esse sarebbe così lunga da poterle vedere tutte.
I miei spostamenti tra le varie latitudini mi hanno portato in Etiopia, a contatto con alcune tribù tra le quali ancora sopravvivono, a distanza di migliaia di anni, stili di vita, rituali e cerimonie iniziatiche non ancora contaminate dalle contemporanee abitudini globalizzanti. 
Anche se nella quotidianità le armi automatiche hanno soppiantato archi e lance.
Lungo le sponde del fiume Omo, ho potuto avvicinare l’etnia Surma e assistere a eventi tra i più spettacolari e, ai nostri occhi, inspiegabilmente cruenti, che fanno parte della loro cultura e che possiedono all’interno di essa una funzione sociale ben precisa, immutabile dagli albori della storia umana. Uomini e donne dall’aspetto altero e statuario conservano un’indole orgogliosa e indipendente, ancora sospettosa verso gli stranieri e a tratti bellicosa, praticano sui loro corpi pitture di artistico, selvaggio astrattismo e scarificazioni per testimoniare il coraggio e l’audacia nell’aver ucciso animali o nemici. Le donne deformano, secondo i nostri canoni, le loro bocche inserendo nelle labbra piattelli di legno o argilla che possono superare anche i quindici centimetri di diametro, vengono fustigate dagli uomini durante una cerimonia iniziatica e le cicatrici, dolorose e indelebili, dimostrano il loro coraggio nelle avversità, la fedeltà verso il clan e l’interesse maschile nei loro confronti. Più numerose saranno le cicatrici, da scarificazione e da fustigazione, più il piattello inserito sarà grande, più la donna sarà desiderabile e ambita come moglie.
Dal canto loro gli uomini, abili e indomiti guerrieri, per conquistare i favori femminili si sfidano in un duello rituale per nulla simbolico: la Donga. 
Tutto il villaggio o più villaggi si riuniscono per vedere questa lotta dove il sangue è copioso protagonista, in cui i guerrieri si affrontano con bastoni lunghi circa due metri e mezzo, percuotendosi con violenza. 
Nessun colpo è proibito. Un’unica regola: non si deve uccidere l’avversario.  
I vincitori saranno portati in trionfo e tra loro le donne nubili potranno scegliere il marito.
Il sangue, simbolo di audacia, di morte come di vita, scandisce l’esistenza di queste genti, tanto da essere bevanda sacrale al passaggio dei ragazzi all’età adulta. E’ il pasto di sangue, pratica ai nostri occhi impressionante, ma con grande valore simbolico per chi ancora, come loro, lotta per la vita faticosamente, quotidianamente in un corpo a corpo con la natura maestosa, ma spesso ingenerosa, di queste terre ancora primordiali.
Molte cose ho visto e imparato in questo viaggio e altrettante resteranno alla mia mente misteriose.
Sono un viaggiatore.
Ho immortalato il mio pasto perché, se anche i tuoi occhi hanno fame, tu possa dividerlo con me.

Gabriele Ferrari

Tutte le foto presenti in questa pagina e in questo progetto fotografico (Ethiopia...Red Blood) di Gabriele Ferrari, salvo diversamente specificato, appartengono a Gabriele Ferrari e sono protette a livello internazionale dai diritti di proprietà intellettuale in materia di tutela del diritto d'autore, legge n. 633/1941 e successive modifiche ed integrazioni.
Pertanto è vietata la riproduzione totale o parziale dei contenuti di questa pagina web senza l'autorizzazione scritta di Gabriele Ferrari.]]></description>
<pubDate>Thu, 03 May 2012 19:38:08 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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	<title><![CDATA[Ethiopia...Red Blood]]></title>
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	<title><![CDATA[MADAGASCAR REPORTAGE]]></title>
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<description><![CDATA[MADAGASCAR, LA GRANDE ISOLA DELL’ OCEANO INDIANO, DOPO UN LUNGO VOLO DA ROMA, ARRIVO AD ANTANANARIVO LA CAPITALE,  DENOMINATA COME   “LA CITTA’ DEI MILLE UOMINI”, EDIFICATA SU TRE LIVELLI  E DOMINATA DAL PALAZZO DELLA REGINA,  SI AFFACCIA SUL LAGO ANSOY. NEMMENO IL TEMPO DI RIPOSARSI DOPO IL LUNGO VIAGGIO, CHE SUBITO UN ALTRO VOLO MI PORTA A FORT DAUPHIN E DOPO TRE ORE DI PIROGA TRA LE MANGROVIE E LE TIPICHE PALME, ARRIVO AD EVATRA, UN VILLAGGIO LONTANO DA TUTTO CIO CHE SIAMO ABITUATI COME ACQUA LUCE GAS , CI SI IMMERGE COMPLETAMENTE IN UNA NUOVA VITA,  SI IMPARA A LAVARSI NEL FIUME,  PESCARE, CACCIARE, IO PER DUE GIORNI, MA LORO PER TUTTA LA VITA, AL TRAMONTO CI SI INTERROGA E LE MILLE DOMANDE MI FANNO RIFLETTERE SUL SENSO DELLA VITA: E’ SICURO CHE IL “BENESSERE” SIA LA VERA STRADA PER LA FELICITA’? …            
A MALINCUORE SALUTO GLI ABITANTI DEL VILLAGGIO PER RECARMI AD ANAKAO A SUD OVEST DELL’ISOLA ALLA RICERCA DELLE BALENE , A BORDO DI UNA BARCHETTA PRENDIAMO IL  LARGO … MA SEMBRA CHE PROPRIO QUEL GIORNO NON CI SIA NESSUN PASSAGGIO, MA DOPO UN ORETTA GUARDANDO ATTENTAMENTE QUALSIASI PUNTO E CON L ORECCHIO PRONTO AD UDIRE QUALCHE SPRUZZO, PROPRIO MENTRE LA SPERANZA SEMBRA PERDUTA … WOILA!!! UNA FAMIGLIA DI CINQUE BALENE APPARE COME DANZANDO TRA L ACQUA,  UNO STUPORE UNICO E AL QUANTO RARO, SONO DAVVERO CREATURE IMPONENTI ED EMOZIONANTI. 
AL RITORNO NELLA TERRA FERMA CI FERMIAMO NELL’ ISOLA DI NOSY VE PER UN PRANZO SPECIALE A BASE DI PESCE E VEGETALI SERVITI SU UNA FOGLIA DI BANANA.
IL VIAGGIO CONTINUA SENZA SOSTA E PROSEGUO IL MIO PERSCORSO VERSO RANOHIRA, DOVE MI ATTENDE UN LUNGO TREKKING DI DUE GIORNI PRESSO DEI CANION NEL PARCO DELL’ ISALO, UN TREKKING BELLISSIMO TRA SENTIERI TORTUOSI, CASCATE RINFRESCANTI, GOLE RIPIDE E VISTE MOZZAFIATO, DENTRO IL PARCO RIMANGO UNA NOTTE IN TENDA A GUARDARE LE STELLE E ASCOLTARE IL VERSO DEI LEMURI CHE SEMBRANO ACCETTARE LA MIA PRESENZA.
IN BUS RAGGIUNGO FINARANTSOA UN’ ALTRO TREKKING DI OTTO ORE NEL PARCO DI RANUMAFANA, QUI CI SI IMMERGE TRA LA VEGETAZIONE ALLA SCOPERTA DEI VARI TIPI DI LEMURI E ANIMALI CHE POPOLANO LA FORESTA, UN PERCORSO ESTENUANTE FATTO DI SENTIERI RIPIDI E INFINITI!
SEMPRE IN BUS PROSEGUO PER ANTSIRABE PER UN BAGNO NEL LAGO TURCHESE “TRITIVA”, E DOPO UN BREAK RILASSANTE, HO LA POSSIBILITA’ DI ASSISTERE AD UNA CERIMONIA MOLTO IMPORTANTE “FAMADIHANA” DOVE OGNI ANNO, DALL’ INIZIO DI GIUGNO FINO ALLA FINE DI SETTEMBRE, DI VILLAGGIO IN VILLAGGIO, LE TOMBE VENGONO RIAPERTE E I VIVI FANNO BALLARE I LORO MORTI DURANTE LE GRANDI FESTE, SECONDO LA TRADIZIONE I PROPRI ANTENATI VENGONO AVVOLTI IN NUOVI SUDARI DI STOFFA, PER POI RIPOSIZIONARLI COME PRIMA. UNA PARTICOLARE TRADIZIONE ALLA QUALE ASSISTO PARTICOLARMENTE INTERESSATO E UN POCHINO IMPRESSIONATO.
IL VIAGGIO PRENDE UNA PIEGA PIU RILASSANTE, CON UN AEREO RAGGIUNGO L’ ISOLA DI NOSY BE, DOVE CONOSCO “MANINA”, UNA DONNA ECCEZIONALE LA QUALE HA DECISO DOPO UN VIAGGIO DI PIACERE, DI MOLLARE TUTTO E DEDICARSI ALLA COSTRUZIONE DI SCUOLE, ALLA FORMAZIONE DI STRUTTURE OSPEDALIERE, AGLI INDIGENDI INSEGNANDO LORO UN MODO PER COMBATTERE LA MALNUTRIZIONE CHE E’ LA CAUSA PIU COMUNE DI MORTE. 
IN CATAMARANO COMINCIO LA MIA NAVIGAZIONE DI QUATTRO GIORNI NELL’ ARCIPELAGO DELLE ISOLE MITSIO, FORMATO DA ISOLE STUPENDE SCENARI PARADISIACI E ACQUA INCONTAMINATA, NON RESISTO ALLA TENTAZIONE DI INDOSSARE UNA MASCHERA E TUFFARMI, AMMIRANDO LE VARIE SPECIE DI PESCI CHE VIVONO TRA I CORALLI DI QUESTE ISOLE, UN’ ATMOSFERA RILASSANTE ACCOMPAGNATO DALLA BREZZA DEL VENTO CHE GONFIA LE VELE.
SBARCO AD ANKIFI AL NORD DELL’ ISOLA PER POI RAGGIUNGERE DIEGO SUAREZ DOVE IL MIO VIAGGIO NON TERMINA PRIMA DI MERAVIGLIARMI DAVANTI AL TSINGY ROUGE, UNA FORMAZIONE DI ROCCIA ROSSA SCOLPITA DAL VENTO, STANCO MA FELICISSIMO DEVO FARE RITORNO ALLA CAPITALE ANTANANARIVO, DOVE AIME’ MI ATTENDE IL VOLO PER ROMA.                 
LEONARDO SALSANO
]]></description>
<pubDate>Thu, 03 May 2012 18:51:42 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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	<title><![CDATA[MADAGASCAR REPORTAGE]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Il silenzio]]></title>
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<description><![CDATA[Il silenzio è un’atmosfera magica, sempre più rara, che si nasconde nelle vie deserte, nelle strade della notte, nella quiete della montagna
Lo scopri, percorrendo lentamente le vie ancora acciottolate, negli sguardi muti di una bambola nella vetrina dell’antiquario, nella corona di peperoncini che dondola nella cucina del ristorante ormai deserto.
Se il tuo pellegrinare ti porta nel Museo, la luce che filtra attraverso le pesanti tende o le voci del passato bisbiglianti ai piedi della bandiera rendono il momento ovattato e irreale.
Nel gelo dell’inverno il silenzio trionfa: anche il cane tace, il paesaggio muto si specchia nei vecchi vetri, mentre il vento fa il padrone giocando con ciò che resta delle tende nella casa abbandonata. 
La notte è il momento migliore, puoi immaginare chi si sta addormentando dietro il riflesso di un lampione, oppure spiare dalla vetrata del bar le mossa del gioco che ama più di tutti il silenzio assoluto
]]></description>
<pubDate>Thu, 03 May 2012 00:00:00 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
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	<title><![CDATA[Il silenzio]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Circus]]></title>
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<description><![CDATA[Una serie di ritratti realizzati dietro le quinte del Circo Boreal a gennaio a Roma.


"Cosa si nasconde dietro le maschere?

Quale è la falla nella difesa che alziamo per nasconderci agli altri?

Quanto di noi c’è nello sguardo di coloro che ci circondano?

Se guardiamo nello sguardo di chi è abituato a giocare con la fantasia del prossimo.

Di chi si mischia alle luci di un palcoscenico per poi nascondersi
nelle ombre della normalità.

Di chi vive dentro un tempo senza istanti e per qualche ora
gioca a cercare il bambino perso dentro ognuno di noi
cosa troviamo?

Non troviamo qualcosa che potremmo trovare dentro una fabbrica di ferro e luce?

Dentro un ospedale?

Dentro un ufficio o in metropolitana?

Fulvia Bernacca entra nel cuore di una grande produzione circense come quella del circo Boreal e scopre gli sguardi degli artisti in un emozionante fermo immagine
tra un’attrazione e l’altra. Nel backstage, in mezzo ad uno spettacolo ancora da scrivere
e attraverso sguardi dove più che scoprire qualcosa di sconosciuto, possiamo riscoprire noi stessi."

Ivan Eotvos
(ufficio stampa della Zoppis Productions)
]]></description>
<pubDate>Wed, 02 May 2012 15:38:10 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[People|Ritratti]]></category>
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	<title><![CDATA[Circus]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Nuoto Master. Dodici mesi un unico pensiero]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3119</link>
<description><![CDATA[Questo progetto è un calendario fotografico realizzato con la collaborazione della squadra nuoto master Eschilo1 di Roma. Gli atleti, che hanno età molto diverse tra loro, si va dai 25 ai 70 anni, e che sono professionisti nei più svariati settori lavorativi, sono uniti da una forte passione per il nuoto. A letto, in bagno, in metro, in cucina, durante una partita di scacchi, al bar, o al supermercato: situazioni comuni, all'interno della giornata, in cui la passione prevale e così, avvocati, imprenditori, chef e farmacisti si spogliano per vestirsi solo di costume, cuffia e occhialetti. 
Tutti gli attori presenti nel calendario sono nuotatori della squadra nuoto master Eschilo1.]]></description>
<pubDate>Wed, 02 May 2012 14:10:25 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Sport]]></category>
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	<title><![CDATA[Nuoto Master. Dodici mesi un unico pensiero]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Sotto il grande cielo del Madagascar_Profumi e sapori in terra Merina, Betsileo e Bara]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3118</link>
<description><![CDATA[Sotto il grande cielo del Madagascar
Profumi e sapori in terra Merina, Betsileo e Bara

Fotografie: Enrico Formica
Testi:      Maria Vassallo
>Uno sguardo insolito sul mondo malgascio, in particolare le terre del centro-sud abitate dalle etnie Merina, Betsileo e Bara, del quale si evidenziano gli aspetti ambientali, paesaggistici, culturali e sociali. 
 L'interesse verte sulle risorse del territorio, sul lavoro faticoso e talvolta improbo che la popolazione malgascia deve svolgere per soddisfare il fabbisogno alimentare, in un rapporto intenso e ancora simbiotico con la terra.
Il popolo malgascio è paziente e parsimonioso; tuttavia, nonostante la laboriosità e la disponibilità di risorse naturali, il paese è poverissimo e si trova a pagare drammaticamente le conseguenze di politiche sbagliate e di assoggettamento coloniale concluso solo pochi decenni orsono.
>Le fotografie, veri ritratti d'ambiente (realizzate in 24x36, 6x7, orbicolari 150°>400°), privilegiano la vita reale, i diversi momenti della giornata fino alla sera inoltrata. Ci portano dentro alle situazioni, nei mercati, nelle vie e nei campi, quasi a toccare i fili d'erba, sentire i profumi della terra, ascoltare le voci del villaggio, sorprenderci con la bellezza dei volti e l'eleganza dei portamenti.
>La pubblicazione è ora disponibile, informazioni: enfo@enricoformica.it]]></description>
<pubDate>Wed, 02 May 2012 10:10:19 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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	<title><![CDATA[Sotto il grande cielo del Madagascar_Profumi e sapori in terra Merina, Betsileo e Bara]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[il terzo paesaggio]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3117</link>
<description><![CDATA[Questo lavoro si ispira al concetto di Terzo Paesaggio, creato da Gilles Clément, agronomo e filosofo francese contemporaneo. Il termine Terzo Paesaggio indica tutti quei luoghi abbandonati dall’uomo, spesso piccoli e diffusi, quasi invisibili. Sono spazi diversi per forma e dimensione, accomunati dall’assenza di ogni attività umana, di cui  però si percepisce la presenza passata. In questi luoghi la natura esprime la sua forza, riappropriandosi degli edifici e creando un nuovo luogo in cui natura e costruzioni umane si fondono in una nuova forma. 
Queste immagini sono state esposte presso la Libreria Hoepli di MIlano nel 2012]]></description>
<pubDate>Wed, 02 May 2012 09:52:42 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
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	<title><![CDATA[il terzo paesaggio]]></title>
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</item><item>
	<title><![CDATA[Masai]]></title>
<link>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3116</link>
<description><![CDATA[Uno dei popoli più "colorati" al mondo visto attraverso l'essenzialità del bianco e nero]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 23:02:45 +0200</pubDate>
<category><![CDATA[Reportage]]></category>
<guid>http://www.photographers.it/progetto.php?id=3116</guid>
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	<title><![CDATA[Masai]]></title>
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</item></channel>
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