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News » Pubblicazioni » Scheda News

Pino Bertellli pubblica TINA MODOTTI
Autore: Luca B Pagni - Pubblicato il 28/12/08 - Categoria Pubblicazioni
Gradimento: Molto Interessante
Questa pagina è stata visitata 2308 volte

Pino Bertellli ha pubblicato il libro:

"Tina Modotti - Sulla fotografia sovversiva. Dalla poetica della rivoluzione all'etica dell'utopia",

per i tipi di
NDA Press e con introduzione di Maurizio Rebuzzini.

 

Giovedì 29 Gennaio 2009 dalle ore 18:00

presso la Feltrinelli International

in via Zamboni, 7/b a Bologna

Presentazione di Tina Modotti (Nda) di Pino Bertelli
 

L’autore ne parla con il Prof. Claudio Marra, Federica Mazzurelli e Maurizio Rebuzzini.
 


 

La penna libertaria del fotografo di strada Pino Bertelli,
incontra lo sguardo e la storia di Tina Modotti,
una delle figure più enigmatiche e iconiche del comunismo e della fotografia mondiale,
ricollocandone il lavoro nel suo contesto, sovversivo ma naturale.

Non è una biografia, né un romanzo, né una tesi accademica su Tina Modotti,
di cui sono pubblicate oltre 40 foto.

È un pamphlet ereticale, un saggio irriverente, uno studio amoroso in forma di elogio,
anche sulla filosofia politica, estetica e sovversiva di una donna libera,
di un'artista straordinaria e di una rivoluzionaria di professione che,
al di là di ogni tentazione celebrativa o di crocifissione,
resta una protagonista della fotografia contemporanea
ed una delle figure più importanti ma scomode del '900.
 




Nel libro si parla a lungo di Vittorio Vidali,
che "faceva parte della polizia segreta sovietica
(il GPU e il NKVD, sui quali crimini è stato fondato il KGB)";
di Angelo Masutti, che faceva il traduttore per Vidali;
e del lavoro politico di Tina  Modotti
consistente nello "scrivere opuscoli rivoluzionari, compilare schede,
elaborare articoli che dovevano far insorgere le classi operaie in fermento,
mentre in Unione Sovietica Stalin faceva imprigionare e ammazzare milioni di contadini dissidenti
e lei, presa del suo lavoro, forse... non si accorgeva di nulla.

Più tardi, la Stasova, per ordine del Partito fa onorare l'abnegazione della Modotti allo stalinismo
con una medaglia e trecento rubli.

La "puttana d'alto borgo" (come sovente la chiamava Vidali),
aveva trovato una casa e una ragione per vivere.
Il silenzio su tanti terrori era d'obbligo..."

Nel 1933 Tina Modotti è in Spagna, a Madrid, per conto del Soccorso Rosso.
Viaggia clandestinamente in tutta Europa.
Vidali ci racconta che per lei "il Partito ha sempre ragione".
 





"I compagni Vidali e Modotti sono spediti a Parigi per costituire un nucleo clandestino
e approfondire i contatti con i comunisti francesi. Vidali venne arrestato come spia sovietica,
fece tre giorni di galera e poi espulso dal paese."

"Nella guerra civile di Spagna l'apporto delle donne è stato importante.
La loro resistenza in armi ha segnato la fine della subordinazione imposta dalla storia dell'uomo
e conquistato il diritto della donna alla partecipazione legislativa ed etica
delle democrazie dirette o delle comunità libertarie.

Le donne in rivolta pubblicarono le loro riviste
(Companya, Muchachas, Mujeres libres, Noies muchachas, Ttrabajadora e Pasionaria)

e sulle loro barricate mostrarono di non volere solo il pane e le rose,
ma anche la libertà di amare e di essere amate..

Le Mujeres  Libres della rivoluzione sociale elaborarono una riforma sessuale
che prevedeva l'aborto, il divorzio e l'assistenza sanitaria gratuita.

Federica Montseny, Dolores Ibarruri, Clara Campoamor o Tina Modotti,
restano figure del riscatto radicale femminile e della liberazione delle donne
come mezzo per raggiungere l'emancipazione dell'umanità tutta.

La fotografa ebrea, Gerda Taro, morirà nella Rivoluzione di Spagna
e lascerà una memoria fotografica nella quale chiedeva la nascita di una nuova storia
desacralizzata da ogni simulacro. La Taro è stata una pioniera della fotografia d'impegno civile....   "

Pino Bertelli, con la sua tipica schiettezza descrive le vite di Tina Modotti e Gerda Taro,
sollevando l'interrogativo se Tina Modotti si rendesse conto o meno
delle atrocità che i suoi compagni ed il suo uomo (alias comandante Carlos)
avevano commesso in Spagna ed in Unione Sovietica con il dittatore Stalin.

Su questo e su  molto altro Pino Bertelli ci apre la mente,
facendoci ragionare sul futuro dl genere  umano
anche attraverso "La
poetica della bellezza disseminata nell'opera di Tina Modotti
riflette il destino dei ritrattati nel destino del
mondo.

In ogni immagine radicale della Modotti, anche nelle meno riuscite,
c'è una trattazione del corag­
gio, dell'immaginazione, dell'amore archetipale della civiltà dimenticata.

La pratica della bellezza che fuo­riesce da queste fotografie ricorda non poco la fantasia creatrice del chassidismo,
specie nei
dieci gradini della saggezza, dove si legge che "in ogni uomo vi è qualcosa di prezioso,
che non si trova in nessun altro... "ama
il prossimo tuo come qualcosa che tu stesso sei"."

Maurizio Rebuzzini, nell'introduzione al libro, scrive che:

"
la profonda riflessione di Pino Bertelli è stata guidata soltanto, non soprattutto,
da una neutralità di pensiero a un tempo assoluta e inderogabile.
Per lui sono concrete sia Tina Modotti donna, sia Tina Modotti feroce militante comunista,
sia Tina Modotti
fotografa. Però, allo stesso momento, nessuno di questi momenti, indivisibili tra loro,
è determinante e
fuorviante, nessuno basta per indurre Pino Bertelli a prese di posizione preconcette.
Così, con mente sere­na e sgombra, ha potuto volgere uno sguardo orbicolare, a trecentosessanta gradi,
senza soluzione di con­
tinuità: nessuna presa di posizione a favore o contro,
ma soltanto partecipe osservazione da condividere
con i propri lettori (e speriamo siano molti)."


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