Sabato 28 novembre 18,30 / 19,00 evento PBZR x Bookcity
Istituto Italiano di Fotografia, via Enrico Caviglia, 3, 20139 Milano – Tel: 02 5810 5598
Presentazione con Angelo Cucchetto e Loredana De Pace delle fanzine vincitrici del Premio Fanzine Review, Laura Sanesi con lafanzine “Bantone” ed Elisabetta Sveva Piccolo con la fanzine “Tomei Ningen”
Il Premio FANZINE REVIEW, giunto alla terza edizione, valorizza le fanzine fotografiche d’autore come strumenti di ricerca, narrazione e sperimentazione visiva.
Promosso da Photographers.it con l’Istituto Italiano di Fotografia e quest’anno con la co-organizzazione dello Studio CAOS di Loredana De Pace, offre visibilità a progetti indipendenti, sostenendo la creatività editoriale e favorendo l’incontro tra autori, professionisti e appassionati. Un’occasione per scoprire nuove visioni fotografiche e riconoscere il valore della fanzine come forma espressiva contemporanea.
Grazie alla stampa digitale è ora possibile per un autore realizzare e far stampare anche in unico esemplare o poche copie un contenitore editoriale di una serie artistica, o una storia fotografica, un reportage, una serie intimista, un prodotto editoriale basato sulla fotografia che abbia una valenza autoriale anche senza una tipica foliazione da libro.
Le due vincitrici di questa edizione sono:
Laura Sanesi con la fanzine “Bantone”
BANTONE – Waste Edition è una fanzine che mette in discussione un gesto tanto comune quanto dannoso: abbandonare i rifiuti organici in natura, pensando che siano innocui. Attraverso un linguaggio fotografico diretto, colori e contrasti visivi, il progetto racconta ciò che spesso non vediamo: l’impatto sugli animali, la contaminazione del suolo e i tempi di decomposizione. Un invito a cambiare prospettiva e a ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Perché naturale non significa innocuo. E il rispetto della natura comincia dai piccoli gesti.
Elisabetta Sveva Piccolo con la fanzine “Tomei Ningen”
Tōmei Ningen – Persone Invisibili è una fanzine fotografica di Elisabetta Sveva Piccolo che esplora il mondo delle Persone Altamente Sensibili attraverso la metafora del Furin, la tradizionale campana a vento giapponese. Immagini eteree, trasparenze e vibrazioni visive raccontano una sensibilità spesso invisibile, capace di percepire con intensità ciò che agli altri sfugge. Un progetto poetico sulla diversità della percezione e sulla forza silenziosa di chi sente il mondo più profondamente.

